Amo la lirica: Verdi su tutti ed in particolare Falstaff

( Alessandra Giorda) Direttamente da Singapore l’intervista all’Ambasciatore Raffaele Langella con il quale “parleremo”  di musica e cucina due settori graditi a noi tutti per compiacere  tre dei nostri sensi: udito, gusto ed olfatto.

Ad una manciata di ore dall’inaugurazione della diciottesima  edizione  del Festival Verdi – Parma e Busseto-  l’Ambasciatore Langella confessa che è  proprio il Cigno di Busseto a fare breccia nel suo cuore.

E’ dal quarto centro finanziario più importante del mondo che capiremo i gusti dei Singaporeani ed affronteremo varie tematiche. Dalla lirica al musical senza dimenticare l’evento più importante dell’anno indetto dalla Farnesina in tutte le Ambasciate d’Italia nel mondo: la Settimana della Cucina Italiana. Come ogni diplomatico durante il suo mandato anche l’Ambasciatore Raffaele Langella ha un progetto in particolare che intende attuare. Quale sarà? Buona lettura

Qual è la risposta dei Singaporeani rispetto al made in Italy?

I Singaporeani conoscono bene l’Italia, e sono molto interessati al nostro export. Si tratta di un attaccamento quasi sentimentale, che si nutre di passione. Con ICE, Camera di Commercio, Accademia della Cucina, e con il contributo delle diverse associazioni italiane a Singapore, ci stiamo impegnando a consolidare il sentimento positivo nei confronti dell’Italia, ed a declinarlo anche, quando possibile, in scelte di consumo.

Parliamo di musica: l’opera lirica a Singapore quanto è apprezzata?

La lirica qui a Singapore stenta a decollare, e continua ad essere appannaggio di una ristretta elite di appassionati. La significativa distanza dall’Italia non aiuta, le agenzie di distribuzione debbono affrontare delle spese molto elevate per il trasporto delle compagnie e del loro equipaggiamento. Questo influisce sul costo dei biglietti, facendo dell’Opera un lusso da cultori. Contemporaneamente, non e’ difficile incontrare appassionati di lirica che praticano il canto come hobby, e si esibiscono in privato. E’ un modo per condividere la passione per la musica, e contemporaneamente frequentare persone interessanti.

 Qual è l’opera che più Le piace?

Amo la lirica, se non altro perche’ sono cresciuto in una famiglia di melomani. Verdi, su tutti, ed in particolare Falstaff. Anche se dovrei dire Otello, che e’ l’opera preferita di mia moglie Debora.

 Cosa rappresenta per Lei la musica e qual è il genere preferito?

La musica e’ una specie di rifugio, un luogo in cui perdersi. Amo (quasi) tutti i generi, salvo quelli dai nomi impronunciabili che ascolta mio figlio. Ma confesso che si tratta probabilmente di un mio limite culturale.

 

 

 

Il 4 Settembre scorso è sbarcato in Spagna il musical pluripremiato in Aregentina ed  evento dell’anno 2016, Franciscus, una razon para vivir. Il musical sarà in un importante tour europeo, ma con l’obiettivo di un tour mondiale. La nostra italianità è messa in luce poiché il musical parla di San Francesco di Assisi e porta con sè un messaggio di pace, amore ed evangelizzazione. Un amore incondizionato senza alcuna barriera rispettando il credo di ogni popolo. Come sarebbe accolto a Singapore, dove la maggior parte della popolazione è tra malesi, indiani, cinesi e dalla comunità italiana, che oltre ad essere uno spettacolo strepitoso è ricco di importanti messaggi?

Credo che il messaggio di Franciscus sia universale, e possa essere compreso ed apprezzato da chiunque. Singapore e’ uno Stato che ha fatto del rispetto e della comprensione una bandiera nazionale. Sono certo che l’opera sarebbe in sintonia con il genius loci.

Qual è il progetto a cui tiene maggiormente e che intende attuare durante il Suo mandato?

Mi piacerebbe rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le Universita’ dei due Paesi. Molto del successo di Singapore si spiega con l’affermazione di Universita’ che, per quanto giovani, sono in pochi decenni diventate dei solidi punti di riferimento a livello planetario. I margini ci sono, soprattutto nel campo della ricerca.

Tra fine Ottobre e i primi giorni di Novembre prossimo si svolgerà l’importante evento promosso dalla Farnesina riguardo la cucina italiana. Quanto si mangia italiano a Singapore? 

La cucina italiana a Singapore è molto conosciuta ed anche molto apprezzata. Sono qui presenti molti ristoranti italiani, la maggior parte di qualità, in alcuni dei quali operano cuochi “stellati”. L’Italian fine dining e’ ubiquo, ma stenta ad affermarsi il consumo domestico di prodotti italiani. E’ per questo che cercheremo di attuare iniziative che dimostrino ai Singaporeani che la cucina italiana puo’ essere accessibile e soprattutto facile.

Quali saranno gli eventi correlati di maggiore importanza?

Numerosi e di varia natura saranno le iniziative dedicate alla settimana della cucina italiana. Abbiamo coinvolto la maggior parte dei ristoranti italiani affinché durante la settimana vengano serviti dei menu ad hoc.
Avranno luogo due dinners organizzati dall’Accademia italiana e dalla Camera di Commercio Italiana che contribuiranno a diffondere l’immagine della nostra cucina. L’agenzia ICE realizzerà, in collaborazione con la rivista Wine & Dine, una giornata dedicata ai nostri vini alla quale parteciperanno 20 aziende italiane. Durante l’evento verranno organizzati un wine testing, un seminario ed a conclusione della giornata un gala dinner.
In collaborazione con una nutrizionista italiana e la società Barilla si dovrebbe svolgere un seminario sui benefici della dieta mediterranea. I media locali ed i vari blogger del settore verranno coinvolti nelle varie iniziative.

Le mie priorità in UAE: una scuola italiana, un Conservatorio e la mostra di Caravaggio

( Alessandra Giorda) Raggiunto telefonicamente ad Abu Dhabi nella sua Residenza, dopo l’incontro avuto di persona a Dubai in occasione della Giornata del Design Italiano, che si è svolta con grande successo nel lussuoso Design District, l’Ambasciatore Liborio Stellino, nell’intervista a seguire snocciola i prossimi eventi culturali che l’Ambasciata Italiana promuove negli Emirati Arabi Uniti . Senza dubbio è un uomo di cultura al servizio di essa e la promuove in tutte le sue sfaccettature. Tanto ambiziosi quanto eccellenti sono gli obiettivi che si è posto durante il suo incarico in UAE: dalla messa in opera di una scuola italiana che sarà una preziosa novità assoluta, alla mostra di Caravaggio al Louvre di Abu Dhabi e la creazione di un Conservatorio. Con la simpatia che lo contraddistingue, l’Ambasciatore Stellino dichiara di essere orgoglioso dell’inaugurazione, tutta italiana nel 2016, della Dubai Opera e di aver bissato nel 2017. Molti altri sono gli argomenti affrontati tra i quali il  lancio della presenza emiratina alla Biennale di Venezia direttamente dalla Residenza dell’Ambasciatore Stellino.

 

Quali sono i prossimi eventi che l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi promuove?

Ad Aprile l’evento più importante, giunto ormai alla terza edizione, è quello che  ospito nella mia residenza ed è  con esso che lanciamo da qui la presenza emiratina alla Biennale di Venezia. Gli emiratini possiedono all’Arsenale un padiglione permanente e partecipano con cadenza annuale a tutte le edizioni della Biennale Architettura o Arte. Da quando sono Ambasciatore nella capitale degli Emirati  ogni Aprile, quindi 2016, 2017 ed ora 2018, ospito in Residenza un incontro con il Ministro della Cultura emiratina, gli artisti emiratini che vanno alla Biennale, il curatore del padiglione emiratino e facciamo un lancio anticipato delle proposte UAE a questo importante evento.

Parte del Padiglione UAE alla XV Biennale di Venezia-

 

A Maggio ci sarà la rassegna cinematografica di titoli italiani dedicati al Mediterraneo. Stiamo lavorando ai dettagli.

Siamo in contatto con l’Accademia Chigiana di Siena per un programma che la medesima ha rivolto alla Farnesina per l’estero: “Giovani talenti musicali nel mondo”. Ci saranno dei concerti, ma le date ed i luoghi sono ancora da definire.

dx: l’Ambasciatore Liborio Stellino durante la Settimana della Cucina Italiana a Dubai

Saltiamo direttamente ad Ottobre, essendo quest’anno il Ramadan a Maggio e poi i mesi dove il caldo estivo si fa sentire perennemente, con la settimana della Lingua Italiana nel Mondo .

A Novembre c’è la settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

 

 

Questi sono eventi in collaborazione con vari Ministeri?

Sono settimane che rientrano nella concezione della promozione integrata a cui ormai la Farnesina ha dato una cadenza più coordinata di prima, come la Giornata Italiana del Design, alla quale lei ha assistito, in tutte le 100 sedi che hanno aderito è stato inviato un Ambasciatore del Design ed a Dubai , come ha visto, c’era  l’Architetto Fabio Novembre. In questo modo abbiamo a Roma un coordinamento che prima non esisteva con tutte le amministrazioni ed enti coinvolti. Nel caso della Giornata del Design abbiamo lavorato insieme con il Ministero degli Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Beni Culturali, ICE Agency…. La medesima cosa per la settimana della Cucina Italiana dove sono coinvolti il Ministero degli Esteri, il Ministero dell’Agricoltura ed il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre la settimana della Lingua Italiana è organizzata dal Ministero dell’Istruzione, il Ministero dello Sviluppo Economico…Tutte queste attività sono migliorate nel tempo, infatti c’è più programmazione, meno improvvisazione e molto più coordinamento.

Qual è il progetto culturale a cui tiene maggiormente e che vuole assolutamente realizzare durante il suo mandato?

Mi piacerebbe lavorare sulle mostre e qui ad Abu Dhabi c’è il Louvre, quindi la possibilità di portare capolavori italiani. Il mio obiettivo è organizzare eventi di nicchia ed allestire una mostra su Caravaggio, poichè  avrebbe successo perchè è un pittore molto amato anche negli Emirati.

Le confesso che non è solo uno il progetto a cui tengo tantissimo, ma ce ne sono altri. Creare la prima scuola italiana nella capitale UAE. Un progetto ambizioso al quale si sta lavorando e dovrebbe rappresentare una novità.

S.E. l’Ambasciatore Liborio Stellino

Altro progetto importantissimo per me è dare “vita” ad un Conservatorio. E’ un’impresa con una partnership con un mecenate privato ed il Ministero emiratino. Negli Emirati sono raggruppate oltre 140 nazionalità. Molte persone che arrivano qui sono medici, professionisti da tutto il mondo, Estremo Oriente, Stati Uniti, Europa e spesso capita che debbano interrompere gli studi musicali, intrapresi nei loro Paesi di provenienza.  Come Ambasciata seguo un’Associazione privata, Pollen Music che ha il compito di supplire  alla mancanza di strutture pubbliche per lo studio dell’educazione musicale. Grazie al contributo di alcuni privati ed io come Ambasciata organizzo concerti  in modo da promuovere il principio che è giusto che negli Emirati sorga un Conservatorio musicale, facendo vedere i talenti già esistenti, facendoli suonare con dei giovani solisti che invito e che fanno un concerto tutti insieme che viene organizzato in luoghi pubblici o nella mia Residenza.  All’ultimo concerto fatto in Residenza, lo scorso Novembre con l’Associazione poc’anzi citata, c’erano anche due cantanti liriche:una algerina ed una turca

 

Ci racconti maggiori dettagli riguardo la scuola italiana, grazie

Sarà una scuola privata, l’investitore è un locale che però ha preso accordi con l’Ambasciata “nostra” e le autorità italiane per rendere più snello il processo di riconoscimento della qualificazione della scuola che nasce sotto gli auspici del Ministero degli Esteri emiratino. Non ha nulla a che vedere con le altre scuole italiane all’estero. E’ proprio una novità assoluta.

Questa scuola servirà anche come spin-off di quello che manca qui negli Emirati Arabi come il Conservatorio  e l’Accademia delle Belle Arti.

 

Teatro San Carlo di Napoli alla Dubai Opera- Una scena

Si sta diffondendo sempre più l’opera  lirica in UAE grazie alla Dubai Opera. Come commenta?

L’opera lirica ci ha regalato immense soddisfazioni partendo dall’inaugurazione. Le prime rappresentazioni che si sono tenute, come lei ben sa, sono state Il Barbiere di Siviglia ed I pescatori di perle prodotte entrambi dal Teatro Verdi di Trieste. Nel settembre 2017 abbiamo bissato con il San Carlo di Napoli con la trilogia mozartiana. In tutti e tre i casi il Teatro era pienissimo e ben distribuito di presenze, da quelle occidentali e orientali avvezze al genere musicale, a quelle locali. Anche nel caso della trilogia mozartiana, che poteva dare luogo ad aspetti scabrosi, i locali hanno apprezzato tutto. Dalle musiche alle maestranze, dai cantanti lirici all’orchestra. Un vero successo! E’ un grande vanto per me annunciare le aperture della prima e della seconda stagione con l’opera italiana.

Molto si può ancora fare, il problema sono i costi, infatti le due stagioni sono state aperte in un momento dove questo Paese non ha conosciuto il suo periodo migliore della storia causa la crisi dovuta al calo del prezzo del petrolio.  Dalla metà del 2015 alla fine del 2017  c’è stata una crisi fortunatamente ormai passata.

 

http://www.televisionario2.com/originalita-e-successo-per-la-notte-bianca-dellitalian-design-day-a-dubai/

 

 

L’Ambasciatore Giorgio Visetti e Sua Altezza il Sultano Qaboos uniti nell’opera lirica in Oman

(Alessandra Giorda) Grande successo ieri sera per La Sonnambula di Bellini al Royal Opera House di Mascate. Per l’occasione l’intervista con l’Ambasciatore d’Italia in Oman, Giorgio Visetti che era seduto in prima fila con il Sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena di Verona, Federico Sboarina e Sua Altezza Sayyed Fahad bin Mahmood Al Said.  Commenta le prossime opere in cartellone  alla ROHM, Norma e Pagliacci. L’Ambasciatore Visetti descrive inoltre il nutrito programma delle attività culturali promosse dall’Ambasciata italiana, anticipa quanto si è già fatto per i festeggiamenti, ad Aprile prossimo, per i 150 anni della morte di Rossini.  Rammenta come il Sultano Qaboos sia un profondo estimatore delle eccellenze italiane e dell’opera lirica. Grazie a lui in circa cinquan’anni il Sultanato dell’Oman ha avuto uno sviluppo straordinario. Molti altri gli argomenti affrontati, dalla simpatica idea dell’apericinema, all’Italian National Day senza dimenticare la Settimana della Cucina Italiana  fortemente promossa dalla Farnesina. Tutto questo e molto altro nell’intervista a seguire.

 

Il programma per la diffusione della cultura italiana in Oman sembra essere ben nutrito, musica, cinema, fotografia, archeologia…. Cosa amano di più gli omaniti?

Direi l’Italia e gli italiani; amore pienamente corrisposto, come testimonia la crescita esponenziale del nostro turismo in Oman. Moda, mentalità, gastronomia, design e auto sportive.

Quanti sono gli italiani nel Sultanato dell’Oman?

Circa cinquecento i residenti, cui si aggiungono numerosi temporanei con visti turistici.

In questi giorni  la Fondazione Arena di Verona porta in Oman La Sonnambula di Bellini con un cast eccellente. Ieri sera la Première dove Lei era presente, piaciuta?

Spettacolare! Ero in prima fila insieme al Sindaco di Verona, nonchè presidente della Fondazione Arena di Verona Federico Sboarina, che ringrazio per la sua missione a Mascate e che ho avuto il piacere di avere a colazione in Residenza insieme alla gentile consorte per parlare di come rendere fruttuoso l’interscambio con il Sultanato anche sul piano della vivace realtà economica bilaterale e delle capacità imprenditoriali di eccellenza del territorio veronese.

Due titoli molto importanti alla ROHM nei prossimi mesi, a Febbraio Norma e a Marzo Pagliacci. Molti sono i titoli dell’opera lirica italiana in scena in questo bellissimo teatro. Un commento?

Il Sultano Qaboos ama profondamente l’Italia al punto da etichettare come “Renaissance” il suo straordinario progetto di sviluppo che ha portato il Sultanato, in quasi mezzo secolo, alla straordinaria realtà odierna e ad inaugurare nel 2011 il primo Teatro dell’Opera nel Golfo. La ROHM ha anche un ottimo Direttore Generale in Umberto Fanni.

Sua Maestà il Sultano Qaboos

Qual è la sua opera preferita e perché ?

Mi è difficile risponderle. Dipende molto dalla mia capacità di “sentire”, dalle emozioni e sensazioni che la singola opera produce in me.

Ad Aprile prossimo ci saranno i festeggiamenti per i 150 anni della morte del Cigno di Pesaro. Cosa organizzerà l’Ambasciata?

L’Ambasciata d’Italia è stata antesignana e ha già realizzato una felice associazione tra Rossini “Gourmet” e la seconda edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, lo scorso novembre, dedicandola alle celebrazioni rossiniane e alla Città di Pesaro. Ha organizzato un riuscito evento di lancio presso la Residenza d’Italia, onorato dalla presenza del Sottosegretario MAECI On Amendola  a cui hanno partecipato la Fondazione Rossini con il Vice Sindaco Vimini, la Regione Marche, gli eccellenti Chef italiani marchigiani e locali. Durante l’evento i cantanti della ROHM ci dilettavano con arie del grande Maestro. Contiamo di proseguire su questa strada con l’aiuto della Regione Marche, Città di Pesaro e Fondazione, ma anche con il supporto dell’ICE nel realizzare attività nel 2018 che promuovano il territorio e le produzioni DOC italiane in Oman.

Ogni mese l’Apericinema in Residenza . Di cosa si tratta?

Il cinema è una realtà importante della nostra cultura e della capacità di rappresentare pensieri e valori in un linguaggio italiano, ma anche universale. Ho la fortuna di avere un ampio giardino in Residenza ed un gruppo di amici giovani connazionali interessati a promuovere cultura e Italia in Oman. L’aperitivo gastronomico in salsa italiana è poi una irresistibile esca per il selezionato pubblico, naturalmente ristretto per ragioni di spazio con particolare attenzione ai nostri connazionali e agli amici dell’Italia in Oman.

Due parole sull’Italian National Day?

Intende la nostra Festa Nazionale?  Come lei sa è un appuntamento legato ai rituali delle relazioni diplomatiche, si spiega così l’elevato numero di invitati rappresentanti delle locali istituzioni e personalità del mondo della cultura, dell’economia… con una limitata, ma significativa rappresentanza di connazionali, che ringrazio per come portano testimonianza con la loro operosità e capacità in terra omanita del buon nome del tricolore. Per me è Festa Nazionale ogni volta che riesco a realizzare una presenza in Oman di rilevanti realtà del mio Paese. E’ anche una occasione per ringraziare i nostri sponsors che consentono di supplire alle limitate risorse istituzionali, soggetti che l’Ambasciata tiene in piena considerazione anche per potere realizzare la sua programmazione culturale.

Progetto molto importante supportato dalla Farnesina è la Settimana della Cucina Italiana. Quale riscontro sta avendo?

L’edizione in Oman della SCIM è stata portata ad esempio all’intera nostra rete diplomatico-consolare come “best practice” per collegare gli aspetti gastronomici, culturali del territorio e quelli  imprenditoriali, distinguendosi per creatività, articolazione delle attività, capacità di coinvolgere il locale settore alberghiero e della ristorazione omanita.

Qual è il progetto in generale a cui tiene maggiormente durante il suo mandato in Oman?

Quello che realizziamo ogni giorno, in una piccola ma capace Ambasciata, con i miei collaboratori: il Team Italia in Oman è presente sul nostro calendario da tavolo. E’ realizzato “in casa”, edito in oltre mille copie che indirizziamo ai diversi ambienti locali e che “parlerà” nel 2018, mese dopo mese, dell’Italia attraverso le attività programmate.

Dal Falstaff a Paciotti e Ramazzotti all’ EXPO di Astana 2017 in attesa di Dubai 2020

( Alessandra Giorda) Raggiunto via Skype, in una come sempre piacevolissima chiaccherata con l’Ambasciatore d’Italia Stefano Ravagnan in Kazakhstan, uomo dotato di grande simpatia e notevole cultura, si sono toccati vari argomenti per l’imminente EXPO di Astana 2017. Dal tema principale riguardante le energie rinnovabili, in un Paese che va a petrolio e carbone, ai vari e molteplici aspetti culturali che tale EXPO offre. Dalla tournèe del Teatro alla Scala di Milano con concerti e opera lirica a Federico Paciotti al Central Concert Hall fino alla musica leggera italiana con Eros Ramazzotti. Attesi 5 milioni di visitatori, parte dei quali provenienti da Paesi limitrofi. L’aliquota dei Paesi non vicini si stima sia intorno al 15% con grande attenzione da parte di Cina e Russia e circa 50 mila provenienti dall’Europa.

Il Kazakhstan è un meraviglioso Paese tutto da scoprire e spesso ingiustamente poco annoverato tra le rotte turistiche di maggiore rilievo. Tale EXPO, che fa da cuscinetto tra quella passata di Milano 2015 e quella futura e molto attesa a livello mondiale di Dubai 2020, è un’occasione anche per conoscere meglio questo Paese dai mille risvolti.

Nell’intervista a seguire l’Ambasciatore Stefano Ravagnan illustra l’imminente appuntamento che inizierà il 10 Giugno e terminerà il 10 Settembre 2017.

 

 

Il tema dell’EXPO 2017 : l’energia del futuro. Come verrà sviluppato da parte italiana?

Valorizzeremo le caratteristiche di un Paese povero di energia  tradizionale di idrocarburi che è riuscito a diventare una potenza internazionale. Sarà la storia che si sviluppa lungo un cammino di parecchi anni, partendo dalle grandi menti, dai grandi scienziati e proprio dal più visionario, ossia Leonardo, per proseguire con gli altri come Fermi, Pacinotti e Volta. Quindi la storia accompagnerà il visitatore insieme ad immagini e suggestioni, che speriamo colgano nel segno, abbinando le bellezze dell’Italia alla parte di maggiore approfondimento sull’energia e lo condurrà  a ciò che si è fatto di notevole sulle rinnovabili.

Quali sono i punti di forza?

I punti di forza del nostro padiglione sono vari . Uno  è il progetto che è molto bello e che valorizza il paesaggio tipico italiano, ossia la piazza. Sono quattro piazze intorno e dentro alle quali si gira con proiezioni a parete. Altro punto di forza è il coinvolgimento di quindici Regioni partecipanti ed a ogni settimana è dedicata a una Regione. Credo questo sia importante per una continua rotazione ed una continua novità di offerta al visitatore. Si snoderanno eventi culturali e scientifici organizzati dalle rispettive Università. Credo che il programma sia molto stimolante! E’ una piattaforma a scambio di idee e contenuti.

Altro aspetto a cui tengo è il coinvolgimento di volontari, studenti delle università italiane che studiano russo o che già parlano questa lingua. Un’occasione formativa notevole ricca di esperienza. Ci sono volontari tirocinanti da Genova, Bari, Roma…..

Altro punto di forza è l’Architetto Cantono che ha sviluppato un gran lavoro e che ha percorso l’Italia in lungo ed in largo accordandosi con le Regioni per mettere in luce risultati sia sul piano energetico sia sulle bellezze con il sistema delle interviste a gente per strada: dal giovane all’anziano, alla casalinga e al lavoratore dove ognuno racconta le sue esperienze sull’energia.

I preparativi di questa EXPO sono stati faticosi?

Si ! Ovunque, un’EXPO è da considerarsi un animale complesso. Posso confermare  di persona, finchè non ci sei dentro non te ne rendi conto di quanto lavoro si deve fare, ma devo anche confessare che al contempo è molto stimolante. Ogni volta che ci riuniamo con tutto lo staff è un proliferare di idee da quelle buone a quelle da scartare, ma sempre in continuo divenire.

Chi sono gli sponsor ?

I grandi nomi come Enel, Eni ed Enea insieme ad altri più piccoli, ma non per questo meno importanti.

Quali sono gli eventi culturali di maggiore risonanza

La tournèe del Teatro alla Scala di Milano con quattro recite di Falstaff di Verdi e due sere  di concerto con la Sinfonia n°9 in re minore di Beethoven. E’ già sold out per tutti gli appuntamenti. Il tutto sponsorizzato da Eni. C’è poi un vasto programma culturale sponsorizzato da EXPO Astana con il Teatro dell’Opera di Astana. Molti sono i concerti di musica classica  con artisti italiani . La Lombardia presenzierà con Massimiliano Finazzer con uno spettacolo che verte su un’intervista a Leonardo, nel padiglione a lui dedicato, ossia il Leonardo da Vinci e  l’intervista con Verdi al Teatro dell’Opera. Il 24 Giugno prossimo ci sarà il cantante  Federico Paciotti al Central Concert Hall con l’Accademia Santa Cecilia. Il 18 e 19 Agosto Eros Ramazzotti e molti altri. Gli eventi culturali saranno moltissimi  e diversificati per i gusti di tutti.

EXPO Astana 2017 fa da trait d’union tra EXPO Milano 2015 e EXPO Dubai 2020. Come commenta?

Parliamo di scale diverse. Quella di Milano e quella che ci sarà a Dubai sono due EXPO universali mentre quella di Astana è internazionale, ma non di minore importanza soprattutto in termini d’impegno. E’ una tappa intermedia tra due eventi mastodontici. Il Kazakhstan è un Paese giovane, si stanno per festeggiare i 25 anni e questa EXPO è una sfida notevolissima che credo avrà un gran successo. L’adrenalina cresce e tutto marcia meglio quando ci si avvicina alla data di inizio.

Questa EXPO rispetto a quella di Milano ha un valore aggiunto, perchè nel 2015 il padiglione kazako ha avuto un notevole successo posizionandosi tra i TOP 3 più visitati con oltre 1 milione e 200 mila visitatori ed ovviamente era strutturato per la promozione dell’EXPO Astana 2017.

Quali sono gli obiettivi di questa EXPO? C’è il desiderio d’imporsi maggiormente sui mercati esteri?

Certo che da un punto di vista politico c’è l’obiettivo di consacrare una visibilità a livello internazionale, anche se in parte il Kazakhstan gode già di una certa risonanza essendo l’unico Paese dell’Asia Centrale ad essere entrato quest’anno nel Consiglio di Sicurezza. Altro obiettivo è quello di affermarsi con iniziative di ampio rilievo. Il tema dell’EXPO è una sfida per questo Paese  che va ancora a carbone e petrolio. Quindi si punta ad un’apertura di credito sulla volontà di cambiare. E’ un punto di partenza! Conti che ad ora è meno dell’ 1% di energia da fonte rinnovabile, pur avendo potenzialità enormi considerando i vasti spazi, il vento ed  il sole, anche se siamo più famosi per la neve, ma le assicuro che c’è anche sole.

Cecilia Scalisi racconta la passione per la musica, l’arte, la famiglia e il mondo diplomatico.

( Alessandra Giorda) In occasione dell’inaugurazione del prossimo 25 Maggio della nuova residenza dell’Ambasciata d’Argentina a Budapest, il diplomatico Cecilia Scalisi, moglie dell’Ambasciatore Maximiliano Gregorio Cernadas, si racconta  tra pubblico e privato nell’intervista a seguire. Donna di grande cultura dalle molteplici attività da quella diplomatica al fianco del marito a quella di giornalista e scrittrice, nonchè madre affettuosa e premurosa di quattro figli. Da quelli che sono i compiti della consorte di uno degli Ambasciatori più stimati del mondo diplomatico ai pro e contro di una vita in giro per il mondo, senza tralasciare commenti di stima profonda sul conterraneo Papa Francesco. Tenacia, positività, dolcezza ed una buona dose di capacità di adattamento sono gli ingredienti che caratterizzano questa donna dal carattere  versatile che confessa il suo smisurato amore per l’arte e la musica dove ha speso una buona parte della sua vita nello studio e nel perfezionamento.

Quali sono gli impegni della moglie dell’Ambasciatore Maximiliano Gregorio Cernadas?

In realtà tutta la famiglia accompagna il compito di rappresentanza diplomatica, poichè sia  la moglie che i figli di un ambasciatore dovrebbero sempre garantire l’immagine del paese. E ‘il nostro primo impegno. Da parte nostra, le donne mogli dei diplomatici professionali, possono svolgere un ruolo distintivo; stabilire collegamenti in una natura più personale ed emozionale. Siamo in grado di creare collegamenti che funzionano in modo diverso all’iter con il quale l’ambasciatore lavora principalmente per conto dello Stato. Infatti i dettagli femminili servono per impreziosire spazi che rappresentano l’Argentina. Come tutti  gli ambasciatori mi prendo cura del benessere della famiglia, della scuola i miei figli (ho quattro bambini in età scolare che vanno dalla scuola materna fino alla fine del primario, a cominciare il secondario), e mi occupo della residenza e dei ricevimenti con tutto ciò che essi implicano nella dedizione per ricevere correttamente gli ospiti.

Tra i tuoi impegni anche quello alla DSB, racconta…

Ho anche aderito al “Board dell’ Associazione Diplomatica di Budapest”  (DSB), che riunisce i coniugi dei capi delle ambasciate in Ungheria, coordinando  attività culturali e sociali. Questo legame tra le rappresentazioni  accreditate e le istituzioni ungheresi, ritengo  sia  un contributo importante per la nostra missione diplomatica  e come tale, è un onore per mantenere sia questa posizione che le prestazioni con la vera gioia e con grande affetto per entrambe le parti: verso il corpo diplomatico che mi ha scelto di realizzare questo ruolo ed i media locali che aprono le porte per la connessione con Ungheria  e con i paesi membri del DSB.

Sei anche eccellente giornalista e scrittrice, su quale argomento stai lavorando?

Oltre a questi impegni, non trascuro la mia professione di scrittrice e giornalista, continuando da Budapest il mio lavoro per il quotidiano La Nacion di Buenos Aires, per la quale sto scrivendo collezioni di musica classica e lirica (attualmente la pubblicazione di un’antologia record di Luciano Pavarotti).

 

Sei argentina come l’amatissimo Papa Francesco: cosa ci racconti di Lui?

E ‘motivo di orgoglio come argentina avere un Papa della mia nazionalità.  E’ amato e rispettato in tutto il mondo e ogni sua decisione ed ogni suo passo sono un esempio di austerità e di umiltà. Qualità  preziose per il  suo operato  che apre le porte anche ad un dialogo tra le  religioni oltre ad essere un immenso contributo per la pace mondiale. Grande emozione quando fu eletto Papa a Roma!  E’ stato un momento incredibile in Argentina, abbiamo festeggiato nelle strade, nelle parrocchie di ogni quartiere  ed in tutto il paese. Quel giorno sarà ricordato per sempre  nella memoria degli argentini perché abbiamo assistito e stiamo vivendo  un evento unico e irripetibile nella storia. Non ho mai incontrato Papa vis à vis, ma ho avuto la fortuna di assistere al Te Deum nel  Bicentenario nella Cattedrale di Buenos Aires, quando era ancora il Cardinale Jorge Bergoglio..

Quali sono gli eventi prossimi per la promozione della cultura argentina in Ungheria?

C’è un vasto programma di attività nella reintegrazione dell’Argentina nel mondo. Il più importante che posso menzionare riguardante  l’Ambasciata in Ungheria è l’apertura di una nuova sede  tra pochi giorni, in coincidenza con la celebrazione della nostra festa nazionale: il 25 Maggio. Questa nuova residenza, che si trova nel centro di Budapest è un simbolo e un messaggio per lo sviluppo di una nuova vita culturale e sociale che rappresenta l’ Argentina.

                                                                                        COURTESY Of protocol of Ministry of oreign Affaires of Hungary

Qual è il tuo rapporto con la musica? 
Ho una laurea in arte con formazione musicale. La musica classica è una componente essenziale della mia vita. Ho iniziato seriamente a studiare musica allo stesso tempo che ho iniziato la scuola (con il pianoforte, strumento che amo profondamente). Ho studiato a Cordoba, la mia città, ho poi continuato i miei studi a Buenos Aires e conseguito il diploma al Conservatorio Nazionale raggiungendo il più alto livello che è possibile. Ho studiato alla DAAD ( organo collettivo delle università tedesche, è la più grande organizzazione a livello mondiale per il sostegno agli scambi accademici) in Germania e proseguito gli studi con  diversi esami all’Università Humboldt di Berlino, dove ho studiato  Musicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Sarebbe lungo elencare tutto il vasto percorso formativo che ho fatto nell’arte e nella musica.

Cosa ti ha maggiormente colpito dell’Ungheria?

Le bellezze di Budaspest che sono molteplici ed interminabili. La storia così ricca del Paese, il fervore della vita culturale, l’intensità poetica dei suoi migliori scrittori e la gente che ha qualità e valori che sorprendono in ogni momento.

Un’ emozione che rimarrà sempre nel tuo cuore in uno dei tanti viaggi di lavoro che hai fatto?

E’ abbastanza recente : il trionfo della selezione argentina alla Coppa Davis, il grande torneo mondiale di tennis, lo scorso novembre, nella città di Zagabria, capitale della Croazia dove mio marito intrattiene rapporti come Ambasciatore Argentino. Ho provato un’emozione vertiginosa che ho condiviso con molti compatrioti che sono venuti in Croazia per incoraggiare i nostri tennisti al trionfo dando esempio nel mondo di comportamento, passione e tenacia. Grande euforia e profonde emozioni nel vedere copiose le bandiere con i colori dell’Argentina agitarsi tra le mani dei loro possessori con allegria e spensieratezza. Momenti indimenticabili che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore.

 

 

Una vita in giro per il mondo; quali gli aspetti positivi e quali quelli negativi?

Dipende da quale prospettiva si analizza il tutto. Certo che essere destinati in luoghi di conflitto o regimi , sistemi di vita o cultura tanto diverse da rendere l’adattamento quasi impossibile e vivere nel microcosmo dell’isolamento rende difficile, se non quasi impossibile, l’esercizio della diplomazia. In una destinazione come l’Ungheria senza dubbio la lista delle positività è talmente lunga da non poter menzionare il tutto. A capo di tutto c’è  il privilegio  di rappresentare l’Argentina e di accompagnare mio marito, che ammiro molto,  nel nobile compito che gli è stato affidato. L’occasione magica di incontrare persone da tutto il mondo, per aprire le porte e diffondere virtù e cultura dell’Argentina, è meravigliosa.

Tuttavia in tutti questi privilegi c’è anche una grandissima responsabilità, costante attenzione e preparazione necessaria per svolgere al meglio i propri compiti. Senza dubbio il cambio di destinazione in una famiglia come la mia comporta uno sforzo titanico, non solo nel trasloco, ma in tutti gli aspetti che nascono quando si rende necessario un trasferimento. Richiede una grande energia fisica e spirituale, una buona dose di salute e resistenza senza contare un grande spirito di adattamento e predisposizione ai cambiamenti. Cambiare  paese,  lingua, scuole, climi, sapori, routine, ambienti, amicizie, ecc … per molti è  una difficoltà insuperabile. Inoltre, in ogni gruppo familiare, ognuno ha i suoi tempi, le  sue esigenze ed i suoi  stati d’animo.  Mantenere insieme il tutto e tutti implica già una sfida enorme. Senza contare i periodi di transizione, dove non si sa quando e dove sarà la prossima destinazione e molti altri aspetti che fanno parte della complessità della burocrazia ministeriale; intanto la vita scorre.

Tutto questo può essere visto come aspetto negativo, ma per un ottimista di  spirito intraprendente e avventuroso come il diplomatico, rappresenta una nuova opportunità di vedere il mondo e arricchire la vita. Infine, per me, l’unica nota negativa  della vita diplomatica è quella delle separazioni: l’addio ai luoghi che si ama e alle persone con le quali si è condiviso molto e che magari non rivedrai più. Tale aspetto è una “conditio sine qua non” di questa professione: per tutti noi quando arriva il momento è così difficile dire addio.

A Dubai con il Console Valentina Setta tra il Teatro dell’Opera e l’EXPO 2020

( Alessandra Giorda, Dubai ) In un piacevolissimo incontro con il Console Valentina Setta, nel suo ufficio presso il Consolato sito al diciassettesimo piano del World Trade Centre a Dubai, ha preso corpo l’intervista a seguire. Molteplici i temi affrontati, dal Dubai Opera, ai progetti futuri per  un’Italia sempre più protagonista della città dove ogni sogno sembra poter essere realizzabile. Il Console Setta ha fotografato perfettamente la situazione attuale e ha gettato le basi per gli obiettivi futuri. Senza dubbio non si è potuto non volgere lo sguardo all’EXPO 2020, che cadrà nell’anno del cinquantesimo anniversario della nascita degli Emirati Arabi Uniti, che avrà come tema un progetto ambizioso ” Connecting minds, creating the future” e dove si vedrà una Dubai sempre affascinante dove sempre più saranno puntati gli occhi del mondo.
Con dolcezza e simpatia, ingredienti che contraddistinguono il Console Setta, confessa la sua passione per la lirica e l’opera preferita.
Quali sono i progetti che intende attuare durante il suo incarico come Console qui a Dubai?

E’ complicato avere una progettazione in una città come questa dove la comunità italiana sta crescendo moltissimo. Il Consolato Generale d’Italia a Dubai nasce nel 2008, prima era un’Agenzia Consolare. Inizialmente gli italiani residenti erano 2300 ora sono 9000 quelli registrati senza contare 2000/3000 che intrattengono rapporti con l’Italia e sono qui a Dubai.

Sta crescendo un grande flusso turistico. perchè questa meravigliosa città è un’oasi serena, assolutamente sicura dove si può fare un turismo diversificato poichè ci sono numerose attrattive. C’è il mare, la possibilità di sport estremi, “zero gradi” dove ci si lancia dall’aereo, si scia sia sulle montagne, all’interno del lussuoso Dubai Emirates Mall presso Ski Dubai, che sulle dune nel deserto. La città sta puntando molto sui parchi divertimento e ne sono stati inaugurati parecchi in questo ultimo anno. Sono parchi tematici come Legoland oppure Bollywood . C’è quindi un turismo per le famiglie alla portata delle tasche di tutti.

Tutto questo per dire che un Consolato con una presenza così notevole di italiani è sollecitato ogni giorno per varie e molteplici casistiche che spaziano dall’emergenza all’assistenza. Senza dubbio cerchiamo di fare una programmazione, ma non è facile da realizzare.

Tuttavia promuovete degli eventi di notevole interesse?

Il Ministero degli Esteri ha individuato delle settimane dove in tutto il mondo nelle Ambasciate Italiane si organizzano eventi tematici ed in particolare la settimana della lingua italiana, generalmente ad ottobre, mentre a novembre lo scorso anno ha preso il via la settimana della cucina italiana per valorizzare le eccellenze enogastronomiche dell’Italia. Il Ministero ci aiuta ad organizzare tutte le iniziative, arte , musica, cucina….che sono eventi di forte impatto in tutto il mondo.

Un commento sul meraviglioso Dubai Opera 

Dubai è una città dove i cittadini emiratini sono il 10% . Tutto il resto sono espatriati che vivono qui. Più di 180 nazionalità differenti. Sono comunità diverse che portano diverse culture in un posto che favorisce la tolleranza e la convivenza anche religiosa ed in questo contesto presenti all’Opera sono in grande numero Europei, Canadesi, Americani ed una parte provenienti dalla fascia mediterranea. Il Dubai Opera è un palazzo bellissimo, dalla stupenda architettura e multifunzionale. Oltre all’Opera ci sono sale conferenze, mostre e ristoranti. E’ stato inaugurato con l’orchestra italiana del Teatro Verdi di Trieste. E’ stato un evento di risonanza mondiale, grande motivo di orgoglio per noi italiani.

Che tipo di programmazione si snocciola al Dubai Opera?

Una programmazione mista. Dall’opera al musical a vari tipi di spettacoli proprio per abituare le persone ad andare a teatro. Necessita differenziare l’offerta per garantire una fidelizzazione del pubblico.

Qual è la sua opera preferita?

Madama Butterfly di Puccini. E’ un’opera che mi colpisce profondamente facendo nascere in me emozioni inconsuete,inoltre la musica del compositore toscano ti coinvolge toccando le corde più profonde dell’animo.

Dubai, la fantastica città dove tutto è possibile. Come commenta?

Si è vero! Il marketing fatto su Dubai è proprio questo. E’ una città miraggio dove la vita è difficile per mancanza di acqua e il caldo di notevole intensità. Costruire una città in questa location è stata una sfida dell’uomo ed una conquista che dà l’idea che qui tutto può accadere e il tutto non può accadere altrove tranne che a Dubai. Qui si lavora moltissimo, c’è una competizione molto forte, dove ci sono tutti Cina, America, India, Corea……E’ una sfida continua dove le condizioni di vita e di lavoro sono dure con un mercato spietato, super flessibile dove si trova un’occupazione facilmente, ma con altrettanta rapidità si perde il lavoro.

Parliamo dell’EXPO 2020?

L’Italia ha già aderito all’EXPO 2020. Per noi è importantissimo creare un ponte tra Milano 2015 e Dubai 2020. Siamo molto interessati a partecipare ed a questa parte preparatoria abbiamo messo a disposizione tutto quello che abbiamo imparato facendolo in Italia. Sarà un EXPO con un tema ambizioso ” Connecting minds, creating the future”. Sono attesi 25 milioni di persone. Stiamo lavorando moltissimo sull’organizzazione dell’accoglienza e questo implica parecchio lavoro sulla sicurezza per preparare la città.

Dove si sviluppa l’area dell’EXPO?

E’ vicino al nuovo aeroporto Al Maktoum, nome in onore dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum (sovrano e politico emiratino, attuale Primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti nonché emiro di Dubai). Si sposta l’asse della città verso sud nell’area adiacente a quella destinata all’EXPO. Si stanno ultimando gli ultimi lavori del bellissimo nuovo aeroporto che garantirà la vicinanza a quella del grande evento in oggetto del 2020. Non abbiamo ancora una commissione, ma speriamo che sia nominata a breve tempo e da lì si partirà per definire tutto ciò che è necessario per essere protagonisti tra 3 anni. Ci auguriamo che le nostre imprese riescano a lavorare in questo vasto ed importante progetto.

Quando verrà istituito l’Istituto di Cultura Italiana ad Abu Dhabi?

Purtroppo attualmente non c’è. E’ intenzione del Ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, aprire accanto all’Ambasciata, che risiede nella capitale ossia Abu Dhabi, l’Istituto di Cultura Italiana. Speriamo che tutto ciò accada presto. E’ di fondamentale importanza avere un Istituto di Cultura, anche per la programmazione di eventi culturali.

Qual è l’importanza che il Consolato d’italia a Dubai dà rispetto alla musica?

La musica è un linguaggio immediato ed universale e speriamo di collaborare sempre di più con il Dubai Opera. Ci sono anche molti teatri più piccoli a Dubai dove c’è una programmazione concertistica, come molti alberghi con teatri interni, senza contare gli splendidi Auditorium nelle scuole come quelle del gruppo GEMS. L’importanza della musica è per noi uno degli aspetti importanti sul quale lavoriamo.

 

L’opera lirica è apprezzata in India anche se mancano i teatri .

( di Alessandra Giorda) Direttamente da New Delhi, raggiunta via skype, nasce l’intervista con la Direttrice dell’Istituto Italiano  di Cultura  , presso l’Ambasciata Italiana, la Dott.ssa Alessandra Bertini Malgarini. Persona piacevole e simpatica con la quale si sono toccati vari argomenti sulla cultura: dalla musica, all’opera lirica al design senza dimenticare la letteratura, fotografando in maniera dettagliata l’impronta ben solida dell’Italia in India. Capiamo il perchè della mancanza di teatri d’opera lirica nella terra di Mahatma Ganhi ,( pur apprezzando gli indiani questo genere musicale),come avviene la promozione della lingua italiana , il  perchè gli studenti indiani studiano l’italiano e molto altro.

Si conclusa da pochissimo con grande successo la “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, evento promosso dalla Farnesina che ha accolto con molto interesse l’Ambasciata d’Italia a Delhi. 1352 sono gli Italiani iscritti all’AIRE , residenti in India e ben introdotti nel tessuto indiano. Attraverso gli occhi della Bertini Malgarini conosciamo meglio questo Paese che non è solo sinonimo delle ben apprezzate tecniche di meditazione, bensì molto più.

Si è da poco concluso un importante evento di successo promosso dalla Farnesina. Cosa mi racconta?

Il Ministero degli Esteri ha istituito sedici anni fa l’evento ” Settimana della lingua italiana nel mondo” e chiede alla rete , ossia Ambasciate,  Consolati ed Istituti di Cultura di organizzare eventi relativi alla lingua italiana. Personalmente prendo questo evento per parlare l’italiano . Per una settimana si fa qualcosa di speciale nelle università, scuole ….per promuovere il nostro idioma, questo è lo spirito del nostro evento. In tutto il mondo dove c’è la presenza italiana si cerca di fare qualcosa per la nostra lingua. Dovrebbe essere nella terza settimana di ottobre , ma ogni Ambasciata si gestisce a seconda delle possibilità del luogo. Tra le attività svolte ci sono corsi con docenti, teleconferenze sul design, una mostra con la Fondazione Pirelli, ossia tutti eventi per promuovere l’italiano dal punto di vista letterario e linguistico . Possiamo porre in essere tante iniziative, purchè si parli d’italiano.

Quali sono i numeri degli studenti indiani interessati alla cultura italiana?

L’India e l’Italia sono due Paesi che hanno molte affinità e radici antichissime. Gli indiani sono abbastanza interessati alla cultura italiana ed ecco alcuni numeri importanti per  fotografare meglio la reale situazione.

Cultura e lingua italiana in India:
• Oltre 160 iniziative culturali organizzate nel 2016 dagli Istituti Italiani di Cultura di
New Delhi e Mumbai
• 3 College (New Delhi), con 101 studenti
• 10 le Università in India in cui si studia Italiano per un tot di 398 studenti
• 2 Enti privati (Mumbai e Delhi) che offrono corsi di lingua, con 307 studenti;
• 546 studenti dei corsi di lingua italiana presso gli Istituti Italiani di Cultura di New Delhi e Mumbai nel 2016.

Quali i settori di maggiore interesse ?

L’India non è come la Cina , il Giappone o la Corea dove gli studenti imparano l’italiano per la musica ed un gran numero di loro vuole diventare cantante d’opera o musicista. Qui in India chi studia italiano  è per venire in Italia per le discipline di architettura e design. Moltissimi gli studenti indiani sono al Politecnico di Torino o di Milano, che studiano ingegneria meccanica oppure per imparare una nuova lingua che consente ai lavoratori uno scatto di carriera.

L’abbinamento delle due culture , Italia/ India, è apprezzato?

La promozione della cultura italiana in India funziona sempre coinvolgendo artisti indiani. Spesso organizziamo eventi in collaborazione, esempio sulla fotografia, c’è l’abbinamento di una fotografa italiana ed una indiana. L’interscambio culturale è vincente !

Sotto la Sua direzione l’Istituto Italiano di Cultura  a New Delhi come accoglie nuovi progetti?

Quello che voglio far passare come messaggio ai lettori è che l’Istituto Italiano di Cultura  in India è “a porte aperte” Molto attivo nel  valutare nuove idee e nuovi progetti.  Amo sperimentare e lavorare attivamente. Questo è quello che mi piace fare.

Gli indiani apprezzano l’opera lirica?

Gli indiani sono affascinati dall’opera e a dicembre infatti si esibirà qui a New Delhi un duo italiano formato da un pianista  Roberto Prosseda e il tenore Marcello Nardis che faranno un tour in cinque città indiane con un programma con le più belle arie d’opera da Verdi a  Rossini….

Come mai in India non ci sono Teatri d’Opera?

La musica occidentale è molto distante da quella indiana ed anche il loro modo di cantare è completamente diverso. Non c’è un’orchestra stabile, solo una a Mumbai, ma è part-time e sono quasi tutti stranieri. Per loro la ricca  ed antica tradizione musicale indiana è ancora molto sentita. Questo non impedisce loro di apprezzare cantanti d’opera, musicisti ….Ci sono scuole private per l’insegnamento della musica occidentale. Imparare a suonare un pianoforte fa un pò chic

A Lei piace l’opera?

Si mi piace la grande opera , quella che ormai non si fa più, perchè costa troppo. Per me l’opera è tutto l’insieme: la musica, i cantanti , la scenografia e le luci mantenendo la ricchezza di un tempo. Oggigiorno spesso si va all’opera e le ambientazioni sono minimal e contemporanee. Questo non lo gradisco, pensi che ho cambiato del tutto i miei gusti musicali: ora amo molto la musica elettronica.  A Torino c’è il prestigioso Teatro Regio, che credo si rifaccia spesso ad allestimenti del passato , quando non mette in scena quelli contemporanei. Capisco perfettamente  che ci siano problemi di costi ed i teatri fanno bene a fare come riescono. Londra ad esempio è una piazza dove per eccellenza i teatri d’opera puntano sul moderno. Se fatti da bravi registi, bene devo dire che spesso mi piacciono le opere liriche in chiave contemporanea perchè danno sfogo ad una nuova lettura, ma se il regista non è bravissimo si rischia il  flop.

Quale altro tipo di musica è apprezzata in India?

Il jazz, infatti abbiamo in India ora Enrico Zanisi  in tour da Calcutta, a Delhi, Chennai, dove in questa città al Conservatorio farà anche una Masterclass per i giovani indiani. Il tour si concluderà il 4 dicembre nella città di Pune. E’ un artista talentuoso, pianista e musicista che ha una formazione classica, ma la sua vera natura è l’improvvisazione. Il suo ultimo disco è un vero capolavoro.

Cos’altro promuove l’Istituto Italiano di Cultura a New Delhi entro fine anno?

Un ‘altro artista italiano di Torino, Daniele Galliano, che è stato selezionato per la terza Biennale d’Arte di Cochin, giunta alla terza edizione che dura circa  dalla metà di  dicembre 2016 a marzo 2017. Particolare attenzione all’arte contemporanea che è molto apprezzata dagli indiani, forse perchè loro hanno già una bella ma pesante tradizione e quindi hanno voglia di contemporaneità.

 

 

Promuovendo la cultura italiana in Kazakhstan mi sto appassionando alla lirica

( Alessandra Giorda) A parlare di musica , cultura e molto altro al Televisionario2, raggiunto direttamente via Skype ad Astana, è l’Ambasciatore Stefano Ravagnan. Dotato di simpatia estrema che va a braccetto con una buona dose di umiltà e cultura, l’intervista si è snocciolata in una piacevolissima chiaccherata attraverso la quale , partendo dalla musica si è arrivati alle energie rinnovabili. Si è parlato anche dei numerosi eventi che si avvicendano in questo anno molto importante, essendo l’anno della Cultura Italiana in Kazakhstan. Un evento appena trascorso è stato quello degli Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori  che hanno portato ad Astana il folklore corese della bandiera, dal 3 all’8 Luglio scorso, su invito dell’Ambasciatore italiano  per impreziosire il ricco calendario di iniziative in corso nella capitale kazaka fino ad Ottobre 2016. Grande attenzione anche per il favoloso Teatro dell’Opera di Astana che mette in scena opere liriche e balletti degni di nota conquistando i cosacchi.

CORI-

                                                             Gli Sbandieratori di Cori ad Astana

 

Come si sta sta sviluppando la cultura sotto il suo mandato?

Questa domanda mi permette di lodarmi. Inizialmente ero a Mosca  e mi occupavo della parte politica anche se tutto sommato seguivo vari settori , e nella capitale russa era in atto l’Anno della Cultura 2011 , quindi appena giunto qui ad Astana avevo in mente quella come esperienza . Mi sono reso conto che il popolo kazako ha una grande passione per tutto ciò che è tricolore, tutto questo anche grazie al fatto che sono numerose le imprese italiane che lavorano in questo Paese. Mettendo insieme tutte le sponsorizzazioni delle aziende italiane desiderose di farsi conoscere maggiormente, siamo riusciti a stilare un programma per tutto l’anno di livello adeguato e articolato, in modo che spaziasse dal jazz, al teatro alle conferenze e molto altro. Tale programma prevede la presentazione delle varie sfaccettature della cultura italiana non solo ad Astana , bensì in tutto il Paese che è molto vasto. Il tutto è stato fatto con una collaborazione tra Italia e Kazakhstan in modo da far sì che anche i kazaki possano farsi conoscere in Italia, Paese dove questa terra è poco pubblicizzata. Grazie all’Expo di Milano, il Kazakhstan ha avuto l’opportunità di mettersi in risalto , ma ancora oggi molti non sanno ben distinguerlo sulla cartina geografica. Invece è un Paese che merita di essere conosciuto meglio, poichè nonostante i suoi problemi ha molto da offrire . Non è che prima del mio arrivo in questa Ambasciata , il mio predecessore non facesse nulla, tuttavia mi sono dato molto da fare per incrementare la cultura. Devo ringraziare molto l’appoggio avuto da Mosca , dove conoscevo bene tutti i meccanismi essendo stato là. Le faccio un esempio : un artista che si esibisce a Mosca, ovviamente con mezzi inferiori, ma sempre degni di nota l’ho faccio arrivare in Kazakhstan e così via. Diciamo che ho la possibilità di fare un bel lavoro di squadra con sostegno delle autorità kazake, partendo dal Ministero della Cultura , l’Università delle Arti e i governatorati delle varie città. La scorsa settimana ci sono stati gli Sbandieratori di Cori, in arrivo dall’Italia, nella giornata per i festeggiamenti della capitale che è un evento popolare e non da ristretti circoli. Direi che per il momento sono soddisfatto del lavoro che sto facendo.

                                                                                 Teatro dell’Opera ad Astana

Quanto è apprezzata la lirica in Kazakhstan?

Qui ad Astana c’è un teatro dell’opera che seppur molto giovane, ha due anni, è spettacolare dal punto di vista architettonico ed offre anche un nutrito programma. Lavora molto con il teatro San Carlo di Napoli, il Carlo Felice di Genova , la Scala di Milano e invita cantanti lirici di forte richiamo e notevole talento. Ha un programma di balletti molto avvincente.

Siamo nell’anno della Cultura italiana in Kazakhstan, quali sono i bilanci fino ad ora?

Come le dicevo poc’ anzi sono soddisfatto e gli obiettivi principali  sono quelli di una presentazione articolata della nostra cultura diffusa sul Paese . Quello che vedremo più avanti è la consolidazione dei rapporti tra le due culture . Ora abbiamo seminato , per il raccolto dobbiamo attendere ancora un pò. Tutti gli artisti e Istituzioni che sono venute dall’Italia e quasi tutti per la prima volta , sono rimasti colpiti favorevolmente da quello che hanno visto e dal livello di persone ed entusiasmo. C’è la voglia d’imparare e di collaborare.

Un commento su EXPO 2017 in Kazakhstan  e quali sono le previsioni?

Sarà dal 10 giugno al 10 settembre 2017. Non sarà un EXPO universale come quello di Milano, ma internazionale -tematico. Durerà 3 mesi e non 6 come quello di Milano, tuttavia è un momento molto impegnativo per questo Paese. E’ la prima volta che viene fatto un evento così importante, con tutta la complessità dell’organizzazione e tutto ciò che concerne un evento di questa portata. Ha un tema molto importante come quello dell’energia, con una grande sfida, ossia di fare un EXPO sull’energie rinnovabili , quelle del futuro in un Paese fin’ora molto tradizionalista in questo settore che è cresciuto con le energie tradizionali. Ha la volontà di diversificare e di mettersi al passo con i tempi per un modello di sviluppo più verde. Pensi che il carbone ha ancora un ruolo molto importante qui in Kazakhstan, ma l’obiettivo volge lo sguardo ad un futuro eco-sostenibile. Questo evento punta a cinque milioni di visitatori, in parte saranno locali o dei Paesi limitrofi , ma non solo.

Ci saranno anche momenti di spettacoli e musica?

Si lavora su due linee: la programmazione culturale dove c’è il Patrocinio del Ministero della Cultura kazako, che ancora non sappiamo bene la programmazione , poichè su tutto questo impatta una situazione economica molto forte, con il crollo del prezzo del petrolio, quindi il bugget è ridotto. Sicuramente ci saranno momenti dedicati all’opera lirica e altre forme di arte. Ci sarà poi la nostra attività come padiglione Italia, che sarà sulla scia dell’anno della cultura.Senza dubbio sarà un programma interessante e imperdibile.

Quali sono i suoi gusti musicali?

Senza dubbio apprezzo la musica classica ed ho studiato violino fino a quando gli studi del liceo classico mi hanno totalmente assorbito. Ascolto anche la musica leggera e  adoro Cocciante e Mina. Per quanto riguarda l’opera lirica , devo confessarle che non l’ho mai molto amata , ma da quando sono Ambasciatore e per doveri di rappresentanza partecipo a serate operistiche , ammetto che la mia passione in tal senso si sta incrementando e sto scoprendo una parte della musica che non mi spiace affatto.

Grandi eventi all’Istituto di Cultura Italiano in Argentina sotto la guida di Maria Mazza

(di Alessandra Giorda) Grandi progetti snocciola l’Istituto Italiano di Cultura, a Buenos Aires, sotto la sapiente guida di una donna straordinaria quale la Dott.ssa Maria Mazza che nell’intervista a seguire racconta vari progetti. Dalle maggiori iniziative nelle mille sfaccettature della cultura, quali  musica lirica e jazz, alla poesia e all’arte senza dimenticare appuntamenti importanti quali “Verano Italiano”, attesissimo per il prossimo giugno. Maria Mazza “parla” anche degli eventi  a maggio prossimo , come la presentazione del libro del momento “Il nome di Dio è Misericordia”, il primo libro intervista, di grande successo, di Papa Francesco. Sempre nello stesso mese il concerto di una delle più grandi cantanti italiane , Iva Zanicchi , al Teatro Coliseo, amatissima in Sud America e molto altro.

Quali sono le iniziative che l’Istituto di Cultura maggiormente promuove?

L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires è impegnato nella promozione della cultura e della lingua italiana in tutti gli ambiti ed, in particolare, in quelli individuati quali prioritari dall’Ambasciata d’Italia e dal nostro Ministero. Ad esempio, il cinema italiano è oggetto di specifiche iniziative, con l’obiettivo di inserirlo nei circuiti culturali e commerciali argentini, non soltanto mediante le consuete proiezioni di film da noi organizzate in Istituto, ma anche con la partecipazione a vari festival di settore argentini: il Festival BAFICI (Buenos Aires Festival Internacional de Cine Independiente), il Festival del Cinema di Pinamar etc.

Inoltre, stiamo riproponendo a giugno, in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, la Settimana del Cinema Italiano contemporaneo a Buenos Aires, che da diversi anni riscuote un grande successo di pubblico. Nel campo dell’arte italiana, oltre alle mostre periodicamente ospitate presso il nostro spazio d’arte Sala Roma, abbiamo recentemente organizzato due importanti esposizioni fotografiche a Buenos Aires, inaugurate dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali ed il Turismo, on. Dario Franceschini, durante la sua visita in Argentina: la mostra UN.IT UNESCO Italia presso il Museo Sívori ed una personale di Olivo Barbieri presso il Centro Cultural Recoleta. Inoltre abbiamo collaborato alla realizzazione dell’esposizione della collezione del MAXXI di Roma presso il Museo PROA di Buenos Aires, attualmente in corso.

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Il Console italiano a Buenos Aires si ritiene un verdiano

(di Alessandra Giorda) Al Televisionario2, Riccardo Smimmo, il Console italiano a Buenos Aires, con grande gentilezza rilascia l’intervista a seguire densa di contenuti. Dalle emozioni e progetti per il nuovo incarico prestigioso nella Capitale argentina, ai suoi gusti musicali in campo operistico, senza tralasciare argomenti importanti come l’evento attesissimo delle eccellenze italiane in Argentina e lo sviluppo della cultura italiana nella terra di Papa Francesco. Al suo primo incarico come Console, Riccardo Smimmo, con grande tenacia e responsabilità si prende cuore le sorti dei nostri connazionali mantenendo ciò che funziona e apportando importanti cambiamenti là dove necessario, infatti descrive le novità con umiltà e soddisfazione.

Primo incarico come Console in una location prestigiosa come Buenos Aires. Quali emozioni ha provato quando ha saputo del nuovo incarico?

Il Consolato Generale in Buenos Aires è il più grande al mondo per numero di connazionali registrati, e per un funzionario diplomatico è motivo di orgoglio e prestigio essere chiamati a dirigere una tale struttura. A maggior ragione lo è per un napoletano come me: non solo e non tanto per considerazioni calcistiche, tra Napoli e Buenos Aires sintonia e affinità sono più forti di quanto si possa descrivere. Ho provato pertanto forte emozione per il fatto di assumere un incarico di così grande responsabilità, ma al contempo gioia e soddisfazione all’idea di guidare una sede tanto prestigiosa.

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