L’altra faccia di Dubai meno conosciuta, ma un vero esempio di civilizzazione

( Alessandra Giorda) Per la prima volta a Dubai, ovviamente non contando lo scalo di qualche anno fa fatto per raggiungere Hong Kong, ed è stato amore a prima vista. Ritenuta la capitale mondiale del lusso, dove tutto è possibile o sembra essere realizzabile, sarei ipocrita a non confermare che tanta bellezza, lusso e sfarzo ha affascinato anche me. Grattacieli meravigliosi di ogni sorta di forma, centri commerciali con negozi sfavillanti, acquari, cascate d’acqua meravigliose al Dubai Mall, compreso il  Souk dell’oro dove per l’appunto oro e diamanti la fanno da padrona.

Quello che però mi ha colpito profondamente e che mi fa amare tale città sono anche gli  aspetti meno promozionati sui siti o dai tour operator. Non essendo devota al Dio Denaro, ma a valori ben più radicati e profondi, ho trovato in Dubai una città fantastica. Durante il mio soggiorno tra lavoro e relax  vi racconto qualche aneddoto che mette in luce un’altra faccia della Dubai meno conosciuta, da quella dei Palazzi della Cultura agli aspetti più frivoli, ma che sono quelle piccole grandi cose che fanno la differenza.

Sono  stata invitata, da un alto membro della Cultura emiratina, ad assistere alla presentazione di Macbeth a circa 40 km da Dubai, per un progetto di scambio interculturale tra UK e UAE  presso il Ministero per lo Sviluppo della Cultura di Ajman, Palazzo spettacolare dagli interni meravigliosi e perfettamente puliti con marmi da rimanere a bocca aperta oltre all’interno un ampio teatro dagli spazi notevoli. Girando per questo Palazzo mi  imbatto in una biblioteca per ragazzi con svariati libri in lingua inglese. Una bel gruppo di bambini/attori, di massima educazione e comportamento degno di un college inglese, mi accoglie con tanto calore, mi siedo con loro, mi invitano a colorare e scattiamo alcune foto. L’emirato di Ajman è governato da Sua Altezza  Shaykh Ḥumayd bin Rāshid al-Nuʿaymī.

 

Al secondo giorno di soggiorno a Dubai, decidiamo di prendere un taxi per recarci in un centro commerciale per fare un pò di spesa, tanto per avere nell’appartamento, del meraviglioso Hotel Rose Ryahaan by Rotana( secondo Hotel più alto del mondo), qualcosa da mangiare qualora non avessimo sempre voglia di uscire a pranzo o a cena. Ad un certo punto il taxista chiede il permesso di fermarsi, poichè dove volevamo andare era a mezz’ora di distanza dall’Hotel, pensiamo tutti avesse una necessità fisiologica. Invece ritorna in auto dopo qualche minuto con 4 bottiglie d’acqua che ci ha omaggiato qualora avessimo avuto sete. Rimaniamo sbalordite tutte e quattro, pur provenendo da Continenti diversi, a nessuna di noi era mai capitata una gentilezza tale da uno sconosciuto.

Altro aneddoto, riguarda sempre la categoria dei taxisti, ovviamente tutti in divisa e non mi riferisco a quelli privati dell’Hotel, ma a quelli ordinari. Decidiamo in due di andare a visitare Jumeirah Mosque, giunti innanzi alla Moschea, ci rendiamo conto che era di venerdì, unico giorno della settimana non accessibile per i non mussulmani. Dall’auto ammiriamo le bellezze architettoniche ed il giardino antistante. Il taxista ci invita a scendere dalla vettura per scattare qualche foto. Così decidiamo di fare, anche se sopraggiunge il pensiero che la visita sarebbe stata un pochino costosa. Dopo parecchi minuti risalite in taxi, mi accorgo che il tassametro era spento e solo quando l’auto è nuovamente partita il taxista ha azionato il tassametro. Cosa mai vista, figuriamoci in Italia !

Vado fare un pò di relax e nuoto alla piscina dell’Hotel, tra tanti uomini e donne vicino a me e di fronte al mio lettino, due sono di sesso femminile sono velate e con i consueti abiti arabi. Altre in costume, alla maniera occidentale. Ammetto di provare una sorta di pudore, perchè alcune di  loro ovviamente non svestite come me. Gli sguardi s’incrociano e una di loro mi sorride, contraccambio il sorriso, mentre con un’altra donna che era in piscina con l’istruttore e con il costume da bagno arabo, ossia una sorta di tuta con solo il viso scoperto, iniziamo a scambiare quattro chiacchere. Mi confessa la sua paura  dell’acqua ed io la incito ad imparare a nuotare e stare serena perchè affiancata dall’istruttore. Con un’altra che si rilassava sul lettino, anche lei velata e con abito lungo, iniziamo una simpatico scambio di opinioni. Tutto ciò mi lascia molto colpita di come vari usi e costumi, possano coesistere nel rispetto  degli ideali di ognuno e di ogni Paese. Nè loro hanno giudicato me in bikini, nè io mi sono permessa di criticare il loro costume . Tutti perfettamente in una sorta di unione, rispetto e civilizzazione. Molte sono le etnie che vivono a Dubai e tutte convivono in modo armonioso e tutti vestiti in maniera dignitosa e puliti.

 

Dubai, dal 1949 sotto la guida dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, inizialmente era un villaggio di pescatori, ora è una città eccitante che si è imposta nel mondo e che brilla di luce propria. Senza dubbio molti mi dicono, “certo loro hanno il denaro” che deriva dal commercio dei loro beni quali petrolio, oro e diamanti, ma ritengo che se non si hanno valori e una certa educazione tutto il resto non basta. Già le Istituzioni sono nettamente diverse as esempio rispetto l’Italia. Severissime sono le pene per chi non osserva le regole. Non sono necessari per strada schieramenti di polizia o esercito, nemmeno i vigili urbani. Per percorre 40 km alle 18 della sera, con il lussuoso taxi dell’hotel, abbiamo impiegato un’ora e mezza, ma nessuna auto strombazzava quando eravamo bloccati nel traffico e  nessuno cercava di sorpassare o fare il furbo. I limiti di velocità sono ferrei e per chi non si attiene multe salatissime. Così come lo scorrere della vita è dettato da regole ben definite che tutti osservano e si vive in maniera esemplare.

E’ una città dalle condizioni climatiche notevoli, nel periodo estivo si sfiorano i 50 gradi ed è caldo tutto l’anno anche se con temperature più favorevoli al genere umano, lo standard di pulizia è ad altissimo livello, il cibo è fresco ed il pesce pure. I giardini sono curati, l’erba è rigogliosa e le surfine, fiori che patiscono il caldo, sono nel loro massimo splendore e gli impianti di irrigazione sono in ogni area verde.  Anche la vegetazione che adorna gli sparti traffico è rigogliosa e tutto risplende di massima pulizia. Puoi decidere di sederti all’ombra di una bella pianta senza avere l’incubo di trovare escrementi di cani, siringhe usate da tossicodipendenti… E dire che non ho visitato solo la Downtown di Dubai, dove c’è un lusso sfrenato e alla sera fontane che muovono l’acqua a suon di musica, ma mi sono addentrata anche nella periferia della città. Le strade sono tutte pulite senza escrementi, cartacce, bottiglie di plastica e sputi come si trovano in Italia anche nelle zone più abbienti di molte  città europee .

Eataly al Dubai Mall

Altra chicca riguarda i ristoranti, che a Dubai sono numerosissimi . Andando a mangiare nella famosa catena Eataly, che ha sede proprio a Torino, città in cui vivo, mi sono resa conto delle differenze. Mentre nella capitale subalpina a seconda di quello che decidi di mangiare, c’è una location, a Dubai, senza dubbio più piccolo, ti puoi sedere ovunque ed ordinare pesce, piuttosto che carne o pizza o pasta. Il personale è in divisa sulle gradazioni dal beige al marrone e molto ben curato, donne truccate, capelli ordinati, uomini in divisa perfetta. Paghi dopo aver consumato a differenza dell’Italia che prima paghi poi mangi. Giustamente qui si corre il rischio che qualcuno scappi a pancia piena e senza aver onorato il debito.

Altro aspetto frivolo, ma non meno importante, che ho ammirato sono state le cannucce. Quando ero alla spiaggia dell’Hotel Le Meridien, spiaggia non a pagamento e libera a chiunque, nonostante il lussuoso resort, prendiamo una consumazione e ci chiedono se desideriamo la cannuccia, che ci viene data ed aperta innanzi a noi, ma solo nella parte posteriore perchè ricoperta di carta già predisposta per essere divisa con la parte superiore che rimane alla bocca e che il cliente  toglie da sè.

La metropolitana è perfettamente pulita, pavimenti lucidissimi. Tapis rulan senza una minima carta a terra e vetture con sedili da salotto. Tutto risplende proprio come i diamanti molto commercializzati. Nessun vandalismo sui muri, sulle serrande dei negozi, nessuna sporcizia per strada, nessun clochard, ( massimo rispetto per queste persone che spesso hanno alle spalle vissuti notevoli) perchè le regole non permettono a nessuno di togliere la dignità.

Senza dubbio per chi non si attiene alle regole le sanzioni sono molto onerose. Giustamente !

Non ci sono scene di uomini e donne che si baciano in maniera sconcia o si atteggiano in atti sessuali, come poco tempo fa è accaduto in pieno centro d’Imperia, in Liguria alle 16 del pomeriggio, dove un uomo ed una donna facevano sesso sotto i portici con bambini, uomini e donne che passeggiavano. Non sono assolutamente una puritana, ma ci tengo ad una certa decenza e raffinatezza o meglio normalità.

Dubai,  è una città  sicura dove se si girare da soli in piena notte e si teme per la propria incolumità . Educazione, sorriso, gentilezza e sempre e ovunque in una coesistenza di molte nazionalità, usi, costumi e religioni, ma tutti in un perfetto stile di vita di massima tolleranza e rispetto. Per strada e nei numerosi centri commerciali, tutti si muovono in una sorta tranquillità, pur essendo gli orari di lavoro piuttosto lunghi.

Una città simbolo dove molti Paesi nel mondo hanno da trarre insegnamenti. Ammetto che da quando sono rientrata in Italia, faccio molta difficoltà a riadattarmi, anche se amo profondamente il mio Paese.

 

 

 

 

 

 

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