Continua il successo di Aida all’Arena di Verona

Il titolo verdiano è proposto nell’allestimento del team artistico catalano La Fura dels Baus che ha inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, poi riproposto nel 2014, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé, le scene di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, la coreografia di Valentina Carrasco e le luci di Paolo Mazzon. I registi hanno dichiarato che la loro lettura ha l’obiettivo di “raggiungere una sintesi tra la cultura, la spettacolarità e l’avanguardia. […] Quello che ci interessa è l’Egitto millenario, perché apporta la base per questo salto unificatore tra il passato remoto e il futuro”. La concezione futurista dell’opera è una sintesi tra religione e scienza con un’attenzione costante verso la spettacolarità, a partire dal prologo che porta sul palcoscenico una spedizione archeologica con il ritrovamento di un’enorme scultura che viene spedita in un museo occidentale. E la memoria si apre alle vicende di Aida.

Sul podio si conferma Julian Kovatchev; nei ruoli dei protagonisti rivediamo Sae-Kyung Rim come Aida e Yusif Eyvazov come Radamès. Nella rivale Amneris debutta sul palcoscenico veronese Anna Maria Chiuri, mentre ritroviamo Boris Statsenko nei panni di Amonasro. Il sacerdote Ramfis è interpretato da Marko Mimica, al suo esordio areniano, mentre Il Re è Romano Dal Zovo. Completano il cast Un messaggero di Cristiano Olivieri e la Sacerdotessa di Tamta Tarieli.

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a numerosi mimi e comparse.

Repliche: 16, 20, 23 luglio, ore 21.00.

Comunicato Stampa

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Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

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