Mio nonno Giacomo Puccini, una persona dedita alla musica ed alla famiglia

( Alessandra Giorda) Seduta su di una panchina con la Signora Simonetta Puccini, nello splendido giardino di Villa Museo Puccini durante una gradevole conversazione, ha preso corpo l’intervista a seguire nella quale la nipote del celebre compositore ricorda suo nonno e racconta gli obiettivi  futuri. Molti i temi affrontati, dalle emozioni provate  quando ascolta la musica e va a teatro a vedere le opere del nonno Giacomo, al lavoro intenso che ogni giorno la Signora Puccini compie, dall’ampliamento di Villa Museo Puccini al prodigarsi per aumentare i già copiosi visitatori che ogni anno si recano a Torre del Lago in visita alla Villa ed ai luoghi pucciniani. Meno nota è la spiritualità del M° Puccini  che la nipote racconta facendo conoscere il compositore toscano in un aspetto più intimo e veritiero che è in netta contrapposizione con fa falsa nomea di tombeur de femmes che fa infuriare la Signora Simonetta .

 

Quali sono i ricordi che ha di suo nonno ?

Non l’ho mai conosciuto. Sono nata dopo la sua morte, me ne ha parlato sempre mio padre pur essendo un uomo molto reticente riguardo a questo argomento, dovuto alla grande sofferenza che ha provato quando suo padre è morto.

Quali emozioni prova nel vedere costantemente un enorme interesse qui a Villa Museo Puccini con numerose persone che provengono da ogni parte del mondo per visitare la casa dove suo nonno ha vissuto e composto parte delle sue opere più famose?

Mi occupo soprattutto della sua casa e dei suoi ricordi, faccio tutto con grande piacere ed emozione, ma non mi soffermo su questi aspetti. La mia giornata inizia presto e finisce tardi per il molto lavoro che ogni giorno svolgo, coadiuvata da un ottimo staff che mi aiuta . Senza dubbio mi rende immensamente felice vedere quanta gente nel mondo apprezza tutto il lavoro che mio nonno ha fatto.

Le capita di discorrere con qualche visitatore e cosa le chiede?

Le persone vogliono sapere qualche dettaglio sulla vita di mio nonno o sulle sue opere. E’ sempre bello, quando posso,  dedicarmi ai visitatori cercando di soddisfare le loro richieste.

Qual è l’opera che ha composto suo nonno che gradisce maggiormente e perchè?

Mi pongono questa domanda in parecchie persone . Posso affermare che mi piacciono tutte, ma quella che prediligo in assoluto è Manon Lescaut. E’ l’opera della giovinezza ed è la prima che ha avuto un notevole successo. Mi appassiona la storia e l’ambiente francese.

(Manon Lescaut prima rappresentazione il 1° Febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino alla presenza del compositore Giacomo Puccini. Racconta l’ambiente gioviale di un gruppo di giovani studenti sul tema dell’amore e della giovinezza. Si svolge alle porte di Parigi  la storia d’amore tra Manon  e Des Grieux, dopo  ad un fallito tradimento del fratello Lescaut.)

 Il M° Giacomo Puccini aveva una sensibilità tale da comporre una musica che colpisce al cuore e smuove emozioni profonde nell’ascoltatore.  Quali sensazioni prova  prova lei?

Questo è difficile da spiegare. In genere sono per la vita attiva e sono sempre nel moto perpetuo del fare, quindi poco mi soffermo nell’ascoltare le emozioni, mentre quando vado a teatro mi concentro totalmente sulle opere composte da mio nonno e provo sensazioni notevoli. Capita di tanto in tanto che riesca ad  ascoltare  anche un’opera a casa. Mi immergo nella musica con grande sentimento.

Lavora molto nel portare avanti  Villa Museo Piccini. Cosa vede in un prossimo futuro e quali sono gli obiettivi che persegue?

L’obiettivo principale è quello di farla conoscere sempre più in ogni parte del mondo. Abbiamo oltre 20 mila visitatori l’anno provenienti dall’Italia ed Estero con un gran lavoro soprattutto nei mesi estivi . La villa Museo è aperta tutto l’anno tranne novembre. Vorrei avere dei servizi migliori. Ora stiamo preparando una sede adiacente al Museo dove saranno ubicati alcuni servizi necessari alla vita del Museo, la biblioteca, l’archivio e alcune sale di ricevimento per le scuole e gli studiosi.

Suo nonno oltre, ad un grande compositore, era ritenuto un tombeur de femmes, come commenta?

Questo argomento mi fa andare su tutte le furie ! E’ stato usato da rivali per adombrare la popolarità e la bravura di   mio nonno  che era un gran bell’uomo, dotato di una sensibilità notevole,  piaceva alle donne ed era famoso . Nulla di più . E’ sempre stata una persona integerrima che si è dedicata alla famiglia ed alla musica . Era un uomo normale .

Meno nota è la spiritualità di suo nonno, messa in luce  dallo scrittore Oriano De Ranieri nel bellissimo libro ” La religiosità in PUCCINI. Cosa racconta di questo aspetto?

Mio nonno proveniva da una famiglia molto religiosa, una delle sorelle, a cui lui era molto legato, era suora e la fede ha avuto grande importanza nella sua vita, infatti di tanto in tanto ne accenna. Il suo spirito era in continua ricerca ed evoluzione nella fede, ma sempre vissuto in maniera intima e riservata.

Nel famoso Trittico , composto dal Gianni Schicchi , Il Tabarro e Suor Angelica, per quest’ultima opera suo nonno si è ispirato a sua sorella?

Non è dedicata alla sorella, ma si è ispirato al convento dove mio nonno era anche benefattore e andava regolarmente a trovarla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

Realizzato da Escamotages