Grazie al supporto di mia madre, tanto studio e fiducia in me stessa ho realizzato il mio sogno

( Alessandra Giorda) In occasione del debutto all’Ópera de Las Palmas de Gran Canaria ( 12 -16 Giugno 2018), il soprano Rebeka Lokar racconta l’importante storia che ha alle spalle e che può essere un grande insegnamento per tutti i giovani che hanno intrapreso la carriera in campo lirico e che per vari motivi sul loro percorso trovano difficoltà. Nell’intervista a seguire la Lokar, con una grande umiltà che le rende onore, racconta il suo iter nel mondo della lirica, mettendo a nudo i suoi desideri.

Un’artista che grazie alla sue capacità non solo quelle  necessarie come soprano, ma anche quelle più personali, come credere fortemente in se stessa ed  avere una grande donna alle sue spalle come sua madre, ora porta il suo talento in giro per il mondo. Con una determinazione encomiabile ha sfiorato il successo, è caduta e si è rialzata per poi imporsi definitivamente nel mondo della lirica. Tante ore di studio e sacrifici economici e poi finalmente è avvenuto il debutto nel ruolo di Amelia al Regio Torino. L’illusione di avere aperto la porta del successo e poi  tutto tace…, fatica a trovare lavoro fino a prendere la decisione  di andare a vivere in Belgio per un anno, facendo altra attività, ma senza  mai abbandonare il canto, perchè sapeva dentro di sè che la sua strada in questa vita era nel mondo della lirica. Lavoro per vivere e studio per sognare hanno portato il soprano sloveno a realizzare il suo sogno , quando nel 2014  è volata a Tokyo a sostituire all’ultimo momento due recite di Aida nel ruolo di  Amneris, senza prove, davanti a 3000 persone.  Un grande successo che le ha regalato il biglietto per il viaggio più bello, quello nel mondo della lirica . Richiesta dai teatri nel mondo la Lokar dove canta ottiene successi. Reduce ultimamente da Torino, Shanghai e Zagabria, ora si appresta a conquistare il popolo delle Canarie.

Un commento sul successo a Zagabria con Turandot?

Abbiamo lavorato tante settimane per mettere su lo spettacolo della compagnia Ricci/Forte. Loro per questa regia di Turandot hanno vinto il premio Abbiati per la miglior regia nel 2017. È nata  da subito una bellissima intesa . Certamente è una Turandot diversa da quelle che siamo abituati, ma ha il suo fascino ed il suo perchè. Condivido in pieno il loro pensiero su chi è Turandot. È più di una gelida e cattiva principessa. È una ragazza che deve crescere, che deve confrontarsi con il mondo, con la vita e con l’amore. Si è creata un mondo tutto suo dove si sente sicura, ma all’arrivo di Calaf tutto cambia. Lui vince e lei pian piano comincia ad aprire il suo cuore e prende il coraggio per vivere l’amore e la vita.
L’opera comincia  prima dell’arrivo del direttore d’orchestra, e conosciamo subito Turandot che ci invita a visitare il suo mondo, capiamo il suo percorso, il suo cambiamento, possiamo vedere profondamente dentro di lei e possiamo constatare che non è solo crudele,  ma che è anche capace di amare.
Mi sono divertita moltissimo anche perchè mi piace molto  recitare. Abbiamo avuto un bellissimo successo di pubblico sia alla prima che anche nelle recite successive.
Ogni produzione che faccio mi insegna qualcosa sul ruolo,  la voce,  l’interpretazione e la recitazione. Ho imparato moltissimo e sono pronta a  cresce ancora.

Foto di scena

 

Emozionata per il debutto a Las Palmas?

 Las Palmas  è meravigliosa così come il teatro  dell’Ópera dove canterò Turandot. Sono emozionata di poter debuttare in Spagna, alle Canarie e spero che la mia Turandot piacerà. È un nuovo viaggio, nuova produzione, nuova ricerca e questo è  oggetto di un’ immensa gioia. Vi aspetto il 12 ed il 16 Giugno prossimi !

 

Un ricordo di Turandot al Teatro Regio di Torino dove sei stata bravissima?

È stata una bellissima esperienza con la Turandot a Torino, potendo lavorare con il Maestro Noseda ed il regista Stefano Poda. E’ stato un appuntamento molto importante, perchè sono tornata a Torino dopo sei anni. Nel 2012 ho debuttato, come soprano, in questo bellissimo teatro nel ruolo di Amelia in Un Ballo in Maschera e  sono stata felicissima di ritornare con Turandot. Ho un ricordo bellissimo del legame che si è creato con il regista Stefano Poda e dell’ energia strepitosa che si è creata fra tutti gli artisti del coro, orchestra e cantanti.

 

Quest’estate sarai tra le protagoniste della 96° edizione dell’Opera Festival all’Arena di Verona. Racconta le tue emozioni per il tuo ritorno in Arena?

Sono felicissima di ritornare all’Arena di Verona, quest’estate con Turandot e Nabucco. Poter cantare in un luogo cosi speciale e magico, dove si sono esibiti tantissimi miei idoli, mi appaga. Salire sul palco come Turandot, sarà un emozione grandissima.

Quando e come è nato l’amore per l’opera lirica?

Da piccola ascoltavo l’Opera con la mia madre, mi piaceva tanto José Carreras e mia mamma, quando avevo circa sei anni, ha voluto comprarmi una sua cassetta che ascoltavo di continuo. A vent’ anni ho cominciato a cantare in extra coro del nostro teatro a Maribor. Mi ricordo che facevamo Don Carlo e l’amore è scoppiato quando ho sentito le arie di Eboli. Li ho deciso che volevo studiare canto.

Nel tuo repertorio c’è molto Verdi e Puccini rispetto a Bizet , Mascagni.…. Un commento?
La mia strada come soprano è cominciata con un Ballo in Maschera, poi le offerte che sono arrivate più tardi sono state: La Fanciulla del West, Turandot, Vespri Siciliani, Nabucco, Butterfly, ecc…Mi piacerebbe moltissimo fare anche il repertorio belcantista, cominciando da Norma e le tre regine di Donizetti per poi passare a  Giordano, Cilea, certo anche Mascagni. Piu avanti forse anche Strauss e Wagner, perche parlo perfettamente tedesco.

Quale messaggio invii ai giovani che stanno per intraprendere la carriera nel mondo della lirica e innanzi alle prime difficoltà si scoraggiano?

Mai mollare! Anche quando è molto difficile e sembra che il lavoro non arrivi mai, quando tutti dicono di cercare altro lavoro, mai mollare se nel cuore veramente sentite che questa è la vostra strada. Sono stata fortunata ad aver avuto assoluto sostegno da mia madre, anche se non avevamo soldi ed avevo due lavori mentre studiavo. Lei non mi ha mai detto di prendere un’altra strada, perchè ha sempre creduto in me.
Credere in se stessi è la cosa più importante ed avere  la fortuna di avere una famiglia che crede in te e ti appoggia è fondamentale. Quando sentite nel cuore che questa è la strada giusta per voi, nessuno vi potrà mai far credere un’altra cosa. Lavorate duro ogni giorno sulla voce e poi divertitevi a cantare! Questa è la mia storia.

 

In quali teatri del mondo ti piacerebbe cantare?

Credo che tutti i cantanti sognino teatri come la Scala,   Metropolitan,  Covent Garden, Wiener Staatsoper ed altri come…Sono felice che la mia strada va cosi come va, che ho cantato al Regio di Torino, al San Carlo di Napoli, all’ Arena di Verona, che ritorno, al Shanghai Opera House ed in molti altri importanti teatri. Non so cosa porterà il futuro: attendo.   Posso dare il meglio di me, lavorare sodo su di me e poi ci vuole anche un’po di fortuna.

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