Al Cairo ho terminato una stagione effervescente, ora sono concentrato su Locri

( Annunziato Gentiluomo) Con grande soddisfazione si evidenzia un evento in controtendenza rispetto ai pochi investimenti che normalmente le amministrazioni dei piccoli centri del Sud sono in grado di fare. Per il terzo anno l’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri e tutta l’Amministrazione investiranno sulla cultura .Infatti  l’ 8 e9 agosto a Locri, splendida località in provincia di Reggio Calabria, ospita il Barbiere di Siviglia diretto dalla sapiente bacchetta del M° David Crescenzi. Per l’occasione l’intervista al Maestro che si racconta tra passato e futuro, tra successi e speranze.

Un graditissimo ritorno a Locri, Maestro Crescenzi. Cosa l’ha fatta riapprodare per la seconda volta nei lidi della Locride?
A Locri ci torno soprattutto per la parola data all’Avv. Anna Sofia. Lo scorso anno, dopo il successo del “Rigoletto”, la dinamica “assessora” aveva già prenotato la mia presenza e quella di Massimiliano Fichera per l’estate del 2016. Difficile dire di no, soprattutto poi se si tratta di un’opera come Il barbiere… So quanto la Sig.ra Anna Sofia tenesse alla nostra presenza. Poi vorrei godermi con più tranquillità le bellezze della Locride: lo scorso anno tra la “Boheme” a Macerata, e l’inaugurazione del nuovo Canale di Suez in Egitto, avevo vissuto il “Rigoletto” in mezzo ad aerei, treni, bus e taxi vari.

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Voglio stupire il pubblico di Martina Franca e di Dubai

( Alessandra Giorda) Due appuntamenti molto importanti e diversi tra loro vedono al lavoro il regista e scenografo Davide Garattini. Dal Festival della Valle d’Itria  di Martina Franca all’inaugurazione del Dubai Opera. Il regista della città meneghina , ex critico teatrale, con la passione per l’opera lirica e il musical, da tempo ha ripreso il suo primo lavoro.  Dopo essersi affermato a pieni voti, due appuntamenti tanto importanti quanto diversi lo attendo con due opere liriche di tutto rispetto e con due scenografie diametralmente opposte. Nell’intervista a seguire, nata da una piacevole chiaccherata, Davide Garattini ci parla del suo lavoro in maniera semplice, precisa e appassionata.

Sarai al Festival della Valle d’Itria in una location differente dalle tue abituali con DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA, racconta ?

Arrivo dal Teatro di Ricerca con insegnamenti direi molto importanti e per il mio modo di esprimermi ho trovato terreno fertile nell’ambito della lirica. Mi affascina mettere in scena opere più o meno conosciute in luoghi diversi. Nel trovare nuove ambientazioni , rispolvero e riscopro qualcosa di nuovo anche nelle opere che siamo abituati a vedere in scena spesso. Un anno e mezzo fa parlando con Alberto Friola, direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, si sono gettate le basi per questo progetto. Quando mi ha informato che avrebbe lavorato su Paisiello, subito ho proposto il DON CHISCIOTTE…, essendo l’anniversario di questo autore e di Servantes. Al Festival della Valle d’Itria lavoreremo su tre location diverse, una piazza, una classica masseria come i trulli e l’altra una masseria con i mattoni a vista. Quando mi trovo davanti a tante bellezze mi chiedo perchè l’Italia non organizza costantemente queste manifestazioni. Abbiamo un clima favorevole che per buona parte dell’anno il tempo è bello e si possono sfruttare location all’aperto. Abbiamo posti meravigliosi, che il mondo ci invidia , ma non li valorizziamo. Abbiamo scenografie naturali e meravigliose.

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Nel caso specifico il DON CHISCIOTTE…. di Paisiello, che è stato riscritto e ambientato in una locanda, e qui ci calza a pennello, dove questi nobili annoiati fanno degli scherzi a Don Chisciotte che lui, nella sua “follia”, li prende per cose reali. Senza dubbio location come questa ha fascino, anche se non ha dei limiti come l’assenza delle  quinte, che non è da poco. Infatti il pubblico spazia in una scenografia a 360° ; cosa c’è di più bello di sedersi a vedere l’opera e lasciarsi rapire un tramonto sugli ulivi ? Anche per i cantanti ci sarà  senza dubbio qualcosa di diverso, poichè non hanno nulla dove nascondersi quando non cantano e si troveranno spesso vicini agli spettatori.

Perchè in Italia sono poco valorizzate le bellezze naturali e l’opera lirica?

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Promuovendo la cultura italiana in Kazakhstan mi sto appassionando alla lirica

( Alessandra Giorda) A parlare di musica , cultura e molto altro al Televisionario2, raggiunto direttamente via Skype ad Astana, è l’Ambasciatore Stefano Ravagnan. Dotato di simpatia estrema che va a braccetto con una buona dose di umiltà e cultura, l’intervista si è snocciolata in una piacevolissima chiaccherata attraverso la quale , partendo dalla musica si è arrivati alle energie rinnovabili. Si è parlato anche dei numerosi eventi che si avvicendano in questo anno molto importante, essendo l’anno della Cultura Italiana in Kazakhstan. Un evento appena trascorso è stato quello degli Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori  che hanno portato ad Astana il folklore corese della bandiera, dal 3 all’8 Luglio scorso, su invito dell’Ambasciatore italiano  per impreziosire il ricco calendario di iniziative in corso nella capitale kazaka fino ad Ottobre 2016. Grande attenzione anche per il favoloso Teatro dell’Opera di Astana che mette in scena opere liriche e balletti degni di nota conquistando i cosacchi.

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                                                             Gli Sbandieratori di Cori ad Astana

 

Come si sta sta sviluppando la cultura sotto il suo mandato?

Questa domanda mi permette di lodarmi. Inizialmente ero a Mosca  e mi occupavo della parte politica anche se tutto sommato seguivo vari settori , e nella capitale russa era in atto l’Anno della Cultura 2011 , quindi appena giunto qui ad Astana avevo in mente quella come esperienza . Mi sono reso conto che il popolo kazako ha una grande passione per tutto ciò che è tricolore, tutto questo anche grazie al fatto che sono numerose le imprese italiane che lavorano in questo Paese. Mettendo insieme tutte le sponsorizzazioni delle aziende italiane desiderose di farsi conoscere maggiormente, siamo riusciti a stilare un programma per tutto l’anno di livello adeguato e articolato, in modo che spaziasse dal jazz, al teatro alle conferenze e molto altro. Tale programma prevede la presentazione delle varie sfaccettature della cultura italiana non solo ad Astana , bensì in tutto il Paese che è molto vasto. Il tutto è stato fatto con una collaborazione tra Italia e Kazakhstan in modo da far sì che anche i kazaki possano farsi conoscere in Italia, Paese dove questa terra è poco pubblicizzata. Grazie all’Expo di Milano, il Kazakhstan ha avuto l’opportunità di mettersi in risalto , ma ancora oggi molti non sanno ben distinguerlo sulla cartina geografica. Invece è un Paese che merita di essere conosciuto meglio, poichè nonostante i suoi problemi ha molto da offrire . Non è che prima del mio arrivo in questa Ambasciata , il mio predecessore non facesse nulla, tuttavia mi sono dato molto da fare per incrementare la cultura. Devo ringraziare molto l’appoggio avuto da Mosca , dove conoscevo bene tutti i meccanismi essendo stato là. Le faccio un esempio : un artista che si esibisce a Mosca, ovviamente con mezzi inferiori, ma sempre degni di nota l’ho faccio arrivare in Kazakhstan e così via. Diciamo che ho la possibilità di fare un bel lavoro di squadra con sostegno delle autorità kazake, partendo dal Ministero della Cultura , l’Università delle Arti e i governatorati delle varie città. La scorsa settimana ci sono stati gli Sbandieratori di Cori, in arrivo dall’Italia, nella giornata per i festeggiamenti della capitale che è un evento popolare e non da ristretti circoli. Direi che per il momento sono soddisfatto del lavoro che sto facendo.

                                                                                 Teatro dell’Opera ad Astana

Quanto è apprezzata la lirica in Kazakhstan?

Qui ad Astana c’è un teatro dell’opera che seppur molto giovane, ha due anni, è spettacolare dal punto di vista architettonico ed offre anche un nutrito programma. Lavora molto con il teatro San Carlo di Napoli, il Carlo Felice di Genova , la Scala di Milano e invita cantanti lirici di forte richiamo e notevole talento. Ha un programma di balletti molto avvincente.

Siamo nell’anno della Cultura italiana in Kazakhstan, quali sono i bilanci fino ad ora?

Come le dicevo poc’ anzi sono soddisfatto e gli obiettivi principali  sono quelli di una presentazione articolata della nostra cultura diffusa sul Paese . Quello che vedremo più avanti è la consolidazione dei rapporti tra le due culture . Ora abbiamo seminato , per il raccolto dobbiamo attendere ancora un pò. Tutti gli artisti e Istituzioni che sono venute dall’Italia e quasi tutti per la prima volta , sono rimasti colpiti favorevolmente da quello che hanno visto e dal livello di persone ed entusiasmo. C’è la voglia d’imparare e di collaborare.

Un commento su EXPO 2017 in Kazakhstan  e quali sono le previsioni?

Sarà dal 10 giugno al 10 settembre 2017. Non sarà un EXPO universale come quello di Milano, ma internazionale -tematico. Durerà 3 mesi e non 6 come quello di Milano, tuttavia è un momento molto impegnativo per questo Paese. E’ la prima volta che viene fatto un evento così importante, con tutta la complessità dell’organizzazione e tutto ciò che concerne un evento di questa portata. Ha un tema molto importante come quello dell’energia, con una grande sfida, ossia di fare un EXPO sull’energie rinnovabili , quelle del futuro in un Paese fin’ora molto tradizionalista in questo settore che è cresciuto con le energie tradizionali. Ha la volontà di diversificare e di mettersi al passo con i tempi per un modello di sviluppo più verde. Pensi che il carbone ha ancora un ruolo molto importante qui in Kazakhstan, ma l’obiettivo volge lo sguardo ad un futuro eco-sostenibile. Questo evento punta a cinque milioni di visitatori, in parte saranno locali o dei Paesi limitrofi , ma non solo.

Ci saranno anche momenti di spettacoli e musica?

Si lavora su due linee: la programmazione culturale dove c’è il Patrocinio del Ministero della Cultura kazako, che ancora non sappiamo bene la programmazione , poichè su tutto questo impatta una situazione economica molto forte, con il crollo del prezzo del petrolio, quindi il bugget è ridotto. Sicuramente ci saranno momenti dedicati all’opera lirica e altre forme di arte. Ci sarà poi la nostra attività come padiglione Italia, che sarà sulla scia dell’anno della cultura.Senza dubbio sarà un programma interessante e imperdibile.

Quali sono i suoi gusti musicali?

Senza dubbio apprezzo la musica classica ed ho studiato violino fino a quando gli studi del liceo classico mi hanno totalmente assorbito. Ascolto anche la musica leggera e  adoro Cocciante e Mina. Per quanto riguarda l’opera lirica , devo confessarle che non l’ho mai molto amata , ma da quando sono Ambasciatore e per doveri di rappresentanza partecipo a serate operistiche , ammetto che la mia passione in tal senso si sta incrementando e sto scoprendo una parte della musica che non mi spiace affatto.

Puccini ha saputo far vibrare le corde più profonde dell’animo umano

( Alessandra Giorda) ” Il baritono Massimo Cavalletti dal timbro vellutato e affascinante …” così lo ha definito Anthony Tommasini del New York Times. Questa è solo una delle tante critiche positive che vede Cavalletti molto apprezzato , non solo in Italia, ma anche all’Estero nei teatri più prestigiosi. Il baritono lucchese , ora impegnato con successo nel Simon Boccanegra al Teatro alla Scala nella città meneghina, sarà protagonista in appuntamenti di grande prestigio: dal quello imminente al Festival della Valle d’Itria all’inaugurazione settembrina del maestoso Dubai Opera . A ottobre sarà Marcello ne La Bohème, all’inaugurazione della stagione lirica 2016/2017 del Teatro Regio di Torino, ruolo che lo ha reso famoso nel mondo. Di tutto questo e molto di più Massimo Cavalletti racconta e si racconta nell’intervista a seguire.

 

Due parole sull’appuntamento a Martina Franca il prossimo 16 luglio?

Fin dagli anni dell’accademia della Scala, quando studiavo a Milano, avevo il desiderio di cantare al Festival della Valle d’Itria conoscendo la grande produzione e l’alta qualità . Non avevo mai avuto la possibilità e devo dire che adesso sono molto orgoglioso di questo concerto di belcanto, sarà per me una occasione davvero importante. Questo progetto è nato a New York dopo la prima della Manon Lescaut, stavamo tutti insieme con il Maestro Luisi , Alberto Triola e il caro Maestro Sesto Quatrini, che sarà direttore musicale di questo evento, parlando e fantasticando è venuta questa proposta che io non mi sono fatto scappare. Un concerto di arie d’opera famose e rare con duetti che con il maestro Quatrini abbiamo scelto e poi rielaborato musicalmente per renderle perfette a questo evento. Ho scoperto il talento di Sesto proprio durante le prove di Manon al MET ,quando ci ha aiutato seguendo le prove prima dell’arrivo del Maestro Fabio Luisi e da subito è stato gran feeling.

Don Carlo di Giuseppe Verdi Direttore: Fabio Luisi, Piergiorgio Morandi (29) Regia e scene: Stéphane Braunschweig Costumi: Thibaut Van Craenenbroeck Luci: Marion Hewlett
Don Carlo di Giuseppe Verdi Direttore: Fabio Luisi, Piergiorgio Morandi (29) Regia e scene: Stéphane Braunschweig Costumi: Thibaut Van Craenenbroeck Luci: Marion Hewlett

Torino ti attende a ottobre nel ruolo di Marcello , ne la Bohème. Questo ruolo è uno dei tuoi cavalli di battaglia dalla Scala al Met e a molti altri teatri importanti. Cosa ha di così speciale per te ?

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CANTATA SANTIAGUEÑA in omaggio a Papa Francesco

Articolo con VIDEO

( Alessandra Giorda) Direttamente dall’Argentina Mario Carabajal, uno degli esponenti del famoso gruppo Los Carabajal, ” parla ” della CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS, (http://cantataasanfranciscodeasis.com/) in omaggio a Papa Francesco. Questo gruppo propone musica folcloristica tipica della propria terra, consolidato da quasi 5o anni si propone in veste sempre al passo con i tempi e molto accattivante. Insieme a Bebe Ponti ha creato un CD in omaggio all’amato Papa Francesco. Nell’intervista a seguire Mario Carabajal parla anche del Sommo Pontefice con commenti notevoli e ricorda i valori con i quali è cresciuto , il suo rapporto con la fede e molto altro.

Come nasce l’idea de CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS ?

Nasce con il preciso obiettivo di rendere omaggio a Papa Francesco . Sia per noi che abbiamo fatto che per chi ci ascolta sono azioni in virtù di pace e uguaglianza seguendo il pensiero di San Francesco di Assisi.   La poesia e la musica  con i ritmi e il folclore argentino sono mezzi attraverso i quali Los Carabajal con Bebe Ponti  diffondono sentimenti profondi.

CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS, quale obiettivo ha?

L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di trasmettere i concetti e gli insegnamenti che San Francesco ci ha lasciato che si sposano con i messaggi  che Papa Francesco ogni giorno pone come riflessione sui valori e gli impegni che l’umanità dovrebbe far propri dando meno importanza ai beni materiali , ma abbracciando quelli spirituali. Noi dei Los Carabajal lo facciamo attraverso la musica.

Cosa pensi di Papa Francesco?

Papa Francesco è un uomo che rappresenta  l’emblema più importante che esiste sul pianeta e siamo orgogliosi che sia argentino !

Qual è il tuo rapporto con la fede?

Sono credente e ripongo tutta la mia fede in Dio. Sono cresciuto in una casa dove i valori fondamentali erano la fede, la dignità e la famiglia.

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Quali sono i prossimi obiettivi dei Los Carabajal?

Siamo sempre in viaggio per tutta l’Argentina durante tutto l’anno a presentare i nostri lavori.  Stiamo preparando una grande festa per i 50 anni , nel 2017, del nostro complesso.

Al teatro Broadway di Buenos Aires è ancora in scena da marzo scorso FRANCISCUS, il musical dell’anno. Un tuo giudizio?

FRANCIUSCUS è un lavoro meraviglioso , fatto con estrema cura anche nei dettagli. Non posso esimermi dal fare i complimenti più sinceri. Si nota la grande attenzione di tutti coloro che hanno contribuito a mettere in scena questo spettacolo.

Pensi che i Los Carabajal possano venire in Italia a promuovere le loro musiche?

Sognamo di poter venire in Italia per presentare direttamente al Pontefice uno dei nostri lavori: la Cantata Santiagueña – Omaggio a “Papà Francesco”. Per ora lascio acceso il mio telefono, qualora il nostro amato Papa mi telefonasse, noi correremo subito da Lui !

 

Carmela Remigio sarà Mimì in Giappone

( di Alessandra Giorda) Dopo il successo di Suzel, ne L’amico Fritz, alla Fenice di Venezia, il soprano Carmela Remigio è pronta a volare nel Sol Levante per una tournèe che toccherà tredici prestigiosi teatri giapponesi, tra cui il Bunka Kaikan di Tokyo, il Festival Hall di Osaka, l’Aichi Prefectural Theatre di Nagoya e l’Across Theatre di Fukuoka, per un totale di 14 rappresentazioni, con la presenza di 109 professionisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. La Remigio sarà Mimì ne La Bohéme di Puccini e sarà la punta di diamante in cinque appuntamenti tra Nagoya, Osaka, Fuchu e Tokyo, dal 18 giugno al 3 luglio. Nell’intervista a seguire il soprano pescarese commenta il suo ultimo successo a Venezia, il Premio Abbiati e svela  la sue aspettative sulla tournèe in Giappone, senza tralasciare alcuni sei suoi prossimi appuntamenti

In un’intervista hai dichiarato che consideri “L’amico Fritz” come tuo debutto verista nell’opera meno verista di Mascagni. Come commenti?
L’amico Fritz e’ un opera che definirei graziosa musicalmente, si parla di un amore giovanile e si canta il sentimento senza le forti tinte del dramma .E’ stata una bellissima esperienza, ero molto attratta dall’idea di scoprire la scrittura vocale e musicale di Mascagni, che è densa di piccole ricercate situazioni musicali. Forse la cosa meno interessante e’ il testo, le parole non sono molto profonde e poetiche, anzi le trovo a volte piuttosto ironiche.

Cantare alla Fenice di Venezia è sempre una grande emozione, cosa ne pensi?

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FRANCISCUS: la mission che Dio ha affidato ad Alejandro Roemmers

Intervista a Frate Hernàn da Buenos Aires ( Argentina)

Articolo con video 

( di Alessandra Giorda) Continua con grande successo, ormai da tre mesi,  al teatro Broadway di Buenos Aires, il musical FRANCISCUS scritto dal poeta, scrittore, nonchè noto imprenditore farmaceutico Alejandro G. Roemmers, sotto la direzione e produzione generale affidata a Flavio Mendoza  e  la direzione artistica a Norma Aleandro.

FRANCISCUS è un musical, forse unico al mondo nemmeno a Broadway, patria di questo genere di spettacoli, per la complessità tecnica, numero di artisti , scenografie spettacolari e molto altro che lascia un segno a tutti gli spettatori  .Un successo strepitoso che ha come obiettivo un profondo  messaggio di evangelizzazione e amore. A tal proposito nell’intervista a seguire Fray Hernàn Mansilla Capello, Frate Cappuccino del Convento Nuestra Señora del Rosario de Nueva Pompeya (Ciudad Autónoma de Buenos Aires) traccia una’ampia riflessione che s’intreccia tra  il musical FRANCISCUS, San Francesco e l’operato di Papa Francesco. Fray Hernàn esprime anche  il suo pensiero riguardo  la “mission” Dio ha affidato  all’autore del musical , Alejandro G. Roemmers.

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La responsabilità della crisi del teatro va ricercato nelle famiglie

( di Alessandra Giorda) Grande successo al Teatro Regio sotto la Mole per Pollicino: la favola in musica. Tra il nutrito cast per l’occasione il Televisionario2 ha intervistato il baritono Michele Govi. Ha cantato nei teatri più importanti sia in Italia che all’Estero al fianco di colleghi noti come Katia Ricciarelli, Roberto Alagna , Leo Nucci, Angela Gheorghiu…Nell’intervista a seguire si racconta nel ruolo che veste in Pollicino, pone l’attenzione sull’importanza di far conoscere ai bambini l’opera lirica, la prosa ed il teatro in generale. Rammenta , pur non essendo così vicino alla Chiesa , l’emozione per aver cantato alla presenza dell’Emerito Papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo e molto altro.

Descrivi il tuo ruolo in Pollicino e racconta che cosa c’è di te in quel che reciti e canti

Nell’opera interpreto il ruolo del padre di Pollicino, personaggio nettamente negativo. E’ lui che architetta, d’accordo con la moglie, l’abbandono nel bosco dei bambini. Naturalmente è inutile sottolineare che il ruolo è lontanissimo dalla mia idea di padre ( ho una figlia che ha l’età proprio di Pollicino e dei suoi fratelli ), ma la magia del teatro è proprio questa perché ti offre sempre la possibilità di trasformarti in una personalità spesso completamente all’opposto della tua.

Pollicino una storia per bambini: quanto è importante ,soprattutto nel nostro Paese dove la lirica è bistrattata, proporre opere come questa ai futuri uomini e donne di domani?

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La musica di Mozart come uso terapeutico

(VIDEO a seguire) ( di Alessandra Giorda) Un importante progetto umanitario è tra gli obiettivi primari della Dott.ssa Rosina Ughetto Councelor Clinico http://www.animatorino.it/cor.html ,che ogni giorno si prodiga per aiutare chi ne ha necessità.

Nell’intervista a seguire Rosina Ughetto, laureata in psicologia presso la University of the Island in U.S.A., ci descrive il progetto IO SONO QUI PER TE e parlando di musica ne spiega l’effetto terapeutico.

Come spesso accade le Istituzioni, quando si tratta di progetti umanitari , non hanno denaro da investire . Molte le belle parole spese e  le lodi ma no denaro. Nasce allora un grido d’allarme alla ricerca di un investitore privato.

Persona squisita, dotata di grande sensibilità mista a determinazione e competenza  è una professionista di grande competenza molto utile alla società .

 

La musica ha mille sfaccettature, tra le quali è anche terapeutica. Cosa ne pensi?

La Musica è la colonna portante  per rilassare, ma anche per permettere di ritornare in sintonia con il nostro mondo interiore. Mozart (che in confidenza io ho sempre adorato) nei sui brani dà un’opportunità di penetrare nelle sue note e nei suoi spartiti,suscitando emozioni e portandoti oltre il limite che la persona può avere. La musica ti porta a cavalcare i ricordi di quando si sono ascoltati i brani scelti, la delicatezza e l’armonia dell’essere liberi da momenti tristi o bui che a volte inondano l’animo umano….

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Tony Caronna in viaggio tra fede e musica

( di Alessandra Giorda)  Nel salotto di un bellissimo hotel a Piazza del Popolo con il M° Tony Caronna e consorte, giunti da Partinico (PA) nella Capitale per vivere giornate intense, si snocciola un’intervista che prenderà maggior corpo nei giorni seguenti, quando il M°. Caronna vivrà emozioni intense ed eventi indimenticabili. Dall’incontro con Monsignor Giullermo Karcher, al premio ricevuto a Montecitorio, dalla direzione del Coro “Pontis Mariae” nella splendida San Pietro e con la partecipazione straordinaria del soprano Haydée Dabusti arrivata per l’occasione da Buenos Aires, fino all’incontro con Papa Francesco all’Udienza Generale.  La famiglia Caronna ha un vissuto una profonda storia che s’intreccia tra fede e musica, rafforzata dopo il terribile evento accaduto. Il M° Caronna ci svela anche due storie di conversioni che ha potuto toccare con mano.

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Tony ,la tua storia di famiglia è percorso tra fede e musica. Racconta
Nella mia famiglia fede e musica si sostengono a vicenda: la musica esprime la fede e la fede le dà un significato unico. La musica è la passione che ci unisce, perché è quello il settore in cui diventiamo pari, tutti colleghi, ognuno consapevole del fatto che l’armonia può nascere solo dal nostro operare in sinergia. Come una piccola comunità in cui il bene di tutti germoglia dal bene del singolo.
C’è stato un evento da cui tutto ha avuto inizio, allora sono cambiate definitivamente le nostre vite, per quello che sembrava un banale incidente che stava per inghiottire nella tragedia uno dei nostri figli. Per un’assurda leggerezza e pericolosissima irresponsabilità da parte di un pizzaiolo, il nostro secondo figlio a soli 8 anni bevve un bicchiere di anfetamina e metadone che lo portò in overdose e in coma con arresto cardiocircolatorio. Noi devastati, in attesa che si svegliasse. Ore di angoscia che solo Dio sa come siamo sopravvissuti! La preghiera incessante alla Vergine del Carmine e alla Beata Pina Suriano, nostra concittadina, ha dato il suo esito!

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