Il Falstaff sotto la Mole conquista il pubblico ed è subito successo

( Alessandra Giorda) Gran successo al Teatro Regio di Torino per un grandioso Falstaff, tra  i capolavori indiscussi del Teatro di tutti i tempi come lo definì Richard Strauss, dell’ottuagenario Giuseppe Verdi. Ultima opera composta dal Cigno di Busseto, grande tragico del teatro musicale, nella quale si evincono i segni di una novità assoluta, gettando le basi  nella storia dell’opera comica italiana.

Applausi di svariati minuti, commenti positivi per il tutto il cast ed in particolare per il grande Carlos Alvarez ( già precedentemente intervistato http://www.televisionario2.com/?s=carlos+alvarez ) Voce baritonale di notevole pregio che ha portato in scena un perfetto Sir John Falstaff. Grande abilità nel mettere in risalto tutte le sfaccettature di un personaggio non facile, dove il comico ed il tragico si fondono perfettamente. Il baritono spagnolo ha saputo mettere in luce un Sir Falstaff che non è solo un cavaliere decaduto che conduce una vita anacronistica e da parassita dell’arricchita borghesia inglese, ma è anche una persona che riflette su una vita vissuta piena di dubbi e sulle molteplici sfumature dell’essere  umano.  La sua filosofia di vita  prende corpo alla fine del secondo atto con “Tutto nel mondo é burla. L’uom é nato burlone, La fede in cor gli ciurla, Gli ciurla la ragione”.   Senza dubbio Carlos Alvarez si è confermato un grande del panorama lirico internazionale.

Nell’opera in oggetto ha una decisa importanza l’Orchestra che ha magistralmente sottolineato come la musica è creata immediatamente dalla parola. Il Falstaff richiede ingredienti quali fluidità narrativa e brio, ma senza mai tralasciare i dettagli.

Il M° Donato Renzetti, ha saputo dirigere l’Orchestra del Teatro Regio in maniera sapiente senza alcuna sbavatura dando alla partitura verdiana un’interpretazione da encomio.

Pagina culminante nella prima parte del  primo atto  quando con ” L’onore! Ladri ” ( Falstaff) è musicalmente ricco di inflessioni ed idee melodiche sia nella messa a fuoco vocale che nella raffinata struttura strumentale.

Eccellente il duetto nel secondo atto tra il tenore Francesco Marsiglia ( Fenton) ed il soprano  Valentina Farcas ( Nanetta) sottolineato da una “Allegretto” con ” Labbra di fuoco !

Anche nel secondo atto in occasione del monologo di Falstaff  “…Va, vecchio John, va, va per la tua via. Questa tua vecchia carne…” è stato presentato da Verdi con un “Allegretto Sostenuto” dove l’Orchestra ha ben evidenziato, come da partitura,  ritmi “beffardi” come se Verdi sottolineasse ancora di più il personaggio fanfarone ed autoironico. Nelle parole “Tutto è finito! Va,va, vecchio John…Cammina per la tua via, finchè puoi…Va,va…Addio ! traspare un Verdi consapevole che Falstaff sarebbe stata la sua ultima opera.

Nel magnifico monologo del bravo baritono Tommi Hakala ( Ford ) “E’ sogno? O realtà?”  si delinea un abilissimo sviluppo orchestrale che cura ogni dettaglio.

Da sottolineare il “quartetto sottovoce” tra il soprano Valentina Farcas ( Nanetta), il soprano Erika Grimaldi ( Mrs. Alice Ford), il mezzosoprano Monica Bacelli ( Mrs. Meg Page) ed il mezzosoprano  Sonia Prina (Mrs. Quickly) in ” Ah, ah,ah, ah“. Tutte e quattro molto brave nei loro ruoli perfettamente riusciti.

 Fantastico il soprano Erika Grimaldi ( intervista  http://www.televisionario2.com/concordo-con-richard-strauss-falstaff-e-un-vero-capolavoro/ )  che ha messo in scena una Mrs. Alice Ford simpatica, mai scontata dotata di una femminilità matura, curando ogni piccolo dettaglio anche nell’espressione e gestualità. Le sue capacità vocali già sono note al pubblico italiano ed estero.

Ricca nella sua semplicità è la regia di Daniele Abbado. Singolare la pedana rotante  con una pendenza verso la platea del 30% sulla quale si snocciola il capolavoro verdiano su libretto di Arrigo Boito tratto dalla commedia de ” Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare. Tale pedana è arricchita da botole dalle quali compaiono e scompaiono gli artisti.

Un plauso a tutto il resto del cast, Coro, scene, costumi e luci. Tutti indistintamente all’altezza della situazione per un Falstaff imperdibile sotto la Mole.

 

Recite alle quali ho partecipato:  prova generale e Premiére

 

 

 

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