The Beggar’s Opera al Teatro Coccia di Novara

Dopo le date al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Teatro Verdi di Pisa, ultima opportunità per vedere in Italia The Beggar’s Opera di John Gay e Johan Christoph Pepusch, nella coproduzione internazionale capitanata dal Théâtre des Bouffes du Nord, firmata dal regista canadese Robert Carsen: in scena al Teatro Coccia di Novara sabato 27 ottobre alle ore 20.30 e domenica 28 alle ore 16.

Di Robert Carsen anche la nuova versione del testo, scritta insieme con il drammaturgo inglese Ian Burton; l’ideazione musicale è di William Christie, il celebre clavicembalista, direttore d´orchestra, musicologo e insegnante, pioniere della riscoperta della musica barocca nonché membro dell´Académie des Beaux-Arts francese e membro onorario della Royal Academy of Music di Londra. In palco, insieme con una strepitosa compagnia di attori inglesi, che recitano, cantano e ballano, spicca un ensemble musicale d’eccellenza quale Les Arts Florissants, la prestigiosa compagine strumentale che, fondata proprio da William Christie, da più di tre decadi domina la scena barocca internazionale; a dirigerla dal clavicembalo nelle recite pisane sarà Florian Carré. Le scene sono di James Brandily, i costumi di Petra Reinhardt, la coreografia di Rebecca Howell, le luci di Robert Carsen e Peter van Praet. Coproduttori con il Théâtre des Bouffes du Nord sono un bel novero di realtà europee dagli stessi Les Arts Florissants con il sostegno di CA-CIB, e: Angers Nantes Opéra, Opéra de Rennes, Les Théâtres de la Ville de Luxem-bourg, Opéra Royal / Château de Versailles Spectacles, Grand Théâtre de Ge-nève, Théâtre de Caen, Edinburgh International Festival, Festival di Spoleto, Centre Lyrique Clermont-Auvergne, Opéra Royal de Wallonie-Liège, Opéra de Reims / La Comédie de Reims CDN, Teatro Coccia di Novara, Teatro Verdi di Pisa, Attiki cultural Society, Cercle des partenaires des Bouffes du Nord, il tutto con il generoso supporto di KT Wong Fondation.

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Il Requiem di Verdi secondo Conlon

Johannes Brahms la definì «opera di un genio». I posteri la esaltarono quale assoluta pietra miliare del repertorio sacro di tutto l’Ottocento italiano. È la Messa da Requiem, capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi, al centro del secondo concerto di stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 25 ottobre alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3. Composta nel 1874 per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, la Messa da Requiem è eseguita dal Direttore principale James Conlon, che torna sul podio dell’Orchestra Rai per la seconda settimana consecutiva dopo aver inaugurato la Stagione. A interpretarla è chiamato un quartetto di voci di assoluto prestigio: il soprano Anna Pirozzi, reduce dal successo come Lady Macbeth al Festival Verdi di Parma; il contralto Marianna Pizzolato, già protagonista con Conlon e l’Orchestra Rai dello Stabat Mater di Rossini lo scorso giugno; il tenore Saimir Pirgu, noto per le sue interpretazioni di ruoli verdiani come Alfredo Germont e il Duca di Mantova; e il basso Riccardo Zanellato, che sostituisce l’indisposto Dmitry Belosselskiy e che ha cantato il Requiem di Verdi con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly. Insieme a loro il Coro del Teatro Regio di Parma istruito da Martino Faggiani.

«Io lavoro alla mia Messa proprio con gran piacere. Mi pare d’esser divenuto un uomo serio, e di non esser più il pagliaccio del pubblico che con un tamburrone e grossa cassa grida “avanti avanti, venite ecc.”. Voi capirete che ora sentirmi parlare d’opere, la mia coscienza se ne scandalizza, e mi faccio presto il segno della Croce!!!». Con queste parole, un po’ ironiche un po’ no, Verdi descrive la genesi del Requiem in un momento cruciale del suo itinerario creativo, quando, culminata la carriera di operista con Aida, inizia un periodo di silenzio destinato a durare sedici anni prima della grande esplosione finale di Otello e Falstaff. Già nel 1868 Verdi aveva concepito il progetto, poi naufragato, di una composizione collettiva in memoria di Gioachino Rossini. La morte di Manzoni, che sopraggiunge nel 1873, lo addolora così profondamente da indurlo a riprendere il lavoro e dedicarlo all’artista che venera come un santo. Eseguito per la prima volta dallo stesso Verdi il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, il Requiem è impregnato di una forte carica drammatica, che riflette la linea maestra del teatro verdiano: una grandiosa meditazione sul mistero della morte, che pur sotto il segno della ribellione contro la volontà divina, restituisce all’uomo dignità e consolazione.

Il concerto è replicato a Torino venerdì 26 ottobre alle 20.00 (turno blu).

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

Comunicato Stampa

Davinia Rodríguez sarà Donna Elvira a Pechino

Sempre più appuntamenti internazionali nel calendario di Davinia Rodríguez: dopo aver debuttato lo scorso febbraio come protagonista dell’opera Thaïs di Massenet nel China National Centre for the Performing Arts di Pechino (NCPA), la diva originaria delle Canarie ritornerà a novembre su questo prestigioso palcoscenico per mettersi questa volta nei panni di Donna Elvira, una delle fanciulle ingannate da Don Juan, il mito erotico spagnolo che ispirò Mozart per la sua geniale opera Don Giovanni. “Ho un bellissimo ricordo del mio debutto in questo incredibile teatro nella capitale della Cina”- ha dichiarato la cantante – “in particolare mi aveva colpito il pubblico cinese, molto attento e affettuoso. Ritorno con un ruolo che amo molto e che ho già cantato al Festival dei Due Mondi di Spoleto in Italia”.

L’artista spagnola conosce molto bene l’opera mozartiana, dato che nel suo repertorio si trova anche il ruolo dell’altra grande ingannata da Don Juan, Donna Anna, che Rodríguez ha interpretato a Bilbao: “Sono due personaggi che si completano a vicenda e ognuno ha grandi momenti durante questo capolavoro della lirica che è Don Giovanni”. Inoltre il soprano ricorda che “dicono che riprendere Mozart ogni tanto sia molto salutare per la voce, ed è vero, perché ti aiuta a rimanere in buone condizioni; nel mio caso questo è ancora più vero dato che gli ultimi ruoli che ho cantato sono verdiani, molto esigenti vocalmente perché si ha a che fare con orchestre più grandi rispetto a Mozart”. Infatti Davinia Rodríguez ha appena ottenuto un grande successo nel Festival Verdi di Parma, il più importante dedicato al lavoro del compositore italiano, niente di meno che nel temuto ruolo di Lady Macbeth, che ha debuttato a Vienna nel 2016. Per il ritorno al repertorio mozartiano il soprano si esibirà a Pechino il 27 e 29 novembre e il 1 ° dicembre. In seguito, il 28 e il 29 dicembre, la aspettano due concerti di Capodanno con la Sinfonia di Las Palmas de Gran Canaria nell’Auditorio Alfredo Kraus della capitale canaria.

Comunicato Stampa

Il violoncello di David Geringas per una nuova commissione a Silvia Colasanti in prima assoluta

È dedicato alla musica dei nostri giorni il concerto sinfonico proposto dal Teatro Comunale di Bologna, realizzato all’interno della sezione “Duemiladiciotto” del Festival Bologna Modern#3, in programma sabato 27 ottobre alle 20.30 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna. Al centro della proposta artistica la nuova commissione del TCBO a Silvia Colasanti, compositrice di spicco del panorama internazionale i cui lavori vengono eseguiti in sale come la Philharmonie di Parigi e la Konzerthaus di Berlino, intitolata Tango for David per violoncello e orchestra e dedicata al violoncellista David Geringas. Sarà proprio lo stesso musicista lituano, allievo di Rostropovič e artista versatile dal vastissimo repertorio, ad interpretare il brano insieme ad altre due composizioni della Colasanti, ovvero il Concerto per violoncello e orchestra del 2012 e l’Adagio per violoncello e orchestra d’archi del 2013.
«Tutti e tre i lavori – scrive l’autrice – nascono dalla collaborazione e dall’amicizia con David Geringas, prezioso compagno di viaggio nella stesura dei pezzi. Concerto rivisita, trasfigurandola, la forma classica del concerto per solista e orchestra. Adagio è un lavoro lirico, fondamentalmente tripartito, nel quale non mancano momenti di grande virtuosismo tecnico. Tango for David non sarebbe mai nato se non ci fosse stata un’esplicita e forte richiesta di David di confrontarmi con questa forma. Ho cercato di raccontarne la malinconia e il profumo, ma anche di rispecchiare quell’ironia, entusiasmo e gioia di fare musica che appartengono a questo straordinario interprete».

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James Conlon inaugura la Stagione Sinfonica con Mozart e Mahler all’Auditorium Rai di Torino

È affidata per il terzo anno consecutivo al Direttore principale James Conlon l’inaugurazione della Stagione di concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che prende il via venerdì 19 ottobre alle 20 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino (turno blu). Il concerto è trasmesso da RaiCultura in diretta su Rai5. La replica di sabato 20 ottobre alle 20.30 (turno rosso) invece è trasmessa in diretta su Radio3 e in streaming nel circuito Euroradio. Il programma affianca la Sinfonia n. 34 in do maggiore KV 338 di Wolfgang Amadeus Mozart alla Sinfonia n. 1 in re maggiore detta “Titano” di Gustav Mahler, opere giovanili che preannunciano la maturità formale ed espressiva dei rispettivi autori ponendosi idealmente alle estremità del grande sinfonismo romantico.

Ultima di un ciclo scritto a Salisburgo fra il 1779 e il 1780 prima di stabilirsi a Vienna, la Sinfonia n. 34 in do maggiore KV 338 è l’esito più brillante del fervore creativo che Mozart matura subito dopo aver sperimentato le gioie e i dolori della libera professione durante il lungo soggiorno parigino del 1778. All’amarezza del ritorno nell’angusto ambiente provinciale alle dipendenze dell’arcivescovo Colloredo, il compositore oppone la maestria esibita nell’abilità coloristica recepita a Mannheim dalla famosa orchestra e nell’iridescenza dei climi emotivi che già animano il lavoro quasi romanticamente.

Nota con il soprannome di “Titano”, con cui Mahler la denominò riferendosi al titolo di un omonimo romanzo di Jean Paul, la Sinfonia n. 1 in re maggiore si accompagna all’infelice esperienza amorosa vissuta dal musicista con la cantante Johanna Richter a Lipsia, dove la composizione viene ultimata nel 1888. Tenacemente radicata nello spirito del Romanticismo tedesco, ma già proiettata oltre la realtà musicale del suo tempo, la partitura è tutta un riecheggiare di richiami alla natura che mutano dall’innocente serenità pastorale all’inquietudine struggente e esasperata propria della modernità.

Dopo le serate inaugurali, James Conlon sarà impegnato alla guida della compagine Rai anche nelle settimane successive con la produzione sinfonico-corale della Messa da Requiem di Verdi, proposta il 25 e 26 ottobre con un quartetto di solisti di prestigio, e il concerto dedicato a pagine novecentesche di Šostakovič e Zemlinsky, programmato il 2 e 3 novembre.

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

Comunicato Stampa

Over 40 paintings will be showcased at the Cartoon Art Gallery in Dubai

Summer is ebbing and Autumn is on . A Reason for Celebration is a group exhibition where the Artist of different Nationality, Religion, Age , background come together to express their reasons to celebrate in the form of their artistic masterpieces.This is also the preparatory time to mark the start of the festive seasons.

Ahmed Al Dosary,Priscilla Houter-ten Doesschate ,Maya El Wattar,Iskra Shahaj Kiran Kumar, Aparna Sule ,Senthil Kumar Ganapathy ,Rafah Abdulrazzak,Anissa Manakkal, Kumar Sethu ,Hafsa Awan ,Rukasana Sasoon Jyoti Sethi ,Richa Jain ,Rajeevan Nalukettil and Umit Sule are some of the participating Artist.

There is over 40 paintings of various medium will be showcased at the Cartoon Art Gallery , Al Quoz, Dubai.The opening of the exhibition will be graced by many prominent guest. “Hybrid ” by Hafsa Awan , a 14 year old was the most in demand artwork that was sold.

We are very happy and excited to identify new talents in this region says Mrinmay C Sebastian, the gallery Manager of Cartoon Art Gallery which has been a stepping stone to many great Artist of this region.
The exhibition will continue till 21st Oct 2018.


Timing from 13 to 21st- 12pm to 8pm.
Gallery will be closed on Fridays.
The entry is free.

Press Release

The General di Keaton chiude la rassegna di Musica e Cinema

Ultimo appuntamento, domenica 14 ottobre alle 20.30 allditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con la rassegna “Musica e Cinema” realizzata dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino nell’ambito della mostra #Soundframes. A chiudere il ciclo dedicato al rapporto tra musica e immagine nel grande cinema del passato è la proiezione del film muto The General (Come vinsi la guerra, 1926) di Buster Keaton, musicato dal vivo dal direttore e autore della colonna sonora originale Timothy Brock. Cultore del repertorio novecentesco, riconosciuto fra i massimi specialisti della musica per film, Brock affianca regolarmente la direzione di importanti orchestre quali la BBC Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Chicago Symphony Orchestra alla composizione e al restauro di musiche per l’accompagnamento di film dell’epoca d’oro del cinema muto, da Charlie Chaplin a Fritz Lang. Sul podio dell’Orchestra Rai propone l’esecuzione della partitura composta per l’ottavo e ultimo lungometraggio firmato da Keaton come regista: The General. Ispirato al libro di memorie The Great Locomotive Chase di William Pettinger (1893), è la storia di un macchinista combattuto fra l’amore per la sua locomotiva (The General) e la bella Annabelle Lee. I nordisti dell’Unione gliele rubano, ma riuscirà a recuperarle entrambe.

Le poltrone numerate, da 15 a 10 euro (ridotto giovani under 35) oppure a 10 euro per gli abbonati alla stagione, sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it
Comunicato Stampa

La nuova Stagione 2019 di opera e concerti del Teatro Comunale di Bologna

La Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna si arricchisce con una proposta sinfonica articolata in 10 appuntamenti grazie alla quale si potrà conoscere e approfondire il grande repertorio classico otto-novecentesco, insieme all’avvio di un importante ciclo dedicato al sinfonismo tardo-romantico di Gustav Mahler. Juraj Valčuha, Asher Fisch e Dan Ettinger sono solo alcune delle prestigiose bacchette che si alterneranno sul podio dell’Orchestra del Comunale accanto a solisti di fama internazionale. Ai cinque concerti programmati alla Sala Bibiena del Teatro Comunale e ai quattro che si terranno al Teatro Auditorium Manzoni, si aggiungerà nella settimana pasquale uno speciale concerto di musica sacra proposto nella Basilica di San Petronio. Un calendario diffuso da febbraio a novembre, con concerti proposti prevalentemente nel fine settimana con orari serali e pomeridiani, che si somma alla ricca Stagione lirica presentata in anteprima lo scorso giugno. Un nuovo cartellone dedicato alla danza – che sarà annunciato prossimamente – completerà una programmazione rinnovata con abbonamenti separati pensati per le tre stagioni. Non mancheranno, inoltre, gli impegni all’estero con una tournée a giugno, che porterà in Giappone due opere del grande repertorio italiano, e la rinnovata collaborazione con il Teatro Regio di Parma per due titoli del Festival Verdi in autunno.

«Nel 2019 sono molte le novità legate alla programmazione del Teatro Comunale – dice il Sovrintendente Fulvio Macciardi. Proporremo infatti tre stagioni autonome: quella lirica con 10 spettacoli (e 11 titoli), quella sinfonica con 10 appuntamenti – suddivisi tra Sala Bibiena, Teatro Manzoni e San Petronio –, e quella della danza che avrà un abbonamento a sé con balletti di grande fascino. La Stagione d’Opera registrerà un incremento, con ben due spettacoli in più rispetto allo scorso anno, e si aprirà il 22 gennaio con la personalissima rilettura di Bob Wilson del Trovatore verdiano, per una nuova produzione in collaborazione con il Festival Verdi 2018. La nuova Stagione Sinfonica avvierà un ciclo dedicato alle sinfonie di Mahler (con la Seconda, la Quinta e la Sesta), che prevediamo di concludere entro un paio di anni, affidate a tre eccellenti bacchette: Juraj Valčuha per il concerto inaugurale del 2 febbraio, Asher Fisch, che siamo felici di accogliere nuovamente sul podio bolognese, e Dan Ettinger, new entry per il nostro palcoscenico, giovane ma già affermato e richiestissimo. Largo spazio anche alle direttrici d’orchestra come Shiyeon Sung e la giovanissima Giedrė Šlekytė. Tanti, poi, i talenti in grande ascesa tra i solisti. Fra gli appuntamenti in programma al Teatro Manzoni, che quest’anno ritorna sotto la diretta gestione del Teatro Comunale diventando il secondo palcoscenico del “nostro” Teatro, avremo un concerto d’eccezione: il saluto al pubblico di Bologna della “regina del belcanto” Mariella Devia, accanto al grande tenore americano Gregory Kunde. Tra le novità o le pagine meno ascoltate, la nuova commissione ad Alessandro Solbiati, artista di riferimento nel panorama contemporaneo, che sta componendo SINOPIA per orchestra, a cui abbineremo lo splendido Concerto dell’Albatro di Giorgio Federico Ghedini, per la direzione di Asher Fisch che sarà due volte sul podio del Comunale. La Stagione 2019 sarà anche l’occasione per dare il benvenuto, con un raffinato concerto in San Petronio, al nuovo Maestro del Coro Alberto Malazzi. Il Comunale tornerà, poi, nuovamente protagonista sui palcoscenici internazionali con due titoli del grande repertorio italiano proposti a giugno in una tournée in Giappone che prevede nove tappe in sei diverse città».

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E’ morto un mito della lirica: il soprano Montserrat Caballè

( Alessandra Giorda) Fiumi di parole si sono scritte e spese in soli ventiquattro ore per  la dipartita di un grande mito della litica quale il soprano spagnolo Montserrat Caballè. Il Televisionario2 vuole ricordarla con alcune parole, ma  soprattutto con tre sue esibizioni.

Ricoverata da metà settembre all’ospedale Sant Pau di Barcellona, si è spenta ieri  6 ottobre 2018 María de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folch, meglio conosciuta come Montserrat Caballè. Rappresenta la diva operistica nella cultura popolare. Lutto nel mondo della lirica per la scomparsa di un mito del ‘900 e soprattutto la Spagna, nazione che ha dato i natali alla Caballè, è scossa per la sua morte.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez commenta la scomparsa della grande cantante: “Triste notizia: muore un grande ambasciatore del nostro Paese, un soprano lirico riconosciuto a livello internazionale, Monserrat Caballé. La sua voce e la sua dolcezza rimarranno sempre con noi”.

La Casa Reale spagnola su Twitter scrive:”Di tutti i soprano che ho ascoltato nella vita, nessuno era come lei”, ha dichiarato il tenore Jose Carreras a Radio Catalunya. “Caballé è stata la grande donna dell’opera, la leggenda della cultura universale, la migliore tra le migliori, capace di scoprire nuovi spazi di creatività con i più grandi. La sua personalità e la sua voce ineguagliabile ci accompagneranno sempre”

 

 

Di famiglia operaia il soprano Monserrat Caballè muove i primi passi nella musica all’età di 6 anni è già si fa notare per la sua bravura con le cantate di Bach. In oltre 50 anni di carriera, osannata in tutto il mondo, ha interpretato circa 90 ruoli in quasi 4000 rappresentazioni.

Celebre la sua esibizione  con Freddy Mercury a Barcellona definito un duetto da brividi. Il soprano, che sposò il tenore spagnolo Bernabe Marti lascia due figli, Bernabe Marti Jr. e Montserrat Marti che ha seguito le orme della mamma nei teatri del mondo.

 

 

 

 

 

 

Lingotto Musica e De Sono insieme per piccoli (as)saggi musicali

Con il mese di ottobre prende il via un’inedita collaborazione tra Lingotto Musica e De Sono: una mini rassegna di due concerti intitolata (as)saggi musicali, per sottolineare l’aderenza dell’iniziativa al mondo della didattica, la natura breve degli appuntamenti, senza dimenticare i prodotti che per l’occasione saranno gentilmente offerti dagli sponsor dell’Associazione che operano nel settore food & beverage (Lavazza, Acqua Sant’Anna e Guido Castagna). Gli appuntamenti si svolgeranno presso l’Auditorium Antonio Vivaldi della Biblieteca Nazionale Universitaria (Piazza Carlo Alberto 3, Torino) e vedranno esibirsi i migliori allievi delle masterclass per strumentisti ad arco organizzate dall’Associazione torinese e tenute da Alessandro Moccia (violino), Simone Briatore (viola) e Thomas Demenga (violoncello).

Un progetto inedito e sperimentale, che unisce per la prima volta le due anime professionali di Francesca Gentile Camerana, fondatrice e direttore artistico di entrambe le Associazioni, e che porta per la prima volta Lingotto Musica al di fuori della sua sede naturale, con la finalità di intercettare un nuovo pubblico grazie a una proposta agile (2 concerti di soli 45 minuti senza intervallo) al simbolico prezzo di 2 euro e una sede storica nel pieno centro della città.

Protagonisti di questo primo incontro, in programma giovedì 18 ottobre alle 17.15, saranno i giovanissimi violoncellisti Francesco Stefanelli e Giulia Attili, personalmente selezionati da Thomas Demenga tra quelli che in questi anni hanno frequentato le sue masterclass, inserite nell’ambito delle attività della De Sono e finanziate dalla famiglia Camerana in memoria del figlio Giovanni. Nati rispettivamente a San Marino nel 1999 e a Roma nel 2000 hanno già nel loro curriculum importanti riconoscimenti in concorsi internazionali e in quest’occasione saranno accompagnati al pianoforte da Alessandro Mosca.

Il programma di questo primo incontro vedrà inizialmente Stefanelli e Mosca impegnati con l’Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70 di Robert Schumann e le virtuosistiche Variazioni su un tema di Rossini del compositore ceco Bohuslav Martinů. Spazio poi a Giulia Attili con il Pezzo capriccioso in si minore op. 62 di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Une Larme di Gioachino Rossini. Gran finale a due con la Sonata per due violoncelli n. 10 in sol maggiore di Jean-Baptiste Barrière.

Il secondo e ultimo appuntamento della rassegna avrà luogo mercoledì 12 dicembre e porterà sul palco del Vivaldi il violinista Giacomo Del Papa e la violista Giorgia Lenzo, rispettivamente allievi di Alessandro Moccia e Simone Briatore.

Ingressi non numerati a 2 euro in vendita prima del concerto nel foyer dell’Auditorium Vivaldi. Informazioni: 011.66.77.415

Nato a San Marino nel 1999, Francesco Stefanelli ha iniziato lo studio del violoncello a 7 anni presso l’Istituto Musicale Sammarinese e si è diplomato nel 2015 con il massimo dei voti presso l’Istituto di Alta Formazione “Lettimi” di Rimini. Ha frequentato i corsi di Antonio Meneses presso l’Accademia Chigiana di Siena, la Pavia Cello Academy con Enrico Dindo e l’Accademia Stauffer di Cremona con Antonio Meneses, oltre a masterclasses con Ivan Monighetti, Young-Chang Che, Massimo Polidori, Frans Helmerson. Dal 2013 frequenta le masterclasses di Thomas Demenga organizzate a Torino dalla De Sono. E’ costantemente seguito da Marianne Chen. Attualmente frequenta il Master of Arts in Music Performance, presso la Scuola Universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano, nella classe di Enrico Dindo. Appena dodicenne ha esordito come solista con l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino. Vincitore di numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali, si è aggiudicato la borsa di Studio “Maura Giorgetti” 2015 della Filarmonica della Scala di Milano e nel 2016 la borsa di Studio della “Yamaha Music Foundation of Europe” dedicata agli archi. Sempre nel 2016 ha vinto il premio in memoria di Giovanni Camerana, al Concorso Internazionale Mazzacurati di Torino, quale più giovane semifinalista, il primo premio all’11° Concorso Internazionale di violoncello “Antonio Janigro”, grazie al quale ha debuttato a Praga nel giugno 2017 con la Czech Philarmonic Orchestra e ha partecipato, in rappresentanza della Repubblica di San Marino, all’Eurovision Young Musicians a Colonia eseguendo il I tempo del Concerto n.1 per violoncello e orchestra di Šostakovič accompagnato dall’Orchestra Sinfonica della WDR.

Giulia Attili è nata a Roma nel dicembre 2000 e a sette anni inizia lo studio del violoncello con Giorgio Schultis. A dieci anni debutta al Teatro Ghione di Roma e nel 2011, come premio di rappresentanza, riceve una medaglia dal Presidente Giorgio Napolitano. Ha vinto numerosi concorsi internazionali, tra cui: a 11 anni, 1° premio al TIM a Parigi e a 14 anni, 1° premio al David Popper International Cello Competition in Ungheria. Ha collaborato con Gerard Wyss, Bruno Giuranna, Salvatore Accardo. Per l’Accademia Chigiana si è esibita a Bruxelles per il progetto “Giovani Talenti Musicali Italiani nel Mondo” e nel “Chigiana International Festival”. Ha frequentato masterclass con Gautier Capuçon e con Thomas Demenga presso l’Associazione De Sono di Torino. Dal 2014 studia con Antonio Meneses in Svizzera, a Siena presso l’Accademia Chigiana e a Cremona presso l’Accademia Walter Stauffer. Collabora ed è sostenuta dalla Fondazione svizzera Boubo-Music, dall’Associazione italiana De Sono e dall’Associazione italiana Musica con le Ali.

Comunicato Stampa

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