Amo la lirica: Verdi su tutti ed in particolare Falstaff

( Alessandra Giorda) Direttamente da Singapore l’intervista all’Ambasciatore Raffaele Langella con il quale “parleremo”  di musica e cucina due settori graditi a noi tutti per compiacere  tre dei nostri sensi: udito, gusto ed olfatto.

Ad una manciata di ore dall’inaugurazione della diciottesima  edizione  del Festival Verdi – Parma e Busseto-  l’Ambasciatore Langella confessa che è  proprio il Cigno di Busseto a fare breccia nel suo cuore.

E’ dal quarto centro finanziario più importante del mondo che capiremo i gusti dei Singaporeani ed affronteremo varie tematiche. Dalla lirica al musical senza dimenticare l’evento più importante dell’anno indetto dalla Farnesina in tutte le Ambasciate d’Italia nel mondo: la Settimana della Cucina Italiana. Come ogni diplomatico durante il suo mandato anche l’Ambasciatore Raffaele Langella ha un progetto in particolare che intende attuare. Quale sarà? Buona lettura

Qual è la risposta dei Singaporeani rispetto al made in Italy?

I Singaporeani conoscono bene l’Italia, e sono molto interessati al nostro export. Si tratta di un attaccamento quasi sentimentale, che si nutre di passione. Con ICE, Camera di Commercio, Accademia della Cucina, e con il contributo delle diverse associazioni italiane a Singapore, ci stiamo impegnando a consolidare il sentimento positivo nei confronti dell’Italia, ed a declinarlo anche, quando possibile, in scelte di consumo.

Parliamo di musica: l’opera lirica a Singapore quanto è apprezzata?

La lirica qui a Singapore stenta a decollare, e continua ad essere appannaggio di una ristretta elite di appassionati. La significativa distanza dall’Italia non aiuta, le agenzie di distribuzione debbono affrontare delle spese molto elevate per il trasporto delle compagnie e del loro equipaggiamento. Questo influisce sul costo dei biglietti, facendo dell’Opera un lusso da cultori. Contemporaneamente, non e’ difficile incontrare appassionati di lirica che praticano il canto come hobby, e si esibiscono in privato. E’ un modo per condividere la passione per la musica, e contemporaneamente frequentare persone interessanti.

 Qual è l’opera che più Le piace?

Amo la lirica, se non altro perche’ sono cresciuto in una famiglia di melomani. Verdi, su tutti, ed in particolare Falstaff. Anche se dovrei dire Otello, che e’ l’opera preferita di mia moglie Debora.

 Cosa rappresenta per Lei la musica e qual è il genere preferito?

La musica e’ una specie di rifugio, un luogo in cui perdersi. Amo (quasi) tutti i generi, salvo quelli dai nomi impronunciabili che ascolta mio figlio. Ma confesso che si tratta probabilmente di un mio limite culturale.

 

 

 

Il 4 Settembre scorso è sbarcato in Spagna il musical pluripremiato in Aregentina ed  evento dell’anno 2016, Franciscus, una razon para vivir. Il musical sarà in un importante tour europeo, ma con l’obiettivo di un tour mondiale. La nostra italianità è messa in luce poiché il musical parla di San Francesco di Assisi e porta con sè un messaggio di pace, amore ed evangelizzazione. Un amore incondizionato senza alcuna barriera rispettando il credo di ogni popolo. Come sarebbe accolto a Singapore, dove la maggior parte della popolazione è tra malesi, indiani, cinesi e dalla comunità italiana, che oltre ad essere uno spettacolo strepitoso è ricco di importanti messaggi?

Credo che il messaggio di Franciscus sia universale, e possa essere compreso ed apprezzato da chiunque. Singapore e’ uno Stato che ha fatto del rispetto e della comprensione una bandiera nazionale. Sono certo che l’opera sarebbe in sintonia con il genius loci.

Qual è il progetto a cui tiene maggiormente e che intende attuare durante il Suo mandato?

Mi piacerebbe rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le Universita’ dei due Paesi. Molto del successo di Singapore si spiega con l’affermazione di Universita’ che, per quanto giovani, sono in pochi decenni diventate dei solidi punti di riferimento a livello planetario. I margini ci sono, soprattutto nel campo della ricerca.

Tra fine Ottobre e i primi giorni di Novembre prossimo si svolgerà l’importante evento promosso dalla Farnesina riguardo la cucina italiana. Quanto si mangia italiano a Singapore? 

La cucina italiana a Singapore è molto conosciuta ed anche molto apprezzata. Sono qui presenti molti ristoranti italiani, la maggior parte di qualità, in alcuni dei quali operano cuochi “stellati”. L’Italian fine dining e’ ubiquo, ma stenta ad affermarsi il consumo domestico di prodotti italiani. E’ per questo che cercheremo di attuare iniziative che dimostrino ai Singaporeani che la cucina italiana puo’ essere accessibile e soprattutto facile.

Quali saranno gli eventi correlati di maggiore importanza?

Numerosi e di varia natura saranno le iniziative dedicate alla settimana della cucina italiana. Abbiamo coinvolto la maggior parte dei ristoranti italiani affinché durante la settimana vengano serviti dei menu ad hoc.
Avranno luogo due dinners organizzati dall’Accademia italiana e dalla Camera di Commercio Italiana che contribuiranno a diffondere l’immagine della nostra cucina. L’agenzia ICE realizzerà, in collaborazione con la rivista Wine & Dine, una giornata dedicata ai nostri vini alla quale parteciperanno 20 aziende italiane. Durante l’evento verranno organizzati un wine testing, un seminario ed a conclusione della giornata un gala dinner.
In collaborazione con una nutrizionista italiana e la società Barilla si dovrebbe svolgere un seminario sui benefici della dieta mediterranea. I media locali ed i vari blogger del settore verranno coinvolti nelle varie iniziative.

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