Amo cantare in italiano e vi presento il mio nuovo video con la canzone “Non c’è piu”

( Alessandra Giorda) ( Intervista con due video dell’artista) Ad una manciata di ore dalla messa online del nuovissimo videoclip con la canzone “Non c’è piu’ “, l’intervista a Patricio Arellano cantautore argentino,  che ha  realizzato a Madrid durante il suo soggiorno in Europa dove l’artista ha lavorato intensamente. La canzone in oggetto è stata trasmessa in anteprima mondiale sul Radio Blu Italia,  riscuotendo un notevole apprezzamento da parte degli ascoltatori per lo più italiani nel mondo. Nativo di Santa Fè, Patricio è un cantante, compositore ed attore che vanta al suo attivo un curriculum di tutto rispetto  in teatro, cinema, televisione e radio. L’attività discografica è intensa con 4 album da solista, tutti disponibili su piattaforme digitali come Spotify e un canale ufficiale su YouTube con 200 video clip e oltre 3 milioni e mezzo di riproduzioni.

Patricio non nasconde l’amore per l’Italia e la lingua italiana infatti ha girato anche un video della canzone ” Chi potrebbe”, (parole e musica del noto e pluripremiato  scrittore Alejandro G. Roemmers  nonchè autore del musical di seguito citato) che sogna di cantarla innanzi a Papa Francesco. “Chi potrebbe” è tratta dal musical Franciscus, Una razón para vivir dove Patricio Arellano si è distinto prima a Buenos Aires e poi nella Premère europea  e nelle serate seguenti a Bilbao, in Spagna.

Patricio Arellano è uno degli artisti che si distingue sul panorama internazionale per bravura, doti vocali, attoriali e presenza scenica, ma anche per essere un uomo dotato di una profonda sensibilità, una dolcezza infinita e valori ben radicati  che si riflettono nelle sue canzoni che sono orecchiabili, ma intrise di sentimenti reali e profondi.

Come è nata l’idea della canzone Non c’è più?

E’ una delle canzoni che prediligo del mio terzo Album intitolato Romeo. Da sempre ho sognato di cantare in italiano e questo è il secondo video dove canto nella lingua che amo. Mi è sembrato che il testo di questa canzone fosse adatto per essere cantato in italiano. racconta una storia e porta con sè un profondo sentimento. Mi auguro che il pubblico la gradisca.

 

Il video è stato girato a Madrid durante il tuo soggiorno in Europa, racconta

Si il video è girato nella meravigliosa capitale spagnola. E’ una produzione molto bella alla quale ho lavorato tantissimo con persone straordinarie e trenta ballerini. Intenso lavoro, ma anche ricco di soddisfazioni.

Dove è possibile ascoltare la bellissima canzone?

La canzone originale “Se fue” è disponibile su tutte le piattaforme digitali Spotify, Deezer, Apple Music, etc. La canzone in versione italiana “Non c’è più” è da qualche ora disponibile sul mio canale YouTube. https://www.youtube.com/user/patricioarellano

Sei un cantautore, da dove trai ispirazione per scrivere le tue canzoni?

Dalla vita, dall’amore, da quelli finiti, da me stesso. Scrivo momenti di vita autentici e sempre mi ispiro alle mie esperienze. Nelle mie canzoni c’è molto di me.

Ascolta e vedi anche:

Anteprima mondiale della presentazione della canzone  “Non c’è più” sulla web radio, Radio Blu Italia con gran apprezzamento degli ascoltatori.

 

Il video con la canzone “Chi Potrebbe”

 

 

 

 

 

Sogno di cantare ad Assisi ed in Vaticano una delle più belle canzoni di Franciscus

( Alessandra Giorda) Intervista con VIDEO. Direttamente da Buenos Aires l’intervista al “Divo del momento” Patricio Arellano, figlio del noto produttore musicale Darío Arellano, che sta per arrivare in Europa nel cast stellare del musical Franciscus,Una Razòn Para Vivir.

Il bello, seducente e talentuoso Patricio ha al suo attivo 4 album da solista, tutti disponibili su piattaforme digitali come Spotify e un canale ufficiale su YouTube con 200 video clip e oltre 3 milioni e mezzo di riproduzioni.

Nell’intervista a seguire il Divo argentino si racconta tra lavoro, ambizione e “parla” di questo musical che in Argentina ha avuto un grandissimo successo e che per oltre otto mesi è stato in scena la Teatro Broadway a Buenos Aires. Ha vinto 3 Premi ACE, ( il premio più importante dell’Argentina dell’Associazione dei Critici dello Spettacolo), per la migliore produzione teatrale , la migliore coreografia e la migliore illuminazione ed il prestigioso Premio Santa Clara de Asìs.

Spende parole lodevoli per l’autore del muiscal, Alejandro G. Roemmers, pluri-premiato scrittore, autore del Best Seller, Il ritorno del giovane Principe e molti altri libri, nonchè noto imprenditore di successo.

Il sogno che coltiva Patricio Arellano è più che lecito, poichè non può essere che un musical come Franciscus non sia messo in scena nella terra natia del Santo. Festeggiato il 4 ottobre, San Francesco è il Santo Patrono d’Italia,  cultore di uno stile di vita umile e povero. E’ il Santo più amato dagli italiani , nativo di Assisi, città che  sin dal medioevo è stata associata con il culto e la diffusione del movimento francescano nel mondo focalizzando così su un messaggio di pace e tolleranza anche per le altre religioni.

Nel video a seguire Patricio Arellano, canta in italiano una delle più belle canzoni del muiscal:” Chi potrebbe” Parole e musica di Alejandro G. Roemmers

 

Due parole su di te ?

Ho sempre saputo che sarei  stato un artista. Sono un cantante e  attore che lavora da quando aveva nove anni. Ho fatto teatro, cinema e televisione. Sono ambizioso e sono sempre alla ricerca di una nuova sfida.

Sei pronto per la tua nuova sfida in Europa?

Prontissimo! Essere in grado di muovere i  primi passi fuori dalla mia patria,  con un progetto così immenso, è un grande privilegio e un’avventura dove senza dubbio mi divertirò al massimo.

Come è nata l’idea  di fare il video cantando in italiano una delle bellissime canzoni del musical Franciscus?

“Franciscus” è un musical con canzoni davvero meravigliose e tra le mie preferite c’è quella dal titolo “Chi potrebbe” che parla della rinuncia di Francesco a tutti i suoi beni, al lusso e della sua dedizione a Dio. Poichè siamo pronti a mettere in scena questo spettacolo in Europa, ho voluto cantare in italiano, per raggiungere più persone ed anche perché ho un sogno: cantare in questo musical ad Assisi, e perché no, anche in Vaticano.

Quanto è importante il messaggio che Franciscus porta con sè?
È molto importante! “Franciscus” è un musical spirituale con un messaggio che raggiunge interiormente  lo spettatore, che sia o non sia credente, che sia  o non sia  cattolico. Non è una finzione. È la storia di un vero uomo, che ha calpestato questa terra. Un uomo unico, esempio di umiltà, pieno di convinzioni e amante della natura e di ogni essere vivente. “Franciscus” parla di speranza, amicizia, coraggio e come dice il titolo … di “una ragione per vivere”. ( Franciscus, Una Razòn Para Vivir, )

Dopo il successo avuto in Argentina, Franciscus sbarca in Europa.  Quali messaggi invii ai futuri spettatori?

Sono felice che “Franciscus” continui a crescere, viaggiando e portando questo messaggio di pace. Tutti dovrebbero vederlo! È un musical che tocca i cuori e cambia la vita delle persone.

Patricio Arellano, artista

Alejandro Roemmers è l’autore che ha avuto la sensibilità di scrivere un musical come questo. Cosa ne pensi?

Alejandro è un essere che non ha eguali. Con una sensibilità speciale e una certa vocazione per la parola e la poesia orientate verso un obiettivo sociale e umanistico. Di spiccato carattere intellettuale, pensante e con un’immensa generosità. Non perdo mai l’occasione di mostrare la mia infinita gratitudine per avermi scelto tra tanti per il personaggio “Rufino Favarone”.Un personaggio molto pittoresco, con tocchi di “cattivo”, ma con un risveglio spirituale che lo porta a diventare uno dei più fedeli seguaci e confidenti di Francesco fino al giorno della sua morte. In un mondo con così tanti conflitti, guerre, duelli di potere e violenza ovunque, un musical come questo è necessario e Alejandro è stata la persona migliore per realizzarlo.

 

Il musical Franciscus, debutterà in Europa il 4 Settembre 2018 al Palacio Euskalduna a Bilbao, Spagna. Seguirà un importante tour europeo

Dopo il successo della tournée a Dubai volo in Australia

( Alessandra Giorda) Étoile al Royal Ballet di Londra, vincitrice Premio Danza&Danza 2006 per essere la “Migliore ballerina italiana nel mondo” e del Premio Positano al Merito nel 2008. È stata insignita del titolo “Cavaliere del lavoro” dal Presidente Giorgio Napolitano. La sua carriera  ha avuto un’impennata ed Mara Galeazzi ha ballato come guest star in diversi altri importanti teatri come l’Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York, il Bolshoi di Mosca, il Teatro dell’Opera di Stoccarda, la Bukyo Civic Hall di Tokyio e il Teatro dell’Opera di Roma. È stata protagonista di diverse performance televisive come la diretta della BBC dalla Royal Opera House del 2002. Nell’intervista a seguire rammenta i primi passi nella danza mossi a Brescia, commenta uno dei premi ricevuti e racconta l’incontro con il prestigioso fotografo Euro Rotelli che la nota e la vuole fotografare, essendo un soggetto di notevole ispirazione per le sue fotografie ritenute un vero capolavoro. Reduce da una fortunata tournée a Dubai, Mara è in partenza per l’Australia dove l’attendono altri prossimi impegni lavorativi molto importanti.

 

 

A sei anni hai mosso i primi passi come ballerina cosa ricordi? Quali le tue emozioni? Avresti mai pensato di ballare nei teatri più importanti del mondo?

A sei anni non avrei creduto di diventare una ballerina che avrebbe ballato nei teatri più importanti del mondo: mi piaceva solo ballare. A quell’età ero solo felice di danzare.

Premio Danza&Danza 2006 come migliore ballerina italiana nel mondo. Un riconoscimento di notevole importanza. Quanta fatica hai fatto per raggiungere un livello tale da ricevere questo premio?

I Premi che ho ricevuto li ho sempre apprezzati moltissimo ed essere riconosciuta è una bellissima sensazione, ma credo che se anche non si ricevono premi se si raggiunge l’anima del pubblico questo è il più grande premio al quale un artista può aspirare.

Étoile al Royal Opera House di Londra: un traguardo raggiunto o un punto di partenza?

Credo raggiunto ed allo stesso tempo un punto di partenza, poichè non si smette mai di essere étoile ed artisti

Sei stata fotografata dal mitico Euro Rotelli: racconta l’incontro avuto con lui.

Una bellissima persona con una grande artisticità! E’ stato un incontro speciale che non dimenticherò mai.

Continua...

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

(Alessandra Giorda) Grande successo per il musical La Regina di Ghiaccio dove la bravissima Lorella Cuccarini è Turandot. Corpo da fare invidia ad una diciottenne, classe, stile, umiltà, bellezza e notevole talento sono gli ingredienti che la rendono donna ed artista a 360 gradi. Un vanto per l’Italia nel mondo. Festeggia venti anni di carriera nel musical. La ricordiamo tutti in Grease nel ruolo di Sandy Olsson, in Rapunzel ……Proprio il cast di quest’ultimo è stato confermato quest’anno per “La Regina di Ghiaccio”, spettacolo tratto dall’opera lirica Turandot di Giacomo Puccini, imponendosi da subito come una pagina importante della storia del musical.  Nella video intervista a seguire, realizzata al Teatro Alfieri di Torino, la più amata dagli italiani si racconta nel ruolo della perfida e glaciale Turandot, ricorda l’amore della madre per l’opera lirica e ritiene che La Regina di Ghiaccio  sia un prodotto che può essere esportato al fine di portare la tradizione italiana in giro per il mondo. Con tono deciso rammenta che, il geniale ideatore e regista, Maurizio Colombi  si è solo ispirato alla Turandot di Puccini, non certo è una copia dell’opera lirica. Quali saranno le prossime tappe del tour? Quali altri argomenti affronta la Cuccarini nell’intervista?…..buona visione

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

 

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

( Alessandra Giorda) Doti recitative eccellenti quanto la voce che incanta, Pietro Pignatelli è Calaf in La Regina di Ghiaccio. L’artista napoletano dotato di grande simpatia e dolcezza, così come esperienza nel musical dopo vent’anni di successi in ogni forma teatrale. Nell’intervista a seguire, ricca di contenuti, si racconta nel ruolo di Calaf  compresa la celebre romanza “Nessun dorma“, dove dichiara di avere ricevuto consensi anche dagli addetti ai lavori nella lirica e confessa qualche dissenso da parte di qualche tenore. Chiarisce in maniera esaustiva che il suo ruolo è nell’ambito di un musical. Non si sostituisce ad un tenore, poichè la celebre romanza è in una chiave diversa che ci spiegherà nell’intervista. Molti sono i ricordi di un lungo periodo trascorso da solo con il grande Luciano Pavarotti e snocciola aneddoti di un vissuto denso di sensazioni profonde. Dal grande successo de La Regina di Ghiaccio ci si pone la domanda : il musical può essere un mezzo per avvicinare l’opera lirica ad un pubblico non avvezzo al genere? Cosa ne pensava il re dei tenori: Pavarotti? L’opera lirica che ruolo ha nella vita di Pietro Pignatelli? Tutto questo e molto altro nel video a seguire.

 

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

Anche i più severi critici rimangono affascinati dal talento del M° Silvia Massarelli

( Saby Cortis) Dopo 26 anni senza suonare in pubblico, il M° Silvia Massarelli nel Concerto a quattro mani con il M° Sergio Lasapora lo scorso 12 Gennaio, all’Accademia Musicale di Pordenone,  ha dato prova di essere un’ottima pianista. Tra i presenti al Gala spicca il nome del noto fotografo Euro Rotelli, conosciuto nel mondo per i suoi “scatti d’autore”. Il M° Massarelli è conosciuta come direttore d’orchestra, rimane la prima e l’unica donna al mondo, fin’ora, ad aver vinto il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon. I critici più severi la osannano. E’ stata assistente del M° M.W.Chung, tra i migliori su panorama mondiale ( reduce dal grande successo del  Concerto di Capodanno 2018 dalla Fenice di Venezia), è stata invitata a dirigere numerose orchestre prestigiose come New York Philharmonic, Wiener Kammer Orchester, Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy…..ed ora si rivela una pianista capace di emozionare il pubblico attirando l’attenzione dei giornalisti.

Si ritiene soddisfatta come donna, madre, moglie ed artista. Nell’intervista a seguire conosceremo meglio il M° Silvia Massarelli che si racconta tra pubblico e privato.

Successo lo scorso venerdì all’Accademia Musicale di Pordenone per il concerto a 4 mani per pianoforte. Quali emozioni ha provato?
Emozione fortissima! In questi anni da direttore d’orchestra ho sempre suonato il piano, ma mai studiato per preparare concerti; questo significa che negli ultimi mesi ho ripreso a studiare cercando di ritrovare la tecnica perduta e rimettere in forma la mia preparazione pianistica con studi molto impegnativi ma altrettanto divertenti. Credo che il divertimento sia stato un lei motiv di questo concerto. Con mio partner musicale , Sergio Lasaponara, ci siamo sbizzarriti a dovere!

Dopo quanti anni ha ripreso a suonare in pubblico?

Ben 26 anni! io stessa sono annichilita di fronte a cotanta audacia.

 

Da sx M°S. Lasapora, M° S. Massarelli ed il fotografo E. Rotelli

“Scattante, nervosa imprevedibile, divertita, padrona, oltreché dello strumento, della scena: charmeuse, la Massarelli alla tastiera ci ricorda un poco la, estrosa per eccellenza, Martha Argerich.” Così l’ha definita Enrico Cavallotti, Il Tempo. Un commento?

Enrico Cavallotti è stato il critico più temuto di Roma! Noi studenti pianisti ci divertivamo moltissimo leggendo le sue critiche che erano straordinarie, sia per il linguaggio adottato (un italiano purissimo e magnifico oggi purtroppo dimenticato) sia per il loro contenuto a volte tagliente. Critico molto competente e raffinato difficilmente elogiava ma quando lo faceva significava aver assitito ad un gran bel concerto. La figura della Argerich mi ha spesso accompagnato nelle mie perfarmences anche direttoriali: all’esame di ammissione al Conservatoire National Supèrieur de Musique di Parigi, la giuria ha fatto più o meno lo stesso commento. Evidentemente manifesto nei miei concerti una grande passione e molto estro, fantasia, creatività…

Il suo nome è noto per essere un prestigioso direttore d’orchestra, ma è anche una pianista di talento. Pensa di continuare ad esibirsi in pubblico in ambedue le discipline?

Adoro il repertorio per duo pianistico e mi diverte molto suonare con gli altri, quindi sicuramente continuerò entrambe le attività.

La prima e l’unica donna al mondo direttore d’orchestra a vincere il prestigioso “Grand Prix de direction d’orchestre” al Concorso Internazionale di Besançon . Che effetto le fa quando ci ripensa ?

Consideri che presi in mano la bacchetta per la prima volta a 26 anni, e a 32 vinsi il concorso. Questo premio, difficilissimo da ottenere poichè si tratta di un concorso lunghissimo e molto impegnativo in cui il direttore è chiamato a dirigere un repertorio che spazia da Bach alla musica contemporanea, ha significato coronare 6 anni di studio intensissimo ed entrare, ovviamente a mia insaputa, nella storia della direzione d’orchestra, considerato che sono stata la prima donna a vincerlo e a tutt’oggi nessun’altra ha ottenuto il mio risultato… Forse potrei entrare nel Guinness dei primati?

 

Lei è una donna che ha studiato moltissimo nel suo settore dividendosi tra famiglia e lavoro. Quanta fatica e quanta soddisfazione c’è nel non dovere dire grazie a sponsorizzazioni altolocate?

Non è stato affatto facile né per me né per la mia famiglia, ma siamo riusciti oggi a creare un’armonia molto bella fra di noi e sono contenta di tutti i risultati ottenuti come madre, moglie e artista. Da sempre combatto le segnalazioni inadeguate ( leggasi raccomandazioni immeritate) e posso dire senza nessun dubbio che ogni cosa che ho fatto me la sono sudata e guadagnata con lo studio, la fatica, e l’impegno: mai avuto una raccomandazione in vita mia e ne sono orgogliosa e fiera.

 

“Sensibilità e impeto: la magica prova della Massarelli sul podio del Bellini di Catania…” Queste le prime righe di una bellissima critica che scrisse Sergio Sciacca del quotidiano La Sicilia. Sembra che non ci sia critico, anche il più severo, che non sia affascinato dal suo talento come direttore d’orchestra. Come commenta?

Ho avuto la fortuna di vivere in un periodo culturale in cui i critici svolgevano seriamente e appassionatamente le loro funzioni. Evidentemente il mio modo di fare musica affascina e capta quanto di meglio esiste nelle persone: lo considero un dono. il critico Sciacca è stato in grado di leggere dentro di me come un libro aperto: sono affezionatissima a questa critica che rispecchia il mio “sentire” musicale perfettamente.

Chiudendo gli occhi e sognando, cosa vede?

Il Tridente di Shiva e le sue magnifiche potenzialità.

Racconto la mia fede cantando

(di Alessandra Giorda) Questa sera al Teatro Alfieri di Torino in scena l’attesissimo musical Sister Act che vede come Special Guest la travolgente Suor Cristina nei panni di Suor Maria Roberta.  Dopo il grande successo avuto al Brancaccio di Roma nella scorsa stagione, torna in tour il Musical tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”. Per l’occasione a seguire l’intervista a Suor Cristina che si racconta nel suo rapporto con Dio e descrive come le sue doti vocali siano strumento di evangelizzazione. Come con il canto riesca a compiere una missione speciale ed a narrare la sua fede.  Ottima cantante  dal temperamento prorompente l’ospite speciale contribuisce a rendere Sister Act, un attesissimo musical con 25 meravigliosi brani musicali  scritti dal premio Oscar Alan Menken, un evento imperdibile tra cori Gospel e ballate pop in stile Broadway.

Descriva il suo ruolo all’interno del musical
Il mio ruolo è quello di Suor Maria Roberta, una giovane novizia in cammino di vita religiosa che con l’influenza di Deloris scopre una vita che non ha mai avuto e prossima alla sua decisione definitiva, si pone delle domande reali su quello che desidererebbe per la sua vita, giungendo alla piena convinzione che se non seguirà Cristo, non potrà avere un senso la sua vita.

 Quanto c’è di Suor Cristina in Suor Maria Roberta?

Io ho già attraversato la fase del noviziato e quindi comprendo benissimo questa tappa evolutiva spiritualmente e personalmente di Suor Maria Roberta e poi siamo entrambe accomunate dalla gioia di cantare la nostra fede!

 Sister Act è un musical di successo, cosa piace così tanto al pubblico?

Piace perché è “UNICO, TRAVOLGENTE E DIVINO”! Un mix tra musiche, luci, costumi, emozioni, uniti ad una storia coinvolgente, che narra di due mondi opposti che trovano l’equilibrio per un dialogo e una comprensione vicendevole, non può che toccare direttamente il cuore delle persone.

 Come nasce l’idea di Suor Cristina come cantante?

In realtà l’idea di Sr Cristina come cantante non è mai nata, ma il desiderio di annunciare Cristo cantando, nasce da una spinta dei miei Superiori a non tenere per me questo dono e questo carisma che ho, già che anche la mia vocazione alla vita religiosa è nata proprio sul palco cantando, ballando e recitando, volendo fare un’opera di “nuova evangelizzazione” attraverso la musica che è un mezzo diretto e potente per arrivare al cuore, soprattutto dei giovani.

 Le sue doti vocali sono un dono di Dio che offre ai suoi spettatori e quale messaggio invia a loro?

“Tutti abbiamo un cuore che batte per amare e quindi tutti siamo assetati del vero Amore, bisogna solo fermarsi un attimo, alzare gli occhi al Cielo, e sentire quanto grande è l’Amore che Dio ha per noi e quanto Dio è follemente innamorato di ognuno di noi”!

Come concilia vita religiosa con il mondo dello spettacolo?

Non scinderei le due realtà. Per me questa è una forma di evangelizzazione, una “missione speciale”. Proprio l’ultima lettera di Papa Francesco, rivolta a noi consacrati, si intitola “Annunciate” : è un invito esplicito ed urgente a farlo con coraggio in un mondo sempre più confuso e disorientato.

 Cantare è anche pregare? Cantando serve Dio?
Il canto è preghiera, è lode, è ringraziamento per le grandi opere che Dio ha compiuto nella mia vita, un po’ come Maria che con il canto del Magnificat loda e ringrazia il Signore per le grandi cose che ha fatto in lei, e così il canto mi ha condotto a Dio ed oggi racconto la mia fede cantando!

Qual è il suo rapporto con il resto del cast?

Userò una sola parola per esprimerlo: MERAVIGLIOSO!

Qual è il suo rapporto con Dio?

E’ un rapporto di intimità col mio Sposo, un rapporto di fiducia e confidenza, un rapporto semplice, fatto di cose e gesti semplici che si manifestano attraverso le persone che ho accanto o le persone che il Signore ogni giorno mi mette nel mio cammino. E’ un rapporto UNICO!

Gabriele Lavia riflette:” L’uomo imita il teatro o il teatro imita la vita?”

( di Alessandra Giorda) Sale l’attesa sotto la Mole per la Première di “Pagliacci”, capolavoro di Ruggero Leoncavallo, in scena dall’11 gennaio al Teatro Regio di Torino con la regia di uno dei più grandi registi ed attori degli ultimi decenni: Gabriele Lavia. L’intervista si è svolta dopo la conferenza stampa tenutasi in scena , per la prima volta , sul palco del teatro ,dove Lavia si racconta come narratore di “Pagliacci”.Tale  opera è stata messa in scena dopo 125 anni dalla prima assoluta al Teatro del Verme a Milano, con un parallelismo tra la vita reale ed il teatro.

La regia di Lavia mira al cuore della poetica verista con l’ambientazione in una periferia del secondo dopoguerra con richiami estetici al Neorealismo cinematografico. A grande sorpresa sul palco un’asinella vera  e Gabriele Lavia spiega il perchè.

Cosa racconta quando il sipario si apre?

Quando il sipario si apre il sacrificio è stato compiuto e quindi questo rimando di nido di memoria, fosse anche per il pubblico una memoria personale  ed anche storica, poichè tutti non hanno vissuto la tragedia della seconda guerra mondiale e l’imminente  il post guerra, è doveroso . Quello che viene rappresentato in scena è un dopoguerra molto angoscioso e  triste dove il teatro cerca di riportare il buon umore. La scritta VINCERE , le case così bombardate e questo piccolo palcoscenico rimandano a quella tragedia che è stata la seconda guerra mondiale anche per il nostro Paese .

Man mano che l’opera si snocciola c’è un parallelismo tra vita e teatro . Come commenta?

Man mano che la tragedia va avanti si scopre che il teatro e la vita non sono la stessa cosa.  C’è la vita , simboleggiata da  una casa distrutta, quindi una vita infelice è poi c’è un piccolo teatrino , sempre sul palco ovviamente. Durante la rappresentazione gli attori e cantanti confonderanno sempre il teatrino con la casa . Un pò di rappresentazione avviene nella casa ed un pò sopra il palcoscenico. C’è una sorta di strana confusione che la vita compone con il teatro, non sappiamo se il teatro imita la vita o se l’uomo è condannato a ripetere il mito che può essere un’ Orestea od un Edipo . In fondo all’animo umano questo dubbio rimane. L’uomo  imita il teatro o il teatro  imita la vita?

Voci tra il cast e la stessa Davinia Rodriguez, soprano nel ruolo di Nedda, confermano che lei ha una sensibilità particolare nel capire in maniera fulminea le qualità da estrapolare da ogni cantante-attore. Cosa ne pensa?

Non saprei ! Forse perchè facendo teatro da tanti anni ho sempre recitato nei miei spettacoli . Ringrazio per queste lodi. Ho sempre un buon rapporto con i cantanti . Nelle produzioni che ho fatto, non molte perchè sono sempre impegnato a recitare, è nata ogni volta una sorta di unione con i cantanti/ attori. Questo mi rallegra.

Che cosa si aspetta da questa regia?

Spero che piaccia al pubblico. Vorrei che capisse tutto ciò che vede . Credo fortemente in quello che diceva Carlo Marx ” Saliamo al concreto” : è per questo motivo che ho voluto l’asinello in questo spettacolo perchè direi che è il punto più semplice di corrispondere al testo perchè molte volte ho visto altre edizioni dove entrano motorini o camioncini , però poi c’è il cantante che deve dire “Ione tu e il somarello precedetemi” e Ione tu e il camioncino precedetemi” , per questo dico saliamo al concreto. Facciamo le cose come devono essere fatte .

Gabriele Lavia è più regista o più attore?

Le confesso che sono ambedue anche se  il regista è il mestiere di un narratore e questi  non è mai artista anche se si è data  grande importanza alla regia e il narratore è molto importante in una favola. Tuttavia  l’artista è l’attore , l’artista è il cantante, l’artista è il musicista , ossia quelli che usano uno strumento musicale , vocale nel caso dell’attore il proprio corpo , la propria voce di questo ne ho piena coscienza.

CANTATA SANTIAGUEÑA in omaggio a Papa Francesco

Articolo con VIDEO

( Alessandra Giorda) Direttamente dall’Argentina Mario Carabajal, uno degli esponenti del famoso gruppo Los Carabajal, ” parla ” della CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS, (http://cantataasanfranciscodeasis.com/) in omaggio a Papa Francesco. Questo gruppo propone musica folcloristica tipica della propria terra, consolidato da quasi 5o anni si propone in veste sempre al passo con i tempi e molto accattivante. Insieme a Bebe Ponti ha creato un CD in omaggio all’amato Papa Francesco. Nell’intervista a seguire Mario Carabajal parla anche del Sommo Pontefice con commenti notevoli e ricorda i valori con i quali è cresciuto , il suo rapporto con la fede e molto altro.

Come nasce l’idea de CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS ?

Nasce con il preciso obiettivo di rendere omaggio a Papa Francesco . Sia per noi che abbiamo fatto che per chi ci ascolta sono azioni in virtù di pace e uguaglianza seguendo il pensiero di San Francesco di Assisi.   La poesia e la musica  con i ritmi e il folclore argentino sono mezzi attraverso i quali Los Carabajal con Bebe Ponti  diffondono sentimenti profondi.

CANTATA SANTIAGUEÑA A SAN FRANCISCO DE ASIS, quale obiettivo ha?

L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di trasmettere i concetti e gli insegnamenti che San Francesco ci ha lasciato che si sposano con i messaggi  che Papa Francesco ogni giorno pone come riflessione sui valori e gli impegni che l’umanità dovrebbe far propri dando meno importanza ai beni materiali , ma abbracciando quelli spirituali. Noi dei Los Carabajal lo facciamo attraverso la musica.

Cosa pensi di Papa Francesco?

Papa Francesco è un uomo che rappresenta  l’emblema più importante che esiste sul pianeta e siamo orgogliosi che sia argentino !

Qual è il tuo rapporto con la fede?

Sono credente e ripongo tutta la mia fede in Dio. Sono cresciuto in una casa dove i valori fondamentali erano la fede, la dignità e la famiglia.

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Quali sono i prossimi obiettivi dei Los Carabajal?

Siamo sempre in viaggio per tutta l’Argentina durante tutto l’anno a presentare i nostri lavori.  Stiamo preparando una grande festa per i 50 anni , nel 2017, del nostro complesso.

Al teatro Broadway di Buenos Aires è ancora in scena da marzo scorso FRANCISCUS, il musical dell’anno. Un tuo giudizio?

FRANCIUSCUS è un lavoro meraviglioso , fatto con estrema cura anche nei dettagli. Non posso esimermi dal fare i complimenti più sinceri. Si nota la grande attenzione di tutti coloro che hanno contribuito a mettere in scena questo spettacolo.

Pensi che i Los Carabajal possano venire in Italia a promuovere le loro musiche?

Sognamo di poter venire in Italia per presentare direttamente al Pontefice uno dei nostri lavori: la Cantata Santiagueña – Omaggio a “Papà Francesco”. Per ora lascio acceso il mio telefono, qualora il nostro amato Papa mi telefonasse, noi correremo subito da Lui !

 

“FRANCISCUS” raccontato dagli occhi innocenti di un bambino

( di Alessandra Giorda) Continua il successo di pubblico e critica al teatro Broadway della capitale argentina per lo spettacolo dell’anno: FRANCISCUS.

Un musical sorprendente e affascinante che nell’intervista a seguire Tiziano Ruger, uno degli attori, con gli occhi innocenti di un ragazzino di 11 anni fotografa perfettamente spiegando, in maniera semplice , dettagliata , ricca di suspance  e commenta i valori ben radicati dell’autore Alejandro Roemmers. Credeva che i super eroi fossero solo quelli in TV , con cuore innocente confessa di avere avuto l’opportunità di capire che ci sono dei veri super eroi come FRANCISCUS . Con decisione e fermezza mista a dolcezza invita i ragazzini come lui e tutte le persone a diffondere amore e pace ogni giorno nelle piccole azioni quotidiane e ,come fece San Francesco, passo dopo passo l’amore si espande.

Tiziano , descrivi il tuo ruolo e le tue emozioni sul palco?
In FRANCISCUS ” una razón para vivir” il mio ruolo è secondario. Non è così importante il mio personaggio , ma è rilevante l’immagine che rappresento.
Interpreto un bambino che si chiama Francesco, che è in un letto di un ospedale con una grave malattia che lo può portare alla morte. Occorre un miracolo per salvarlo e grazie alle preghiere della mamma : ” Signore fai di me uno strumento di pace, dove c’è odio che io porti amore.” San Francesco ascolta le parole della madre , la vera intenzione della medesima e riporta in vita il bambino Francesco. La prima volta questa recita mi ha emozionato e incantato. Ogni volta che vado in scena è come se fosse la prima volta. Mi sono detto: ” tutto questo è grande quanto la strabiliante scenografia” E’ toccante vivere sul palco la disperazione di un padre di famiglia, l’angoscia di una madre che sta per perdere il suo bambino e vedere che con pace e fede viene a loro nuovamente donato il figlio.

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                                                                     Tiziano Ruger con Norma Aleandro

Che cosa pensi del musical FRANCISCUS ?
FRANCISCUS non è un musical qualunque. E’ più di un musical. Lancia un messaggio e racconta una storia di amore. La scenografia è gigante, nel teatro tutto parla di FRANCISCUS ed è meraviglioso come un sogno. I vestiti incredibili come la musica, le canzoni, i filmati e le scene di acrobazia. Il tutto raggiunge l’eccellenza. La direzione è di Flavio Mendoza e il libro è scritto da Alejandro Roemmers: incredibile !

Chi è San Francesco per te ?
San Francesco è un uomo che aveva un padre e una madre. Quando era bambino regalava il pane ai poveri, da adulto si è spogliato di tutti i suoi averi per aiutare la gente di strada in strada. Oggi noi vediamo molti persone bisognose che possiamo aiutare. Prima dello spettacolo, non conoscevo San Francesco. Pensavo che i super eroi fossero in TV, oggi so che ci sono veri super eroi come il Santo in questione.

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                                                                    Tiziano Ruger con Federico Salles

Quale messaggio invii ai ragazzi come te affinchè vedano con i loro occhi il musical FRANCISCUS?
I bambini devono vedere il musical per capire veramente di cosa si tratta. E’ un’opera divertente adatta tanto ai giovanissimi quanto ai grandi , a qualsiasi persona. La storia, le canzoni, gli acrobati e il tutto nel complesso non ha età. Mai visti tanti artisti in scena e musiche dal vivo così strepitose. FRANCISCUS “una razón para vivir ” è un musical unico ! Tutti dovrebbero godere appieno del potente messaggio di amore che questo spettacolo contiene.

Come riesci a conciliare scuola e lavoro?
Frequento il sesto grado ( classe secondo la scuola argentina) e ho 11 anni. Non è la prima volta che recito. La direttrice della mia scuola condivide e appoggia il mio lavoro. E’ venuta in teatro , mi ha fatto i complimenti e mi ha esortato a non abbandonare la recitazione. Anche la mia maestra era con la direttrice sono uscite in lacrime , emozionate e mi hanno stretto in un caldo abbraccio. Studio e lavoro spendendo bene il mio tempo e ho ottimi risultati a scuola.

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                                                                     Tiziano Ruger con Ana Maria Picchio

Un commento sugli attori?
Sono meravigliosi ! Ana Maria Picchio, Leticia Brédice, Fabio Aste, Federico Salles e Florencia Otero sono tanto importanti quanto umili e mi hanno accolto bene. Siamo un bel gruppo dai profondi valori umani e siamo amici. Il primo giorno della messa in scena il musical è stato benedetto da un prete. E’ stato emozionante : tutti uniti per la stessa causa. Tutto è ai massimi livelli anche tecnici e produzione. Ognuno esprime il meglio di sè con determinazione e volontà.

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                                                                                     Alejandro Roemmers

Di Alejandro Roemmers cosa pensi?
Alejandro Roemmers è chi ha ideato l’opera e l’ha scritta molto bene. Scrive poesie e novelle. E’ un uomo molto generoso: pensa che ci ha regalato alcuni libri da lui scritti. Ha una profonda sensibilità che mostra nella sua arte. Sono rimasto incantato a sentirlo parlare. Emana una grande pace e lo ascolteresti per ore. Sorprendente è come descrive San Francesco e del credo che ha nel far sì che dall’Argentina e da questo musical poco a poco si diffonda il messaggio d’amore , di strada in strada , di uomo in uomo in tutto il mondo.

Alessandra Giorda - P.IVA 11290670014

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