Domani quinta rappresentazione di Madama Butterfly all’Arena di Verona

Venerdì 11 agosto alle 20.45 va in scena la quinta rappresentazione di Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su musica di Giacomo Puccini e libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Giacomo Puccini compone Madama Butterfly tra il 1901 e il 1903 documentandosi minuziosamente con l’aiuto da Sada Yacco, nota attrice giapponese che gli illustra con accuratezza usi e costumi del popolo orientale. Il compositore di Lucca traccia un dramma psicologico estremamente moderno che segue la storia interiore della protagonista sullo sfondo di un Giappone da cartolina. Tale profondità introspettiva risulta però estranea al pubblico di inizio Novecento, al punto che la Prima meneghina del 17 febbraio 1904 si rivela un fiasco colossale, come scrive una delle sorelle di Puccini in una lettera al marito: «Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro». Solo tre mesi dopo, al Teatro Grande di Brescia, l’opera ottiene il meritato riconoscimento, di cui gode ancora oggi.

Il titolo pucciniano, in scena all’Arena di Verona dal 1978 in sei diverse edizioni con 71 rappresentazioni, è proposto nello spettacolare allestimento del 2004 – ripreso nel 2006, 2010 e 2014 – con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.

Sul podio ritroviamo Jader Bignamini, impegnato a dirigere Hui He nel ruolo principale di Cio-Cio-San e Gianluca Terranova come F. B. Pinkerton; Anna Malavasi veste i panni della serva Suzuki, mentre Stefano Antonucci è il console Sharpless. Kate Pinkerton è interpretata da Alice Marini, Goro da Francesco Pittari, Il Principe Yamadori da Nicolò Ceriani e Lo zio Bonzo da Deyan Vatchkov.

Completano il cast Il Commissario imperiale interpretato da Marco Camastra, l’Ufficiale del registro da Dario Giorgelè, La Madre di Cio-Cio-San da Tamta Tarieli e La Cugina da Elena Borin.

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme a numerose comparse.

Ultima replica: 19 agosto 2017, ore 20.45
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Michele Mariotti al Festival di Salisburgo con Placido Domingo

Dopo il successo personale ottenuto al Teatro alla Scala di Milano nel febbraio 2016, il direttore d’orchestra pesarese Michele Mariotti torna a interpretare I due Foscari di Giuseppe Verdi, debuttando per l’occasione al Festival di Salisburgo. Venerdì 11 agosto alle 19.30, con replica lunedì 14 agosto alle 15.30, alla Grosses Festspielhaus della città austriaca, sale sul podio della Mozarteumorchester Salzburg, e guida un cast capitanato dal grande Placido Domingo, impegnato – come già alla Scala nel 2016 – nel ruolo di Francesco Foscari. Con lui, interpreti della tragedia lirica di Verdi, proposta in forma di concerto, sono Joseph Calleja nel ruolo di Jacopo Foscari, Guanqun Yu che interpreta Lucrezia Contarini, Roberto Tagliavini nei panni di Jacopo Loredano, e Bror Magnus Tødenes in quelli di Barbarigo. Il coro, preparato da Walter Zehm, è il Philharmonia Chor Wien.
“I due Foscari si inserisce in un mio personale percorso dedicato alla prima produzione di Verdi – dice Michele Mariotti – Sono titoli che ho cercato di pensare indipendentemente dai successivi, escludendo i possibili confronti. Hanno un linguaggio proprio: in Verdi c’è stato un progressivo sviluppo della scrittura musicale, da Oberto fino a Falstaff. Ho cercato di avvicinarmi con onestà a tutte le sue prime opere che ho diretto, cercando di codificarle come tasselli che appartengono a un determinato momento della suo percorso. Bisogna credere nel linguaggio verdiano giovanile, che è certamente semplice, ma è anche sintetico, diretto, e arriva all’ascoltatore in modo estremamente efficace.
Quest’opera in particolare è intrisa di violenza, perché violenti sono i rapporti tra gli essei umani protagonisti, che si riflettono nelle tinte scure che la caratterizzano e le conferiscono una grande modernità. Basti pensare all’inizio del secondo atto, al soliloquio di violoncello e viola: un altissimo momento sia per la sua portata intellettuale, sia per il suo contenuto romantico, nel senso più filosofico del termine.
Già alla Scala – conclude Mariotti – ho avuto la fortuna di dirigere Placido Domingo, grandissimo interprete del ruolo di Francesco Foscari, che ha portato in dote al personaggio tutto il suo carisma e un’enorme carica di umanità”
Recentemente insignito del 36° “Premio Abbiati” della Critica Musicale Italiana come miglior direttore d’orchestra del 2016, dopo I due Foscari Michele Mariotti dirigerà a settembre La forza del destino di Verdi per l’inaugurazione della stagione dell’Opera di Amsterdam e a ottobre Lucia di Lammermoor alla Royal Opera House di Londra. Nel gennaio 2017 invece interpreterà La bohéme di Puccini per l’inaugurazione del Teatro Comunale di Bologna, di cui è Direttore musicale.
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Luca Salsi protagonista al Festival di Salisburgo con l’Aida diretta da Muti

Per il terzo anno consecutivo torna al Festival di Salisburgo il baritono italiano Luca Salsi, già protagonista dell’Ernani diretto da Riccardo Muti nel 2015, successivamente interprete del ruolo di Briano nel raro Il templario di Otto Nicolai nel 2016, e ora, a partire dal 6 agosto 2017, di quello di Amonasro nell’Aida di Giuseppe Verdi, ancora con la direzione di Muti e la regia di Shirin Neshat.
Considerato baritono verdiano di riferimento, Salsi è originario della provincia di Parma, proprio come Verdi, e collabora frequentemente con Riccardo Muti, con cui ha interpretato Macbeth a Chicago e a Stoccolma, I due Foscari a Roma, Nabucco a Ravenna, Roma e Tokyo, Ernani a Roma e a Salisburgo e Falstaff a Chicago.

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Verona è pronta per la quarta rappresentazione di Madama Butterfly

Sabato 29 luglio alle 21.00 va in scena la quarta rappresentazione di Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su musica di Giacomo Puccini e libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Giacomo Puccini compone Madama Butterfly tra il 1901 e il 1903 documentandosi minuziosamente con l’aiuto da Sada Yacco, nota attrice giapponese che gli illustra con accuratezza usi e costumi del popolo orientale. Il compositore di Lucca traccia quindi un dramma psicologico estremamente moderno che segue la storia interiore della protagonista sullo sfondo di un Giappone da cartolina. Tale profondità introspettiva risulta però estranea al pubblico di inizio Novecento, al punto che la Prima meneghina del 17 febbraio 1904 si rivela un fiasco colossale, come scrive una delle sorelle di Puccini in una lettera al marito: «Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro». Solo tre mesi dopo, al Teatro Grande di Brescia, l’opera ottiene il meritato riconoscimento, di cui gode ancora oggi.

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Ultimo appuntamento per Rigoletto con Leo Nucci all’Arena di Verona

Rigoletto di Giuseppe Verdi torna sul palco dell’Arena di Verona giovedì 27 luglio alle ore 21.00 con la quinta ed ultima rappresentazione per la 95a edizione dell’Opera Festival 2017. Eccezionalmente interpreta il ruolo del protagonista il grande Leo Nucci, Rigoletto per eccellenza del panorama operistico internazionale e quest’anno festeggiato in tutto il mondo per il suo 75° compleanno.
La regia è di Ivo Guerra, le scene di Raffaele Del Savio ed i costumi di Carla Galleri; sul podio si conferma Julian Kovatchev. Il titolo vede impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse.

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L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai al rossini Opera Festival

Le siège de Corinthe, La pietra del paragone e Stabat Mater: sono i tre appuntamenti con i quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai debutta come orchestra principale al Rossini Opera Festival di Pesaro.
Si inizia il 10 agosto con la prima esecuzione assoluta in edizione critica de Le siège de Corinthe, diretta da Roberto Abbado e messa in scena da Carlus Padrissa de La Fura dels Baus. Lo spettacolo è replicato il 13, il 16 e il 19 agosto. La seconda opera è La pietra del paragone, riallestimento della produzione del ROF 2002, diretta da Daniele Rustioni e firmata da Pier Luigi Pizzi, in scena dall’11 agosto con repliche il 14, il 17 e il 20. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista anche del concerto di chiusura del ROF 2017, in programma il 22 agosto, nel quale sarà eseguito lo Stabat Mater di Rossini, con Daniele Rustioni sul podio, le voci di Salome Jicia, Enkelejda Shkoza, Dmitry Korchak ed Erwin Schrott, con il Coro del Teatro Ventidio Basso diretto da Giovanni Farina. Il concerto sarà proiettato in diretta in piazza del Popolo a Pesaro.

Le prime de Le siège de Corinthe e della Pietra del paragone saranno trasmesse in diretta su Radio3 Rai, e potranno essere riascoltate sul sito www.radio3.rai.it fino al 22 agosto.

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Vincente il Macbeth presentato a Novara tra lirica, prosa e arti visive.

( Alessandra Giorda) Ingegnoso e ricco di originalità il Macbeth #homoinstabilis presentato presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara dalla Società Culturale Artisti Lirici Torinesi “Francesco Tamagno”, una delle sette Imprese Liriche riconosciute dal Ministero dei Beni Culturali, che vanta un Presidente d’eccezione quale il soprano Angelica Frassetto, in collaborazione con il Teatro Coccia. L’idea di questo spettacolo nasce da tre giovani under 30, Giuseppe Raimondo ( cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista) che hanno avuto il coraggio di mettere in scena il capolavoro shakespeariano in una veste nuova che si è dimostrata vincente.

Eccellente e degno di nota questo Macbeth che accomuna vari generi di spettacolo dalla lirica alla prosa passando per le arti visive. Ben dosato il mix tra musica lirica e tecno. Un’ impresa non certo facile, perché se non fatto bene rischia di sconfinare nel banale o nell’inguardabile, ma non è stato il caso di questo spettacolo che porta una ventata di innovazione dai colori freschi e vivaci per un successo sicuro. Infatti il pubblico ha gradito parecchio con vari applausi durante la serata e commenti positivi qua e là, tra le fila del teatro all’aperto in una calda sera novarese.

Lo spettacolo in oggetto è stato curato in ogni particolare non lasciando nulla al caso e proponendosi ad un pubblico variegato. Musica, canto, parole ed arti scorrono in un unico flusso seguendo un filo conduttore di forte spessore e mettendo bene in risalto i temi fondamentali del Macbeth quali, la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa. Sono passati 400 anni dalla stesura del Macbeth, ma i temi rimangono attuali. Anche in questo si evince la genialità di Shakespeare nello scavare nel profondo del labirinto della mente umana estrapolando alcune delle sfaccettature inossidabili, abbinata all’abilità degli ideatori dello spettacolo nel mettere in luce tali aspetti. Freud aveva molto teorizzato sulla complessa psicologia del Macbeth. L’unione ancora una volta di Shakespeare e Verdi rende lo spettacolo appassionante, versatile adatto a tutte le età ed ai vari gusti personali. Dai giovani alle teste brizzolate, dagli amanti della lirica a quelli della prosa, delle arti e della musica in generale.

Tra il ben nutrito cast al quale non si possono che fare complimenti, spicca il tenore Giuseppe Raimondo, MacDuff che mette in risalto le doti vocali notevoli abbinate alle grandi capacità di recitazione. Un giovane promettente della lirica che ha il grande pregio di arrivare dritto al pubblico. Colpisce e affonda in un batter d’occhio ! Sulle note di ” Aria Ah, la paterna mano” dà meglio di sé conquistandosi gli spettatori che non hanno esitato a riconoscerlo con applausi e parecchi “bravo”. Veramente eccellente sotto ogni aspetto anche se senza dubbio la sua voce dal colore intenso è in evoluzione, molte sono le aspettative che si nutrono nei suoi confronti in campo lirico.

Chiara Poletti, attrice bravissima, ha saputo mettere in scena una Lady Macbeth subdola, forte e capace di manipolare bene la mente del marito interpretato da Matteo Anselmi, attore capace, che ha perfettamente messo in luce le caratteristiche di un Macbeth che si lascia condurre dalla sete di potere della moglie e che uccide pur di raggiungere l’ambito trono insieme alla medesima, ma capace anche di provare sensi di colpa. Accattivante e di forte impatto la scena del banchetto a corte, dove la Poletti, Lady Macbeth, si esibisce in un ballo scatenato scandito della musica tecno, mentre Matteo Anselmi, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco ed esprime il suo terrore in maniera veritiera.

Sulle note di “Patria oppressa” si mette in luce il Coro dell’Impresa Lirica Tamagno, diretto dal soprano Angelica Frassetto, che seppur ridotto da come è il coro di tradizione nel Macbeth versione lirica, ha egregiamente messo in risalto anche lo stato d’animo con il quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento.

Ottime le scenografie firmate da Erik Saglia, semplici ma ricche allo stesso tempo, vestono il palco in maniera appropriata senza alcuna sbavatura in ogni singolo istante dello spettacolo.

Viola Sartoretto ai costumi ha svolto un lavoro degno di encomio.

Da riconoscere doppiamente Matteo Anselmi e Giuseppe Raimondo che oltre ai ruoli interpretati hanno firmato la regia.

 

Maria Josè Siri in una Madama Butterfy imperdibile al Macerata Opera Festival

Il 22 luglio 2017 María José Siri affronterà il ruolo eponimo di Madama Butterfly al Macerata Opera Festival alla prima dell’allestimento di Nicola Berloffa diretto da Massimo Zanetti. Il soprano uruguaiano sarà la prima cantante, se si esclude la creatrice della parte Rosina Storchio, ad interpretare la versione “standard” dell’opera pucciniana dopo aver debuttato nel ruolo nella versione originale del 1904.

María José Siri ha debuttato nel ruolo di Cio-Cio-San nella versione originale di Madama Butterfly in occasione dell’inaugurazione della stagione 2016/17 del Teatro alla Scala il 7 dicembre 2016 diretta da Riccardo Chailly.

La versione originale, eseguita molto raramente, nel 1904 venne violentemente accolta dal pubblico milanese e quindi ritirata da Puccini, che nei mesi e negli anni seguenti iniziò un lungo e laborioso processo di revisione culminato nella versione del 1906, nota dal pubblico di tutto il mondo. “112 anni dopo la sfortunata prima ho avuto il privilegio di debuttare il ruolo di Cio Cio-San sullo stesso palcoscenico dove Puccini aveva visto nascere la sua Butterfly.”, afferma María José Siri. “Mai rivivrò un’emozione tanto grande: la Scala, la sera di Sant’Ambrogio, la prima versione creata dal Maestro Puccini e il ruolo travolgente e sconvolgente della madre geisha. Ora a giorni arriverà il mio debutto nella più fortunata versione di Madama Butterfly del 1906. Avrò la possibilità di vivere ancora di più intensamente il dramma di questa giovanissima donna, eroina di tutti i tempi e modernissima. Cercherò di cogliere le sottili differenze che il Maestro Puccini ha introdotto per il mio personaggio in questa versione, e soprattutto cercherò di entrare ancora di più in risonanza con l’anima pura, forte e lacerata di Butterfly.”

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Plácido Domingo e Antología de la Zarzuela all’Arena di Verona

Venerdì 21 luglio alle ore 22.00 sotto l’incanto del cielo stellato dell’Arena di Verona va in scena la seconda attesissima serata-evento dell’Opera Festival 2017: Plácido Domingo – Antología de la Zarzuela.

L’attesissimo gala vede protagonista il celebre artista madrileno Plácido Domingo, ospite dell’Arena dal 1969, insieme a grandi interpreti non solo del repertorio lirico, ma anche specialisti del tradizionale genere musicale spagnolo della Zarzuela su cui la serata è incentrata: il soprano Ana María Martínez, che il pubblico areniano ha già potuto apprezzare in occasione del Gala Domingo-Operalia durante il Festival del Centenario 2013, e il tenore Arturo Chacón-Cruz, che ha debuttato applauditissimo sul palco dell’anfiteatro veronese lo scorso 14 luglio come Duca di Mantova in Rigoletto.

Acclamato al suo debutto nell’anfiteatro alla guida di Nabucco, torna sul podio dell’Orchestra dell’Arena di Verona il maestro Jordi Bernàcer. La regia dello spettacolo è curata dall’areniano Stefano Trespidi, il lighting design da Paolo Mazzon.

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Celso Albelo debutta in SONY Classical con “Íntimamente”, un disco carico di sentimenti

In vendita dal 28 Luglio 2017 anche su https://www.elcorteingles.es/musica/A23302169-celso-albelo-intimamente-cd/

Ci sono canzoni che diventano colonna sonora della propria vita. La stessa cosa succede a un cantante lirico come Celso Albelo, uno dei tenori più conosciuti delle ultime decadi, in particolare nel repertorio del bel canto, nonostante le sue passioni non si limitino all’opera; l’artista delle Canarie, forgiatosi negli scenari lirici più importanti del mondo, da Tokio a New York e da Londra a Milano, ha interpretato anche altri repertori convertendoli sempre a pura arte canora.

La canzone sudamericana è uno di questi, un genere che è passato da patrimonio popolare alla sala da concerti e che ora Albelo e Sony presentano nel disco Íntimamente. “I brani che ho incluso mi hanno accompagnato tutta la vita, dalla mia gioventù alla mia adolescenza a Tenerife”, afferma il tenore spagnolo. “Tutte propongono una visuale su entrambi i lati di questo mare che ci separa dal Sud America e che allo stesso modo ci unisce. Sin da quando ero molto giovane e vivevo nella mia isola, sono stato in contatto con il folclore americano, una delle mie passioni”.

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