Dal Giappone per Lingotto Giovani il pianista Takuya Otaki

Il Giappone da anni è terra feconda di musicisti di altissimo livello, tanto che sarebbe quasi impossibile elencarli. Non smentisce la tradizione Takuya Otaki, il giovane e brillante pianista che si è già imposto in Occidente l’anno scorso vincendo il 12° Concorso Pianistico Internazionale di Orléans e che si esibirà martedì 12 dicembre alle ore 30.30 per la rassegna Lingotto Giovani. Nato a Niigata, ha studiato in Giappone con Yuzo Kakeya e Vadim Sakharov e dal 2013 è allievo di Thomas Hell alla Musikhochschule di Stoccarda, dove segue anche un Master in musica contemporanea. Nella stagione 2016/2017 è stato il solista della prestigiosa Accademia dell’Ensemble Modern a Francoforte e si è già esibito in Francia e in Bulgaria. Béla Bartók et la virtuosité è il suo primo disco, una coproduzione del Concorso Internazionale di Orléans con l’etichetta Fy- Solstice. Maestria nella costruzione dei piani sonori e valorizzazione del colore e del ritmo integrano perfettamente il pianismo di Takuya con l’estetica di compositori come Bartók e Liszt, contraddistinti da una grande forza immaginativa nel contrasto perenne tra dolcezza e violenza.


Il programma della serata, che si svolge come di consueto presso la Sala Cinquecento del Lingotto, ha come fil rouge l’età giovanile, e trattandosi di una rassegna per i giovani con giovani esecutori è quanto di più indovinato. Si apre con la Sonata in si minore op. 1 di Alban Berg, composta durante il periodo di studio con Arnold Schönberg. Con un balzo all’indietro nel tempo si va alla Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 816 di Johann Sebastian Bach: inserita come le prime quattro della serie nel Clavierbüchlein scritto per Anna Magdalena Bach, fa supporre che la sua destinazione originale fosse per un uso soprattutto pedagogico e domestico. Ci si riavvia verso la modernità passando attraverso il Mephisto-Walzer n. 1 di Franz Liszt, composto in realtà nella piena maturità del compositore, ma ispirato alla figura di un uomo che vende l’anima al diavolo in cambio della giovinezza: un brano in cui Liszt non risparmia nessun artificio della sua tecnica trascendentale, rendendolo così un autentico banco di prova per i pianisti. Si conclude con il ritorno al Novecento della Rapsodia per pianoforte op. 1 di Béla Bartók del 1904; in essa, come in altri primi lavori di Bartók, si coglie già il suo intento di pervenire a una diversa formulazione della musica ungherese, pur mantenendo lo schema della forma bipartita che comprende movimenti lenti e veloci, secondo l’esempio di Liszt.

Martedì 12 dicembre 2017 ore 20.30
Sala Cinquecento, via Nizza 280, Torino

Takuya Otaki pianoforte
PRIMO PREMIO CONCOURS INTERNATIONAL DE PIANO D’ORLÉANS (2016)

Alban Berg
Sonata in si minore op. 1

Johann Sebastian Bach
Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 816

Franz Liszt
Mephisto-Walzer. 1, S. 514

Béla Bartók
Rapsodia per pianoforte op. 1

Guida all’ascolto a cura della studentessa DAMS Giulia Baldo
In collaborazione con l’Università di Torino

La biglietteria è aperta nel giorno del concerto, 12 dicembre 2017, in via Nizza 280 interno 41,
dalle 14.30 alle 19, e un’ora prima del concerto, dalle 19.30 nel foyer della Sala Cinquecento.
Poltrone numerate da 5 a 10 euro. Informazioni: 011.63.13.721 oppure www.lingottomusica.it

ARRIVA DAL GIAPPONE PER LINGOTTO GIOVANI
TAKUYA OTAKI,
VINCITORE DEL CONCOURS INTERNATIONAL DE PIANO D’ORLÉANS (2016)

martedì 12 dicembre 2017 ore 20.30 • Sala Cinquecento, via Nizza 280, Torino

Comunicato Stampa

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