Mario Brunello sul Sagrato della Chiesa dei Corallini

Dai monti al mare: dai panorami mozzafiato sulle valli e catene alpine al mare sconfinato di Cervo, sempre all’aperto, sempre a contatto con il fascino della Natura. Per Mario Brunello il palcoscenico più calcato è stato quello delle vette dolomitiche, paesaggio da lui prediletto: “Adoro suonare in montagna perché mi dà la possibilità di scavare dentro il suono: un suono crudo, non lavorato, che non torna indietro come avviene nelle sale da concerto. Il suono deve essere intenso, venire da dentro e riempire lo spazio. Deve avere gambe per viaggiare per conto suo». Ora tocca a Cervo e al mare, che si preparano ad accogliere uno dei più grandi artisti dei nostri giorni.

Sabato 25 agosto – ore 21.30 – Mario Brunello sale sul Sagrato dei Corallini, protagonista di un concerto che prevede un abbinamento strumentale inconsueto: accanto al violoncello, la fisarmonica di Ivano Battiston.

Il grande violoncellista, interprete tra i più sensibili nel panorama musicale internazionale, unisce generi e forme diverse, “osa” la sperimentazione e ha la capacità di coinvolgere un pubblico ampio e variegato, attraverso nuovi e stimolanti canali di comunicazione. Il programma della serata è assai curioso e percorre la storia della Musica attraverso i secoli, dal Barocco al Contemporaneo, senza tralasciare – ovviamente – Bach. Perché, lo sappiamo, dove c’è Brunello c’è anche Bach, di cui il “nostro” artsita offre sempre una profonda, personalissima interpretazione, con più di uno strumento (violoncello, viola da gamba, violoncello piccolo), con trascrizioni, improvvisazioni, esperimenti stimolanti.

Il concerto sigla la collaborazione con il Festival Internazionale di Musica Cinque Terre.

In caso di maltempo, il concerto si svolgerà all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista.

PROGRAMMA
J.S. Bach Sonata in sol minore BWV 1029
A. Piazzolla Le Grand Tango
M. Marais “La Follia”, tema e variazioni
S. Gubaidulina In Croce

NOTE SUL PROGRAMMA: Bach, Sonata BWV 1029 per violoncello (ma potrebbe essere anche per violoncello piccolo, viola da gamba, viola pomposa) e clavicembalo (qui sostituito dalla fisarmonica). Un colloquio che inizia dal primo movimento Vivace, in cui i due strumenti giocano, liberamente, con due temi contrapposti; che prosegue poi con un Adagio in due parti con ritornello, anche qui due temi diversi, molto cantabili. Infine l’Allegro, basato su particolari procedimenti imitativi. Poi facciamo un salto di due secoli e ritroviamo l’argentino Astor Piazzolla (1921-1992), il “riformatore” del Tango, che diventa, sotto le sue mani, un genere totalmente nuovo, commistione di elementi di musica jazz, dissonanze e con l’utilizzo di strumenti non tradizionali: partiture che si prestano alle più fantasiose interpretazioni, miste di estro, genialità, improvvisazione e alla ricerca di effetti ritmici e timbrici “azzardati.”
Segue il dramma che segna, da sempre l’umanità: , il grido dalla Croce, il perdono, la misericordia, la sofferenza e la pace della salvezza; intese però in senso universale, al di sopra delle diversità, dei credo, delle religioni. Sofija Gubajdulina (nata nel 1931), negli anni bui della Russia sovietica, ha svelato a modo suo il senso di queste parole e ne ha reso il messaggio universale. In Croce, scritto in origine per violoncello e organo, fa riferimento anche al particolare procedimento compositivo, con lo scambio reciproco, tra gli strumenti, dei parametri: registro alto/registro basso, legato/staccato, diatonismo/microcromatismo.
Chiudiamo il cerchio e torniamo all’epoca barocca, con Marin Marais (1656-1728) e il tema della “Follia”, melodia portoghese dei secoli XVI e XVI soggetta a svariate elaborazioni e diventata un fil rouge che scorre attraverso varie epoche musicali. Il tema era in ritmo ternario ed era suddiviso in due parti di quattro battute ciascuna: le variazioni si sviluppavano su un basso ripetuto (anch’esso variato).
Comunicato Stampa

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