Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

(Alessandra Giorda) Grande successo per il musical La Regina di Ghiaccio dove la bravissima Lorella Cuccarini è Turandot. Corpo da fare invidia ad una diciottenne, classe, stile, umiltà, bellezza e notevole talento sono gli ingredienti che la rendono donna ed artista a 360 gradi. Un vanto per l’Italia nel mondo. Festeggia venti anni di carriera nel musical. La ricordiamo tutti in Grease nel ruolo di Sandy Olsson, in Rapunzel ……Proprio il cast di quest’ultimo è stato confermato quest’anno per “La Regina di Ghiaccio”, spettacolo tratto dall’opera lirica Turandot di Giacomo Puccini, imponendosi da subito come una pagina importante della storia del musical.  Nella video intervista a seguire, realizzata al Teatro Alfieri di Torino, la più amata dagli italiani si racconta nel ruolo della perfida e glaciale Turandot, ricorda l’amore della madre per l’opera lirica e ritiene che La Regina di Ghiaccio  sia un prodotto che può essere esportato al fine di portare la tradizione italiana in giro per il mondo. Con tono deciso rammenta che, il geniale ideatore e regista, Maurizio Colombi  si è solo ispirato alla Turandot di Puccini, non certo è una copia dell’opera lirica. Quali saranno le prossime tappe del tour? Quali altri argomenti affronta la Cuccarini nell’intervista?…..buona visione

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

 

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

( Alessandra Giorda) Doti recitative eccellenti quanto la voce che incanta, Pietro Pignatelli è Calaf in La Regina di Ghiaccio. L’artista napoletano dotato di grande simpatia e dolcezza, così come esperienza nel musical dopo vent’anni di successi in ogni forma teatrale. Nell’intervista a seguire, ricca di contenuti, si racconta nel ruolo di Calaf  compresa la celebre romanza “Nessun dorma“, dove dichiara di avere ricevuto consensi anche dagli addetti ai lavori nella lirica e confessa qualche dissenso da parte di qualche tenore. Chiarisce in maniera esaustiva che il suo ruolo è nell’ambito di un musical. Non si sostituisce ad un tenore, poichè la celebre romanza è in una chiave diversa che ci spiegherà nell’intervista. Molti sono i ricordi di un lungo periodo trascorso da solo con il grande Luciano Pavarotti e snocciola aneddoti di un vissuto denso di sensazioni profonde. Dal grande successo de La Regina di Ghiaccio ci si pone la domanda : il musical può essere un mezzo per avvicinare l’opera lirica ad un pubblico non avvezzo al genere? Cosa ne pensava il re dei tenori: Pavarotti? L’opera lirica che ruolo ha nella vita di Pietro Pignatelli? Tutto questo e molto altro nel video a seguire.

 

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

Sono contento di ritornare a cantare in Italia dopo le tappe in UK e USA

( Alessandra Giorda) Il tenore Andrea Carè sarà a Febbraio prossimo  protagonista maschile in  Carmen di Bizet al ROH di Londra, nel ruolo di Don José. Grande attesa da parte degli anglosassoni per l’artista in oggetto che è ormai è un habitué in questo prestigioso teatro. Carè  con il medesimo ruolo, nel 2015,  sostituì il tenore Jonas Kaufmann e nell’intervista a seguire  ci racconta questo impegno last minute, i momenti di suspence provati, che in quel frangente sembravano eterni, e come  tutto si è risolto al meglio. Il suo debutto fu nel 2013 nel ruolo di Ismaele nel Nabucco al fianco di Plácido Domingo dove conquistò il pubblico londinese. Andrea Carè è un tenore di grande prestigio sulla scena internazionale, acclamato da pubblico e critica all’NCPA di Pechino, al Bolshoi di Mosca, al Royal Swedish Opera, al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, tanto per citarne alcuni. Nella video intervista a seguire si racconta tra pubblico e privato con una dolcezza e simpatia infinite. Svela il suo prossimo debutto negli USA e il ritorno a Parma nel prestigioso Teatro Regio. In ambedue gli appuntamenti sarà uno struggente  Mario Cavaradossi in Tosca. E’ un artista molto richiesto all’estero da avere poco tempo per le tappe italiane e ci spiega il perchè. Cosa farà nel tempo libero un tenore così importante? Scopriamolo!

 

 

L’Ambasciatore Giorgio Visetti e Sua Altezza il Sultano Qaboos uniti nell’opera lirica in Oman

(Alessandra Giorda) Grande successo ieri sera per La Sonnambula di Bellini al Royal Opera House di Mascate. Per l’occasione l’intervista con l’Ambasciatore d’Italia in Oman, Giorgio Visetti che era seduto in prima fila con il Sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena di Verona, Federico Sboarina e Sua Altezza Sayyed Fahad bin Mahmood Al Said.  Commenta le prossime opere in cartellone  alla ROHM, Norma e Pagliacci. L’Ambasciatore Visetti descrive inoltre il nutrito programma delle attività culturali promosse dall’Ambasciata italiana, anticipa quanto si è già fatto per i festeggiamenti, ad Aprile prossimo, per i 150 anni della morte di Rossini.  Rammenta come il Sultano Qaboos sia un profondo estimatore delle eccellenze italiane e dell’opera lirica. Grazie a lui in circa cinquan’anni il Sultanato dell’Oman ha avuto uno sviluppo straordinario. Molti altri gli argomenti affrontati, dalla simpatica idea dell’apericinema, all’Italian National Day senza dimenticare la Settimana della Cucina Italiana  fortemente promossa dalla Farnesina. Tutto questo e molto altro nell’intervista a seguire.

 

Il programma per la diffusione della cultura italiana in Oman sembra essere ben nutrito, musica, cinema, fotografia, archeologia…. Cosa amano di più gli omaniti?

Direi l’Italia e gli italiani; amore pienamente corrisposto, come testimonia la crescita esponenziale del nostro turismo in Oman. Moda, mentalità, gastronomia, design e auto sportive.

Quanti sono gli italiani nel Sultanato dell’Oman?

Circa cinquecento i residenti, cui si aggiungono numerosi temporanei con visti turistici.

In questi giorni  la Fondazione Arena di Verona porta in Oman La Sonnambula di Bellini con un cast eccellente. Ieri sera la Première dove Lei era presente, piaciuta?

Spettacolare! Ero in prima fila insieme al Sindaco di Verona, nonchè presidente della Fondazione Arena di Verona Federico Sboarina, che ringrazio per la sua missione a Mascate e che ho avuto il piacere di avere a colazione in Residenza insieme alla gentile consorte per parlare di come rendere fruttuoso l’interscambio con il Sultanato anche sul piano della vivace realtà economica bilaterale e delle capacità imprenditoriali di eccellenza del territorio veronese.

Due titoli molto importanti alla ROHM nei prossimi mesi, a Febbraio Norma e a Marzo Pagliacci. Molti sono i titoli dell’opera lirica italiana in scena in questo bellissimo teatro. Un commento?

Il Sultano Qaboos ama profondamente l’Italia al punto da etichettare come “Renaissance” il suo straordinario progetto di sviluppo che ha portato il Sultanato, in quasi mezzo secolo, alla straordinaria realtà odierna e ad inaugurare nel 2011 il primo Teatro dell’Opera nel Golfo. La ROHM ha anche un ottimo Direttore Generale in Umberto Fanni.

Sua Maestà il Sultano Qaboos

Qual è la sua opera preferita e perché ?

Mi è difficile risponderle. Dipende molto dalla mia capacità di “sentire”, dalle emozioni e sensazioni che la singola opera produce in me.

Ad Aprile prossimo ci saranno i festeggiamenti per i 150 anni della morte del Cigno di Pesaro. Cosa organizzerà l’Ambasciata?

L’Ambasciata d’Italia è stata antesignana e ha già realizzato una felice associazione tra Rossini “Gourmet” e la seconda edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, lo scorso novembre, dedicandola alle celebrazioni rossiniane e alla Città di Pesaro. Ha organizzato un riuscito evento di lancio presso la Residenza d’Italia, onorato dalla presenza del Sottosegretario MAECI On Amendola  a cui hanno partecipato la Fondazione Rossini con il Vice Sindaco Vimini, la Regione Marche, gli eccellenti Chef italiani marchigiani e locali. Durante l’evento i cantanti della ROHM ci dilettavano con arie del grande Maestro. Contiamo di proseguire su questa strada con l’aiuto della Regione Marche, Città di Pesaro e Fondazione, ma anche con il supporto dell’ICE nel realizzare attività nel 2018 che promuovano il territorio e le produzioni DOC italiane in Oman.

Ogni mese l’Apericinema in Residenza . Di cosa si tratta?

Il cinema è una realtà importante della nostra cultura e della capacità di rappresentare pensieri e valori in un linguaggio italiano, ma anche universale. Ho la fortuna di avere un ampio giardino in Residenza ed un gruppo di amici giovani connazionali interessati a promuovere cultura e Italia in Oman. L’aperitivo gastronomico in salsa italiana è poi una irresistibile esca per il selezionato pubblico, naturalmente ristretto per ragioni di spazio con particolare attenzione ai nostri connazionali e agli amici dell’Italia in Oman.

Due parole sull’Italian National Day?

Intende la nostra Festa Nazionale?  Come lei sa è un appuntamento legato ai rituali delle relazioni diplomatiche, si spiega così l’elevato numero di invitati rappresentanti delle locali istituzioni e personalità del mondo della cultura, dell’economia… con una limitata, ma significativa rappresentanza di connazionali, che ringrazio per come portano testimonianza con la loro operosità e capacità in terra omanita del buon nome del tricolore. Per me è Festa Nazionale ogni volta che riesco a realizzare una presenza in Oman di rilevanti realtà del mio Paese. E’ anche una occasione per ringraziare i nostri sponsors che consentono di supplire alle limitate risorse istituzionali, soggetti che l’Ambasciata tiene in piena considerazione anche per potere realizzare la sua programmazione culturale.

Progetto molto importante supportato dalla Farnesina è la Settimana della Cucina Italiana. Quale riscontro sta avendo?

L’edizione in Oman della SCIM è stata portata ad esempio all’intera nostra rete diplomatico-consolare come “best practice” per collegare gli aspetti gastronomici, culturali del territorio e quelli  imprenditoriali, distinguendosi per creatività, articolazione delle attività, capacità di coinvolgere il locale settore alberghiero e della ristorazione omanita.

Qual è il progetto in generale a cui tiene maggiormente durante il suo mandato in Oman?

Quello che realizziamo ogni giorno, in una piccola ma capace Ambasciata, con i miei collaboratori: il Team Italia in Oman è presente sul nostro calendario da tavolo. E’ realizzato “in casa”, edito in oltre mille copie che indirizziamo ai diversi ambienti locali e che “parlerà” nel 2018, mese dopo mese, dell’Italia attraverso le attività programmate.

Anche i più severi critici rimangono affascinati dal talento del M° Silvia Massarelli

( Saby Cortis) Dopo 26 anni senza suonare in pubblico, il M° Silvia Massarelli nel Concerto a quattro mani con il M° Sergio Lasapora lo scorso 12 Gennaio, all’Accademia Musicale di Pordenone,  ha dato prova di essere un’ottima pianista. Tra i presenti al Gala spicca il nome del noto fotografo Euro Rotelli, conosciuto nel mondo per i suoi “scatti d’autore”. Il M° Massarelli è conosciuta come direttore d’orchestra, rimane la prima e l’unica donna al mondo, fin’ora, ad aver vinto il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon. I critici più severi la osannano. E’ stata assistente del M° M.W.Chung, tra i migliori su panorama mondiale ( reduce dal grande successo del  Concerto di Capodanno 2018 dalla Fenice di Venezia), è stata invitata a dirigere numerose orchestre prestigiose come New York Philharmonic, Wiener Kammer Orchester, Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy…..ed ora si rivela una pianista capace di emozionare il pubblico attirando l’attenzione dei giornalisti.

Si ritiene soddisfatta come donna, madre, moglie ed artista. Nell’intervista a seguire conosceremo meglio il M° Silvia Massarelli che si racconta tra pubblico e privato.

Successo lo scorso venerdì all’Accademia Musicale di Pordenone per il concerto a 4 mani per pianoforte. Quali emozioni ha provato?
Emozione fortissima! In questi anni da direttore d’orchestra ho sempre suonato il piano, ma mai studiato per preparare concerti; questo significa che negli ultimi mesi ho ripreso a studiare cercando di ritrovare la tecnica perduta e rimettere in forma la mia preparazione pianistica con studi molto impegnativi ma altrettanto divertenti. Credo che il divertimento sia stato un lei motiv di questo concerto. Con mio partner musicale , Sergio Lasaponara, ci siamo sbizzarriti a dovere!

Dopo quanti anni ha ripreso a suonare in pubblico?

Ben 26 anni! io stessa sono annichilita di fronte a cotanta audacia.

 

Da sx M°S. Lasapora, M° S. Massarelli ed il fotografo E. Rotelli

“Scattante, nervosa imprevedibile, divertita, padrona, oltreché dello strumento, della scena: charmeuse, la Massarelli alla tastiera ci ricorda un poco la, estrosa per eccellenza, Martha Argerich.” Così l’ha definita Enrico Cavallotti, Il Tempo. Un commento?

Enrico Cavallotti è stato il critico più temuto di Roma! Noi studenti pianisti ci divertivamo moltissimo leggendo le sue critiche che erano straordinarie, sia per il linguaggio adottato (un italiano purissimo e magnifico oggi purtroppo dimenticato) sia per il loro contenuto a volte tagliente. Critico molto competente e raffinato difficilmente elogiava ma quando lo faceva significava aver assitito ad un gran bel concerto. La figura della Argerich mi ha spesso accompagnato nelle mie perfarmences anche direttoriali: all’esame di ammissione al Conservatoire National Supèrieur de Musique di Parigi, la giuria ha fatto più o meno lo stesso commento. Evidentemente manifesto nei miei concerti una grande passione e molto estro, fantasia, creatività…

Il suo nome è noto per essere un prestigioso direttore d’orchestra, ma è anche una pianista di talento. Pensa di continuare ad esibirsi in pubblico in ambedue le discipline?

Adoro il repertorio per duo pianistico e mi diverte molto suonare con gli altri, quindi sicuramente continuerò entrambe le attività.

La prima e l’unica donna al mondo direttore d’orchestra a vincere il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon . Che effetto le fa quando ci ripensa ?

Consideri che presi in mano la bacchetta per la prima volta a 26 anni, e a 32 vinsi il concorso. Questo premio, difficilissimo da ottenere poichè si tratta di un concorso lunghissimo e molto impegnativo in cui il direttore è chiamato a dirigere un repertorio che spazia da Bach alla musica contemporanea, ha significato coronare 6 anni di studio intensissimo ed entrare, ovviamente a mia insaputa, nella storia della direzione d’orchestra, considerato che sono stata la prima donna a vincerlo e a tutt’oggi nessun’altra ha ottenuto il mio risultato… Forse potrei entrare nel Guinness dei primati?

 

Lei è una donna che ha studiato moltissimo nel suo settore dividendosi tra famiglia e lavoro. Quanta fatica e quanta soddisfazione c’è nel non dovere dire grazie a sponsorizzazioni altolocate?

Non è stato affatto facile né per me né per la mia famiglia, ma siamo riusciti oggi a creare un’armonia molto bella fra di noi e sono contenta di tutti i risultati ottenuti come madre, moglie e artista. Da sempre combatto le segnalazioni inadeguate ( leggasi raccomandazioni immeritate) e posso dire senza nessun dubbio che ogni cosa che ho fatto me la sono sudata e guadagnata con lo studio, la fatica, e l’impegno: mai avuto una raccomandazione in vita mia e ne sono orgogliosa e fiera.

 

“Sensibilità e impeto: la magica prova della Massarelli sul podio del Bellini di Catania…” Queste le prime righe di una bellissima critica che scrisse Sergio Sciacca del quotidiano La Sicilia. Sembra che non ci sia critico, anche il più severo, che non sia affascinato dal suo talento come direttore d’orchestra. Come commenta?

Ho avuto la fortuna di vivere in un periodo culturale in cui i critici svolgevano seriamente e appassionatamente le loro funzioni. Evidentemente il mio modo di fare musica affascina e capta quanto di meglio esiste nelle persone: lo considero un dono. il critico Sciacca è stato in grado di leggere dentro di me come un libro aperto: sono affezionatissima a questa critica che rispecchia il mio “sentire” musicale perfettamente.

Chiudendo gli occhi e sognando, cosa vede?

Il Tridente di Shiva e le sue magnifiche potenzialità.

In Turandot al Regio di Torino debutto il mio nuovo ruolo: Ping

( Alessandra Giorda) La sua carriera è in fortissima ascesa ed è sempre più apprezzato da pubblico e critica internazionale. Il baritono Marco Filippo Romano debutta il ruolo di Ping al Teatro Regio di Torino nella Turandot di Puccini con la regia di Stefano Poda. Siamo abituati a vederlo in scena in molti ruoli che gli calzano perfettamente come Don Geronio ( Il Turco in Italia), Don Magnifico ( La Cenerentola)…..Il suo cavallo di battaglia Don Bartolo (Barbiere di Siviglia)  lo ha portato in giro per il mondo da Oslo alle Filippine per approdare alla Corea del Sud ed ora un nuovo ruolo, con il quale saprà conquistarsi  pubblico e critica, che, alla generale della Turandot sotto la Mole, è stato copiosamente applaudito. Il baritono siciliano, uomo di estrema simpatia e dolcezza, nell’intervista a seguire  racconta  il suo Ping e confessa il disappunto iniziale, ma con altrettanta sincerità ed intelligenza afferma di sentirsi ora perfettamente a suo agio. Fornisce un’attenta analisi della spettacolare regia di Poda, definendo questa Turandot visionaria e visuale, con la particolare morte di Liù.

Commenta come un disegno del destino abbia fatto sì che, alla dipartita dell’ultima erede del celebre compositore G. Puccini, la Signora Simonetta, avvenuta a Dicembre scorso, segua come prima opera in cartellone al Regio di Torino nel 2018, la Turandot . Marco Filippo Romano rammenta quando visitò Villa Museo Puccini e l’emozione nel trovarsi nello studio di Giacomo Puccini con il suo pianoforte dove compose l’opera in oggetto. Molto altro ancora nell’intervista a seguire.

 

 

 

 

La regia di Stefano Poda mette in risalto il senso umano di Calaf

( Alessandra Giorda) Impegnato in questi giorni al Teatro Regio di Torino in occasione della Turandot, nel ruolo di Calaf, è lo spagnolo Jorge de León. Artista di prestigio sulla scena internazionale è considerato tra i migliori tenori contemporanei. Nel suo vasto repertorio c’è molto Puccini, Verdi e Bizet.  Nel 2004 è vincitore del primo premio  “José Carreras” come miglior tenore al Concorso “Julian Gayarre” e l’anno seguente  del secondo premio al concorso “Jaime Aragall”. Nel gennaio 2017 ha debuttato al Gran Teatro del Liceo di Barcellona, dove ha interpretato il “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini entusiasmando il pubblico  ed un anno dopo ha sortito il medesimo effetto con il pubblico torinese alla generale di domenica scorsa ( della Turandot) nel ruolo del Principe Ignoto. Il tenore, nativo di Santa Cruz de Tenerife, ha un  talento vocale ed interpretativo da lasciare tutti a bocca aperta. Come uomo ha notevoli qualità come umiltà, umanità e simpatia. Ha cantato nei teatri più prestigiosi del mondo da Oriente a Occidente e la sua agenda è sempre fitta d’impegni. Raccoglie ovunque consensi di pubblico e critica.

Nella video intervista a seguire, realizzata con un primo piano dell’artista, Jorge de León racconta il suo Calaf, commenta la spettacolare regia di Stefano Poda, il suo ritorno nel Sol Levante ed il grande amore per le tradizioni del suo paese spiegando cos’è Zarzuela. Nel settembre del 2017 è stato protagonista al fianco del tenore Plácido Domingo e con Lucero Tena  in un indimenticabile Gala di Zarzuela, alla Scala di Milano, per la lotta contro i tumori.

 

 

Grazie all’insistenza di mio padre passai dalla musica leggera alla lirica

( Alessandra Giorda) Direttamente dal Sultanato dell’ Oman l’intervista al tenore di fama internazionale Antonino Siragusa che sarà Elvino, ne La Sonnambula di Bellini con la Fondazione Arena di Verona, al Royal Opera House Muscat. (http://www.televisionario2.com/larena-di-verona-porta-in-oman-la-sonnambula-di-bellini-al-roh-muscat/

Ha cantato nei teatri più prestigiosi del mondo, dall’Europa al Sol Levante passando per gli Stati Uniti, solo per citarne alcuni: Teatro alla Scala, Metropolitan di New York, Wiener Staatsoper, Opéra National de Paris, Staatsoper e Deutsche Oper di Berlino,  Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcelona, Palau de les Arts de Valencia, New National Theatre di Tokyo…

E’ considerato tra i più raffinati tenori del repertorio belcantistico con il quale ha costruito la sua carriera, ma oggi si sente pronto per affrontare ruoli verdiani come in  Rigoletto ed in Traviata. Infatti, Antonino Siragusa, in primavera sarà Alfredo in Traviata al San Carlo di Napoli.

Il tenore siciliano si racconta ricordando i primi passi mossi nella musica leggera con Rita Pavone, Anna Oxa , Ivano Fossati… per poi approdare alla lirica e confessa il suo sogno. Dopo oltre vent’anni di carriera e  molta esperienza fatta, esprime la sua opinione riguardo ai giovani che si stanno avviando verso la dura strada in campo lirico, dando loro consigli preziosi.

Sei tra i più grandi tenori del repertorio belcantistico e ritorni al ROH di Muscat nel ruolo di Elvino ne La Sonnambula di Bellini. Interprete e compositore ambedue siciliani, direi che ci sono tutti gli ingredienti per portare un importante spaccato di eccellenze sicule in Medio Oriente. Come commenti?

 Per quanto riguarda la sicilianita’, amo moltissimo Bellini e lo considero il Maestro del belcanto  in assoluto. Penso che portare La Sonnambula a Muscat sia stata un’ ottima idea anche per far comprendere la dolcezza della nostra musica e la capacità di una scrittura che tutt’oggi  è estremamente moderna. Quindi direi forza Sicilia !

Due parole sul tuo Elvino? Quanto ci sarà di Antonino in questo personaggio?

È sempre difficile interpretare i personaggi di un’opera, a volte qualcuno ti somiglia di più , in questo caso forse il temperamento, la forza e l’amore che Elvino ha li sento molto vicini al mio modo di essere.

Qual è il rapporto tra gli omaniti e l’opera lirica?

Per me questa è la seconda volta in Oman, la prima era stata con Cenerentola, penso che piano piano si stia arrivando a far conoscere in Oman l’opera perché vedo molto interesse anche più di qualche anno fa e devo dire che il lavoro che Umberto Fanni ( Direttore generale ROH MUSCAT) sta facendo qui è immenso.

 

Un commento su Hugo De Ana come regista e come persona?

Conosco Hugo De Ana come regista e nutro grande stima per il suo lavoro. Le regie da lui firmate sono sempre poetiche . Questa Sonnambula è davvero bella un colpo d’occhio e rispettosa della tradizione. Come uomo lo conosco troppo poco per esprimere un giudizio.

Hai cantato nei teatri più importanti del mondo, cosa pensi del ROH di Muscat?

Si è vero ho cantato nei teatri più grandi del mondo e adesso aggiungo anche un teatro come Muscat che trovo bellissimo esteticamente. E’ internamente di legno con un’acustica bellissima. Non posso che parlarne con entusiasmo.

Hai mosso i tuoi primi passi nella musica con una chitarra quando eri un bambino, poi hai aperto importanti concerti di nomi altisonanti di musica pop. Come sei approdato alla lirica?

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Concordo con Richard Strauss: Falstaff è un vero capolavoro

( Alessandra Giorda) Artista di notevole spessore, il soprano Erika Grimaldi si è da tempo imposta sulle scene nazionali ed internazionali. Le sue doti vocali sono apprezzate in Italia nel mondo dall’Arena di Verona, al Bolshoi di Mosca, al San Francisco Opera senza dimenticare il Lincoln Center di New York…..Ha realizzato un album con il M° Gianandrea Noseda e la London Symphony Orchestra. Abituè di importanti appuntamenti come il Savonlinna Opera Festival ed il Festival Internazionale di Edimburgo. Durante un piacevolissimo incontro, nello storico Caffè Baratti & Milano a Torino, ha preso corpo l’intervista a seguire dalla quale si evince una Erika Grimaldi dolcissima e felicissima. A poco meno di un anno dall’essere diventata mamma, di una meravigliosa bimba di nome Esther, nel descrivere questa esperienza i suoi occhi brillano e la gestualità si fa ancora più dolce di quanto già non lo sia.  Domani al Teatro Regio sotto la Mole la Première di Falsfaff, opera che il soprano astigiano descrive nelle varie sfaccettature. Nel raccontarsi tra pubblico e privato confessa la preparazione per un nuovo ruolo che debutterà nel 2019.

Come sarà la tua Mrs. Alice Ford?

E’ un personaggio divertente e che fa combriccola  con le altre donne dove l’unione fa la forza. Quindi donne contro uomini. E’ una donna a cui piace ridere e scherzare che insieme alle altre trova piacere nella burla usata per rompere la quotidianità della vita. Quello che noi facciamo in scena è rappresentare un sano e puro divertimento.

Un commento sulla regia di Daniele Abbado?

La regia è molto carina, dotata di una piattaforma circolare non rotante e sopra la medesima ci sono tante botole dove i personaggi compaiono e scompaiono. Per noi è senza dubbio un pò scomodo perchè dobbiamo correre e salire o scendere scale piuttosto piccole. E’ in pendenza con una discesa verso il palco, quindi adatta per una perfetta visione dello spettatore. Ci sono lenzuola appese su dei cavi e vengono spesso mosse per creare insieme a noi del cast un gran movimento. Definirei questa regia tradizionale dove nulla è stato stravolto e perfettamente aderente al libretto. I costumi non sono d’epoca e nemmeno moderni, bensì una via di mezzo. Mi piace quando nulla viene mutato e si mette in scena l’opera così come deve essere da libretto.

Si annovera che il supremo fascino del Falstaff sta nel fatto che Verdi per la prima volta compì un’opera da musicista e non soltanto da autore teatrale. Come commenti?

Continua...

Making music together with James Conlon gives me great joy: memorably in Paris and Chicago

( Alessandra Giorda, Turin-Italy) Next Thursday Aga Mikolaj will be a protagonist in the waiting concert at Auditorium Rai in Turin.
A consummate concert artist, Aga Mikolaj has performed around the world in works by composers such as Mahler, Beethoven, Schubert, Strauss, Verdi, Penderecki and Szymanowski and she works with many conductors: Christoph von Dohnanyi, Sir Mark Elder, Marek Janowski, Mariss Jansons, Philippe Jordan, Zubin Mehta,  John Nelson, Krzysztof Penderecki….Aga Mikolaj has gone on to enjoy operatic success throughout Europe, the USA and Japan. In the interview to follow she is speaking about concert in Turin and new debut in the role as Tatyana in Semperoper  Dresden.  Other important role as Donna Elvira that she has also sung with the Los Angeles Philharmonic under Gustavo Dudamel and on tour with the Wiener Staatsoper at Spring Festival Budapest under Adam Fischer. Aga Mikolay has  a sensitive soul, like her garden and everything about nature.

What do you think about Auditorium Rai in Turin?

Last season I was very happy to make my debut in Torino with RAI National Orchestra and Maestro James Conlon. We sang Beethoven’s 9th Symphony in Oman and in Torino and it was a great collaboration!

What do you think about James Conlon, Conductor?
I’ve been very lucky to sing with Maestro Conlon a few times, memorably in Paris and Chicago. Making music together with Maestro Conlon gives me great joy. He creates a natural process in order to learn more about the interpretation and he has an excellent understanding about a singer’s “philosophy”. It is fanastic to work with someone some colourful when guiding us during the piece and it is a big pleasure for me to be hear again!

What will you sing in Turin?
This time we are going to sing Gustav Mahler`s  Das klagende Lied . It is one of Mahler`s early pieces, based on fairy tale with text written based on pieces of Ludwig Bechstein and Brothers Grimm.

Next work schedule Tatyana in Semperoper Dresden. Who is Tatyana, for you?
Yes , I am going to sing Tatyana in Semperoper Dresden this season, which will be my debut in the roles. I’ve been waiting to sing it for a while now! Tatyana is a role which every soprano loves to sing and portray on stage.

Why?

The story is very touching. Tatyana is an honest young girl from the country side, living her own world between reading books and dreaming, and suddenly she meets Onegin. She instantly falls in love with him, but he does not feel the same way at the beginning.
After few years they meet each other again in totally new circumstances.. and the drama continues.
Tchaikovsky’s genius perfectly expresses every kind of emotion. Tatyana is very naive in the first sways of love. But isn’t it wonderful to dream like that?

 

 

Differences  between Tatyana and Aga?
Tatyana from  Eugen Onegin“ is a very naive girl at the begining. She‘s living in a village reality and she knows only the best side of life, always dreaming, in the middle of a family idyll  without other experiences. Of course, there are many differences between me and Tatyana’s character. But this master work is talking about something universal. This opera relates to love, overwhelming emotions, expectations and difficult decisions – which everyone comes across in life. The music was written by a Russian composer so I think my Polish-Slavic soul can only help me with the most honest interpretation of Tatyana.

In a review by Elbamargarita: “Vocally the strongest and most versatile woman in the group is Aga Mikolaj’s Donna Elvira”. A comment, please?
Donna Elvira the absolute opposite character to Tatyana. Until now I’ve been very sucessfull in my interpretation of strong women on stage. To sing Donna Elvira from Mozart’s Don Giovanni you need to be a mature person with all the knowlege about the complicated structure of our emotions.

 

 

Mozart, Verdi and Strauss very important for your artistic career. Why ?
Mozart , Verdi , Strauss but also Mahler and Wagner. They all composed master pieces and their music is absolutely perfect for my voice! Not only operatic repertoire but also concert pieces.
Most of the works are written in German.. but of course the Italian language is the perfect language for singers !

 

How do you spend your free time?
Free time ? The only short moments at home with family and friends are very important for me. I also like my garden and everything about nature. But I am also still desperately learning to be a better driver and when I have an opportunity I love to go to the theater ir concert hall : just to enjoy art.

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