Ballare è un bisogno innato di comunicare emozioni

( Alessandra Giorda) L’arrivo dell’anno nuovo porta in Italia l’étoile internazionale Petra Conti. Considerata da alcuni giornali statunitensi l’Anna Magnagni della danza per la grande capacità di comunicare emozioni con il corpo. E’ Ambasciatrice della Danza Italiana nel mondo e Principal Dancer del Los Angeles Ballet, già Principal Dancer del Boston Ballet ( dal 2013 al 2017) e Prima Ballerina presso il Teatro alla Scala di Milano ( dal 2011 al 2013). Di padre italiano e madre polacca, Petra inizia il suo viaggio nella danza da quando era nella pancia della mamma, poichè anche lei una ballerina. Nell’intervista a seguire Petra, ripercorre alcune della importanti tappe della sua carriera da San Pietroburgo a Dubai ed annuncia i prossimi appuntamenti che la vedono protagonista nel nord Italia. Spende parole di lode per la grande Carla Fracci, con bravissimo  Roberto Bolle ha ballato parecchie volte anche innanzi al maestoso Burj’ Khalifa e la danza le regalato un dono prezioso: suo marito.

Tra qualche giorno tornerai in Italia per alcune Masterclasses, dove si terranno? Qual è il tuo rapporto con gli astri nascenti della danza?
Torno per una settimana intensa di Masterclasses nel Nord Italia: l’8 gennaio sarò a Comacchio ospite dell’evento “Comacchio in Danza” tenendo due Masterclasses di Classica alla Bottega degli Artisti di Sara Parmiani; quindi il 9 e il 10 gennaio andrò a Costermano sul Garda per una Masterclass di Repertorio presso l’Ordinary Out Dance Project. Infine, il 12 e il 13 gennaio terrò un workshop al Liceo Coreutico Educandato Statale “Agli Angeli” di Verona, dove ricopro il ruolo di Consulente Artistico.
Per me è davvero stimolante condividere tutto quello che so sulla danza con le nuove generazioni di ballerini. La danza si tramanda in sala, a voce e mostrando, ed è una grande soddisfazione vedere quei giovani visi illuminarsi di passione quando spiego un passo o racconto un aneddoto. Ho scoperto questo amore per l’insegnamento da poco, ma so già che sarà una bellissima seconda carriera che durerà fino alla fine dei miei giorni. “Sharing is caring” si dice in inglese: condividere vuol dire prendersi cura, questo è il mio credo.

A Dicembre  hai vinto  i Glamour Talent Awards, quale significato ha  questo premio così importante? 
Vincere i Glamour Talent Awards 2018 per me ha rappresentato la vittoria della DANZA ITALIANA! È bellissimo essere apprezzata in patria e, soprattutto, mi ha riempito di gioia vedere i più importanti personaggi della moda italiana votare per la danza classica!

Tu hai vinto molti premi prestigiosi. Quale valore dai ad essi? 
Con ogni premio arriva una nuova responsabilità. Ogni premio vinto è una conferma che sto andando “avanti” e uno stimolo a continuare così.

Petra Conti-Giselle

Ritieni che la danza come la musica sia un linguaggio universale che unisce tutti i popoli?
Assolutamente sì! Ballare è un bisogno innato di comunicare le emozioni che si hanno dentro ed è uno dei linguaggi più antichi che esistano. La danza è nata con l’uomo. È un istinto che ogni bambino possiede, ma che la società purtroppo ha l’abitudine di smorzare.

Tramite la danza hai conosciuto tuo marito. Raccontaci dove e quando
Ho conosciuto Eris Nezha quando avevo 17 anni. Eravamo entrambi Primi Ballerini ospiti all’Arena di Verona per Cenerentola, il mio primo grande ruolo! Eris mi sembrava davvero un principe delle favole allora. Io ero ancora una bambina e mi innamorai di lui in maniera platonica. Era un partner incredibile, rimanevamo in sala fino a tardi a lavorare sul ruolo. Se non fosse stato per lui non ce l’avrei mai fatta a reggere lo stress di 3 atti di quel primo ruolo… Dopo Verona rimanemmo amici. Quando entrai alla Scala a 21 anni ci ritrovammo a ballare Giselle insieme. Tutti ci dicevano che tra di noi c’era un feeling molto particolare…

Quante ore di allenamento fai ogni giorno?
Una media di 7 ore al giorno.

Essere ballerine di danza classica è una professione o una vocazione?
È prima di tutto una vocazione. È una carriera molto difficile e senza “la chiamata”, la passione e l’amore è davvero difficile diventare un ballerino professionista.

La Russia è la patria della danza, infatti ti sei perfezionata al Mariinsky. La danza nel mondo cosa ha da imparare dalla Russia?
I teatri e i musei in Russia sono sempre pieni e il rispetto e la venerazione che la gente russa ha per gli artisti sono veramente da invidiare. Più che la danza nel mondo, penso che siano le persone nel mondo a dover imparare dalla Russia, in termini di cultura e amore per l’arte.

Alla Scala sei stata nominata Prima Ballerina del prestigioso teatro milanese, descrivi le tue emozioni.
Diventare Prima Ballerina alla Scala a soli 23 anni è stato un traguardo molto importante. Tuttavia molti lo hanno percepito come un arrivo. Per me, invece, è stata solo una conferma che ero sulla strada giusta, l’inizio di una carriera ad un livello più alto, una grande responsabilità.

 Il Teatro alla Scala è stato “la casa” della grande Carla Fracci. Quale opinione hai di lei?
Se gli italiani sanno cos’è la danza classica è grazie a Carla Fracci, storica icona del balletto italiano. La Fracci è un simbolo nazionale ed io stessa mi sono ispirata a lei, soprattutto per il ruolo di Giselle.

Nel 2013 hai ballato con Roberto Bolle alla “Vogue Fashion Dubai Experience”, esibendoti ai piedi del Burj’ Khalifa. Che cosa rammenti di questa esperienza e cosa ci racconti di Roberto Bolle?
Quella fu una serata indimenticabile, con Naomi Campbell che si è fatta un selfie con me e Roberto, ed Emanuele Filiberto di Savoia che ci ha scattato una bellissima foto mentre ballavamo. Esibirmi ai piedi del Burj’ Khalifa è stata un’esperienza unica: le fontane alle nostre spalle ed un colosso di fronte a noi. Mi ricordo che, durante il passo a due, abbiamo eseguito una presa con Roberto ed io mi sono ritrovata a testa in giù: un’immagine da brividi.
Con Bolle ho un bellissimo rapporto, lui è stato il mio primo vero partner! Quando avevo 15 anni Raffaella Carrà ha esaudito il mio sogno di “ballare con Roberto Bolle”. Durante le riprese per la nostra puntata di Sogni, su Rai Uno, Roberto disse che avevo talento e che forse avremmo ballato di nuovo insieme in futuro. Esattamente 10 anni dopo mi ha chiesto di essere sua partner per la Vogue Fashion Dubai Experience! E quello è stato solo il primo di altri spettacoli in cui abbiamo ballato insieme, in occasione dei suoi “Roberto Bolle and Friends” in giro per il mondo. I sogni si avverano!

Sei Ambasciatrice della Danza Italiana nel Mondo. Quanta responsabilità senti?
La responsabilità è tanta, ma è anche un glorioso onore per me rappresentare la Danza Italiana nel mondo. Soprattutto adesso che vivo in America, per me è fondamentale che si continui a notare la differenza di qualità e artisticità nel mio modo di ballare. È stata una conferma ballare al Festival Internazionale di Danza a Cuba quest’anno e sentirsi dire dai critici che il mio raffinato stile italiano si nota subito ed ha lo stesso timbro della Fracci, che fu apprezzata sul medesimo palco molti anni fa.

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