I Dialogues des carmélites di Poulenc per la prima volta a Bologna

Debutta al Teatro Comunale di Bologna uno dei titoli di maggior successo di Francis Poulenc, Dialogues des carmélites, mai andato in scena nel capoluogo emiliano. L’opera in tre atti e dodici quadri del compositore francese tratta dal testo di Georges Bernanos, per gentile concessione di Emmet Lavery, basato sulla novella del 1931 Die Letze am Schafott (“L’ultima al patibolo”) di Gertrude von Le Fort e sulla sceneggiatura di Révérend-Père Brückberger e Philippe Agostini, è in programma da domenica 11 a venerdì 16 marzo con l’elegante e visionaria regia di Olivier Py. Lo spettacolo, accolto con entusiasmo al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nel 2013 – tanto da aggiudicarsi il “Grand prix du théâtre du Syndicat de la critique” – e nel 2017 al Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles che lo ha co-prodotto, è diretto dal francese Jérémie Rhorer, già sul podio a Parigi, al suo debutto alla guida dell’Orchestra del Comunale. Le scene e i costumi sono firmati da Piere-André Weitz e le luci da Bertrand Killy. La “prima” di domenica 11 marzo ore 20.00 è trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

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Michieletto mette in scena “Sogno di una notte di mezza estate” di Britten a Vienna

Il regista veneto Damiano Michieletto torna per la quarta volta a Vienna, al Theater an der Wien, con una nuova produzione di A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) di Benjamin Britten, in scena da domenica 15 aprile 2018 alle ore 19.00. Dopo i successi del Trittico di Puccini realizzato nel 2012, dell’Idomeneo di Mozart del 2013 e dell’Otello di Rossini, prodotto nel 2016, è la volta del capolavoro che Britten scrisse nel 1960 su soggetto shakespeariano. Un omaggio del più grande compositore inglese del XX secolo al più grande poeta e drammaturgo della sua patria, realizzato a partire da un libretto – redatto insieme a Peter Pears – fedelissimo al testo originale.

“Questo ‘Sogno’ è il viaggio di Puck – dice Damiano Michieletto – all’interno della parte più oscura del suo passato. Nella mia messa in scena Puck è un personaggio femminile: una bambina, interpretata dalla nota attrice austriaca Maresi Riegner. Il bosco e la notte sono i suoi incubi. Il mondo delle fate costituisce un universo parallelo, che lei costruisce perché non è in grado di affrontare la realtà. Scopriremo alla fine il motivo di questo viaggio notturno, che porterà ad una catarsi: dopo aver sconfitto le angosce dell’animo, tornerà la luce.

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María José Montiel torna a Tenerife come Principessa di Eboli

Il mezzosoprano María José Montiel tornerà a Santa Cruz di Tenerife, questa volta per il debutto del ruolo della Principessa di Eboli del Don Carlo di Verdi che propone l’Opera di Tenerife i giorni 10, 14 e 17 marzo presso l’Auditorium della capitale delle Canarie. La diva di Madrid arriverà sull’isola con il compositore italiano molto presente nella sua voce, dato che sarà dopo aver cantato la Missa da Requiem di Verdi con l’Orchestra Sinfonica e il Coro del Gran Teatre del Liceu di Barcellona al Palau de la Música Catalana (20 febbraio), un’opera con cui ha girato mezzo mondo a fianco di un direttore fondamentale nella sua carriera, Riccardo Chailly.

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Doppio debutto con Andris Poga e Bertrand Chamayou all’Auditorium Rai di Torino

Segna il debutto di due giovani artisti dalla carriera internazionale – il direttore lettone Andris Poga e il pianista francese Bertrand Chamayou – il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 15 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con replica venerdì 16 febbraio alle ore 20, anche in diretta su Radio3. Dopo aver mosso i primi passi nel suo paese, dove ha ottenuto prestigiosi premi e dove è diventato Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale, Andris Poga è balzato agli onori della cronaca per aver sostituito all’ultimo momento direttori come Georges Prêtre, Lorin Maazel e Valery Gergiev. Da allora viene regolarmente invitato dalle Orchestre Filarmoniche di San Pietroburgo e di Monaco, e da formazioni come la NHK in Giappone, l’Orchestre de Paris, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e l’Orchestre national de France. Per il suo primo concerto con l’Orchestra Rai propone Le carnaval romain composto nel 1844 da Hector Berlioz utilizzando alcuni temi della sua opera Benvenuto Cellini. A seguire un’altra pagina del repertorio francese: il Concerto n. 2 in sol minore op. 22 per pianoforte e orchestra di Camille Saint Saëns, interpretato da Bertrand Chamayou, già protagonista su palcoscenici come quello del Théâtre des Champs Elysées di Parigi, della Wigmore Hall di Londra, del Festival di Lucerna, e con direttori come Semyon Bychkov, Pierre Boulez e Andris Nelsons. Chamayou ha al suo attivo numerose registrazioni di successo, tra le quali l’integrale delle opere di Ravel per pianoforte solo per il quale ha ricevyto l’“Echo Klassik” nel 2016, ed è l’unico artista ad aver ricevuto per quattro volte il premio francese “Victoires de la Musique”.

Il programma della serata è completato dalla Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ Čajkovskij, scritta in un periodo abbastanza sereno della vita del compositore. La sua fama era ormai salda, e anche come direttore d’orchestra iniziava a riscuotere successi fuori dai confini della Russia. Nell’inverno tra il 1887 e il 1888, compì la sua prima tournée in Europa, durante la quale conobbe Grieg e Brahms e diresse le sue opere a Berlino, Parigi, Londra e Praga. Tornato, si stabilì nella sua nuova abitazione di campagna, a Frolovkoe, nei pressi di Klin: godeva di un bel panorama, era ben arredata, e confinava con un bosco nel quale Čajkovskij faceva lunghe passeggiate. Nella calma insolita di questa situazione si risvegliarono poco a poco tormenti e nevrosi: Čajkovskij iniziò a rimproverarsi per la mancanza di un progetto artistico preciso, per l’assenza di ispirazione. Iniziò a pensare di essere finito. L’ozio gli arrecava tristezza, depressione, paura per il futuro, rimpianti per un passato che non poteva tornare. L’unica possibilità per sopportare l’esistenza era il lavoro. Così nel 1888, più che per una reale esigenza espressiva, ma piuttosto per scacciare i fantasmi che tormentavano la sua psiche instabile, nacque la sua Quinta Sinfonia.

Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dell’inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Comunicato Stampa

Valery e Varvara dalla Russia con passione

Da anni ormai l’asse culturale Torino- San Pietroburgo ha portato a scambi fruttuosi da ambo le parti. In linea con l’ormai consolidata amicizia e collaborazione fra le due città, Lingotto Musica ospita a febbraio una delle eccellenze della città sul Baltico, la Mariinskij Orchestra diretta da Valery Gergiev con il pianoforte di Varvara Nepomnyashchaya.
Noto per il suo talento impetuoso e appassionato, dotato di un gesto magnetico e travolgente che trascina l’orchestra senza usare la bacchetta, Valery Gergiev è uno dei più apprezzati direttori del mondo. Nato a Mosca da una famiglia proveniente dall’Ossezia, è salito sul podio delle orchestre più prestigiose, dai Wiener e Berliner Philharmoniker, alle grandi formazioni americane. Direttore tra i più amati dal pubblico del Lingotto, istituzione con la quale ha ormai una pluridecennale e assidua consuetudine, Gergiev è oggi considerato erede e fra i maggiori esponenti di uno specifico carattere russo nell’interpretazione; attualmente è Direttore principale della London Symphony Orchestra e Direttore artistico e generale del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Proprio con la formazione da lui creata in seno allo storico teatro, la Mariinskij Orchestra, il 17 febbraio 2018 a Torino sarà protagonista di una serata dedicata alla musica della sua patria. Solista è la giovane pianista russa Varvara Nepomnyashchaya; la sua presenza è un motivo di vanto per Lingotto Musica, che l’aveva selezionata un paio di anni fa per Lingotto Giovani, a testimonianza di quanto la rassegna abbia raggiunto un livello qualitativo di assoluta eccellenza. Dotata di una tecnica pianistica fuori del comune e a tratti non convenzionale e di una straordinaria intelligenza musicale, riesce ad evidenziare nelle sue interpretazioni anche le più piccole sfumature delle opere eseguite. La determinazione nel voler plasmare l’interpretazione e il desiderio di esplorarne i confini fanno senza dubbio di Varvara un eccezionale talento.

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Michael Fabiano canta “Il Corsaro” in Spagna

Da quando l’ha debuttata alla Washington National Opera (Stati Uniti) non hanno smesso di chiedergliela. Michael Fabiano nel mese di marzo sarà al Palau de Les Arts di Valencia per essere il protagonista di una nuova produzione dell’opera raramente programmata di Verdi Il Corsaro, “un’opera che è stata scritta nel periodo in cui il compositore sognava l’unità d’Italia e ha trasferito nelle sue opere il desiderio di libertà della sua gente, tutto detto molto tra le righe”, dice il tenore americano a proposito del titolo che lo accompagna dal 2014, anno in cui lo ha cantato per la prima volta. “Si tratta di un’opera che racchiude l’eredità del belcantismo, ma in cui Verdi già entra in un suo stile proprio creando scene ad alto contenuto drammatico”, commenta Michael Fabiano.

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Riccardo Frizza dirige Norma in Giappone

Considerato un punto di riferimento nel genere operistico, il direttore italiano Riccardo Frizza continua nelle ultime settimane a incontrarsi con opere del bel canto romantico nei teatri che visita. Se nel mese di gennaio e febbraio ha diretto dal podio dell’Opéra National de Paris nove rappresentazioni de Il Barbiere di Siviglia, capolavoro rappresentativo di Rossini e di tutto il repertorio buffo, a marzo cambierà registro spostandosi in Giappone per dirigere a Tokyo l’opera maestra di Vincenzo Bellini, Norma, opera che ha debuttato nel 2013 al Metropolitan Opera di New York.

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Sold out per Roberto Bolle all’Auditorium Rai con Apollon Musagète di Stravinskij

È Roberto Bolle l’Apollo di Stravinskij nel balletto in due quadri Apollon Musagète, in scena all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino giovedì 8 febbraio alle ore 20.30, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da John Axelrod. L’appuntamento – intitolato “Il mito in musica” e realizzato in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano – è ripreso da Rai Cultura che lo proporrà su Rai5 l’8 marzo in prima serata alle 21.15.

Per la prima volta un concerto sinfonico dell’Orchestra Rai diventa anche uno spettacolo di danza, con un interprete d’eccezione come Bolle, al suo debutto all’Auditorium Rai. Primo ballerino al mondo a essere Étoile del Teatro alla Scala di Milano e, contemporaneamente, Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, la stella del balletto internazionale ha recentemente conquistato oltre cinque milioni di telespettatori con “Danza con me”, andato in onda su Rai1 il primo dell’anno.

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Il Palazzetto Bru Zane nel programma culturale del Carnevale di Venezia

Anche nel 2018 il Palazzetto Bru Zane rinnova la partecipazione al Carnevale di Venezia, proponendo una serie di appuntamenti all’interno del programma culturale della più importante manifestazione cittadina, che annualmente attira centinaia di migliaia di partecipanti da tutto il mondo.

Domenica 11 febbraio alle ore 17 e lunedì 12 febbraio alle ore 20, il salone del Palazzetto Bru Zane ospiterà la nuova produzione di due piccoli gioielli musicali del repertorio francese di metà Ottocento: “2 operette in 1 atto”, cioè Les deux aveugles (1855) “bouffonnerie musicale” in un atto, musica di Jacques Offenbach su un libretto di Jules Moinaux, e Le compositeur toqué (1854) “bouffonnerie musicale” in un atto, testo e musica di Hervé, scritti quindi dai due protagonisti di questo genere musicale che si afferma in Francia dopo il 1848 e che costituisce quasi i due terzi del repertorio lirico francese romantico.

Interpreti vocali di entrambi i lavori, i tenori Raphaël Brémard e Flannan Obé, al pianoforte Christophe Manien; regia, scene e costumi sono invece di Lola Kirchner e le luci di Cyril Monteil.

La produzione del Palazzetto Bru Zane si realizza con il sostegno di Arcadi Île-de-France.

Biglietti: euro 15 (intero) – euro 5 (studenti e minori di 28 anni).

Lo spettacolo della domenica sarà seguito da un brindisi offerto dal produttore di Prosecco Colle Anese, in compagnia degli artisti.

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Otello inaugura la stagione lirica al Filarmonico di Verona

Domenica 4 febbraio 2018 alle ore 15.30 torna sulla scena del Teatro Filarmonico di Verona, dopo quasi 30 anni, Otello di Giuseppe Verdi. Con questo celebre titolo Fondazione Arena inaugura ufficialmente la Stagione Lirica 2018.

Al Teatro Filarmonico di Verona, infatti, Otello è stato messo in scena in tempi moderni solamente nel 1990, mentre in Arena conta un totale di 30 rappresentazioni in 5 Festival: 1936, 1948, 1955, 1982 e 1994. Proprio per questo atteso ritorno l’opera verdiana viene proposta in 4 date fino all’11 febbraio nella coproduzione tra l’Arena di Verona e il Teatro La Fenice di Venezia – che ha debuttato con grande successo di pubblico e critica nel novembre 2012 sulle scene veneziane per celebrare il bicentenario della nascita del compositore di Busseto – con la regia di Francesco Micheli ripresa da Giorgia Guerra, le scene di Edoardo Sanchi, i costumi di Silvia Aymonino e il lighting design di Fabio Barettin.

Sul podio del Filarmonico alla guida dell’Orchestra dell’Arena, del Coro preparato da Vito Lombardi, del Coro di voci bianche A.Li.Ve diretto da Paolo Facincani e di grandi interpreti verdiani ritroviamo Antonino Fogliani, impegnato per la prima volta con questa partitura.

Repliche: martedì 6 febbraio, ore 19.00 – giovedì 8 febbraio, ore 20.00 – domenica 11 febbraio, ore 15.30.

Otello, tratta dall’omonima tragedia shakespeariana, è la penultima opera di Giuseppe Verdi rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano esattamente 131 anni fa, il 5 febbraio 1887, con la direzione d’orchestra del veronese Franco Faccio.

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