La mia Lucia ha un forte senso d’indipendenza

( di Alessandra Giorda) Questa sera la Premiére de La Lucia di Lammermoor al Teatro Regio di Torino. Il cast è ben nutrito diretto da Gianandrea Noseda e con la regia spettacolare del grande Damiano Michieletto, ma tutti attendono la Star internazionale della lirica: Jessica Pratt. Soprano di notevole talento, nata nel Regno Unito e cresciuta a Sidney, ritenuta tra i massimi interpreti belcantistici del momento. Richiestissima dai teatri più importanti del mondo , proprio nel ruolo di Lucia , sfoggia le sue doti vocali e recitative ai massimi livelli. La critica internazionale la osanna e il Limelight Magazine scrive sulla sua interpretazione della Lucia lo scorso mese alla Victorian Opera di Melbourne:“La Pratt è sicuramente un’artista destinata, come la Sutherland, ad acquisire la stessa statura iconica e l’impronta durevole. La sua interpretazione di Lucia – un ruolo che ha eseguito più di ogni altro del suo repertorio – ha accresciuto la sua reputazione: quella di essere una degli artisti più intelligenti e talentuosi della scuola di belcanto………” Nell’intervista a seguire la Pratt si racconta tra pubblico e privato e con grande classe “parla delle altre due Lucia” che si alternano a lei al Regio.

Come sarà la tua Lucia di Lammermoor?
La mia Lucia è una ragazza con un forte senso di indipendenza. Questa indipendenza è in contrastato con una società e un periodo in cui le donne non avevano ancora controllo sulle loro scelte. La sua incapacità di piegare la propria volontà al volere degli uomini della sua famiglia la porta alla follia.

Che cosa c’è di Jessica in Lucia?
È testarda quanto me!

La Lucia di Lammermoor è l’opera più famosa e più rappresentata tra le opere serie di Donizetti. Perchè?
Perché è un opera bellissima, è uno delle prime opere dell’epoca che finisce con una grande scena per il tenore invece del soprano che qui ha una delle scene di pazzie più difficili e più impressionanti della lirica. Lucia, diversamente dalla follia ne i Puritani o La Sonnambula, non rinsavisce con il ritorno dell’amore. Insomma è un opera piena di novità per la sua epoca. La mia parte preferita è il sestetto, un capolavoro che fa leva su tutti i virtuosismi belcantistici.

Cosa ti aspetti dal pubblico di Torino?

Torino è una città con una tradizione operistica di rilievo. Ho già avuto modo di sentire il calore del pubblico in occasione del Giulio Cesare fatto qui la scorsa stagione. Con questo cast di rilievo e una squadra formidabile penso che sarà un bellissimo spettacolo.

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                       Jessica Pratt nel ruolo di Lucia alla Victorian Opera di Melbourne, 2016. Fotografo Jeff Busby

Tre Lucia al Regio: Tu, Elena Mosuc e Diana Damrau. Tre Star ! Che clima si respira tra di voi? Solidarietà o gelosie?

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“FRANCISCUS” raccontato dagli occhi innocenti di un bambino

( di Alessandra Giorda) Continua il successo di pubblico e critica al teatro Broadway della capitale argentina per lo spettacolo dell’anno: FRANCISCUS.

Un musical sorprendente e affascinante che nell’intervista a seguire Tiziano Ruger, uno degli attori, con gli occhi innocenti di un ragazzino di 11 anni fotografa perfettamente spiegando, in maniera semplice , dettagliata , ricca di suspance  e commenta i valori ben radicati dell’autore Alejandro Roemmers. Credeva che i super eroi fossero solo quelli in TV , con cuore innocente confessa di avere avuto l’opportunità di capire che ci sono dei veri super eroi come FRANCISCUS . Con decisione e fermezza mista a dolcezza invita i ragazzini come lui e tutte le persone a diffondere amore e pace ogni giorno nelle piccole azioni quotidiane e ,come fece San Francesco, passo dopo passo l’amore si espande.

Tiziano , descrivi il tuo ruolo e le tue emozioni sul palco?
In FRANCISCUS ” una razón para vivir” il mio ruolo è secondario. Non è così importante il mio personaggio , ma è rilevante l’immagine che rappresento.
Interpreto un bambino che si chiama Francesco, che è in un letto di un ospedale con una grave malattia che lo può portare alla morte. Occorre un miracolo per salvarlo e grazie alle preghiere della mamma : ” Signore fai di me uno strumento di pace, dove c’è odio che io porti amore.” San Francesco ascolta le parole della madre , la vera intenzione della medesima e riporta in vita il bambino Francesco. La prima volta questa recita mi ha emozionato e incantato. Ogni volta che vado in scena è come se fosse la prima volta. Mi sono detto: ” tutto questo è grande quanto la strabiliante scenografia” E’ toccante vivere sul palco la disperazione di un padre di famiglia, l’angoscia di una madre che sta per perdere il suo bambino e vedere che con pace e fede viene a loro nuovamente donato il figlio.

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                                                                     Tiziano Ruger con Norma Aleandro

Che cosa pensi del musical FRANCISCUS ?
FRANCISCUS non è un musical qualunque. E’ più di un musical. Lancia un messaggio e racconta una storia di amore. La scenografia è gigante, nel teatro tutto parla di FRANCISCUS ed è meraviglioso come un sogno. I vestiti incredibili come la musica, le canzoni, i filmati e le scene di acrobazia. Il tutto raggiunge l’eccellenza. La direzione è di Flavio Mendoza e il libro è scritto da Alejandro Roemmers: incredibile !

Chi è San Francesco per te ?
San Francesco è un uomo che aveva un padre e una madre. Quando era bambino regalava il pane ai poveri, da adulto si è spogliato di tutti i suoi averi per aiutare la gente di strada in strada. Oggi noi vediamo molti persone bisognose che possiamo aiutare. Prima dello spettacolo, non conoscevo San Francesco. Pensavo che i super eroi fossero in TV, oggi so che ci sono veri super eroi come il Santo in questione.

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                                                                    Tiziano Ruger con Federico Salles

Quale messaggio invii ai ragazzi come te affinchè vedano con i loro occhi il musical FRANCISCUS?
I bambini devono vedere il musical per capire veramente di cosa si tratta. E’ un’opera divertente adatta tanto ai giovanissimi quanto ai grandi , a qualsiasi persona. La storia, le canzoni, gli acrobati e il tutto nel complesso non ha età. Mai visti tanti artisti in scena e musiche dal vivo così strepitose. FRANCISCUS “una razón para vivir ” è un musical unico ! Tutti dovrebbero godere appieno del potente messaggio di amore che questo spettacolo contiene.

Come riesci a conciliare scuola e lavoro?
Frequento il sesto grado ( classe secondo la scuola argentina) e ho 11 anni. Non è la prima volta che recito. La direttrice della mia scuola condivide e appoggia il mio lavoro. E’ venuta in teatro , mi ha fatto i complimenti e mi ha esortato a non abbandonare la recitazione. Anche la mia maestra era con la direttrice sono uscite in lacrime , emozionate e mi hanno stretto in un caldo abbraccio. Studio e lavoro spendendo bene il mio tempo e ho ottimi risultati a scuola.

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                                                                     Tiziano Ruger con Ana Maria Picchio

Un commento sugli attori?
Sono meravigliosi ! Ana Maria Picchio, Leticia Brédice, Fabio Aste, Federico Salles e Florencia Otero sono tanto importanti quanto umili e mi hanno accolto bene. Siamo un bel gruppo dai profondi valori umani e siamo amici. Il primo giorno della messa in scena il musical è stato benedetto da un prete. E’ stato emozionante : tutti uniti per la stessa causa. Tutto è ai massimi livelli anche tecnici e produzione. Ognuno esprime il meglio di sè con determinazione e volontà.

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                                                                                     Alejandro Roemmers

Di Alejandro Roemmers cosa pensi?
Alejandro Roemmers è chi ha ideato l’opera e l’ha scritta molto bene. Scrive poesie e novelle. E’ un uomo molto generoso: pensa che ci ha regalato alcuni libri da lui scritti. Ha una profonda sensibilità che mostra nella sua arte. Sono rimasto incantato a sentirlo parlare. Emana una grande pace e lo ascolteresti per ore. Sorprendente è come descrive San Francesco e del credo che ha nel far sì che dall’Argentina e da questo musical poco a poco si diffonda il messaggio d’amore , di strada in strada , di uomo in uomo in tutto il mondo.

Debutto a Madrid per Vincenzo Costanzo

IL GIOVANE TENORE VINCENZO COSTANZO DEBUTTA A MADRID
NELLA LUISA MILLER ACCANTO A LEO NUCCI
CON LA DIREZIONE DI JAMES CONLON

Reduce dal personale successo nella Madama Butterfly di Puccini diretta da Myung-whun Chung alla Fenice di Venezia – che gli è valso l’invito dallo stesso Chung a Tokyo, sempre per il ruolo di Pinkerton – il giovane tenore napoletano Vincenzo Costanzo debutta al Teatro Real di Madrid nella Luisa Miller di Verdi, proposta in forma di concerto il 23 e il 26 aprile. Chiamato a sostituire Francesco Meli, il ventiquattrenne napoletano torna a interpretare il ruolo di Rodolfo, che aveva già affrontato a Busseto nel 2013, in occasione del bicentenario della nascita di Verdi e dopo aver vinto il Concorso Voci Verdiane.

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Grandi eventi all’Istituto di Cultura Italiano in Argentina sotto la guida di Maria Mazza

(di Alessandra Giorda) Grandi progetti snocciola l’Istituto Italiano di Cultura, a Buenos Aires, sotto la sapiente guida di una donna straordinaria quale la Dott.ssa Maria Mazza che nell’intervista a seguire racconta vari progetti. Dalle maggiori iniziative nelle mille sfaccettature della cultura, quali  musica lirica e jazz, alla poesia e all’arte senza dimenticare appuntamenti importanti quali “Verano Italiano”, attesissimo per il prossimo giugno. Maria Mazza “parla” anche degli eventi  a maggio prossimo , come la presentazione del libro del momento “Il nome di Dio è Misericordia”, il primo libro intervista, di grande successo, di Papa Francesco. Sempre nello stesso mese il concerto di una delle più grandi cantanti italiane , Iva Zanicchi , al Teatro Coliseo, amatissima in Sud America e molto altro.

Quali sono le iniziative che l’Istituto di Cultura maggiormente promuove?

L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires è impegnato nella promozione della cultura e della lingua italiana in tutti gli ambiti ed, in particolare, in quelli individuati quali prioritari dall’Ambasciata d’Italia e dal nostro Ministero. Ad esempio, il cinema italiano è oggetto di specifiche iniziative, con l’obiettivo di inserirlo nei circuiti culturali e commerciali argentini, non soltanto mediante le consuete proiezioni di film da noi organizzate in Istituto, ma anche con la partecipazione a vari festival di settore argentini: il Festival BAFICI (Buenos Aires Festival Internacional de Cine Independiente), il Festival del Cinema di Pinamar etc.

Inoltre, stiamo riproponendo a giugno, in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, la Settimana del Cinema Italiano contemporaneo a Buenos Aires, che da diversi anni riscuote un grande successo di pubblico. Nel campo dell’arte italiana, oltre alle mostre periodicamente ospitate presso il nostro spazio d’arte Sala Roma, abbiamo recentemente organizzato due importanti esposizioni fotografiche a Buenos Aires, inaugurate dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali ed il Turismo, on. Dario Franceschini, durante la sua visita in Argentina: la mostra UN.IT UNESCO Italia presso il Museo Sívori ed una personale di Olivo Barbieri presso il Centro Cultural Recoleta. Inoltre abbiamo collaborato alla realizzazione dell’esposizione della collezione del MAXXI di Roma presso il Museo PROA di Buenos Aires, attualmente in corso.

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Il Console italiano a Buenos Aires si ritiene un verdiano

(di Alessandra Giorda) Al Televisionario2, Riccardo Smimmo, il Console italiano a Buenos Aires, con grande gentilezza rilascia l’intervista a seguire densa di contenuti. Dalle emozioni e progetti per il nuovo incarico prestigioso nella Capitale argentina, ai suoi gusti musicali in campo operistico, senza tralasciare argomenti importanti come l’evento attesissimo delle eccellenze italiane in Argentina e lo sviluppo della cultura italiana nella terra di Papa Francesco. Al suo primo incarico come Console, Riccardo Smimmo, con grande tenacia e responsabilità si prende cuore le sorti dei nostri connazionali mantenendo ciò che funziona e apportando importanti cambiamenti là dove necessario, infatti descrive le novità con umiltà e soddisfazione.

Primo incarico come Console in una location prestigiosa come Buenos Aires. Quali emozioni ha provato quando ha saputo del nuovo incarico?

Il Consolato Generale in Buenos Aires è il più grande al mondo per numero di connazionali registrati, e per un funzionario diplomatico è motivo di orgoglio e prestigio essere chiamati a dirigere una tale struttura. A maggior ragione lo è per un napoletano come me: non solo e non tanto per considerazioni calcistiche, tra Napoli e Buenos Aires sintonia e affinità sono più forti di quanto si possa descrivere. Ho provato pertanto forte emozione per il fatto di assumere un incarico di così grande responsabilità, ma al contempo gioia e soddisfazione all’idea di guidare una sede tanto prestigiosa.

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In memoria di mia madre Andrea Chenier è la mia opera preferita

( di Alessandra Giorda)Erri De Luca, scrittore di fama che vanta umili origini, è l’esempio di un uomo che si è fatto da solo. Prima di essere un riconosciuto scrittore di notevole spessore, ha svolto mestieri quali camionista, magazziniere e muratore sia in Italia che all’Estero. Grande forza di volontà e voglia di erudirsi lo hanno portato a studiare da autodidatta lingue quali, russo, swahili, ebraico antico tanto per citarne qualcuna. I suoi libri sono sempre un grande successo e tradotti in oltre 30 lingue. Nell’intervista a seguire Erri De Luca tocca vari argomenti, dal suo soggiorno nella capitale argentina, ai suoi gusti sull’opera lirica senza tralasciare i suoi credo e la sua storia di scrittore.

Ha appena soggiornato a Buenos Aires per lavoro: cosa racconta di quest’esperienza?

Prima di tutto l’accoglienza, quella di chi apre la porta a un amico, la brace di un asado in un giardino, la stretta di mano di un medico arrestato durante la dittatura. Poi il coraggio di un Paese che ha saputo chiamare terrorismo la violenza di Stato, la visita all’ESMA, al parco dei nomi di pietra davanti alla calma del fiume solenne.

In passato ha lavorato con mansioni umili e faticose in settori completamente diversi da quelli della cultura. Come è diventato uno scrittore di successo?

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Sono una fan della musica crossover e pop

(di Alessandra Giorda) Il soprano messicano-georgiano Maria Katzarava dal 18 al 26 Marzo prossimi sarà Micaela, imperdibile al Teatro Comunale di Bologna nella famosa opera di Bizet, Carmen. Artista tecnicamente affascinante , dai toni gravi, drammatici e profondi agli acuti brillanti e notevoli.  Ingredienti come  stile e preponderante presenza scenica fanno del soprano Katzarava una vera Star . La sua agenda è fitta d’impegni dall’Europa al resto del mondo  per portare il suo talento ovunque.Dopo l’Italia, l’India sarà la prossima meta per la cantante, che si esibirà davanti a ottanta mila persone in un concerto a Mumbai accanto ad Andrea Bocelli, sotto la direzione di Zubin Mehta. Nell’intervista a seguire  spiega la sua Micaela , l’appuntamento in India e tra pubblico e privato si racconta .

Quanto studio vocale e psicologico c’è dietro la preparazione di un personaggio da interpretare?
Come si sa, un cantante lirico è anche un attore drammatico, quindi ogni volta cerco di capire la natura del personaggio, il suo travaglio interiore e poi di adattare la mia vocalità alla storia narrata.
Mi considero una cantante versatile perché cerco di adattare la mia voce ad ogni ruolo che interpreto, indipendentemente dalla forza o fragilità che mi trasmette ogni personaggio.

Come sarà la tua Micaela al Comunale di Bologna?

Sarà moderna! Questa regia è molto interessante e come se fosse un teatro dentro al teatro. C’è un mago che è sempre presente ed è come se lui creasse la storia.I personaggi sono come attori dentro questo spettacolo. È un concetto molto attraente e penso che piacerà tanto al pubblico.

Un commento sulla regia e la direzione d’orchestra?

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La Ferilli confessa: “Sono pazza dell’opera lirica”

( di Alessandra Giorda)  Continua il successo di Signori…le paté de la maison! Dopo aver raccolto consensi in tutta Italia e al Sistina di Roma, approda sotto la Mole il 27 e 28 febbraio http://www.televisionario2.com/evento/la-ferilli-con-micheli-e-quartullo-nella-capitale-subalpina/ allo storico Teatro Alfieri. Per l’occasione ho intervistato Sabrina Ferilli che, oltre a descrivere il suo ruolo nella brillante commedia in oggetto al fianco di Maurizio Micheli e Pino Quartullo, affronta vari temi. Da come si prepara un ruolo da interpretare, ai suoi gusti musicali e il grande amore per l’opera lirica senza dimenticare una nutrita riflessione sull’istruzione per le nuove generazioni.

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Descrivi il tuo personaggio all’interno di Signori… le patè dela maison!

E’una mamma, una sorella, una donna che ha preparato una cena per ospitare la sua famiglia, pensa di passare con piacere questa serata, che infatti passerà piacevolmente, ma che come le nostre cene italiane, chiaramente sarà una serata dove usciranno fuori tante situazioni che porteranno al pensiero, al confronto, al rapporto interno tra i vari membri della famiglia, sia con il marito che con il fratello e con la moglie del fratello e con i migliori amici di casa.

Quanto studio c’è per poter interpretare un personaggio in maniera veritiera come tu sai fare?

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Video intervista a Maria Josè Siri

( di Alessandra Giorda) Intervista al soprano uruguayano Maria Josè Siri, in occasione di Tosca al Teatro Regio di Torino. Maria Josè sarà una Tosca fantastica molto applaudita dal pubblico e ben accolta dalla critica.

 

 

La mia Tosca è diversa

(di Alessandra Giorda)Grande successo al Teatro Regio di Torino per Tosca firmata da Abbado sotto la direzione di Palumbo ! Il soprano uruguayano Maria Josè Siri, nel primo cast,è Floria Tosca. Nell’intervista video si racconta racconta tra pubblico e privato mettendo a nudo un fatto increscioso accaduto tempo fa sul palco e che ancora oggi ne porta le conseguenze sul suo corpo.

La sua agenda è densa d’impegni , dalla Russia al Giappone passando per l’Europa. Acclamata in tutto il mondo da critica e pubblico, la Siri è una fuoriclasse della lirica . Calma, dolcezza è simpatia sono gli ingredienti che la rendono una donna speciale.

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