Il Requiem di Verdi secondo Conlon

Johannes Brahms la definì «opera di un genio». I posteri la esaltarono quale assoluta pietra miliare del repertorio sacro di tutto l’Ottocento italiano. È la Messa da Requiem, capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi, al centro del secondo concerto di stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 25 ottobre alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3. Composta nel 1874 per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, la Messa da Requiem è eseguita dal Direttore principale James Conlon, che torna sul podio dell’Orchestra Rai per la seconda settimana consecutiva dopo aver inaugurato la Stagione. A interpretarla è chiamato un quartetto di voci di assoluto prestigio: il soprano Anna Pirozzi, reduce dal successo come Lady Macbeth al Festival Verdi di Parma; il contralto Marianna Pizzolato, già protagonista con Conlon e l’Orchestra Rai dello Stabat Mater di Rossini lo scorso giugno; il tenore Saimir Pirgu, noto per le sue interpretazioni di ruoli verdiani come Alfredo Germont e il Duca di Mantova; e il basso Riccardo Zanellato, che sostituisce l’indisposto Dmitry Belosselskiy e che ha cantato il Requiem di Verdi con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly. Insieme a loro il Coro del Teatro Regio di Parma istruito da Martino Faggiani.

«Io lavoro alla mia Messa proprio con gran piacere. Mi pare d’esser divenuto un uomo serio, e di non esser più il pagliaccio del pubblico che con un tamburrone e grossa cassa grida “avanti avanti, venite ecc.”. Voi capirete che ora sentirmi parlare d’opere, la mia coscienza se ne scandalizza, e mi faccio presto il segno della Croce!!!». Con queste parole, un po’ ironiche un po’ no, Verdi descrive la genesi del Requiem in un momento cruciale del suo itinerario creativo, quando, culminata la carriera di operista con Aida, inizia un periodo di silenzio destinato a durare sedici anni prima della grande esplosione finale di Otello e Falstaff. Già nel 1868 Verdi aveva concepito il progetto, poi naufragato, di una composizione collettiva in memoria di Gioachino Rossini. La morte di Manzoni, che sopraggiunge nel 1873, lo addolora così profondamente da indurlo a riprendere il lavoro e dedicarlo all’artista che venera come un santo. Eseguito per la prima volta dallo stesso Verdi il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, il Requiem è impregnato di una forte carica drammatica, che riflette la linea maestra del teatro verdiano: una grandiosa meditazione sul mistero della morte, che pur sotto il segno della ribellione contro la volontà divina, restituisce all’uomo dignità e consolazione.

Il concerto è replicato a Torino venerdì 26 ottobre alle 20.00 (turno blu).

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

Comunicato Stampa

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