Andrea Battistoni dirige il penultimo Concerto al Filarmonico di Verona

In apertura sarà proposta la Sinfonia n. 5 op. 95 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák; seguono Rapsodie Espagnole e Daphnis et Chloé, Fragments Symphoniques, Suite n.2 di Maurice Ravel.

Il Concerto, a causa dell’improvvisa indisposizione del violinista Sergej Krylov che si sarebbe dovuto esibire nel Concerto n. 4 di Paganini, si apre con la più famosa delle sinfonie del compositore ceco Antonín Dvořák.

La Sinfonia n. 5 op. 95 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” viene composta a New York tra il 19 dicembre 1892 e il 24 maggio 1983 ed eseguita per la prima volta il 16 dicembre dello stesso anno diretta dall’ungherese Anton Seidl. L’anno precedente Dvořák aveva infatti accettato l’incarico come direttore del National Conservatory di New York offertogli durante un precedente soggiorno americano. Grande era stato l’interesse del compositore per la tradizione musicale negro-americana e pellerossa. L’autore, pur essendo fortemente ispirato da quelle musiche, le filtra e le rielabora attraverso la sensibilità europea. La melodia è articolata in forma ciclica mediante la ricorrenza del tema iniziale dell’Allegro molto; all’elegiaco Largo, in forma strofica, fa contrasto il vivace Scherzo; assai imponente è l’Allegro con fuoco del finale, contenente il tema più maestoso di tutta la sinfonia.

La seconda parte del Concerto è tratta dal repertorio di Maurice Ravel: Rapsodie Espagnole costituisce la prima importante opera sinfonica del compositore francese. Composta nel 1907, traduce in forma orchestrale una delle pagine pianistiche più celebri di quel tempo, l’Habanera. La versione per due pianoforti, composta nel 1895, era stata eseguita alla Société Nationale de Musique il 5 marzo 1898. Manuel de Falla si era innamorato di quel brano, come si evince dalle sue stesse parole: «La Rhapsodie mi sorprese per il suo autentico carattere spagnolo. In perfetto accordo con ciò che io penso, l’ispanismo di Ravel non era affatto ottenuto mediante una pedissequa utilizzazione di documentazioni popolari, ma con un libero impiego di ritmi, melodie modali ed evoluzioni proprie della nostra lirica popolare». Quegli stessi elementi folcloristici, caratterizzati da suggestioni evocative e pittoriche, vengono ulteriormente sviluppati nella Rapsodie Espagnole del 1907 eseguita per la prima volta a Parigi il 23 marzo 1908.

Il Concerto si conclude con Daphnis et Chloé, Fragments Symphoniques, Suite n.2, con la presenza del Coro dell’Arena di Verona. Il balletto Daphnis et Chloé, rappresentato al Théâtre du Châtelet l’8 giugno 1912 sotto la direzione dello stesso Ravel, regala al compositore uno dei più immediati ed entusiasti successi della sua carriera. Daphnis, vittorioso in una gara di danza, riceve in premio l’amore di Chloé; la giovane, però, è rapita nel corso di una scorribanda di pirati. Viene quindi invocato il dio Pan che appare ai pirati e li disperde, liberando la fanciulla. Così, con il sorgere del sole, Daphnis e Chloé possono celebrare il proprio amore. Si tratta di una delle partiture più coinvolgenti ed animate di Ravel, grazie ad una stesura melodica di grande efficacia lirica insieme a suggestioni permeate di naturalismo arcadico e favolistico, intensificate dalla presenza del coro.

Per informazioni e biglietti: www.arena.it

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Il nono Concerto rientra nell’iniziativa Ritorno a Teatro riservata ai più giovani all’interno del progetto Arena Young 2016-2017: gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, le famiglie, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo al prezzo speciale di € 4,00 (studenti) e € 8,00 (adulti accompagnatori).

L’appuntamento è per venerdì 5 maggio alle 19.00 con il Preludio alla Sinfonica, un momento di introduzione al linguaggio musicale del Concerto, seguito da un aperitivo nel Bar del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona
tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

Comunicato Stampa

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