Video intervista al soprano Lavinia Bini

( Alessandra Giorda) In occasione de I Lombardi alla prima crociata, quarta opera di giuseppe Verdi , dramma lirico in quattro atti su libretto di Temistocle Solera, al Teatro Regio di Torino l’incontro con il soprano Lavinia Bini.

Seppur molto giovane, il soprano toscano vanta un curriculum di tutto rispetto e la sua carriera è in forte ascesa. Ha cantato nei teatri italiani più prestigiosi, come il Petruzzelli di Bari, il Filarmonico di Verona, Teatro Regio di Parma, solo per citarne alcuni. Nella video intervista Lavinia Bini ci racconta la “sua” Viclinda, ruolo che canterà al Teatro Regio di Torino dal 17 al 28 Aprile 2018, dove ritorna dopo cinque anni. Una produzione importante con la direzione del M° Michele Mariotti sul quale esprime la sua opinione. Rammenta con gioia ed emozione quando ha cantato  Donna Anna nel Don Giovanni e Ilia nell’Idomeneo di Mozart a Salisburgo proprio innanzi alla casa dove è nato Wolfgang Amadeus Mozart. Giovane e simpatica dall’accento toscano, il soprano di Empoli, ormai di casa al Teatro Lirico di Cagliari dove la ricordiamo in Rosetta de La Ciociara di Tutino, ritornerà prossimamente per un debutto di  ruolo con Micaela in Carmen e ne parla con grande entusiasmo. Sempre nel prestigioso teatro sardo sarà anche  Gilda in Rigoletto. Artista che riscuote successi tanto in Italia quanto all’estero come a Kiel e Liegi, Lavinia Bini dopo le fatiche del suo lavoro stacca la spina e si rigenera in Toscana tra le sue passioni. Tutto questo e molto nell’intervista.

Ascoltai il disco di Beniamino Gigli e rimasi folgorato dalla lirica

( Alessandra Giorda) Cresce sempre  più in Sicilia l’attesa per il tenore delle Canarie, che dopo aver ricevuto consensi di pubblico e critica a Monte-Carlo lo scorso dicembre come protagonista de I Puritani di Bellini, sbarca al Teatro Massimo di Palermo con il medesimo ruolo (13, 15, 17 e 19 di aprile). Celso Albelo è uno dei tenori del momento richiestissimo dai teatri di tutti il mondo. Da Oriente a Occidente colleziona successi ed il pubblico lo applaude senza esitazione. Specialista indiscusso del bel canto si cimenta con altri repertori ed è subito successo. Nell’intervista a seguire, ricca di racconti di vario genere, il tenore di Santa Cruz de Tenerife, mette in luce il suo impegno per il ruolo di Arturo Talbo ne I Puritani, dove le difficoltà sono molteplici. Pur essendo una Star della lirica, conserva la genuinità e simpatia da renderlo il ragazzo della porta accanto. Un vero piacere colloquiare con lui, ricordare i primi passi mossi nella musica, quando non ancora vent’enne, come molti coetanei, si diverte a suonare la chitarra e la decisione di prendere lezioni per imparare a cantare le canzonette del momento, cambierà per sempre la sua vita. La sua è la storia di un ragazzo comune proveniente da una famiglia modesta che può essere un esempio per molti ragazzi che vogliono intraprendere la carriera in campo lirico e credono siano necessari ingenti possibilità economiche ed anche per quelli che credono che questo genere musicale sia solo per una cerchia ristretta.

La sua agenda è ricca di appuntamenti che commenta con attenzione. Il suo nuovo Album Íntimamente è vendutissimo e racconta molto di lui e di ricordi che hanno segnato la sua infanzia con il grande amore per la musica folcroristica spagnola e  sudamericana come il suo intimo amico, il tenore Jorge de Léon.

 

 

Si avvicina la data per il “tuo” Arturo Talbo ne I Puritani al Massimo di Palermo. L’adrenalina sale, sei pronto?

E’ sempre una grossa responsabilità ogni volta affrontare un ruolo come questo. Per la mia vocalità siamo all’estremo delle possibilità umane e cantare nel teatro più bello del mondo è un piacere ed un input notevole.

Quali sono le difficoltà di questo ruolo, oltre alla vocalità? 

Le  difficoltà sono varie oltre quella riguardante l’estensione della voce che raggiunge il limite umano,  l’interpretazione è fondamentale ed è molto complesso  dosare bene l’amore verso la Patria e verso la donna che deve essere attraverso la voce molto bene colorato per riuscire a dare lo smalto giusto per questo  magnifico ruolo.

Ad ottobre prossimo, con lo stesso ruolo, sarai sul prestigioso palco del Gran Teatre del Liceu di Barcellona. Riscontri differenze tra Italia e Spagna per quanto riguarda il pubblico?

La responsabilità è massima. Sono nato in Spagna, ma lavorativamente sono italiano il mio insegnante è stato Carlo Bergonzi e poi sono cresciuto accanto al Maestro Nello Santi. La tradizione di tenori spagnoli ed italiani non può passare inosservata. Per me cantare al Massimo che è in Sicilia che è  un’isola ed io come isolano di Santa Cruz mi identifico, poi andare a Barcellona nel teatro dove sono passati grandi nomi come Placido Domingo e Josè Carreras ritengo essere la mia responsabilità ai massimi livelli. Speriamo di uscirne vivo ! ( ride ). Il pubblico spagnolo e quello italiano hanno molti punti in comune, poichè entrambi apprezzano la sincerità del canto.

Sei uno degli esponenti di grande rilievo sul panorama lirico internazionale del bel canto, ma anche un eccellente esploratore di altri repertori come quello francese che vedrà il tuo debutto a Valladolid nel Romeo e Giulietta di Gounod. Come commenti?

E’ un linguaggio musicale diverso con chiavi diverse però una volta che approfondisci bene lo studio del ruolo e del repertorio, puoi trarre grandi soddisfazioni.

Dal bel  canto al repertorio francese per approdare a quello verdiano, a fine maggio al San Carlo di Napoli, con Alfredo ne La Traviata. Ci sono similitudini tra Celso e Alfredo? Cosa ti piace di lui?

Direi cosa non mi piace ( ride). Alfredo non ha una personalità molto forte. Sempre sottomesso a due forti caratteri come quello del padre e poi di Violetta. Incapace di prendere la decisione giusta. Quella che prende è sempre sbagliata. Purtroppo molti uomini sono come lui, ma anche donne. Direi che non ci sono distinzioni di sesso in questo caso. Personalmente non sono come Alfredo.

Tra le tue passioni si evince quella per la musica popolare spagnola e sudamericana che prende corpo nel bellissimo album dal titolo Íntimamente by Sony. Raccontaci come nasce questo album.

Sono nato alla Canarie dove musicalmente il folclore è molto forte. Sia io che il mio grande amico, Jorge de Léon (tenore) abbiamo mosso i primi passi con questa musica. Abbiamo entrambi scoperto la nostra voce con essa. In più l’emigrazione dalle Canarie al Sud America è stata copiosa. Per me e Jorge quando sentiamo queste musiche rammentiamo momenti speciali della nostra vita. Nel CD c’è una canzone dal titolo Ay Ay Ay che sono quattro strofe, io ne ho scelte due che erano quelle che mio nonno cantava a mia nonna. Altre sono le canzoni che in questo CD mi legano al mio vissuto e per questo il titolo Íntimamente . Il colore scelto del disco è un colore terroso, tipico della Spagna, Canarie e Sud America ed il blu è il colore del mare che la gente pensa che divide due Paesi, ma per noi isolani  li unisce. C’è anche un omaggio molto importante a quello che sono stato io e continuo ad essere. https://www.lafeltrinelli.it/musica/cd-album/celso-albelo-intimamente/0889854661625

 https://www.amazon.it/Celso-Albelo-Intimamente/dp/B073SDR3ZP

Hai cantato nei teatri più importanti del mondo dopo il 2006 anno che segna la tua ascesa nell’Olimpo della lirica. Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Ogni volta che mi fanno questa domanda ricordo l’emozione e l’illusione che avevo da ragazzo. Cantare per me  era ed è sinonimo di felicità . Cantare è bello per chi canta e per chi ascolta. Mi sono esibito al Metropolitan di New York, alla Scala di Milano, a Royal Opera House di Covent Garden a Londra, alla  Staatsoper di Vienna…. senza dubbio i teatri più importanti del mondo, ma io rimango sempre quel ragazzo semplice e genuino che non avrebbe mai pensato di raggiungere i traguardi di oggi. Certo ora sento una grande responsabilità, ma lotto per non perdere quella freschezza che avevo da ragazzo che poi è quella che mi regala la vera felicità.

Hai ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti tra i quali nel 2013 la medaglia d’oro delle Isole Canarie da parte del Governo Insulare e a maggio 2016 è stato nominato Figlio Prediletto dal Comune di La Laguna (Isole Canarie). Quali emozioni provi quando sei riconosciuto per la tua carriera?

Il detto recita: ” Nessuno è profeta in Patria” e quando lo si  è la  gioia è  profonda ed al contempo  la responsabilità è grande. Provengo da una famiglia normale che non era particolarmente affezionata alla musica classica e l’opera lirica mi ha cambiato la vita. La musica e la cultura rendono le persone migliori, di questo ne ho ferma convinzione. Quindi quando sei un’artista che hai una grande visibilità hai una maggiore responsabilità nei confronti delle persone e soprattutto dei giovani,  perchè sei un esempio per loro. La musica classica e l’opera lirica devono arrivare a tutti anche a quelli che pensano di non avere l’opportunità di coltivare  questo tipo di cultura. C’è chi crede che, essendo cresciuto in un ambiente popolare, questo genere non fa per lui o chi non ha le disponibilità economiche e ritiene che per intraprendere la carriera lirica necessiti parecchio denaro. Tutte scuse con le quali mi scontro quando ricevo dei riconoscimenti o premi ed incontro persone che mi dicono quanto poc’anzi ho menzionato. Sono felice che  la gente comune si identifichi in me e quando mi incontra afferma: ” …ma sei una persona normale, ridi, scherzi sembri uno di noi” Certo sono una persona come tutti ! Sarebbe da studio sociologico capire cosa passa nella testa della gente riguardo un cantante lirico o un artista di musica classica.

Come è stato il tuo approccio con la lirica provenendo da una famiglia non avvezza a tal genere?

( Nuovamente ride) Suonavo la chitarra e canticchiavo, ma spesso rimanevo afono e questa cosa non mi andava, quindi decisi di prendere lezioni di canto da una professoressa che conoscevo, avevo 19 anni. Volevo cantare le canzonette. Lei molto abilmente, dopo aver preso coscienza della mia voce, mi ha condusse dove aveva stabilito. Pensa che non sapevo leggere nemmeno la musica! Lei mi lasciò un disco di Beniamino Gigli e si raccomandò che lo ascoltassi. Le dissi che avrei sentito questo signore. Non sapevo minimamente chi fosse. Quando ascoltai il disco diventai matto. Era stupendo, mi innamorai della lirica immediatamente. Man mano iniziai a studiare musica e passo dopo passo percorsi la lunga strada che oggi mi ha portato dove sono.

 

 

Le mie priorità in UAE: una scuola italiana, un Conservatorio e la mostra di Caravaggio

( Alessandra Giorda) Raggiunto telefonicamente ad Abu Dhabi nella sua Residenza, dopo l’incontro avuto di persona a Dubai in occasione della Giornata del Design Italiano, che si è svolta con grande successo nel lussuoso Design District, l’Ambasciatore Liborio Stellino, nell’intervista a seguire snocciola i prossimi eventi culturali che l’Ambasciata Italiana promuove negli Emirati Arabi Uniti . Senza dubbio è un uomo di cultura al servizio di essa e la promuove in tutte le sue sfaccettature. Tanto ambiziosi quanto eccellenti sono gli obiettivi che si è posto durante il suo incarico in UAE: dalla messa in opera di una scuola italiana che sarà una preziosa novità assoluta, alla mostra di Caravaggio al Louvre di Abu Dhabi e la creazione di un Conservatorio. Con la simpatia che lo contraddistingue, l’Ambasciatore Stellino dichiara di essere orgoglioso dell’inaugurazione, tutta italiana nel 2016, della Dubai Opera e di aver bissato nel 2017. Molti altri sono gli argomenti affrontati tra i quali il  lancio della presenza emiratina alla Biennale di Venezia direttamente dalla Residenza dell’Ambasciatore Stellino.

 

Quali sono i prossimi eventi che l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi promuove?

Ad Aprile l’evento più importante, giunto ormai alla terza edizione, è quello che  ospito nella mia residenza ed è  con esso che lanciamo da qui la presenza emiratina alla Biennale di Venezia. Gli emiratini possiedono all’Arsenale un padiglione permanente e partecipano con cadenza annuale a tutte le edizioni della Biennale Architettura o Arte. Da quando sono Ambasciatore nella capitale degli Emirati  ogni Aprile, quindi 2016, 2017 ed ora 2018, ospito in Residenza un incontro con il Ministro della Cultura emiratina, gli artisti emiratini che vanno alla Biennale, il curatore del padiglione emiratino e facciamo un lancio anticipato delle proposte UAE a questo importante evento.

Parte del Padiglione UAE alla XV Biennale di Venezia-

 

A Maggio ci sarà la rassegna cinematografica di titoli italiani dedicati al Mediterraneo. Stiamo lavorando ai dettagli.

Siamo in contatto con l’Accademia Chigiana di Siena per un programma che la medesima ha rivolto alla Farnesina per l’estero: “Giovani talenti musicali nel mondo”. Ci saranno dei concerti, ma le date ed i luoghi sono ancora da definire.

dx: l’Ambasciatore Liborio Stellino durante la Settimana della Cucina Italiana a Dubai

Saltiamo direttamente ad Ottobre, essendo quest’anno il Ramadan a Maggio e poi i mesi dove il caldo estivo si fa sentire perennemente, con la settimana della Lingua Italiana nel Mondo .

A Novembre c’è la settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

 

 

Questi sono eventi in collaborazione con vari Ministeri?

Sono settimane che rientrano nella concezione della promozione integrata a cui ormai la Farnesina ha dato una cadenza più coordinata di prima, come la Giornata Italiana del Design, alla quale lei ha assistito, in tutte le 100 sedi che hanno aderito è stato inviato un Ambasciatore del Design ed a Dubai , come ha visto, c’era  l’Architetto Fabio Novembre. In questo modo abbiamo a Roma un coordinamento che prima non esisteva con tutte le amministrazioni ed enti coinvolti. Nel caso della Giornata del Design abbiamo lavorato insieme con il Ministero degli Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Beni Culturali, ICE Agency…. La medesima cosa per la settimana della Cucina Italiana dove sono coinvolti il Ministero degli Esteri, il Ministero dell’Agricoltura ed il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre la settimana della Lingua Italiana è organizzata dal Ministero dell’Istruzione, il Ministero dello Sviluppo Economico…Tutte queste attività sono migliorate nel tempo, infatti c’è più programmazione, meno improvvisazione e molto più coordinamento.

Qual è il progetto culturale a cui tiene maggiormente e che vuole assolutamente realizzare durante il suo mandato?

Mi piacerebbe lavorare sulle mostre e qui ad Abu Dhabi c’è il Louvre, quindi la possibilità di portare capolavori italiani. Il mio obiettivo è organizzare eventi di nicchia ed allestire una mostra su Caravaggio, poichè  avrebbe successo perchè è un pittore molto amato anche negli Emirati.

Le confesso che non è solo uno il progetto a cui tengo tantissimo, ma ce ne sono altri. Creare la prima scuola italiana nella capitale UAE. Un progetto ambizioso al quale si sta lavorando e dovrebbe rappresentare una novità.

S.E. l’Ambasciatore Liborio Stellino

Altro progetto importantissimo per me è dare “vita” ad un Conservatorio. E’ un’impresa con una partnership con un mecenate privato ed il Ministero emiratino. Negli Emirati sono raggruppate oltre 140 nazionalità. Molte persone che arrivano qui sono medici, professionisti da tutto il mondo, Estremo Oriente, Stati Uniti, Europa e spesso capita che debbano interrompere gli studi musicali, intrapresi nei loro Paesi di provenienza.  Come Ambasciata seguo un’Associazione privata, Pollen Music che ha il compito di supplire  alla mancanza di strutture pubbliche per lo studio dell’educazione musicale. Grazie al contributo di alcuni privati ed io come Ambasciata organizzo concerti  in modo da promuovere il principio che è giusto che negli Emirati sorga un Conservatorio musicale, facendo vedere i talenti già esistenti, facendoli suonare con dei giovani solisti che invito e che fanno un concerto tutti insieme che viene organizzato in luoghi pubblici o nella mia Residenza.  All’ultimo concerto fatto in Residenza, lo scorso Novembre con l’Associazione poc’anzi citata, c’erano anche due cantanti liriche:una algerina ed una turca

 

Ci racconti maggiori dettagli riguardo la scuola italiana, grazie

Sarà una scuola privata, l’investitore è un locale che però ha preso accordi con l’Ambasciata “nostra” e le autorità italiane per rendere più snello il processo di riconoscimento della qualificazione della scuola che nasce sotto gli auspici del Ministero degli Esteri emiratino. Non ha nulla a che vedere con le altre scuole italiane all’estero. E’ proprio una novità assoluta.

Questa scuola servirà anche come spin-off di quello che manca qui negli Emirati Arabi come il Conservatorio  e l’Accademia delle Belle Arti.

 

Teatro San Carlo di Napoli alla Dubai Opera- Una scena

Si sta diffondendo sempre più l’opera  lirica in UAE grazie alla Dubai Opera. Come commenta?

L’opera lirica ci ha regalato immense soddisfazioni partendo dall’inaugurazione. Le prime rappresentazioni che si sono tenute, come lei ben sa, sono state Il Barbiere di Siviglia ed I pescatori di perle prodotte entrambi dal Teatro Verdi di Trieste. Nel settembre 2017 abbiamo bissato con il San Carlo di Napoli con la trilogia mozartiana. In tutti e tre i casi il Teatro era pienissimo e ben distribuito di presenze, da quelle occidentali e orientali avvezze al genere musicale, a quelle locali. Anche nel caso della trilogia mozartiana, che poteva dare luogo ad aspetti scabrosi, i locali hanno apprezzato tutto. Dalle musiche alle maestranze, dai cantanti lirici all’orchestra. Un vero successo! E’ un grande vanto per me annunciare le aperture della prima e della seconda stagione con l’opera italiana.

Molto si può ancora fare, il problema sono i costi, infatti le due stagioni sono state aperte in un momento dove questo Paese non ha conosciuto il suo periodo migliore della storia causa la crisi dovuta al calo del prezzo del petrolio.  Dalla metà del 2015 alla fine del 2017  c’è stata una crisi fortunatamente ormai passata.

 

http://www.televisionario2.com/originalita-e-successo-per-la-notte-bianca-dellitalian-design-day-a-dubai/

 

 

Dopo il successo della tournée a Dubai volo in Australia

( Alessandra Giorda) Étoile al Royal Ballet di Londra, vincitrice Premio Danza&Danza 2006 per essere la “Migliore ballerina italiana nel mondo” e del Premio Positano al Merito nel 2008. È stata insignita del titolo “Cavaliere del lavoro” dal Presidente Giorgio Napolitano. La sua carriera  ha avuto un’impennata ed Mara Galeazzi ha ballato come guest star in diversi altri importanti teatri come l’Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York, il Bolshoi di Mosca, il Teatro dell’Opera di Stoccarda, la Bukyo Civic Hall di Tokyio e il Teatro dell’Opera di Roma. È stata protagonista di diverse performance televisive come la diretta della BBC dalla Royal Opera House del 2002. Nell’intervista a seguire rammenta i primi passi nella danza mossi a Brescia, commenta uno dei premi ricevuti e racconta l’incontro con il prestigioso fotografo Euro Rotelli che la nota e la vuole fotografare, essendo un soggetto di notevole ispirazione per le sue fotografie ritenute un vero capolavoro. Reduce da una fortunata tournée a Dubai, Mara è in partenza per l’Australia dove l’attendono altri prossimi impegni lavorativi molto importanti.

 

 

A sei anni hai mosso i primi passi come ballerina cosa ricordi? Quali le tue emozioni? Avresti mai pensato di ballare nei teatri più importanti del mondo?

A sei anni non avrei creduto di diventare una ballerina che avrebbe ballato nei teatri più importanti del mondo: mi piaceva solo ballare. A quell’età ero solo felice di danzare.

Premio Danza&Danza 2006 come migliore ballerina italiana nel mondo. Un riconoscimento di notevole importanza. Quanta fatica hai fatto per raggiungere un livello tale da ricevere questo premio?

I Premi che ho ricevuto li ho sempre apprezzati moltissimo ed essere riconosciuta è una bellissima sensazione, ma credo che se anche non si ricevono premi se si raggiunge l’anima del pubblico questo è il più grande premio al quale un artista può aspirare.

Étoile al Royal Opera House di Londra: un traguardo raggiunto o un punto di partenza?

Credo raggiunto ed allo stesso tempo un punto di partenza, poichè non si smette mai di essere étoile ed artisti

Sei stata fotografata dal mitico Euro Rotelli: racconta l’incontro avuto con lui.

Una bellissima persona con una grande artisticità! E’ stato un incontro speciale che non dimenticherò mai.

Continua...

Adoro cantare Andrea Chénier e sono un uomo che ama godere di tutte le cose belle della vita

( Alessandra Giorda) “Il tenore più ricercato al mondo”, il più grande tenore di oggi “,” il nuovo re dei tenori ”  chi è?   Jonas Kaufmann! La sua voce incanta, le sue interpretazioni arrivano dritte al cuore di ogni spettatore nei molteplici ruoli dove è protagonista. I suoi CD by Sony vanno a ruba nelle vendite come l’ultimo L’Opera Dolce Vita ( 2016) dove tra molte stupende canzoni è contenuta ” Parla più piano”  ( Video a seguire) famosa colonna sonora di uno dei film capolavoro della cinematografia americana “Il padrino”. (http://www.jonaskaufmann.com/de/191/#59)

Il tenore tedesco sarà protagonista al Gran Teatre de Liceu di Barcellona nel ruolo di Andrea Chénier dell’omonima opera di Umberto Giordano che sarà in scena dal 9 al 28 Marzo prossimo, dove come sempre le recite nelle quali lui è protagonista sono già sold out. Un cast meraviglioso promette emozioni inconsuete agli spettatori spagnoli. Per l’occasione nell’intervista a seguire la Star planetaria, con la grande simpatia che lo contraddistingue, snocciola in poche parole un’attenta analisi dell’opera Andrea Chénier, cita Herbert von Karajan, commenta la regia di Mc Vicar e ricorda il suo debutto di ruolo al ROH di Londra nel 2015. Reduce dalla fortunatissima tournée europea con Wolf: Italienisches Liederbuch, racconta questo genere meno noto, ma di grande rilievo, dove amicizia ed impegni professionali lo vedono spesso al fianco di altri due nomi di risonanza mondiale, il soprano tedesco Diana Damrau ed il pianista austriaco Helmut Deutsch, di cui è stato allievo. Molto altro nell’intervista a seguire dove Kaufmann si racconta tra pubblico e privato. Una vera star sul palco, ma a sipario calato e luci spente entra in scena l’uomo: quali sono le sue passioni? Chi è nella vita privata? La sua fede calcistica è? Vino, cibo, vela e……

A Marzo prossimo sarai Andrea Chénier al Gran Teatre del Liceu di Barcellona. Come sarà il tuo personaggio ?
(ride) Bene, cosa posso dire? Speriamo bene! Mi piace il pezzo, adoro cantare il ruolo del protagonista e dopo  le performance  di “Chénier” a Londra e Monaco, non vedo l’ora di “cantarlo” di nuovo; questa volta al Liceu.

Cantanti lirici importantissimi, sia nel primo che nel secondo cast, come Carlos Álvarez , Jorge de Léon, Sondra Radvanosky….  promettono grandi emozioni per gli spettatori spagnoli. Cosa ne pensi?

“Grandi emozioni” è la parola chiave per l’opera e specialmente per quelle del “verismo” come “Andrea Chenier”. Quando esegui  lavori come questo è essenziale immergerti così profondamente da essere completamente riempito da esso, mentre allo stesso tempo sei ancora in grado di guidarlo lungo le giuste linee. È un atto di equilibrio che Herbert von Karajan ha definito “estasi controllata”

 

Cosa ti aspetti dalla regia di  David McVicar?

Bene, come sai , la produzione di McVicar di “Chénier” ha avuto la sua prima nel gennaio 2015 al Royal Opera House di Londra. Dato che questo è stato il mio debutto in quel ruolo, conosco molto bene il lavoro di McVicar : è stato un intenso periodo professionale e mi piace lavorare con lui perché rende sempre le cose più interessanti. Ha rispettato il fatto che “Chenier” è un “pezzo d’epoca”, il che significa che difficilmente puoi spostarlo in un altro periodo rispetto alla Rivoluzione Francese.

 

Grande successo per il tour europeo Wolf: Italienisches Liederbuch. Sei soddisfatto? Un commento?

Non sono solo soddisfatto, sono molto felice di aver fatto questo tour che è stato qualcosa di speciale sotto molti aspetti. Dodici concerti in città europee, tra cui Monaco di Baviera, Berlino, Amburgo, Vienna, Parigi, Londra, Budapest e Barcellona. Ogni due  giorni una performance in una città diversa… Questa è stata una grande occasione per far conoscere canzoni che sono sempre state etichettate come “difficili”, “impopolari” o “di particolare interesse”, anche tra gli amanti del repertorio dei Lied. Alcuni hanno chiesto perché Diana Damrau, Helmut Deutsch e io facciamo un tale sforzo per promuovere Hugo Wolf e una delle sue opere più importanti. Perché se lo merita!  Speriamo che con il nostro tour e la registrazione dal vivo di uno dei concerti susciterà interesse, non solo tra gli amanti della musica ma anche cantanti, promotori e organizzatori di concerti. Nonostante tutti i viaggi, quel tour è stato un grande piacere per noi e non vediamo l’ora di fare progetti per un altro programma speciale Lied.

 

Tu e Diana Damrau, due Stars sul palco. Cosa pensi di  Diana?

È un’artista e una collega meravigliosa ed è stato un grande piacere recitare con lei “Italienisches Liederbuch”. Lo stesso vale per Helmut Deutsch che conosco dai miei anni di studio, quando era uno dei miei insegnanti.

 

Apriamo il cassetto dei sogni: cosa troviamo?

Bene, preferisco non aprire quel cassetto in modo sconsiderato, dato che è una questione privata. Tuttavia se mi chiedi dei miei desideri per il futuro, direi:  essere in salute  per mantenere un buon equilibrio tra vita privata e professionale.

 Chi è nel privato “Il più grande tenore del mondo”, Jonas Kaufmann?

 Un uomo che gode davvero di tutte le cose belle della vita. Oltre a tutti i generi di buona musica, letteratura e film, amo cibo e vino, caffè e dolci, elettronica, guidare le auto, ciclismo, footback / calcio (sono un grande fan del Bayern München), vela e molto altro. Soprattutto quello che più mi piace è passare il tempo con la mia famiglia, gli amici e me stesso.

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

(Alessandra Giorda) Grande successo per il musical La Regina di Ghiaccio dove la bravissima Lorella Cuccarini è Turandot. Corpo da fare invidia ad una diciottenne, classe, stile, umiltà, bellezza e notevole talento sono gli ingredienti che la rendono donna ed artista a 360 gradi. Un vanto per l’Italia nel mondo. Festeggia venti anni di carriera nel musical. La ricordiamo tutti in Grease nel ruolo di Sandy Olsson, in Rapunzel ……Proprio il cast di quest’ultimo è stato confermato quest’anno per “La Regina di Ghiaccio”, spettacolo tratto dall’opera lirica Turandot di Giacomo Puccini, imponendosi da subito come una pagina importante della storia del musical.  Nella video intervista a seguire, realizzata al Teatro Alfieri di Torino, la più amata dagli italiani si racconta nel ruolo della perfida e glaciale Turandot, ricorda l’amore della madre per l’opera lirica e ritiene che La Regina di Ghiaccio  sia un prodotto che può essere esportato al fine di portare la tradizione italiana in giro per il mondo. Con tono deciso rammenta che, il geniale ideatore e regista, Maurizio Colombi  si è solo ispirato alla Turandot di Puccini, non certo è una copia dell’opera lirica. Quali saranno le prossime tappe del tour? Quali altri argomenti affronta la Cuccarini nell’intervista?…..buona visione

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

 

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

( Alessandra Giorda) Doti recitative eccellenti quanto la voce che incanta, Pietro Pignatelli è Calaf in La Regina di Ghiaccio. L’artista napoletano dotato di grande simpatia e dolcezza, così come esperienza nel musical dopo vent’anni di successi in ogni forma teatrale. Nell’intervista a seguire, ricca di contenuti, si racconta nel ruolo di Calaf  compresa la celebre romanza “Nessun dorma“, dove dichiara di avere ricevuto consensi anche dagli addetti ai lavori nella lirica e confessa qualche dissenso da parte di qualche tenore. Chiarisce in maniera esaustiva che il suo ruolo è nell’ambito di un musical. Non si sostituisce ad un tenore, poichè la celebre romanza è in una chiave diversa che ci spiegherà nell’intervista. Molti sono i ricordi di un lungo periodo trascorso da solo con il grande Luciano Pavarotti e snocciola aneddoti di un vissuto denso di sensazioni profonde. Dal grande successo de La Regina di Ghiaccio ci si pone la domanda : il musical può essere un mezzo per avvicinare l’opera lirica ad un pubblico non avvezzo al genere? Cosa ne pensava il re dei tenori: Pavarotti? L’opera lirica che ruolo ha nella vita di Pietro Pignatelli? Tutto questo e molto altro nel video a seguire.

 

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

Sono contento di ritornare a cantare in Italia dopo le tappe in UK e USA

( Alessandra Giorda) Il tenore Andrea Carè sarà a Febbraio prossimo  protagonista maschile in  Carmen di Bizet al ROH di Londra, nel ruolo di Don José. Grande attesa da parte degli anglosassoni per l’artista in oggetto che è ormai è un habitué in questo prestigioso teatro. Carè  con il medesimo ruolo, nel 2015,  sostituì il tenore Jonas Kaufmann e nell’intervista a seguire  ci racconta questo impegno last minute, i momenti di suspence provati, che in quel frangente sembravano eterni, e come  tutto si è risolto al meglio. Il suo debutto fu nel 2013 nel ruolo di Ismaele nel Nabucco al fianco di Plácido Domingo dove conquistò il pubblico londinese. Andrea Carè è un tenore di grande prestigio sulla scena internazionale, acclamato da pubblico e critica all’NCPA di Pechino, al Bolshoi di Mosca, al Royal Swedish Opera, al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, tanto per citarne alcuni. Nella video intervista a seguire si racconta tra pubblico e privato con una dolcezza e simpatia infinite. Svela il suo prossimo debutto negli USA e il ritorno a Parma nel prestigioso Teatro Regio. In ambedue gli appuntamenti sarà uno struggente  Mario Cavaradossi in Tosca. E’ un artista molto richiesto all’estero da avere poco tempo per le tappe italiane e ci spiega il perchè. Cosa farà nel tempo libero un tenore così importante? Scopriamolo!

 

 

L’Ambasciatore Giorgio Visetti e Sua Altezza il Sultano Qaboos uniti nell’opera lirica in Oman

(Alessandra Giorda) Grande successo ieri sera per La Sonnambula di Bellini al Royal Opera House di Mascate. Per l’occasione l’intervista con l’Ambasciatore d’Italia in Oman, Giorgio Visetti che era seduto in prima fila con il Sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena di Verona, Federico Sboarina e Sua Altezza Sayyed Fahad bin Mahmood Al Said.  Commenta le prossime opere in cartellone  alla ROHM, Norma e Pagliacci. L’Ambasciatore Visetti descrive inoltre il nutrito programma delle attività culturali promosse dall’Ambasciata italiana, anticipa quanto si è già fatto per i festeggiamenti, ad Aprile prossimo, per i 150 anni della morte di Rossini.  Rammenta come il Sultano Qaboos sia un profondo estimatore delle eccellenze italiane e dell’opera lirica. Grazie a lui in circa cinquan’anni il Sultanato dell’Oman ha avuto uno sviluppo straordinario. Molti altri gli argomenti affrontati, dalla simpatica idea dell’apericinema, all’Italian National Day senza dimenticare la Settimana della Cucina Italiana  fortemente promossa dalla Farnesina. Tutto questo e molto altro nell’intervista a seguire.

 

Il programma per la diffusione della cultura italiana in Oman sembra essere ben nutrito, musica, cinema, fotografia, archeologia…. Cosa amano di più gli omaniti?

Direi l’Italia e gli italiani; amore pienamente corrisposto, come testimonia la crescita esponenziale del nostro turismo in Oman. Moda, mentalità, gastronomia, design e auto sportive.

Quanti sono gli italiani nel Sultanato dell’Oman?

Circa cinquecento i residenti, cui si aggiungono numerosi temporanei con visti turistici.

In questi giorni  la Fondazione Arena di Verona porta in Oman La Sonnambula di Bellini con un cast eccellente. Ieri sera la Première dove Lei era presente, piaciuta?

Spettacolare! Ero in prima fila insieme al Sindaco di Verona, nonchè presidente della Fondazione Arena di Verona Federico Sboarina, che ringrazio per la sua missione a Mascate e che ho avuto il piacere di avere a colazione in Residenza insieme alla gentile consorte per parlare di come rendere fruttuoso l’interscambio con il Sultanato anche sul piano della vivace realtà economica bilaterale e delle capacità imprenditoriali di eccellenza del territorio veronese.

Due titoli molto importanti alla ROHM nei prossimi mesi, a Febbraio Norma e a Marzo Pagliacci. Molti sono i titoli dell’opera lirica italiana in scena in questo bellissimo teatro. Un commento?

Il Sultano Qaboos ama profondamente l’Italia al punto da etichettare come “Renaissance” il suo straordinario progetto di sviluppo che ha portato il Sultanato, in quasi mezzo secolo, alla straordinaria realtà odierna e ad inaugurare nel 2011 il primo Teatro dell’Opera nel Golfo. La ROHM ha anche un ottimo Direttore Generale in Umberto Fanni.

Sua Maestà il Sultano Qaboos

Qual è la sua opera preferita e perché ?

Mi è difficile risponderle. Dipende molto dalla mia capacità di “sentire”, dalle emozioni e sensazioni che la singola opera produce in me.

Ad Aprile prossimo ci saranno i festeggiamenti per i 150 anni della morte del Cigno di Pesaro. Cosa organizzerà l’Ambasciata?

L’Ambasciata d’Italia è stata antesignana e ha già realizzato una felice associazione tra Rossini “Gourmet” e la seconda edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, lo scorso novembre, dedicandola alle celebrazioni rossiniane e alla Città di Pesaro. Ha organizzato un riuscito evento di lancio presso la Residenza d’Italia, onorato dalla presenza del Sottosegretario MAECI On Amendola  a cui hanno partecipato la Fondazione Rossini con il Vice Sindaco Vimini, la Regione Marche, gli eccellenti Chef italiani marchigiani e locali. Durante l’evento i cantanti della ROHM ci dilettavano con arie del grande Maestro. Contiamo di proseguire su questa strada con l’aiuto della Regione Marche, Città di Pesaro e Fondazione, ma anche con il supporto dell’ICE nel realizzare attività nel 2018 che promuovano il territorio e le produzioni DOC italiane in Oman.

Ogni mese l’Apericinema in Residenza . Di cosa si tratta?

Il cinema è una realtà importante della nostra cultura e della capacità di rappresentare pensieri e valori in un linguaggio italiano, ma anche universale. Ho la fortuna di avere un ampio giardino in Residenza ed un gruppo di amici giovani connazionali interessati a promuovere cultura e Italia in Oman. L’aperitivo gastronomico in salsa italiana è poi una irresistibile esca per il selezionato pubblico, naturalmente ristretto per ragioni di spazio con particolare attenzione ai nostri connazionali e agli amici dell’Italia in Oman.

Due parole sull’Italian National Day?

Intende la nostra Festa Nazionale?  Come lei sa è un appuntamento legato ai rituali delle relazioni diplomatiche, si spiega così l’elevato numero di invitati rappresentanti delle locali istituzioni e personalità del mondo della cultura, dell’economia… con una limitata, ma significativa rappresentanza di connazionali, che ringrazio per come portano testimonianza con la loro operosità e capacità in terra omanita del buon nome del tricolore. Per me è Festa Nazionale ogni volta che riesco a realizzare una presenza in Oman di rilevanti realtà del mio Paese. E’ anche una occasione per ringraziare i nostri sponsors che consentono di supplire alle limitate risorse istituzionali, soggetti che l’Ambasciata tiene in piena considerazione anche per potere realizzare la sua programmazione culturale.

Progetto molto importante supportato dalla Farnesina è la Settimana della Cucina Italiana. Quale riscontro sta avendo?

L’edizione in Oman della SCIM è stata portata ad esempio all’intera nostra rete diplomatico-consolare come “best practice” per collegare gli aspetti gastronomici, culturali del territorio e quelli  imprenditoriali, distinguendosi per creatività, articolazione delle attività, capacità di coinvolgere il locale settore alberghiero e della ristorazione omanita.

Qual è il progetto in generale a cui tiene maggiormente durante il suo mandato in Oman?

Quello che realizziamo ogni giorno, in una piccola ma capace Ambasciata, con i miei collaboratori: il Team Italia in Oman è presente sul nostro calendario da tavolo. E’ realizzato “in casa”, edito in oltre mille copie che indirizziamo ai diversi ambienti locali e che “parlerà” nel 2018, mese dopo mese, dell’Italia attraverso le attività programmate.

Anche i più severi critici rimangono affascinati dal talento del M° Silvia Massarelli

( Saby Cortis) Dopo 26 anni senza suonare in pubblico, il M° Silvia Massarelli nel Concerto a quattro mani con il M° Sergio Lasapora lo scorso 12 Gennaio, all’Accademia Musicale di Pordenone,  ha dato prova di essere un’ottima pianista. Tra i presenti al Gala spicca il nome del noto fotografo Euro Rotelli, conosciuto nel mondo per i suoi “scatti d’autore”. Il M° Massarelli è conosciuta come direttore d’orchestra, rimane la prima e l’unica donna al mondo, fin’ora, ad aver vinto il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon. I critici più severi la osannano. E’ stata assistente del M° M.W.Chung, tra i migliori su panorama mondiale ( reduce dal grande successo del  Concerto di Capodanno 2018 dalla Fenice di Venezia), è stata invitata a dirigere numerose orchestre prestigiose come New York Philharmonic, Wiener Kammer Orchester, Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy…..ed ora si rivela una pianista capace di emozionare il pubblico attirando l’attenzione dei giornalisti.

Si ritiene soddisfatta come donna, madre, moglie ed artista. Nell’intervista a seguire conosceremo meglio il M° Silvia Massarelli che si racconta tra pubblico e privato.

Successo lo scorso venerdì all’Accademia Musicale di Pordenone per il concerto a 4 mani per pianoforte. Quali emozioni ha provato?
Emozione fortissima! In questi anni da direttore d’orchestra ho sempre suonato il piano, ma mai studiato per preparare concerti; questo significa che negli ultimi mesi ho ripreso a studiare cercando di ritrovare la tecnica perduta e rimettere in forma la mia preparazione pianistica con studi molto impegnativi ma altrettanto divertenti. Credo che il divertimento sia stato un lei motiv di questo concerto. Con mio partner musicale , Sergio Lasaponara, ci siamo sbizzarriti a dovere!

Dopo quanti anni ha ripreso a suonare in pubblico?

Ben 26 anni! io stessa sono annichilita di fronte a cotanta audacia.

 

Da sx M°S. Lasapora, M° S. Massarelli ed il fotografo E. Rotelli

“Scattante, nervosa imprevedibile, divertita, padrona, oltreché dello strumento, della scena: charmeuse, la Massarelli alla tastiera ci ricorda un poco la, estrosa per eccellenza, Martha Argerich.” Così l’ha definita Enrico Cavallotti, Il Tempo. Un commento?

Enrico Cavallotti è stato il critico più temuto di Roma! Noi studenti pianisti ci divertivamo moltissimo leggendo le sue critiche che erano straordinarie, sia per il linguaggio adottato (un italiano purissimo e magnifico oggi purtroppo dimenticato) sia per il loro contenuto a volte tagliente. Critico molto competente e raffinato difficilmente elogiava ma quando lo faceva significava aver assitito ad un gran bel concerto. La figura della Argerich mi ha spesso accompagnato nelle mie perfarmences anche direttoriali: all’esame di ammissione al Conservatoire National Supèrieur de Musique di Parigi, la giuria ha fatto più o meno lo stesso commento. Evidentemente manifesto nei miei concerti una grande passione e molto estro, fantasia, creatività…

Il suo nome è noto per essere un prestigioso direttore d’orchestra, ma è anche una pianista di talento. Pensa di continuare ad esibirsi in pubblico in ambedue le discipline?

Adoro il repertorio per duo pianistico e mi diverte molto suonare con gli altri, quindi sicuramente continuerò entrambe le attività.

La prima e l’unica donna al mondo direttore d’orchestra a vincere il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon . Che effetto le fa quando ci ripensa ?

Consideri che presi in mano la bacchetta per la prima volta a 26 anni, e a 32 vinsi il concorso. Questo premio, difficilissimo da ottenere poichè si tratta di un concorso lunghissimo e molto impegnativo in cui il direttore è chiamato a dirigere un repertorio che spazia da Bach alla musica contemporanea, ha significato coronare 6 anni di studio intensissimo ed entrare, ovviamente a mia insaputa, nella storia della direzione d’orchestra, considerato che sono stata la prima donna a vincerlo e a tutt’oggi nessun’altra ha ottenuto il mio risultato… Forse potrei entrare nel Guinness dei primati?

 

Lei è una donna che ha studiato moltissimo nel suo settore dividendosi tra famiglia e lavoro. Quanta fatica e quanta soddisfazione c’è nel non dovere dire grazie a sponsorizzazioni altolocate?

Non è stato affatto facile né per me né per la mia famiglia, ma siamo riusciti oggi a creare un’armonia molto bella fra di noi e sono contenta di tutti i risultati ottenuti come madre, moglie e artista. Da sempre combatto le segnalazioni inadeguate ( leggasi raccomandazioni immeritate) e posso dire senza nessun dubbio che ogni cosa che ho fatto me la sono sudata e guadagnata con lo studio, la fatica, e l’impegno: mai avuto una raccomandazione in vita mia e ne sono orgogliosa e fiera.

 

“Sensibilità e impeto: la magica prova della Massarelli sul podio del Bellini di Catania…” Queste le prime righe di una bellissima critica che scrisse Sergio Sciacca del quotidiano La Sicilia. Sembra che non ci sia critico, anche il più severo, che non sia affascinato dal suo talento come direttore d’orchestra. Come commenta?

Ho avuto la fortuna di vivere in un periodo culturale in cui i critici svolgevano seriamente e appassionatamente le loro funzioni. Evidentemente il mio modo di fare musica affascina e capta quanto di meglio esiste nelle persone: lo considero un dono. il critico Sciacca è stato in grado di leggere dentro di me come un libro aperto: sono affezionatissima a questa critica che rispecchia il mio “sentire” musicale perfettamente.

Chiudendo gli occhi e sognando, cosa vede?

Il Tridente di Shiva e le sue magnifiche potenzialità.

Alessandra Giorda - P.IVA 11290670014

Realizzato da Escamotages