Ho fatto “l’autopsia” a Lady Macbeth e sono pronta per conquistare gli spettatori al Regio di Parma

(Alessandra Giorda) Continua con successo la diciottesima edizione del prestigioso Festival Verdi a Parma e Busseto. Occhi puntati sul ritorno in Italia di Davinia Rodríguez . Il 18 Ottobre prossimo il soprano spagnolo vestirà i panni di un’imperdibile Lady Macbeth nel Macbeth di Verdi in scena al Teatro Regio ed i parmensi l’attendono con fervore. La Rodríguez è una delle artiste più apprezzate del panorama lirico mondiale. Nell’intervista a seguire, oltre a commentare il ruolo che porterà in scena al Regio di Parma, il soprano spagnolo volge lo sguardo alla stagione passata che è stata densa d’impegni e che l’ha vista protagonista nei teatri più importanti in Spagna ed all’estero. Artista interessante ed imperdibile, la sua voce fa sognare, le sue doti attoriali sono da lode, donna di fascino dal carattere dolce ma deciso, madre e moglie amorevole, questi gli ingredienti che fanno di lei un personaggio completo.

Lady Macbeth è un ruolo complesso anche dal punto di vista psicologico, oggetto di studio di Freud e ancora di attuali psicologi. Quante difficoltà hai incontrato?

Shakespeare fornisce tutto su di un piatto d’argento in modo che è possibile entrare bene nel ruolo e non è stato così difficile una volta fatta “l’autopsia” al personaggio. Ho visto tanti film dai quali si evincono particolari sfumature. Verdi ha fatto lo stesso regalando una perfetta scrittura musicale a tutti i personaggi e noi artisti ne possiamo beneficiare studiando i  ruoli con una lente d’ingrandimento come vanno in realtà studiate le opere. Ogni volta che  apro uno spartito scopro cose nuove anche se ho già portato in scena quel personaggio. Nelle prove con Abbado ho scoperto tanti dettagli importanti, quelle sfumature che sono un valore aggiunto. Spero di riuscire a portare in scena questa grande Lady Macbeth che tutti si aspettano.

Un commento sulla regia di Daniele Abbado?

Ci saranno tante sorprese per chi non ha ancora visto le recite. Pensa che noi artisti all’inizio siamo rimasti sbalorditi. E’ una regia molto forte e molto bella da vedere.

Davinia Rodriguez con Placido Domingo. Foto Herwing Prammer

 

Avevi già debuttato questo ruolo nel 2016 a Vienna al fianco del tenore spagnolo Plácido Domingo. Cosa ricordi di quell’esperienza?

Ho vissuto il momento più bello della mia carriera sul palco sia perchè ho scoperto Lady Macbeth sia perchè ero con Plácido Domingo. Credo che per noi cantanti ogni volta che possiamo  esibirci con un personaggio che è una vera e propria Star della lirica sia fantastico. E’ stata l’esperienza più forte che ho vissuto sul palcoscenico.

Davinia Rodríguez. Foto Malmo

Cosa ti aspetti dal pubblico parmense ritenuto d’orecchio fino ed ovviamente esperto del repertorio verdiano?

Esibendomi nella città natia del Cigno di Busseto mi trovo senza dubbio un pubblico attento ai minimi particolari e sono consapevole che è molto esigente. Spero sappia apprezzare il mio personaggio, la mia vocalità e tutto lo sforzo che c’è dietro. Quando salirò sul palco non sarò Davinia Rodríguez, bensì solo Lady Macbeth. Mi auguro possano accogliermi al meglio.

 

Davinia Rodríguez, MACBETH. Theater an der Wien. Herwing Prammer.

Quanto tempo necessita per  studiare un ruolo complesso come Lady Macbeth?

Non c’è tempo! In ogni repertorio necessita sempre studiare e sviscerare ogni dettaglio. Quando so che dovrò cantare un ruolo, inizio a studiare anche un anno prima. Non bisogna mai  essere troppo sicuri, ma sempre desiderosi d’imparare. Per preparare un debutto necessitano parecchi mesi di studio attento e preciso. Per esempio Lady Macbeth, dopo Vienna, l’avevo lasciata in un cassetto e quando ho ripreso a studiare per prepararmi per Parma mi sono accorta di sfumature che non avevo visto prima. Sono una persona che non si accontenta mai e che studia sempre. Ho fatto bene a lasciare risposare la mia “Lady”, perchè quando l’ho ripresa la mia consapevolezza era diversa.

Hai avuto una stagione densa d’impegni da Pechino a Barcellona passando per Muscat e Tenerife. Raccontaci la tua esperienza in Oman dove sei stata Nedda nell’opera Pagliacci di Leoncavallo?

Ogni esperienza ti arricchisce! Trattandosi di un Paese così diverso dalla nostra cultura sono andata un pò timorosa soprattutto per l’argomento trattato con la regia di Zeffirelli. Grande sorpresa! Fin dalla prima recita abbiamo avuto un’accoglienza incredibile da parte del pubblico e quindi ancora una volta sottolineo come la musica è un linguaggio che unisce tutti i popoli. Non c’è differenza culturale che regga. Il linguaggio musicale è senza confini.

Sei mamma, sei moglie e sei in carriera: come riesci a conciliare il tutto?

Con tantissimo sacrificio e con immenso amore che è il motore che muove ogni cosa e per il quale si fa tutto quello che diversamente non si avrebbe la forza di fare. Per quanto riguarda essere mamma, lo sono a tempo pieno perchè mia figlia è sempre con me anche in teatro. Studia a casa, ha iniziato da circa quindici giorni la seconda elementare e diciamo che sono diventata abile a fare i puzzle tra le prove, le recite, lo studio, l’essere madre e l’essere moglie, ma quando a fine giornata guardo mia figlia accanto a me ogni giorno mi ripeto la medesima cosa: ne vale la pena. Ho partorito questa meraviglia che è la mia bambina e ne devo essere responsabile.

Volgendo lo sguardo al futuro, un pò di relax visto i mesi impegnativi che hai avuto?

Brava! Relax! Si! Ne ho veramente bisogno. Voglio fermarmi per riprendere lo studio, per riposarmi, per fare il punto della situazione. Trovo inutile passare da un contratto ad un altro senza mai darsi una tregua anche se spesso ci si lascia prendere dall’entusiasmo. Preziosi e necessari sono i momenti di stacco.

Il prossimo appuntamento ti vede presente al Concerto di Capodanno nella tua città natale. Racconta?

Sarà particolare. Saremo diversi artisti e sarà un Concerto popolare, a ridosso del Capodanno, con tante canzoni di Natale ed arie d’opera. Si svolgerà all’Auditorium Alfredo Kraus a Las Palmas de Gran Canaria  che essendo  la mia città natale tutto assume un fascino e calore diverso oltre che avvolgente.

 

 

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