Cecilia Scalisi racconta la passione per la musica, l’arte, la famiglia e il mondo diplomatico.

( Alessandra Giorda) In occasione dell’inaugurazione del prossimo 25 Maggio della nuova residenza dell’Ambasciata d’Argentina a Budapest, il diplomatico Cecilia Scalisi, moglie dell’Ambasciatore Maximiliano Gregorio Cernadas, si racconta  tra pubblico e privato nell’intervista a seguire. Donna di grande cultura dalle molteplici attività da quella diplomatica al fianco del marito a quella di giornalista e scrittrice, nonchè madre affettuosa e premurosa di quattro figli. Da quelli che sono i compiti della consorte di uno degli Ambasciatori più stimati del mondo diplomatico ai pro e contro di una vita in giro per il mondo, senza tralasciare commenti di stima profonda sul conterraneo Papa Francesco. Tenacia, positività, dolcezza ed una buona dose di capacità di adattamento sono gli ingredienti che caratterizzano questa donna dal carattere  versatile che confessa il suo smisurato amore per l’arte e la musica dove ha speso una buona parte della sua vita nello studio e nel perfezionamento.

Quali sono gli impegni della moglie dell’Ambasciatore Maximiliano Gregorio Cernadas?

In realtà tutta la famiglia accompagna il compito di rappresentanza diplomatica, poichè sia  la moglie che i figli di un ambasciatore dovrebbero sempre garantire l’immagine del paese. E ‘il nostro primo impegno. Da parte nostra, le donne mogli dei diplomatici professionali, possono svolgere un ruolo distintivo; stabilire collegamenti in una natura più personale ed emozionale. Siamo in grado di creare collegamenti che funzionano in modo diverso all’iter con il quale l’ambasciatore lavora principalmente per conto dello Stato. Infatti i dettagli femminili servono per impreziosire spazi che rappresentano l’Argentina. Come tutti  gli ambasciatori mi prendo cura del benessere della famiglia, della scuola i miei figli (ho quattro bambini in età scolare che vanno dalla scuola materna fino alla fine del primario, a cominciare il secondario), e mi occupo della residenza e dei ricevimenti con tutto ciò che essi implicano nella dedizione per ricevere correttamente gli ospiti.

Tra i tuoi impegni anche quello alla DSB, racconta…

Ho anche aderito al “Board dell’ Associazione Diplomatica di Budapest”  (DSB), che riunisce i coniugi dei capi delle ambasciate in Ungheria, coordinando  attività culturali e sociali. Questo legame tra le rappresentazioni  accreditate e le istituzioni ungheresi, ritengo  sia  un contributo importante per la nostra missione diplomatica  e come tale, è un onore per mantenere sia questa posizione che le prestazioni con la vera gioia e con grande affetto per entrambe le parti: verso il corpo diplomatico che mi ha scelto di realizzare questo ruolo ed i media locali che aprono le porte per la connessione con Ungheria  e con i paesi membri del DSB.

Sei anche eccellente giornalista e scrittrice, su quale argomento stai lavorando?

Oltre a questi impegni, non trascuro la mia professione di scrittrice e giornalista, continuando da Budapest il mio lavoro per il quotidiano La Nacion di Buenos Aires, per la quale sto scrivendo collezioni di musica classica e lirica (attualmente la pubblicazione di un’antologia record di Luciano Pavarotti).

 

Sei argentina come l’amatissimo Papa Francesco: cosa ci racconti di Lui?

E ‘motivo di orgoglio come argentina avere un Papa della mia nazionalità.  E’ amato e rispettato in tutto il mondo e ogni sua decisione ed ogni suo passo sono un esempio di austerità e di umiltà. Qualità  preziose per il  suo operato  che apre le porte anche ad un dialogo tra le  religioni oltre ad essere un immenso contributo per la pace mondiale. Grande emozione quando fu eletto Papa a Roma!  E’ stato un momento incredibile in Argentina, abbiamo festeggiato nelle strade, nelle parrocchie di ogni quartiere  ed in tutto il paese. Quel giorno sarà ricordato per sempre  nella memoria degli argentini perché abbiamo assistito e stiamo vivendo  un evento unico e irripetibile nella storia. Non ho mai incontrato Papa vis à vis, ma ho avuto la fortuna di assistere al Te Deum nel  Bicentenario nella Cattedrale di Buenos Aires, quando era ancora il Cardinale Jorge Bergoglio..

Quali sono gli eventi prossimi per la promozione della cultura argentina in Ungheria?

C’è un vasto programma di attività nella reintegrazione dell’Argentina nel mondo. Il più importante che posso menzionare riguardante  l’Ambasciata in Ungheria è l’apertura di una nuova sede  tra pochi giorni, in coincidenza con la celebrazione della nostra festa nazionale: il 25 Maggio. Questa nuova residenza, che si trova nel centro di Budapest è un simbolo e un messaggio per lo sviluppo di una nuova vita culturale e sociale che rappresenta l’ Argentina.

                                                                                        COURTESY Of protocol of Ministry of oreign Affaires of Hungary

Qual è il tuo rapporto con la musica? 
Ho una laurea in arte con formazione musicale. La musica classica è una componente essenziale della mia vita. Ho iniziato seriamente a studiare musica allo stesso tempo che ho iniziato la scuola (con il pianoforte, strumento che amo profondamente). Ho studiato a Cordoba, la mia città, ho poi continuato i miei studi a Buenos Aires e conseguito il diploma al Conservatorio Nazionale raggiungendo il più alto livello che è possibile. Ho studiato alla DAAD ( organo collettivo delle università tedesche, è la più grande organizzazione a livello mondiale per il sostegno agli scambi accademici) in Germania e proseguito gli studi con  diversi esami all’Università Humboldt di Berlino, dove ho studiato  Musicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Sarebbe lungo elencare tutto il vasto percorso formativo che ho fatto nell’arte e nella musica.

Cosa ti ha maggiormente colpito dell’Ungheria?

Le bellezze di Budaspest che sono molteplici ed interminabili. La storia così ricca del Paese, il fervore della vita culturale, l’intensità poetica dei suoi migliori scrittori e la gente che ha qualità e valori che sorprendono in ogni momento.

Un’ emozione che rimarrà sempre nel tuo cuore in uno dei tanti viaggi di lavoro che hai fatto?

E’ abbastanza recente : il trionfo della selezione argentina alla Coppa Davis, il grande torneo mondiale di tennis, lo scorso novembre, nella città di Zagabria, capitale della Croazia dove mio marito intrattiene rapporti come Ambasciatore Argentino. Ho provato un’emozione vertiginosa che ho condiviso con molti compatrioti che sono venuti in Croazia per incoraggiare i nostri tennisti al trionfo dando esempio nel mondo di comportamento, passione e tenacia. Grande euforia e profonde emozioni nel vedere copiose le bandiere con i colori dell’Argentina agitarsi tra le mani dei loro possessori con allegria e spensieratezza. Momenti indimenticabili che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore.

 

 

Una vita in giro per il mondo; quali gli aspetti positivi e quali quelli negativi?

Dipende da quale prospettiva si analizza il tutto. Certo che essere destinati in luoghi di conflitto o regimi , sistemi di vita o cultura tanto diverse da rendere l’adattamento quasi impossibile e vivere nel microcosmo dell’isolamento rende difficile, se non quasi impossibile, l’esercizio della diplomazia. In una destinazione come l’Ungheria senza dubbio la lista delle positività è talmente lunga da non poter menzionare il tutto. A capo di tutto c’è  il privilegio  di rappresentare l’Argentina e di accompagnare mio marito, che ammiro molto,  nel nobile compito che gli è stato affidato. L’occasione magica di incontrare persone da tutto il mondo, per aprire le porte e diffondere virtù e cultura dell’Argentina, è meravigliosa.

Tuttavia in tutti questi privilegi c’è anche una grandissima responsabilità, costante attenzione e preparazione necessaria per svolgere al meglio i propri compiti. Senza dubbio il cambio di destinazione in una famiglia come la mia comporta uno sforzo titanico, non solo nel trasloco, ma in tutti gli aspetti che nascono quando si rende necessario un trasferimento. Richiede una grande energia fisica e spirituale, una buona dose di salute e resistenza senza contare un grande spirito di adattamento e predisposizione ai cambiamenti. Cambiare  paese,  lingua, scuole, climi, sapori, routine, ambienti, amicizie, ecc … per molti è  una difficoltà insuperabile. Inoltre, in ogni gruppo familiare, ognuno ha i suoi tempi, le  sue esigenze ed i suoi  stati d’animo.  Mantenere insieme il tutto e tutti implica già una sfida enorme. Senza contare i periodi di transizione, dove non si sa quando e dove sarà la prossima destinazione e molti altri aspetti che fanno parte della complessità della burocrazia ministeriale; intanto la vita scorre.

Tutto questo può essere visto come aspetto negativo, ma per un ottimista di  spirito intraprendente e avventuroso come il diplomatico, rappresenta una nuova opportunità di vedere il mondo e arricchire la vita. Infine, per me, l’unica nota negativa  della vita diplomatica è quella delle separazioni: l’addio ai luoghi che si ama e alle persone con le quali si è condiviso molto e che magari non rivedrai più. Tale aspetto è una “conditio sine qua non” di questa professione: per tutti noi quando arriva il momento è così difficile dire addio.

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Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

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