Da direttore d’orchestra tra i più apprezzati al mondo ad abile chef in cucina

( Alessandra Giorda) Milano-San Francisco-Venezia. Dopo il successo al Teatro alla  Scala con la direzione de Il Pirata di Bellini, a giugno scorso, il M° Riccardo Frizza colleziona un altro successo  sul podio del San Francisco Opera in USA, a settembre scorso, per l’inaugurazione della Stagione d’opera 2018/2019 con il Roberto Devereux di Donizetti  interpretato da due Stelle quali il soprano Sondra Radvanovsky e il mezzosoprano Jamie Barton.

Ora il Maestro bresciano,  è alla Fenice di Venezia dove dirige in maniera impeccabile  l’opera Semiramide, una delle più impegnative del repertorio rossiniano.Il M° Riccardo Frizza è noto per la sua attività’ di direttore d’opera oltre che del repertorio sinfonico nei più importanti teatri del mondo.

Il 26 ottobre prossimo  sarà disponibile il CD Puccini in Love edito da Sony Classical dove le due Stelle della lirica il tenore Roberto Alagna e la moglie il soprano Aleksandra Kurzak  canteranno i duetti più belli delle opere di Puccini con l’orchestra Sinfonica di Varsavia, il tutto sotto  la magistrale direzione del M° Frizza.

I duetti presenti nel CD saranno relativi alle opere  Manon Lescaut, La Fanciulla del West, Madama Butterfly, Il tabarro e non poteva certo mancare La bohème. Disponibile anche su Amazon https://www.amazon.fr/Puccini-Aleksandra-Kurzak-Roberto-Alagna/dp/B07FDPF4H6

Tra gli argomenti trattati nell’intervista a seguire l’importanza del direttore d’orchestra all’interno di un’opera lirica, dove è spesso poco considerato ed invece è una “chiave” fondamentale per la riuscita delle recite.L’imminente Festival Donizetti a Bergamo con tutte le anticipazioni ed  il ritorno del M° Frizza al Palacio Euskalduna a Bilbao per il debutto ne I Lombardi alla prima crociata di Verdi.

Non poteva mancare il suo ricordo riguardo il soprano spagnolo Montserrat Caballè, scomparso il 6 ottobre scorso a Barcellona ed un ampio commento su l’opera Semiramide dove il Maestro bresciano tesse lodi per l’eccellente cast.  Confessa inoltre  le emozioni provate per l’addio alle scene del soprano Mariella Devia. Da importante direttore d’orchestra acclamato in tutto il mondo ad abile chef in cucina.

Pochi giorni or sono che il mondo della lirica ha pianto la dipartita di una delle artiste più importanti: Montserrat Caballè. Quale ricordo conservi di Lei ?

Non l’ho mai conosciuta, ma ho solo visto le registrazioni. E’ stato un soprano che, insieme alla Callas, alla Tebaldi e pochissime altre, resterà nella storia per sempre. Sono quelle voci indimenticabili che nascono una ogni cento anni. E’ colei la quale in assoluto si avvicinava di più a Maria Callas per bellezza di timbro e forza espressiva. Il suo canto era  puro con capacità di passare dai suoni  sovracuti  al  “pianissimo”.

Stai dirigendo con successo una delle opere più complesse di Rossini come Semiramide che sarà in scena alla Fenice di Venezia fino al 27 Ottobre. Cosa ci racconti?

In tutto il modo si celebra il 150esimo anniversario della morte di Rossini e sono state messe in scena le opere più conosciute del Cigno di Pesaro. Mi trovo a Venezia in occasione della Semiramide, opera che Goacchino Rossini scrisse proprio per questo teatro e la prima assoluta fu il 3 febbraio del 1823. E’ la sua ultima opera  che  compose per i palcoscenici italiani, dopo di che iniziò una seconda giovinezza a Parigi. Semiramide  è un’opera complessa che comprende uno sforzo importante  ed è molto lunga, poichè sono circa quattro ore di musica. Tecnicamente e strutturalmente la  considero una “cattedrale”.

Un giudizio sul nuovo allestimento che sta raccogliendo un notevole apprezzamento ?

E’ un allestimento del Teatro La Fenice per la regia di Cecilia Ligorio che ha già firmato  importanti lavori anche la scorsa estate a Martina Franca ed a me piace parecchio, poichè è una regista molto talentuosa, dalle idee ben chiare e definite coadiuvate da un gusto raffinato. E’ un allestimento molto sontuoso e dalle scene ricche. E’ una produzione molto importante.

Del ben nutrito cast cosa pensi ?

Jessica Pratt è una cantante  molto conosciuta tra i soprani di coloratura più importanti di oggi. La Iervolino è un contralto dalla voce molto brunita e molto rotonda con agilità entusiasmanti. Non la conoscevo prima e sono rimasto colpito da lei. Anche Enea Scala è bravissimo. Sono contento di lavorare con tutto il cast che mi sta dando grandi soddisfazioni compreso Alex Esposito, nel ruolo di Assur uno dei ruoli più importanti, è uno dei bassi italiani di maggior rilievo.

Sei reduce dal successo al San Francisco Opera. Quali sono le differenze tra il pubblico americano e quello italiano?

E’ un approccio completamente diverso. Da noi è più cultura da loro più intrattenimento. L’opera nasce in Italia è fa parte della nostra tradizione, mentre gli americani hanno importato questo genere ed assistono in maniera più distaccata.  Loro vanno all’opera intesa come spettacolo portando la fidanzata o la moglie in compagnia di amici. Il pubblico americano non si entusiasma per le grandi messe in scena o per le coreografie fastose, ma in scena ci deve essere qualcosa che li diverta. Il pubblico italiano va all’opera con un’aspettativa diversa ed esige sia da un punto di vista esecutivo che interpretativo. Il tutto si percepisce anche  dalla buca d’orchestra.

Raccontaci tutte le news del Festival Donizetti di cui tu sei anche direttore musicale

Da quest’anno sono stato nominato direttore musicale di questo Festival curato dalla Fondazione Donizetti. L’obiettivo è di portarlo ad essere internazionale. Purtroppo i fondi sono pochi, ma noi stiamo lavorando per cercare di raggiungere la meta fissata. Il 22 novembre prossimo inaugurerò la Stagione Musicale con  l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Coro Donizetti Opera preparato dal Maestro Fabio Tartari. Faremo un omaggio a Rossini nella prima parte e nella seconda parte del Concerto alcune arie d’opera di Donizetti.

Dirigerò l’Orchestra del Festival Donizetti ed il Coro nell’opera Il Castello di Kenilworth, conosciuta precedentemente come Elisabetta al Castello di Kenilworth, opera scritta da Donizetti ed è la prima dove il compositore bergamasco tratta il tema Tudor. Fa parte della quadrilogia, non trilogia come spesso si dice, Tudor con Anna Bolena, Maria Stuarda e Roberto Devereux. La Fondazione Donizetti, nella fattispecie il  reparto scientifico, ha ricostruito la partitura e dal manoscritto conservato negli archivi, metteremo in scena quest’opera con un grande cast, Jessica Pratt, Carmela Remigio, il tenore spagnolo Xabier Anduaga che la scorsa estate è si è distinto al Festival Rossini. Tutto il resto del cast è composto da cantanti molto bravi e tutti insieme faremo conoscere quest’opera sconosciuta, inoltre verrà messo in vendita anche un DVD.

A gennaio 2019 salirai nuovamente sul podio del Palacio Euskalduna a Bilbao per la direzione de I Lombardi alla prima crociata di Verdi. Un nuovo debutto: cosa ci racconti?

Per me è un onore ritornare nella città più grande dei Paesi Baschi con l’Associazione degli Amici dell’Opera di Bilbao: ABAO. E’ sempre molto interessante lavorare con loro. Sarà un debutto per me.  Verdi è uno dei compositori che mi piace di più e con quest’opera è la ventunesima che dirigo del repertorio verdiano. I Lombardi alla prima crociata è un’opera di passaggio e di sperimentazione. Molte sono le parti dedicate al coro ed è un allontanarsi dal canto donizettiano con la cabaletta, in quest’opera si delineano pagine molto liriche che guardano avanti come a Don Carlo ed Aida. Sarà interessante per me, arricchirò il bagaglio culturale e sarà maggiore rispetto a quello che ho attualmente. Aggiungerò un nuovo tassello per una più profonda comprensione dell’autore.

In quale parte del mondo l’attenzione cade maggiormente sul direttore d’orchestra piuttosto che sui cantanti?

In nessuna parte del mondo! Chi va all’opera va a sentire le voci. Il ruolo di noi direttori d’orchestra è soprattutto quello  di mettere i cantanti in condizioni  di fare bene, se questo avviene anche l’orchestra viene apprezzata. E’ molto difficile giudicare un direttore d’orchestra, lo può fare solamente chi è direttore. All’estero purtroppo sei solo chi dirige l’orchestra e nulla più.  Bravo se questa ha suonato bene altrimenti nessuna considerazione, invece il direttore d’orchestra è colui il quale prepara il tutto da inizio a fine ed è anche concertatore.

Cosa ricordi dell’addio alle scene del soprano Mariella Devia, proprio dalla Fenice di Venezia dove hai diretto tu la Norma di Bellini?

Sono state tre recite molto particolari perchè il teatro era pienissimo con un pubblico non solo veneziano, ma che per l’occasione arrivava da varie nazioni. Mariella ha fatto tre recite memorabili lasciando indelebile per sempre la sua maestria nella mente degli spettatori che per l’occasione si sono parecchio commossi, io compreso! Non dimenticherò mai come il coro, orchestra, maestranze e tutti i presenti eravamo uniti dal un fil rouge di ammirazione e commozione. Serate che mai dimenticheremo dove un’energia inconsueta serpeggiava in tutti noi.

Da acclamato direttore d’orchestra in giro per il mondo ad eccellente cuoco ai fornelli. Coltivi la stessa passione del Maestro Verdi per un piatto in particolare. Svelaci cosa cucini.

Eccellente direi che è troppo! E’ nata la passione per la cucina per la necessità di non dover andare sempre a mangiare al ristorante dove, in alcune parti del mondo, non incontra il mio gusto. Mi piace molto cucinare i risotti (  il piatto preferito dal celebre compositore Giuseppe Verdi) ed i primi piatti in generale. Quando ho tempo con mia figlia, che ha sette anni, ci divertiamo a sfornellare ed anche a fare il pane.
 

 

 

 

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