Il tenore Joel Prieto debutta in Cina con Il flauto magico

Il cantante nato a Madrid e cresciuto a Porto Rico interpreterà il ruolo di Tamino i giorni 21 e 23 luglio al Tianqiao Performing Arts Center di Pechino.

Dopo il suo passaggio negli ultimi due mesi nei teatri di Dresda, Düsseldorf, Varsavia e Mosca, il tenore spagnolo-portoricano Joel Prieto tornerà nei panni del principe Tamino de Il flauto magico di Mozart, con il quale ha appena debuttato con grande esito al Teatro Bolshoi, questa volta per il suo debutto in Cina, al Tianqiao Performing Arts Center nella capitale asiatica (21 e 23 di luglio). E lo farà di nuovo con la geniale messa in scena di Barrie Kosky e Suzanne Andrade per la Komische Opera di Berlino, che rende omaggio al cinema muto e che Joel Prieto ha già interpretato al Teatro Real di Madrid, al Teatro di Varsavia e al Bolshoi di Mosca.

Continua...

Anna Pirozzi ed Emma Dante le punte di diamante del macabro Macbeth al Regio di Torino

( Alessandra Giorda) Svariati minuti applausi per lo spettacolare Macbeth al Teatro Regio di Torino. Senza dubbio un cast notevole dove un plauso va a tutti indistintamente per avere dato il meglio.

Il I atto si apre con il coro della streghe dal carattere grottesco e ironico  sulle note ” Che faceste? Dite su ! ” che ha un ottimo impatto scenico. Molto bene il  duetto tra  Macbeth, Dalibor Jenis e Banco, Vitalij Kowaljow ” Due vaticini compiuti or sono….“. Al sopraggiungere di Lady Macbeth, Anna Pirozzi  con la cavatina ” Vieni! T’affretta !” si delinea già che il soprano napoletano sarà la vera protagonista di questo Macbeth.  Doti vocali eccelse, soprano spinto notevole e presenza scenica eccellente. Grande interpretazione ed alla fine semi standing ovation del folto pubblico che già nel primo atto ha esternato molteplici commenti positivi e scroscianti applausi. La Pirozzi ha saputo mettere in scena una Lady Macbeth che è l’ impersonificazione del male e della sete di potere. Sanguinaria e spietata, dalle forti tinte con un accenno di dolcezza, ma dove l’ascesa la potere la rende abile manipolatrice della mente di Macbeth. Lo induce al delitto, per il quale lui proverà anche rimorso pur essendo incapace di pentimento. Bravissima  nella romanza ” La luce langue” del II atto e nella scena del sonnambulismo, nel IV atto, sulla celebre aria ” Una macchia è qui tutt’ora”.

Macbeth, il baritono Dalibor Jenis, si conferma un artista di notevole spessore, in un ruolo non facile, mettendo in luce tutti i risvolti psicologici di un personaggio dalla mente bipolare.  Incontra il soprannaturale che rappresenta il tormento, le colpe e le angosce dell’animo umano. Ormai lui è un uomo combattuto e travagliato e completamente manipolato.  Jenis, che forse all’inizio è arrivato poco al cuore degli spettatori, raggiunge l’apice quando nel IV atto sulle note di ” Pietà, rispetto, amore” conquista il pubblico che lo ricambia  con un applauso copioso e numerosi consensi.

Molto bello il balletto ” Grand Ballet”, inserimento della revisione del 1865, che fu tappa obbligata per i gusti parigini.

Bene anche il coro nel IV atto con la celebre aria ” Patria oppressa“, quella con la quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento. Dove si delineano morti, disastri e catastrofi . Su questo elemento c’è l’attualità che si sposa molto bene con periodo storico in cui viviamo.

Continua...

Il Premio Viareggio Repaci per la commemorazione di Gramsci

Il 20 Giugno  a Roma, dalle 13 a Palazzo Madama, ha avuto luogo la presentazione dell’edizione 2017 del 88esimo Premio Letterario Viareggio Repaci e la commemorazione del settantesimo anniversario dell’assegnazione del riconoscimento (post mortem) alle “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci. All’incontro nella Sala Nassirya sono intervenuti i senatori di Articolo 1 Manuela Granaiola (promotrice dell’iniziativa) e Miguel Gotor, che aveva vinto il Viareggio nel 2008 per la saggistica, con l’epistolario di Aldo Moro; la presidente del premio Viareggio-Repaci, Simona Costa; il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro; infine Rino Caputo, in rappresentanza della Fondazione Gramsci. E’ stato deciso, inoltre, d’intesa con la Fondazione Gramsci e l’Istituto Storico della Resistenza di Lucca (diretto da Stefano Bucciarelli anch’egli presente) che il Premio e il Comune promuoveranno un Convengo su Gramsci a Viareggio, in occasione del 70esimo anniversario dell’attribuzione del riconoscimento alla memoria al politico, avvenuta nel 1947. L’incontro avverrà nel pomeriggio di sabato 26 agosto, il giorno precedente la finalissima del Premio.

Continua...

Importante il punteggio ottenuto all’esame di Maturità

Il voto del diploma non è solo un numero per gli oltre 450mila studenti che stamane hanno affrontato la prima prova della Maturità 2017. A dirlo non solo i dati statistici diffusi da AlmaDiploma, secondo cui chi ottiene una votazione alta, pari a 100, ha l’80% di chance in più di trovare un’occupazione dopo il diploma di chi ottiene 60, ma anche i massimi esperti nel campo dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Per scardinare la controproducente tendenza vigente tra molti giovani nel dire “l’importante è il pezzo di carta”, i recruiter sottolineano infatti che, oltre ad accrescere le possibilità di trovare più in fretta un lavoro maggiormente qualificante e remunerativo, una buona votazione incrementa anche le chance di accedere alle più prestigiose università italiane e internazionali. Ma non è tutto, il tanto famigerato “numero” esprime la ricchezza e la profondità del proprio bagaglio culturale, aspetto non secondario per i cacciatori di teste alla ricerca della risorsa più adeguata a ricoprire un ruolo in azienda.

Continua...

Il Teatro Regio di Torino è Ambasciatore della Cultura nel mondo

( Alessandra Giorda) E’ stata presentata ieri la Stagione 2017/2018 al Teatro Regio di Torino con la presenza del Sovrintendente Walter Vergnano, Il Direttore Artistico Gastón Fournier-Facio ed il Direttore Musicale Gianandrea Noseda. Presente anche l’Assessore alla Cultura Francesca Leon e la Sindaca Chiara Appendino che è arrivata con qualche minuto di ritardo, causa impegni di lavoro.

Senza dubbio una stagione ricca con opere in cartellone di notevole interesse che spaziano per 400 anni di storia dell’opera. Dirigeranno le bacchette più importanti del mondo. L’Assessore Leon ha ribadito come il Teatro Regio di Torino sia Ambasciatore della Cultura nel mondo. Sarà infatti ad Edimburgo con La Bohème, Gstaad con Aida, a Muscat, in Oman sempre con Aida ed a Parigi con Macbeth.

Da evidenziare che il cartellone proposto non riguarda solo opere liriche, ma è arricchito da un musical in due atti, EVITA in esclusiva italiana solo a Torino, dal Galà di Danza con Roberto Bolle and Friends, i balletti Lo Schiaccianoci ed Il lago dei Cigni.

 

STAGIONE D’OPERA E DI BALLETTO 2017-2018

10 – 22 Ottobre 2017
Tristano e Isotta
di Richard Wagner

15 – 26 Novembre 2017
Falstaff
di Giuseppe Verdi

5 – 10 Dicembre 2017
CORPO DI BALLO DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT
Lo schiaccianoci
di Pëtr Il’ič Čajkovskij

13 – 19 Dicembre 2017
BALLETTO DEL TEATRO MARIINSKIJ DI SAN PIETROBURGO
Il lago dei cigni
di Pëtr Il’ič Čajkovskij

29 – 31 Dicembre 2017
Roberto Bolle and Friends
Gala di Danza

16 – 25 Gennaio 2018
Turandot
di Giacomo Puccini

15 – 24 Febbraio 2018
Salome
di Richard Strauss

13 – 21 Marzo 2018
L’Orfeo
di Claudio Monteverdi

16 – 25 Marzo 2018
Il barbiere di Siviglia
di Gioachino Rossini

17 – 28 Aprile 2018
I Lombardi alla prima crociata
di Giuseppe Verdi

4 – 9 Maggio 2018
Evita
di Andrew Lloyd Webber

16 – 27 Maggio 2018
Il segreto di Susanna
di Ermanno Wolf-Ferrari

La Voix humaine
di Francis Poulenc

A seguire il comunicato stampa

Continua...

Sono una Lady Macbeth sanguinaria, spietata e assetata di potere

( Alessandra Giorda) In occasione del Macbeth al Teatro Regio di Torino, incontro il soprano del momento: Anna Pirozzi. Donna piacevolissima e artista di notevole spessore. Partenopea di nascita, ma studia tra Aosta e Torino e la sua carriera vede la luce nel 2012 proprio nel teatro lirico della capitale subalpina. Colpisce ed affonda spettatori e critica dando un’impennata alla sua carriera che la porterà da subito ad essere considerata la prossima “Anita Cerquetti, il più grande soprano drammatico di coloratura dal 1945 a oggi.” Gira il mondo chiamata dai teatri più importanti e lavora con direttori d’orchestra di fama mondiale come Zubin Metha, Riccardo Muti e Gianandrea Noseda, solo per citarne alcuni. Nella vita privata è nuovamente mamma da due mesi, di un piccolo dolce bimbo, sul palco Anna Pirozzi è una Lady Macbeth spietata, sanguinaria e assetata di potere. Nell’intervista a seguire si racconta tra pubblico e privato. Come protagonista del Macbeth ai progetti futuri, senza dimenticare di volgere lo sguardo al passato quando si disperava per ottenere un’audizione nel prestigioso Teatro Regio, ai sogni nel cassetto che svelerà nell’intervista a seguire. La sua agenda è colma d’impegni e la sua famiglia è una meravigliosa squadra che la segue e l’aiuta in questo dolce momento che, a soli due mesi dal parto, vede il soprano lirico spinto scalare l’Olimpo della lirica confermandosi sempre vincente e trionfante.

 

 

Qualche anticipazione sulla tua Lady Macbeth?
E’ il mio personaggio preferito. Ha molte sfaccettature e posso mettere in luce tutti i lati del mio carattere da quello amorevole a quello rabbioso. Tengo molto a questo ruolo! L’ho interpretato parecchie volte ed ogni volta aggiungo qualcosa di nuovo in base anche alla regia. Questa del Regio è quella firmata da Emma Dante che ha già firmato la regia a Palermo. E’ molto forte, d’impatto e ritengo che se vista due o tre volte si coglie in pieno la genialità. Mi piace tantissimo e quindi riesco anche a dare il tutto quello che ho dentro per questa Lady Macbeth che è assetata di potere e di sangue. Ama vedere il sangue anche se poi non riesce a sopportare tanto orrore. E’ comunque una donna e come tale, ne parlavamo ieri tra il cast, forse avrebbe voluto avere dei figli da Macbeth. I loro sentimenti si sono trasformati in qualcosa di freddo e sono pervasi dalla rabbia. L’ascesa al potere porta i due ad una brutta fine. E’ senza dubbio una Lady come voleva Verdi che ha già scritto tutto nello spartito; colore , carattere e sensazioni. Il Maestro di Busseto infatti nella prima edizione diceva di mettere da parte un po’ il canto e soffermarsi di più sul testo. Verdi in quell’occasione è stato anche regista ed ha curato scene e movimenti.

Com’è il clima tra il cast?
Ci sono due cast e ci conosciamo tutti. Si è creato un clima gioviale e di amicizia. Senza dubbio c’è la voglia di fare bene e siamo estremamente concentrati sulla regia di Emma che ci chiede molto.

Come definiresti Emma Dante?
Un animale da palcoscenico! Una donna forte dal carattere tenace con tratti quasi mascolini. E’ stata molto carina a cogliere anche i nostri pensieri, ognuno di noi porta del suo ed è bello il confronto. Definirei Emma Dante: geniale.

Sei un soprano che ha molto Verdi nella sua carriera, cosa ti affascina di lui?
Non l’ho scelto io. La sua scrittura musicale mi è subito andata comoda per le mie corde. Sono una romantica e le sue eroine che amano totalmente fino a morire, mi attraggono parecchio. Inoltre sono attratta dalla forza guerriera come si delinea in Abigaille e Lady Macbeth perché sono donne complete dove io mi ci specchio dentro.

 

 

Che effetto ti fa cantare al Teatro Regio di Torino dove nel 2012 hai esordito?
Prima del 2012 ambivo tanto a questo teatro, cercavo sempre di ottenere audizioni ma non ci riuscivo perché ero nessuno, non avevo cantato in alcun teatro importante. Mi disperavo sempre più, ma intensificavo lo studio finchè una luce si accese per quella Amelia, dell’opera “ Un ballo in maschera” di Verdi, feci tre audizioni di cui l’ultima con il M° Noseda ed ottenni la parte.

Quali sentimenti hai provato in quel momento?
Dopo tanti sacrifici ero riuscita a raggiungere un traguardo tanto ambito. Quando ho saputo che ero stata scelta, ho pianto ! Ero commossa, felice finalmente che il mio momento fosse arrivato. Avevo raggiunto una meta, piccola forse per qualcuno, ma grande per me . Molta parte dei miei studi è stata fatta a Torino, la mia seconda città, e tutti mi conoscevano quindi volevo fare bella figura.

Nel tuo lavoro hai raggiunto un livello molto alto. E’ stato più difficile arrivare o è più arduo mantenere ?
Assolutamente più difficile mantenere tale livello. Ho debuttato nel 2012 e poi non mi sono più fermata e ho cantato nei teatri più prestigiosi del mondo. Confesso di non aver studiato molto in conservatorio, ma di più privatamente. Ho sempre avuto la predisposizione ad entrare velocemente nella parte, mentre ho studiato tanto la tecnica, quella che vogliono sentire i teatri, quella per la quale sono arrivata a questo punto. Prima c’era in me la natura ora, dopo parecchio studio per imparare a governare la mia voce, posso esibire anche la tecnica.

Sei da poco diventata nuovamente mamma del secondo figlio. Come riesci a conciliare il lavoro, che ti porta in giro per il mondo, con la famiglia?
Il mio bimbo ha due mesi, sto allattando ed è molto stancante. Spesso arrivo alle prove stanca e non riesco a dare il meglio, ma per le recite dormirò tutta la notte e sarò riposatissima, grazie alla meravigliosa squadra che ho intorno a me. Mio marito e mia mamma mi aiutano in tutto e saranno loro durante la notte a turnarsi per accudire il mio bambino.

La tua agenda è piena di importanti date dall’Italia all’Estero, da Edimburgo a Parigi, Londra , Tel Aviv, Madrid ….. A ottobre e novembre sarai alla Scala di Milano nuovamente con Verdi. Come commenti?
E’ un ritorno e sono felice! Tornarci con Nabucco, che è il mio cavallo di battaglia, mi rende serena e non vedo l’ora.

Un consiglio che daresti alle nuove generazioni che si apprestano a percorrere la loro strada nel campo lirico?
Non affrettarsi a cantare grandi ruoli in grandi teatri. Seguire le tappe è importante. Ho iniziato a cantare a venticinque anni, quindi tardi, ma non per il mio repertorio che necessità di una certa maturità caratteriale. Consiglio di studiare molto, poiché la competizione è tanta. Arrivano i ragazzi dall’Oriente preparatissimi tecnicamente, ma parchi del nostro canto italiano che il mondo ci invidia. Non dico che non vogliamo gli stranieri o che non ci piacciono, ma la gente appassionata d’opera cerca l’italianità che è un valore aggiunto che abbiamo. La preparazione deve essere ai massimi livelli e studiare tantissimo. Non smettere di studiare dopo il conservatorio e con un maestro valido, non importa che sia un grande nome.

Chi ringrazieresti tra i tuoi insegnati?
Voglio ringraziare tutti i maestri con i quali ho studiato ed in particolare qui a Torino la Signora Moyso, ma a colui che, ormai mi segue da anni e conosce perfettamente la mia voce, va un ringraziamento particolare: il baritono Federico Longhi.

Apriamo il cassetto dei sogni e cosa troviamo ?
Norma! Ruolo che debutterò all’ABAO di Bilbao prossimamente. Troviamo poi il Metropolitan di New York….

Su questa ultima location ci sono news, ossia si sta concretizzando il sogno?
Top secret ! Per ora nulla posso dire.

George Gagnidze è Nabucco all’inaugurazione della 95° edizione dell’Opera Festival all’Arena di Verona

( Redazione) Il 23 giugno 2017 George Gagnidze inaugura la stagione 2017 dell’Arena di Verona nel ruolo del protagonista di Nabucco, in un nuovo allestimento di Arnaud Bernard sotto la direzione musicale di Daniel Oren, in una serie di tre recite che si concluderanno il 7 luglio 2017. Al suo fianco si esibiranno nei ruoli principali Tatiana Melnychenko (Abigaille), Stanislav Trofimov (Zaccaria), Walter Fraccaro (Ismaele) e Carmen Topciu (Fenena).

“Inaugurare una stagione di un festival importante come quello dell’Arena di Verona come protagonista è un’enorme responsabilità”, dice il baritono georgiano. “Ma conosco l’acustica dell’Arena e mi sento molto ben guidato dal Maestro Daniel Oren e dal regista Arnaud Bernard.” A proposito del ruolo che è chiamato ad interpretare, George Gagnidze afferma: “ Lo trovo molto congeniale alle mie corde vocali. Trovo molta soddisfazione ad interpretarlo, e posso affermare che sia uno dei miei ruoli preferiti.”

George Gagnidze torna all’Arena di Verona dopo il successo ottenuto nel 2011 nel ruolo di Giorgio Germont ne La traviata. Nato a Tbilisi in Georgia, dopo lo studio al conservatorio statale della sua città, debutta nel ruolo di Renato in Un ballo in maschera alla Paliashvili State Opera nel 1996. Dopo aver vinto il Concorso Voci Verdiane del 2005, è dai teatri tedeschi che spicca il volo la sua la carriera internazionale. È ospite frequente dei palcoscenici più importanti del mondo, quali il Metropolitan di New York, il Teatro alla Scala, la Deutsche Oper Berlin, la Staatsoper di Vienna e il Teatro Real di Madrid. Dopo questo Nabucco areniano, il baritono debutta al BBC Proms nel ruolo di Šakovlity in Hovanščina, canta Alfio in Cavalleria rusticana e Tonio in Pagliacci alla Staatsoper di Amburgo, Tonio in Pagliacci al Metropolitan Opera, Amonasro in Aida al Teatro alla Scala e al Teatro Real di Madrid, e debutta nel ruolo di Barnaba in La Gioconda alla Deutsche Oper di Berlino

Spettacolare estate all’Arena di Verona

Venerdì 23 giugno si inaugura la 95a edizione dell’Arena di Verona Opera Festival, in scena fino al 27 agosto 2017 con 48 serate di grandi emozioni.

Il cartellone presenta 5 titoli d’Opera immortali:

NABUCCO (nuovo allestimento)

AIDA (proposta in due diversi allestimenti)

RIGOLETTO

MADAMA BUTTERFLY

TOSCA

Arricchiscono la programmazione 3 imperdibili serate – evento:

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS

PLÁCIDO DOMINGO
ANTOLOGÍA DE LA ZARZUELA

GALA
IX SINFONIA DI BEETHOVEN

Il programma del Festival 2017 si presenta davvero ricco per tutti coloro che vogliono trascorrere una serata in musica nell’anfiteatro all’aperto più grande del mondo: per gli amanti del melodramma e dell’opera italiana, per i fan del balletto e gli appassionati di musica sinfonica, ma anche per chi vuole semplicemente lasciarsi trasportare da melodie immortali, nell’incanto del teatro sotto le stelle.

Il Festival lirico prende il via il 23 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico areniano: Nabucco di Giuseppe Verdi, in programma per 12 serate fino al 26 agosto. Quest’anno è proposto in un nuovo allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard, con le scene di Alessandro Camera. Il trucco di scena è stato creato dal make-up designer Michele Magnani, global senior artist di M.A.C. Cosmetics, Official Partner del Festival lirico dal 2014. Sul podio per otto recite ritroviamo Daniel Oren, uno dei maggiori interpreti verdiani, da oltre 30 anni ospite abituale dell’Arena, a cui per quattro serate si alterna la bacchetta di Jordi Bernàcer, direttore che guiderà l’Orchestra areniana anche nello spettacolo d’eccezione dedicato a Plácido Domingo. Grandi artisti danno voce ai protagonisti del dramma su libretto di Temistocle Solera, a partire da George Gagnidze come Nabucco, in alternanza a Leonardo López Linares, Boris Statsenko e Sebastian Catana, mentre Tatiana Melnychenko, Rebeka Lokar, Anna Pirozzi e Susanna Branchini interpretano la fiera Abigaille; nel ruolo del sacerdote Zaccaria vediamo Stanislav Trofimov, Rafał Siwek e In Sung Sim; vestono i panni di Fenena Carmen Topciu, Anna Malavasi, Nino Surguladze e quelli di Ismaele Walter Fraccaro, Mikheil Sheshaberidze e Rubens Pelizzari.

Segue dal 24 giugno Aida, opera simbolo del Festival lirico con le sue 650 rappresentazioni dal 1913 ad oggi. Il capolavoro verdiano è presentato per 8 serate fino al 23 luglio nella versione futuristica e visionaria che ha inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, firmata dal team artistico catalano La Fura dels Baus, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé, le scene di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, le coreografie di Valentina Carrasco e il lighting design dell’areniano Paolo Mazzon. Dal podio Julian Kovatchev dirige un cast di protagonisti di assoluto rilievo: in Aida Amarilli Nizza, Sae-Kyung Rim e Irina Churilova, accanto al Radamès di Carlo Ventre, Yusif Eyvazov e Fabio Sartori; sono Amneris Violeta Urmana, Anastasia Boldyreva e Anna Maria Chiuri, mentre interpretano Amonasro Boris Statsenko e Leonardo López Linares.

La terza opera del Festival 2017 è ancora un titolo verdiano, Rigoletto, proposto dal 1 al 27 luglio per 5 date nell’elegante e tradizionale allestimento del regista Ivo Guerra, con le scene di Raffaele del Savio e i costumi di Carla Galleri, che riproduce all’interno dell’anfiteatro veronese una piccola città di Mantova curata nei minimi dettagli. Alla guida dell’Orchestra areniana ritroviamo Julian Kovatchev impegnato a dirigere Amartuvshin Enkhbat, Carlos Álvarez e, per l’ultima recita, il grande Leo Nucci nel ruolo del titolo, con Elena Mosuc, Jessica Pratt, Ekaterina Siurina e Jessica Nuccio in Gilda, e Gianluca Terranova, Francesco Demuro e Arturo Chacón-Cruz che si alternano nel Duca di Mantova.

 

Continua...

Splendido cartellone per la stagione 2017/2018 alla Fenice di Venezia

La Stagione Lirica e Balletto 2017-2018 della Fondazione Teatro La Fenice è stata presentata sabato 17 giugno dal Sovrintendente Cristiano Chiarot e dal Direttore Artistico Fortunato Ortombina, e inaugurerà il 24 novembre 2017 con Un ballo in maschera di Verdi e la direzione di Myung-Whun Chung.

Seguiranno la prima esecuzione in tempi moderni delle Metamorfosi di Pasquale di Spontini; La vedova allegra di Lehár con la regia di Damiano Michieletto; Orlando furioso di Vivaldi in coproduzione con il Festival della Valle d’Itria; Norma con Mariella Devia; La bohème di Puccini diretta da Chung; la prima italiana di Richard III di Giorgio Battistelli; il Progetto Rossini nel centocinquantesimo anniversario della morte con Semiramide, Il signor Bruschino e Il barbiere di Siviglia; due nuove produzioni dedicate alle scuole e alle famiglie: Zenobia, regina de’ Palmireni di Tommaso Albinoni e Il regno della luna di Niccolò Piccinni. Completano la Stagione Lirica le riprese di La traviata di Verdi con il prestigioso debutto del soprano Nadine Sierra nel ruolo di Violetta, Madama Butterfly di Puccini, L’elisir d’amore di Donizetti.

Nel cartellone di danza, il Reale Balletto delle Fiandre che interpreterà coreografie di Sidi Larbi Cherkaoui e Jeroen Verbruggen, la prima italiana dello one man show di Michail Baryšnikov ispirato a Iosif Brodsky e un gala di grandi classici sulle punte.
L’eredità di Schubert è il titolo della Stagione Sinfonica 2017-2018, articolata in dodici concerti e nove repliche dal 3 novembre 2017 all’8 luglio 2018. Dopo l’inaugurazione affidata a Donato Renzetti, seguiranno Myung-Whun Chung, il Concerto di Natale dedicato a Claudio Monteverdi nel quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita con Marco Gemmani e i Solisti della Cappella Marciana, e poi Daniele Rustioni, Claudio Marino Moretti e il Coro del Teatro La Fenice, Elio Boncompagni, Yuri Temirkanov, Diego Fasolis, Thomas Adès, Antonello Manacorda, Francesco Lanzillotta e Henrik Nánási.

Sarà infine Myung-Whun Chung a dirigere la quindicesima edizione del Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice, che vedrà anche la partecipazione del tenore Francesco Meli e che come da tradizione l’1 gennaio sarà trasmessa in diretta su Rai1 e in differita su Rai5. Cinque le date del concerto: 28, 29, 30 e 31 dicembre 2017, 1 gennaio 2018.
Inoltre, nel mese di agosto 2018, grazie alla consolidata partnership con Pierre Cardin, il palcoscenico della Fenice ospiterà una kermesse di eventi musicali e teatrali da lui prodotta.

Comunicato Stampa

Applauditissimo il talento del violinista prodigio Daniel Lozakovich

( Alessandra Giorda) Daniel Lozakovich con grande successo ha chiuso Festival di Primavera “I giovani talenti del violino”lo scorso giovedì. Applauditissimo, anche se l’Auditorium Rai della Capitale Subalpina non ha registrato il tutto esaurito, probabilmente causa la giornata torinese molto afosa che ha lasciato senza forze molti di coloro che con altre condizioni climatiche avrebbero partecipato alla serata. I presenti, pochi ma buoni, hanno apprezzato il violinista svedese che si esibito in una performance spettacolare. Molti gli applausi e per svariati minuti hanno costretto Lozakovich ad un fuori programma su J.S. Bach per un congedo eccellente. Al termine il camerino dell’artista era affollato di fan che desideravano l’autografo. Daniel Lozakovich ha debuttato come solista nel 2009, a otto anni, al fianco dell’Orchestra da camera “I Virtuosi di Mosca”. Nella sua carriera, seppur ancora breve, ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il primo premio al Concorso “Vladimir Spivakov”; nel giugno 2016 ha siglato un accordo di esclusiva con una prestigiosa casa discografica con la quale inciderà due album orchestrali e uno con brani per violino solo. L’orchestra come al solito è stata perfetta. Serpeggiava un pò di malumore per il parco pubblico. ” Avremmo gradito maggiori presenze” questa la frase ricorrente. Sul podio il direttore tedesco Marc Albrecht, che ha proposto l’Ouverture dall’opera Hans Heiling di Heinrich Marschner e la Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Robert Schumann. Senza dubbio un Maestro che ha saputo coinvolgere il pubblico dirigendo in maniera impeccabile.

© 2017

Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

Realizzato da Escamotages