( di Alessandra Giorda)Erri De Luca, scrittore di fama che vanta umili origini, è l’esempio di un uomo che si è fatto da solo. Prima di essere un riconosciuto scrittore di notevole spessore, ha svolto mestieri quali camionista, magazziniere e muratore sia in Italia che all’Estero. Grande forza di volontà e voglia di erudirsi lo hanno portato a studiare da autodidatta lingue quali, russo, swahili, ebraico antico tanto per citarne qualcuna. I suoi libri sono sempre un grande successo e tradotti in oltre 30 lingue. Nell’intervista a seguire Erri De Luca tocca vari argomenti, dal suo soggiorno nella capitale argentina, ai suoi gusti sull’opera lirica senza tralasciare i suoi credo e la sua storia di scrittore.

Ha appena soggiornato a Buenos Aires per lavoro: cosa racconta di quest’esperienza?

Prima di tutto l’accoglienza, quella di chi apre la porta a un amico, la brace di un asado in un giardino, la stretta di mano di un medico arrestato durante la dittatura. Poi il coraggio di un Paese che ha saputo chiamare terrorismo la violenza di Stato, la visita all’ESMA, al parco dei nomi di pietra davanti alla calma del fiume solenne.

In passato ha lavorato con mansioni umili e faticose in settori completamente diversi da quelli della cultura. Come è diventato uno scrittore di successo?