Il Console italiano a Buenos Aires si ritiene un verdiano

(di Alessandra Giorda) Al Televisionario2, Riccardo Smimmo, il Console italiano a Buenos Aires, con grande gentilezza rilascia l’intervista a seguire densa di contenuti. Dalle emozioni e progetti per il nuovo incarico prestigioso nella Capitale argentina, ai suoi gusti musicali in campo operistico, senza tralasciare argomenti importanti come l’evento attesissimo delle eccellenze italiane in Argentina e lo sviluppo della cultura italiana nella terra di Papa Francesco. Al suo primo incarico come Console, Riccardo Smimmo, con grande tenacia e responsabilità si prende cuore le sorti dei nostri connazionali mantenendo ciò che funziona e apportando importanti cambiamenti là dove necessario, infatti descrive le novità con umiltà e soddisfazione.

Primo incarico come Console in una location prestigiosa come Buenos Aires. Quali emozioni ha provato quando ha saputo del nuovo incarico?

Il Consolato Generale in Buenos Aires è il più grande al mondo per numero di connazionali registrati, e per un funzionario diplomatico è motivo di orgoglio e prestigio essere chiamati a dirigere una tale struttura. A maggior ragione lo è per un napoletano come me: non solo e non tanto per considerazioni calcistiche, tra Napoli e Buenos Aires sintonia e affinità sono più forti di quanto si possa descrivere. Ho provato pertanto forte emozione per il fatto di assumere un incarico di così grande responsabilità, ma al contempo gioia e soddisfazione all’idea di guidare una sede tanto prestigiosa.

Quali sono i Suoi progetti più importanti . Me li può descrivere?

L’obiettivo del capo di un ufficio che fornisce servizi ai connazionali è sempre quello di migliorarne il livello. Occorre però evitare la facile tentazione di cambiare per il gusto di cambiare. Ciò che funziona va salvaguardato. Due le cose più importanti che abbiamo finora fatto: abbiamo dimezzato i tempi di attesa per il rilascio/rinnovo di un passaporto per i connazionali, e abbiamo modificato il sistema di assegnazione degli appuntamenti per le pratiche di cittadinanza. Inoltre, abbiamo un paio di progetti interessanti per spiegare in modo più semplice e meno burocratico le procedure di alcuni tra i servizi consolari più utilizzati dagli utenti. Oltre a questo, una parte fondamentale del mio lavoro consiste nell’incontro con le associazioni di connazionali: mi piacerebbe poter incontrare almeno una volta tutte quelle del territorio di mia competenza. Infine, non dobbiamo perdere di vista il fondamentale obiettivo di una maggior diffusione della lingua italiana. Non è semplice ma anche su questo abbiamo qualche idea su cui è in corso una riflessione.

Quanta importanza viene data allo sviluppo della cultura italiana in Argentina? Quali i settori maggiormente promossi?

Abbiamo un Istituto di Cultura molto efficiente con una bravissima direttrice. Vengono organizzati eventi con frequenza e in ogni settore, dalla musica al cinema, dall’arte (pittura, scultura, fotografia) agli incontri con importanti scrittori come Erri De Luca.(http://www.televisionario2.com/in-memoria-di-mia-madre-andrea-chenier-e-la-mia-opera-preferita/) Anche il Consolato Generale si ritaglia un piccolo spazio in quest’ambito organizzando diverse iniziative culturali ogni anno. L’ultima è stata a Natale scorso con il concerto del due volte vincitore di Sanremo Marco Masini. Cerchiamo tuttavia di non perdere di vista il fatto che il nostro “core business” sono i servizi agli utenti. E poi c’è il Verano.

A giugno prossimo si terrà il consueto evento Verano Italiano?

Quali le novità di quest’anno? Il programma di quest’anno è in preparazione e non vorrei svelare ciò che verrà poi reso pubblico con una apposita conferenza stampa. Posso dire che ci saranno tanti eventi e che il Consolato Generale farà come sempre la sua parte. Siamo in contatto con la Ciudad di Buenos Aires per verificare in che misura possano contribuire, come negli anni scorsi, ad un evento che è oramai parte integrante della stagione artistica della capitale argentina e che è molto atteso, non solo dai nostri connazionali.

In Argentina è molto apprezzata l’opera lirica , patrimonio bistrattato in Italia, ma che il mondo ci invidia. Come commenta?

Gli argentini sono un pubblico attento ed esperto. Mi piace pensare che ciò sia anche conseguenza delle radici italiane di una buona parte della popolazione argentina. Rossini, Verdi, Puccini o Vivaldi sono un patrimonio italiano che tutto il mondo ci invidia e di cui credo ci sia ancora nel nostro Paese una certa consapevolezza. Il fatto che uno dei gruppi italiani oggi più famosi e acclamati, il Volo, si presenti con una connotazione “classica”, seppur presentando per lo più brani della tradizione canora popolare italiana, dice molto della forza ispiratrice della lirica in Italia oggi.

Qual è la Sua opera preferita?

Mi ritengo un “verdiano”, quindi “Rigoletto” e “Traviata” sono le due opere che preferisco. Chi, come me, rappresenta il Paese all’estero, non può che essere grato ai tanti grandi protagonisti della storia e della cultura italiana: tra questi, Verdi ha indubbiamente un posto di primo piano.

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