Amo la lirica: Verdi su tutti ed in particolare Falstaff

( Alessandra Giorda) Direttamente da Singapore l’intervista all’Ambasciatore Raffaele Langella con il quale “parleremo”  di musica e cucina due settori graditi a noi tutti per compiacere  tre dei nostri sensi: udito, gusto ed olfatto.

Ad una manciata di ore dall’inaugurazione della diciottesima  edizione  del Festival Verdi – Parma e Busseto-  l’Ambasciatore Langella confessa che è  proprio il Cigno di Busseto a fare breccia nel suo cuore.

E’ dal quarto centro finanziario più importante del mondo che capiremo i gusti dei Singaporeani ed affronteremo varie tematiche. Dalla lirica al musical senza dimenticare l’evento più importante dell’anno indetto dalla Farnesina in tutte le Ambasciate d’Italia nel mondo: la Settimana della Cucina Italiana. Come ogni diplomatico durante il suo mandato anche l’Ambasciatore Raffaele Langella ha un progetto in particolare che intende attuare. Quale sarà? Buona lettura

Qual è la risposta dei Singaporeani rispetto al made in Italy?

I Singaporeani conoscono bene l’Italia, e sono molto interessati al nostro export. Si tratta di un attaccamento quasi sentimentale, che si nutre di passione. Con ICE, Camera di Commercio, Accademia della Cucina, e con il contributo delle diverse associazioni italiane a Singapore, ci stiamo impegnando a consolidare il sentimento positivo nei confronti dell’Italia, ed a declinarlo anche, quando possibile, in scelte di consumo.

Parliamo di musica: l’opera lirica a Singapore quanto è apprezzata?

La lirica qui a Singapore stenta a decollare, e continua ad essere appannaggio di una ristretta elite di appassionati. La significativa distanza dall’Italia non aiuta, le agenzie di distribuzione debbono affrontare delle spese molto elevate per il trasporto delle compagnie e del loro equipaggiamento. Questo influisce sul costo dei biglietti, facendo dell’Opera un lusso da cultori. Contemporaneamente, non e’ difficile incontrare appassionati di lirica che praticano il canto come hobby, e si esibiscono in privato. E’ un modo per condividere la passione per la musica, e contemporaneamente frequentare persone interessanti.

 Qual è l’opera che più Le piace?

Amo la lirica, se non altro perche’ sono cresciuto in una famiglia di melomani. Verdi, su tutti, ed in particolare Falstaff. Anche se dovrei dire Otello, che e’ l’opera preferita di mia moglie Debora.

 Cosa rappresenta per Lei la musica e qual è il genere preferito?

La musica e’ una specie di rifugio, un luogo in cui perdersi. Amo (quasi) tutti i generi, salvo quelli dai nomi impronunciabili che ascolta mio figlio. Ma confesso che si tratta probabilmente di un mio limite culturale.

 

 

 

Il 4 Settembre scorso è sbarcato in Spagna il musical pluripremiato in Aregentina ed  evento dell’anno 2016, Franciscus, una razon para vivir. Il musical sarà in un importante tour europeo, ma con l’obiettivo di un tour mondiale. La nostra italianità è messa in luce poiché il musical parla di San Francesco di Assisi e porta con sè un messaggio di pace, amore ed evangelizzazione. Un amore incondizionato senza alcuna barriera rispettando il credo di ogni popolo. Come sarebbe accolto a Singapore, dove la maggior parte della popolazione è tra malesi, indiani, cinesi e dalla comunità italiana, che oltre ad essere uno spettacolo strepitoso è ricco di importanti messaggi?

Credo che il messaggio di Franciscus sia universale, e possa essere compreso ed apprezzato da chiunque. Singapore e’ uno Stato che ha fatto del rispetto e della comprensione una bandiera nazionale. Sono certo che l’opera sarebbe in sintonia con il genius loci.

Qual è il progetto a cui tiene maggiormente e che intende attuare durante il Suo mandato?

Mi piacerebbe rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le Universita’ dei due Paesi. Molto del successo di Singapore si spiega con l’affermazione di Universita’ che, per quanto giovani, sono in pochi decenni diventate dei solidi punti di riferimento a livello planetario. I margini ci sono, soprattutto nel campo della ricerca.

Tra fine Ottobre e i primi giorni di Novembre prossimo si svolgerà l’importante evento promosso dalla Farnesina riguardo la cucina italiana. Quanto si mangia italiano a Singapore? 

La cucina italiana a Singapore è molto conosciuta ed anche molto apprezzata. Sono qui presenti molti ristoranti italiani, la maggior parte di qualità, in alcuni dei quali operano cuochi “stellati”. L’Italian fine dining e’ ubiquo, ma stenta ad affermarsi il consumo domestico di prodotti italiani. E’ per questo che cercheremo di attuare iniziative che dimostrino ai Singaporeani che la cucina italiana puo’ essere accessibile e soprattutto facile.

Quali saranno gli eventi correlati di maggiore importanza?

Numerosi e di varia natura saranno le iniziative dedicate alla settimana della cucina italiana. Abbiamo coinvolto la maggior parte dei ristoranti italiani affinché durante la settimana vengano serviti dei menu ad hoc.
Avranno luogo due dinners organizzati dall’Accademia italiana e dalla Camera di Commercio Italiana che contribuiranno a diffondere l’immagine della nostra cucina. L’agenzia ICE realizzerà, in collaborazione con la rivista Wine & Dine, una giornata dedicata ai nostri vini alla quale parteciperanno 20 aziende italiane. Durante l’evento verranno organizzati un wine testing, un seminario ed a conclusione della giornata un gala dinner.
In collaborazione con una nutrizionista italiana e la società Barilla si dovrebbe svolgere un seminario sui benefici della dieta mediterranea. I media locali ed i vari blogger del settore verranno coinvolti nelle varie iniziative.

Sale l’attesa per l’inizio della XVIII edizione del Festival Verdi

Macbeth, Un giorno di regno, Le Trouvère, Attila sono le opere in programma al Festival Verdi 2018, anno della sua XVIII edizione, a Parma e Busseto dal 27 settembre al 21 ottobre.

I numeri di questo prestigioso Festival:
4 opere, 3 nuovi allestimenti in 3 teatri diversi, 3 orchestre, 2 cori, 6 commissioni in prima assoluta, 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni.

A inaugurare il Festival Verdi 2018, il 27 settembre al Teatro Regio di Parma, Macbeth, (repliche 5, 11,18 ottobre), nella prima versione che Verdi scrisse per il Teatro La Pergola di Firenze nel 1847, che andrà in scena in un nuovo allestimento firmato da Daniele Abbado, con i costumi di Carla Teti e le luci di Angelo Linzalata. Sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, il Maestro Philippe Auguin dirige l’edizione critica dell’opera a cura di David Lawton interpretata da un cast con protagonisti Luca Salsi (Macbeth), Michele Pertusi (Banco), Anna Pirozzi (Lady Macbeth), Vincenzo Costanzo (Macduff) al suo debutto a Parma, Matteo Mezzaro (Malcom), Gabriele Ribis (Il medico), Simona di Capua (La dama di Lady Macbeth), Giovanni Bellavia (Sicario e Il domestico di Macbeth). Nella recita del 18 ottobre Macbeth è interpretato da Vladimir Stoyanov e Lady Macbeth da Davinia Rodriguez. Gli interventi musicali della banda in palcoscenico sono interpretati dall’Orchestra Giovanile della Via Emilia.

Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto il 28 settembre debutta Un giorno di regno (repliche 3, 5, 6, 9, 10, 11, 13, 18, 21 ottobre) con la regia di Massimo Gasparon da un progetto di Pier Luigi Pizzi, nell’allestimento del Teatro Regio di Parma ricreato per il Teatro di Busseto, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Francesco Pasqualetti dirige i giovani talenti del 56° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto e dell’Accademia Verdiana, mentre la partitura, nell’edizione critica a cura di Francesco Izzo, è eseguita da Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Andrea Faidutti.

Il progetto triennale Maestri al Farnese, inaugurato nel 2016 da Peter Greenaway con Giovanna d’Arco cui è seguito nel 2017 Graham Vick con Stiffelio, si completa il 29 settembre con Robert Wilson che firma regia, scene e luci del nuovo allestimento al Teatro Farnese di Le Trouvère (repliche 4, 7, 12, 14, 20 ottobre). Maestro concertatore e direttore Roberto Abbado, al suo debutto come Direttore musicale del Festival Verdi, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del cast con protagonisti Roberta Mantegna (Léonore), Nino Surguladze (Azucena), Tonia Langella (Inés), Giuseppe Gipali (Manrique), Franco Vassallo (Le Comte de Luna), Marco Spotti (Fernand), Nicolò Donini (Un Bohémien) e Luca Casalin (Un messager) che interpreteranno la partitura nell’edizione critica curata da David Lawton ed eseguita in prima assoluta. Il team creativo dell’allestimento, realizzato in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Change Performing Arts, è composto da Nicola Panzer (co-regia), Stephanie Engelin (collaborazione alle scene), Solomon Weisberd (collaborazione alle luci), Julia Von Leliwa (costumi), Manu Halligan (make-up), José Enrique Macian (drammaturgia).

Gianluigi Gelmetti, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, dirige Attila, nell’edizione critica a cura di Helen M. Greenwald, che debutta il 30 settembre (repliche 6, 13, 21 ottobre) al Teatro Regio di Parma. Il nuovo allestimento dell’opera è firmato da Andrea De Rosa, con i costumi di Alessandro Lai e le luci di Pasquale Mari ed è realizzato in coproduzione con State Opera Plovdin, Città Capitale della Cultura Europea 2019. Protagonisti in scena Riccardo Zanellato (Attila), Maria José Siri (Odebella), Vladimir Stoyanov (Ezio), Francesco Demuro (Foresto), Paolo Battaglia (Leone) e Saverio Fiore (Uldino). Nella recita del 21 ottobre Attila è interpretato da Michele Pertusi.

Prossimamente gli altri appuntamenti in calendario ad Ottobre 2018

Fondazione Arena chiude con successo in Oman la stagione estiva 2018

Non si sono ancora spenti gli echi del grande successo ottenuto da Fondazione Arena in Oman, dove Placido Domingo si è esibito nei giorni scorsi a Muscat, con l’Orchestra dell’Arena di Verona per il Gala Zarzuela.

Il Gala del 6 e 8 settembre ed il balletto Fuego del 7 si sono infatti conclusi con standing ovations e grandi applausi anche da parte del Principe del Sultanato dell’Oman, Sayyid Kamil Al Said, e di Nasr bin Hamoud bin Ahmed Al Kindi, Segretario Generale della Royal Court of Affairs e Vice Presidente del Consiglio della Royal Opera House Muscat. Con loro anche il Direttore Generale della Royal Opera House Umberto Fanni, già anni fa direttore artistico di Fondazione Arena, soddisfatto del successo dell’opera che inaugurava la stagione lirica locale e segnava il quinto anno consecutivo di collaborazione tra i due enti lirici.

“È davvero un vanto e un orgoglio per tutta la città sapere che la Fondazione Arena, con il suo festival lirico, registra successi di presenze e consensi, non solo a Verona ma anche all’estero, e in particolare in Oman dove è attiva da anni una proficua collaborazione – spiega il Sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena -. L’obiettivo è quello di un rilancio complessivo del nostro ente lirico, anche a livello internazionale, affinché l’eccellenza culturale veronese trovi spazio nei teatri più importanti del mondo”.

Plácido Domingo – che, lo ricordiamo sarà protagonista per un’intera settimana nel prossimo Arena Opera Festival 2019 – ha trionfato in Oman con il Gala Zarzuela, spettacolo rappresentato davanti ad un’Arena gremita ed entusiasta nel 2017 ed il cui successo ha spinto la Royal Opera House a riproporre lo stesso impianto spettacolare a Muscat . Con Domingo le voci di Arturo Chacón Cruz e Ana Maria Martinez, la regia del veronese Stefano Trespidi e la direzione del giovane maestro valenciano Jordi Bernàcer, già applaudito in Aida e Nabucco nell’anfiteatro veronese.

Il 7 settembre i complessi artistici e tecnici areniani hanno anche contribuito al successo di Fuego, fusione di balletto classico e flamenco creata dal più grande danzatore e coreografo spagnolo, Antonio Gades, e dal celebre regista Carlos Saura ispirandosi a El Amor brujo di Manuel De Falla.

La tournée è stata la quinta collaborazione tra Fondazione Arena ed il grande teatro omanita, che è stato inaugurato nell’ottobre 2011 da Turandot con regia e scene di Franco Zeffirelli e con le maestranze veronesi al gran completo, dirette per l’occasione proprio da Plácido Domingo. La sera dell’8 settembre è stata anche l’ultima esibizione dell’orchestra areniana dopo il Festival 2018 e prima della pausa autunnale.

Il Teatro Regio inaugura la nuova Stagione d’Opera 2018-2019 con Il trovatore di Giuseppe Verdi

Mercoledì 10 ottobre, alle ore 20, il Regio inaugura la nuova Stagione d’Opera 2018-2019 con Il trovatore di Giuseppe Verdi. Pinchas Steinberg, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, affronta la più romantica tra le partiture verdiane in uno spettacolo firmato dal regista Paul Curran.
Il trovatore è l’opera simbolo del Romanticismo italiano, è la quintessenza del melodramma, fulgido esempio di teatro costituito da personaggi consumati da forti passioni. Un capolavoro celebre e celebrato, dal fascino immediato, dai tratti semplici e caratteristici che conquistano il pubblico da più di un secolo e mezzo. L’opera richiede un cast di prima grandezza, per questa produzione – proveniente dal Teatro Comunale di Bologna – i quattro protagonisti al Regio sono: Rachel Willis-Sørensen (Leonora), Diego Torre (Manrico), Anna Maria Chiuri (Azucena), Massimo Cavalletti (Il Conte di Luna).
Anche per questa Stagione Intesa Sanpaolo – Socio Fondatore del Teatro – conferma il proprio impegno con il Regio assicurando la partnership alla produzione inaugurale, l’appuntamento più atteso della Stagione. Il sostegno di Intesa Sanpaolo al Regio rientra in un più ampio rapporto di collaborazione che vede la Banca al fianco del Teatro nella realizzazione delle sue grandi produzioni. «Intesa Sanpaolo è fortemente impegnata a sostegno della musica classica soprattutto lirica con particolare attenzione ai giovani. Nell’ambito di una lunga e solida collaborazione, condivide con il Teatro Regio di Torino la cura e la promozione dell’eccellenza della produzione torinese. Questo sostegno conferma la presenza della Banca al fianco di una istituzione culturale di grande rilievo, punto di riferimento per Torino e in Italia», commenta Fabrizio Paschina, Direttore Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo.
Pinchas Steinberg, regolarmente ospite delle maggiori istituzioni musicali internazionali, vanta con il Regio un privilegiato rapporto artistico pluriennale. Il direttore d’orchestra israeliano, attualmente Direttore Principale della Budapest Philharmonic Orchestra, ha lavorato con orchestre quali Berliner Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Orchestre National de France, Boston Symphony Orchestra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, collaborando con personaggi storici quali Herbert von Karajan, Jascha Heifetz, Ferdinand Leitner. Steinberg affronta la partitura di Verdi dosando con sapienza i momenti più fragorosi alternati a quelli più intimi. Virtuoso del suono, il direttore sottolinea il mistero che lega e insidia i quattro protagonisti della trama, un nodo segreto che la musica crea con atmosfere notturne e a volte surreali.

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Offenbach ed i musicisti della grande guerra

Jacques Offenbach in autunno e I musicisti nella Grande Guerra in primavera sono i due temi principali attorno ai quali si snoderà la programmazione musicale 2018/2019 del Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française con sede a Venezia: il primo è stato scelto poiché nel 2019 ricorre il bicentenario della sua nascita, il secondo invece per l’attività primaverile è legato al centenario del Trattato di Versailles.

Maestro dell’operetta e dei fasti del Secondo Impero, Jacques Offenbach (1819-1880) assimilò in modo geniale l’umorismo tipico di chanson, vaudeville, operette o parodie in scena nei più piccoli teatri parigini, facendolo suo con un tono molto personale. Autore di un ampio catalogo che, accanto ai grandi capolavori teatrali, nasconde tesori meno noti, le sue pagine saranno al centro della programmazione veneziana, per un festival autunnale intitolato “Jacques Offenbach e la Parigi della musica leggera”, con dieci concerti che si svolgeranno dal 29 settembre al 28 ottobre 2018. Inaugurazione sabato 29 settembre (Scuola Grande San Giovanni Evangelista, ore 19.30) con il soprano Marie Perbost, il mezzosoprano Ambroisine Bré, il tenore Camille Tresmontant e il baritono Jean-Christophe Lanièce che interpretano brani da opere di Offenbach e di compositori a lui legati come Gaston Serpette, Edmond Audran, Louis Varney, Hervé e infine Charles Lecocq, la cui musica sarà ancora protagonista insieme a quella di Frédéric Barbier domenica 30 settembre (Palazzetto Bru Zane, ore 17) nella proposta del soprano Lara Neumann e del tenore Flannan Obé, accompagnati da Pierre Cussac alla fisarmonica. Segue il concerto di mercoledì 3 ottobre (Palazzetto Bru Zane, ore 19.30) che omaggia Offenbach con i Duetti per violoncelli lettera F nn. 1, 2 e 3 interpretati da Henri Demarquette e Aurélien Pascal, mentre martedì 9 ottobre (Palazzetto Bru Zane, ore 19.30) la serata è dedicata alle chanson da caffè-concerto con la voce del tenore Rodolphe Briand e Vincent Leterme al pianoforte. Due gli appuntamenti pianistici che si concentrano, poi, su autori francesi più o meno noti: venerdì 12 ottobre il recital pianistico di Philippe Hattat e martedì 16 ottobre il “quattro mani” delle sorelle Lidija e Sanja Bizjak (Palazzetto Bru Zane, ore 19.30). Venerdì 19 ottobre e mercoledì 24 ottobre (Palazzetto Bru Zane, ore 19.30) sono protagoniste le voci tenorili di Éric Huchet, nella prima data, e di Enguerrand de Hys, Yu Shao e Carl Ghazarossian nella seconda data, con arie, duetti e trii tratti da opere di Offenbach, Hervé, Audran, Serpette, Varney e altri. Il festival si chiude sabato 27 ottobre (Scuola Grande San Giovanni Evangelista, ore 19.30) con il progetto intitolato Offenbach colorature, che vede sul palco il soprano Jodie Devos e l’Ensemble Contraste, e domenica 28 ottobre (Palazzetto Bru Zane, ore 17) con il soprano Jeanne Crousaud che canta arie tratte da opere di autori vicini a Offenbach.

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Tre concerti dedicati alla musica nel cinema di Buster Keaton e Stanley Kubrick

Un viaggio alla scoperta del magico connubio fra musica e settima arte attraverso i capolavori del cinema del passato. Si intitola “Musica e Cinema”, la nuova rassegna dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino nell’ambito del grande progetto espositivo #SoundFrames. Cinema e musica in mostra, allestito fino al 7 gennaio 2019 alla Mole Antonelliana. Tre concerti sinfonici proposti in serata unica dal 7 al 14 ottobre all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, introdotti da presentazioni a cura del Museo Nazionale del Cinema, che renderanno omaggio a due maestri come Buster Keaton e Stanley Kubrick con cicli di proiezioni e esecuzioni dal vivo di colonne sonore originali e ricavate dal grande repertorio classico.

La prima serata, domenica 7 ottobre alle 20.30, si apre con la proiezione dei film muti di Buster Keaton One Week e Sherlock Jr., musicati dal vivo da Timothy Brock, al suo ritorno con l’Orchestra Rai nella duplice veste di direttore e autore delle colonne sonore originali. Cultore del repertorio novecentesco e riconosciuto fra i massimi specialisti della musica per film, affianca regolarmente la direzione di importanti orchestre quali la BBC Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Chicago Symphony Orchestra alla composizione e al restauro di musiche per l’accompagnamento di film dell’epoca d’oro del cinema muto, da Charlie Chaplin a Fritz Lang. Fra queste figurano le sonorizzazioni di due capolavori del re della slapstick comedy anni Venti: il corto One Week (Una settimana, 1920), che ruota attorno alla maldestra e catastrofica costruzione di una casa fai-da-te, e Sherlock Jr. (La palla n° 13, 1924), nel quale un proiezionista, assiduo lettore di gialli, sogna di entrare nello schermo risolvendo un caso di furto in un susseguirsi di gag surreali e irresistibili.

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Successo per MITO SettembreMusica 2018

Ha fatto registrare un totale di 73.000 presenze nelle due città di Milano e Torino la dodicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si è chiusa ieri, mercoledì 19 settembre 2018, al Teatro Dal Verme di Milano, con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretto da Stanislav Kochanovsky ed Enrico Dindo come solista. Un dato significativo in sé, ma ancor più se si pensa che l’edizione di quest’anno non prevedeva concerti in piazza, limitando necessariamente quel libero afflusso di pubblico che ha caratterizzato le due passate edizioni.

Quello di ieri sera è stato l’ultimo dei successi di una manifestazione che ha visto il susseguirsi di artisti come Marin Alsop e Sergej Krylov con la Royal Philharmonic Orchestra; una formazione iconica come il Kronos Quartet in un programma “manifesto”, dedicato ai compositori africani e mediorientali del nostro tempo; la straordinaria percussionista non udente Evelyn Glennie; il giovanissimo pianista coreano Seong-Jin Cho e Myung-whun Chung con la Filarmonica della Scala; Martha Argerich con l’Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia; l’Orchestra dell’Accademia della Scala diretta da Vladimir Fedoseyev e altre star.

55 concerti sold out e decine di appuntamenti molto vicini al “tutto esaurito” – sia a Torino sia a Milano – hanno entusiasmato il pubblico portando spesso gli artisti all’esecuzione di applauditi fuori programma: su tutti, indimenticabile, l’omaggio di Marin Alsop al suo Maestro Leonard Bernstein nel centenario della nascita nei due concerti di apertura al Teatro Regio di Torino e alla Scala di Milano con la Royal Philharmonic Orchestra.

Oltre che dai grandi nomi in cartellone, il successo del Festival è stato assicurato dalla sua capacità di offrire – come promesso – una programmazione originale e assai diversificata, frutto di una ricerca particolareggiata e di un’attenta collaborazione con gli artisti ospiti. Sono stati infatti accolti con grande attenzione e consapevolezza i concerti dedicati alla scoperta dell’influenza della danza sulla musica cantata e strumentale dal Rinascimento ai nostri giorni, quelli consacrati alle intersezioni tra prospettiva “colta” e folklore, per non parlare delle riscoperte, da parte del grande pubblico, di capolavori come la Missa Galeazescha di Loyset Compère e la Missa Omnium Sanctorum di Jan Zelenka, e degli appuntamenti dedicati alla danza vera e propria, con la prima assoluta del nuovo Bach Project, coprodotto con i festival Torinodanza e – novità di quest’anno – MilanOltre.

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Il Teatro Regio di Torino in piena sintonia con il Ministro Alberto Bonisoli per favorire la presenza dei giovani all’Opera

Il Teatro Regio accoglie con favore ed entusiasmo la nuova proposta avanzata dal Ministro dei Beni e della Attività Culturali Alberto Bonisoli per avvicinare gli Under 25 al mondo della lirica con biglietti a 2€. «È un’iniziativa per portare il più possibile la cultura vicino alle nuove generazioni che la considerano spesso con scetticismo o superata» ha dichiarato il Ministro.

Il Sovrintendente del Teatro Regio, William Graziosi, sottolinea che: «il progetto è in linea con le iniziative già messe in pratica dal Regio che prosegue e accresce così, la politica di divulgazione del suo ricco e inestimabile patrimonio artistico; lavoro che da molto tempo coinvolge tutti i settori del Teatro e che porta al Regio circa 40.000 ragazzi ogni anno. Abbiamo da poco presentato la Stagione de I Concerti nella quale i 12 appuntamenti sono gratuiti per gli Under16. Un vero e proprio invito per avvicinare il nuovo pubblico agli imprescindibili capolavori della Storia della Musica. Quest’anno – prosegue Graziosi – stiamo costituendo una Agenzia Formativa, un progetto di formazione professionale e artistica riservato ai giovani che avranno così la possibilità di sviluppare le competenze acquisite durante il loro percorso di studi».

In aggiunta, gli under 16 entrano gratuitamente al Regio per assistere a cinque spettacoli della rassegna Al Regio in famiglia e a cinque recite della Stagione d’Opera e di Balletto.
Comunicato Stampa

Diciassette minuti di applausi salutano alla Kenmin Hall di Yokohama la Manon Lescaut di Puccini

Domenica 16 settembre, alla Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama, si è conclusa tra l’entusiasmo del pubblico (più di quindici minuti di applausi) la prima recita della Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Merito innanzitutto del direttore Donato Renzetti, interprete di elezione del repertorio italiano, e dei due protagonisti, Kristine Opolais e Gregory Kunde, a capo di un cast eccellente anche nelle altre parti, il Lescaut di Alessandro Luongo, il Geronte di Maurizio Muraro, l’Edmondo di Alessandro Liberatore e gli altri, con in primo piano il Coro del Teatro diretto da Roberto Gabbiani.

Alla qualità della parte musicale ha corrisposto in pieno lo spettacolo curatissimo di Chiara Muti, già molto lodato a Roma al suo debutto nel 2014, ambientato fra le scene di Carlo Centolavigna sulle quali agivano i cantanti vestiti da Alessandro Lai. Le luci erano realizzate da Vincent Longuemare.

Prosegue così con successo questa tournée della Fondazione romana, apertasi il 9 settembre con La traviata che ha avuto oggi la sua quarta e ultima replica al Bunka Kaikan di Tokyo. Questo stesso palcoscenico ospiterà, dopo la prima di Yokohama, altre due repliche di Manon Lescaut giovedì 20 e sabato 22 settembre.

LA LOCANDINA DELLO SPETTACOLO

L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma della Manon Lescaut di Giacomo Puccini vede la regia di Chiara Muti, le scene di Carlo Centolavigna, i costumi di Alessandro Lai, i movimenti mimici di Raffaele Sicignano e le luci di Vincent Longuemare.

Dal podio dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Maestro Donato Renzetti.

Il cast vede impegnati Kristine Opolais (Manon Lescaut), Gregory Kunde (Des Grieux), Alessandro Luongo (Lescaut), Maurizio Muraro (Geronte de Ravoir), Alessandro Liberatore (Edmondo), Vincenzo Santoro (L’oste), Gaia Petrone (Un musico), Andrea Giovannini (Il maestro di ballo), Gianluca Floris (Il lampionaio), Carlo Malinverno (Sergente degli arcieri) e Lorenzo Grante (Il Comandante di marina). Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Dopo la prima rappresentazione di domenica 16 settembre alla Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama, Manon Lescaut di Puccini sarà replicata al Tokyo Bunka Kaikan giovedì 20 e sabato 22, sempre alle 15.00 (ore locale).

L’Orchestra Rai chiude MITO Settembre musica con Kochanovsky e Dindo

La dodicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica si chiude con il doppio appuntamento dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma martedì 18 settembre alle 21 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai, e mercoledì 19 settembre alle 21 al Teatro Dal Verme di Milano. Al centro dei due concerti dal titolo “Altre danze”, la prima esecuzione italiana di Azul, folgorante concerto per violoncello e orchestra composto dall’argentino di origine ebraica Osvaldo Golijov. Eseguito per la prima volta nel 2006 dal violoncellista Yo-Yo Ma e dalla Boston Symphony Orchestra, il brano è una sorta di viaggio cosmico nelle profondità dello spazio e dell’uomo, che passa dal tango fino alle sonorità klezmer appoggiandosi sulla struttura di una Ciaccona di Couperin. A interpretarlo è chiamato un beniamino di MITO: il grande violoncellista torinese Enrico Dindo, vincitore del Premio Rostropovič di Parigi nel 1997, ospite regolare di orchestre internazionali e festival prestigiosi al fianco di direttori come Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev e Riccardo Muti.

Su una struttura di Ciaccona si basa anche, nel finale, la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms, eseguita nella seconda parte del programma. Ultima composizione orchestrale scritta dal musicista tedesco nelle due estati del 1884 e 1885, è concepita come un lungo congedo sempre differito e culmina in una serie di variazioni sopra un basso ostinato; una Ciaccona, appunto, proprio quella stessa forma musicale derivata dall’omonima danza su cui è costruito Azul di Golijov.

Sul podio è impegnato Stanislav Kochanovsky, al suo ritorno con l’Orchestra Rai a MITO SettembreMusica dopo il successo del 2016. Considerato fra i più brillanti direttori russi emergenti, dopo gli anni di formazione al Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo e come Direttore principale della State Safonov Philharmonic, ha collaborato in patria con le maggiori istituzioni musicali e sviluppato la sua carriera internazionale dirigendo, fra le altre, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Radio Filharmonisch Orkest, la Royal Concertgebouw Orchestra e l’Orchestre National de Lyon.

Informazioni: www.mitosettembremusica.it
Comunicato Stampa

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