Lo Schiaccianoci di Balanchine apre la Stagione di Balletto 2018-2019 alla Scala

Con la firma di George Balanchine e il suo Schiaccianoci, mai rappresentato prima in Italia, si inaugura la nuova Stagione di Balletto alla Scala. George Balanchine’s The Nutcracker®, tra le più famose produzioni del capolavoro di Čajkovskij, è un balletto straordinario con scene emozionanti, di grande effetto, e un notevole dispiegamento di forze, del Corpo di Ballo e dei più piccoli allievi della Scuola, impegnati in gran numero. La collaborazione con il Balanchine Trust continua dunque con un altro grande balletto a serata che entra in repertorio dopo Sogno di una notte di mezza estate e Jewels. Sarà dunque una prima nazionale e un debutto per la compagnia scaligera ad inaugurare la nuova Stagione di Balletto: una apertura doppiamente scintillante, perché per l’occasione il sipario si aprirà su un nuovissimo allestimento, firmato da un grande nome del teatro, Margherita Palli che impreziosirà con la sua raffinatezza e poetica per la prima volta una produzione di balletto classico.

Per undici recite, dal 16 dicembre al 15 gennaio, più la consueta Anteprima dedicata ai Giovani il 15 dicembre, la magia della musica di Čajkovskji – sul podio lo specialista del repertorio russo Michail Jurowski – che vedrà impegnato anche il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala – e la meravigliosa coreografia che si dispiega nei due atti, portandoci dalla realtà alla fantasia, affascinerà anche i più piccoli con suggestione ed incanto, stupore e magia, nell’atmosfera natalizia, ideale cornice per presentare per la prima volta questa produzione.

Nicoletta Manni

Alla Scala saranno coinvolti circa 130 artisti: i Primi Ballerini, i Solisti e gli artisti del Corpo di Ballo impegnati nelle danze e nei ruoli del primo atto, come la Signora e il Dottor Stahlbaum, gli ospiti della vigilia di Natale, il Signor Drosselmeier (nel ruolo Mick Zeni in alternanza con Alessandro Grillo) con i suoi regali Arlecchino, Colombina e il Soldatino, il Re dei Topi, il Valzer dei Fiocchi di Neve, e nel secondo atto nelle danze del Regno dei Dolci: la Fata Confetto e il suo Cavaliere (che saranno interpretati da Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko, Martina Arduino con Nicola Del Freo e dalla coppia di giovanissimi Caterina Bianchi e Mattia Semperboni); la Cioccolata dalla Spagna, il Tè Cinese, il Caffè dall’Arabia, I Bastoncini di zucchero, le Pastorelle di marzapane, Mamma Zenzero con i suoi piccoli Polichinelle, il Valzer dei Fiori con la luccicante Goccia di Rugiada (nel ruolo Martina Arduino, poi Maria Celeste Losa e Gaia Andreanò), e una sessantina di Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, dal 1° al 5° corso in scena in entrambi gli atti e nei personaggi di Marie, Fritz e del nipote del signor Drosselmeier che poi accompagnerà Marie nel sogno del regno dei Dolci. Il primo atto infatti introduce i personaggi – i bambini Stahlbaum, Marie e Fritz, il signor Drosselmeier e suo nipote – e inizia anche il passaggio dalla realtà alla fantasia con il Valzer dei Fiocchi di Neve conclusivo. Il secondo atto offre la trasformazione completa, entrati nel “Regno della Fata Confetto“.

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Damiano Michieletto al Bol’šoj di Mosca con “Il viaggio a Reims”

Segna il debutto del regista Damiano Michieletto in Russia la produzione del Viaggio a Reims di Gioachino Rossini in scena a partire da mercoledì 12 dicembre al Teatro Bol’šoj di Mosca. Lo spettacolo, allestito per la prima volta con grande successo all’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam nel 2015 e replicato a Copenaghen e a Roma, approda nel tempio dell’opera e del balletto della capitale russa con la direzione musicale di Tugan Sochiev. Le scene sono realizzate da Paolo Fantin, i costumi da Carla Teti e le luci da Alessandro Carletti. Protagonisti sul palco gli artisti della Compagnia del Teatro Bol’šoj.

«Il Bol’šoj rappresenta uno dei luoghi simbolici del teatro, della danza e della musica internazionali – afferma Michieletto – Per me è un grande privilegio essere invitato a lavorare in questa città e avere l’opportunità di approfondire la storia di questo teatro. La cultura teatrale russa ha plasmato in modo indelebile l’arte della recitazione grazie a personalità quali Mejerchol’d e Stanislavskij, che proprio qui a Mosca fondò il suo celebre Teatro d’Arte».

Ambientato in un museo, tra personaggi reali e soggetti di celebri dipinti di Picasso, Magritte, Keith Haring e Frida Kahlo, l’atto unico di Rossini – di cui ricorre quest’anno il centocinquantesimo anniversario della scomparsa – nell’interpretazione di Michieletto vede esaltato lo spirito del compositore che è restituito con vivacità e leggerezza. «Trattandosi di un’opera priva di una vera e propria drammaturgia – continua il regista – nel realizzarla ho cercato un pensiero che non fosse solo divertente o brillante, ma anche legato al motivo per cui il lavoro è stato scritto. Tutti i personaggi sono in preda alla frenesia e all’ansia per l’attesa dell’inaugurazione di una mostra, che corrisponde alla partenza per Reims del libretto dell’opera. Alcuni di loro sono personaggi reali: Madama Cortese per esempio è la direttrice del Museo. Altri sono personaggi storici, appartenenti ai dipinti esposti nel museo. L’arrivo di una grande e misteriosa tela darà una svolta alla vicenda, sempre all’insegna dell’occasione storica per la quale Il viaggio a Reims fu scritto: l’incoronazione di Carlo X a re di Francia».

Lo spettacolo è replicato al Teatro Bol’šoj il 13, 14, 15 e 16 dicembre e proseguirà il prossimo anno la sua tournée mondiale in Australia a Melbourne (dal 24 maggio) e Sydney (dal 24 ottobre). Dopo Il viaggio a Reims a Mosca, Michieletto sarà impegnato con le nuove produzioni di Der ferne Klang (Il suono lontano) di Franz Schreker in scena all’Opera di Francoforte dal 31 marzo 2019 e Alcina di Händel, con Cecilia Bartoli nel ruolo della protagonista, al Festival di Pentecoste di Salisburgo il 7 e il 9 giugno 2019
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Imparare ad amarsi con Pino Insegno ed Alessia Navarro

Continuano gli appuntamenti del frequentatissimo cartellone Per Farvi Ridere al Teatro Gioiello di Torino: sabato 15 dicembre ore 21 e domenica 16 dicembre ore 16 arrivano PINO INSEGNO e ALESSIA NAVARRO nella commedia Imparare ad Amarsi (Per sempre malgrado tutto) di Pierre Palmade e Muriel Robin, per la regia di Siddhartha Prestinari.

E’ una storia d’amore come tante. Un matrimonio, poi un divorzio, poi un rincorrersi di dubbi, mancanze, rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”. Poi, forse, un riavvicinamento, perché come dicono i saggi, talvolta bisogna perdersi per ritrovarsi.

La forza di questo testo, che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia ed ha ottenuto grande successo anche in Italia, è l’originalità della struttura, sembra ispirato a LE SEDIE di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi invisibili ma reali, creando sublimi siparietti. I dialoghi ficcanti, divertenti, intrisi di grande ironia, danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché l’amore… non c’è storia, ti acchiappa, ti stordisce e vince sempre.

Così gli interpreti: “Perché imparare ad amarsi? Perché è quanto di più rivoluzionario possa esistere. Implica delle scelte, le modalità, i tempi, gli obiettivi sono del tutto personali e imprevedibili ma gli effetti sono dilaganti. È come un’epidemia. La cosa bella? Non fa male e non ha controindicazioni”.

Repliche Imparare ad amarsi:

15 dicembre ore 21 e 16 dicembre ore 16 al Teatro Gioiello (Torino, via C. Colombo 31)

Prezzi Biglietti Imparare ad amarsi:

posto unico € 22.50 + € 1,50 prev – ridotto (over 60, under 26) € 16.50 + €1,50 prev.

speciale (gruppi, abbonati e convenzionati) € 15 + € 1 prev.

Informazioni e acquisto biglietti: Biglietterie Torino Spettacoli

TEATRO ERBA – Torino, c. Moncalieri 241 – tel 011/6615447; T.GIOIELLO – Torino, v.Colombo 31 – tel. 011/5805768

TEATRO ALFIERI – Torino, p. Solferino, 4 – tel 011/5623800 – www.torinospettacoli.it – online: www.ticketone.it

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Don Giovanni chiude la Stagione 2018 al Comunale di Bologna

Segna il debutto in Italia del regista francese Jean-François Sivadier il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart che chiude la Stagione 2018 del Teatro Comunale di Bologna il prossimo 15 dicembre alle ore 20.00, con repliche fino al 23 dicembre.

La nuova produzione – già apprezzata nel 2017 al Festival di Aix-en-Provence, che lo ha coprodotto insieme al TCBO, all’Opéra National de Lorraine e al Théâtres de la Ville de Luxembourg – è affidata alla guida del Direttore musicale del Teatro Michele Mariotti, per la prima volta impegnato nel capolavoro di Mozart. A Bologna la regia è ripresa da Rachid Zanouda, Federico Vazzola e Milan Otal. Le scene sono curate da Alexandre de Dardel, i costumi da Virginie Gervaise e le luci da Philippe Berthomé. L’Orchestra e il Coro (preparato da Andrea Faidutti) sono quelli del Teatro Comunale. Nel cast spiccano le voci di Simone Alberghini nel ruolo del “dissoluto punito”, Vito Priante in quello di Leporello, Federica Lombardi nelle vesti di Donna Anna, Paolo Fanale in quelle di Don Ottavio e Salome Jicia come Donna Elvira (15, 18, 20, 23 dicembre).

«È importante per me che il teatro dia sempre la sensazione di essere vivo e di reinventarsi di fronte agli spettatori», scrive Sivadier, commediografo, scrittore e regista per la prosa e per l’opera lirica, che ha vinto nel 2005 il prestigioso premio Molière per aver diretto La morte di Danton di Georg Büchner.
«Con il Don Giovanni – dice Michele Mariotti – si chiude il ciclo mozartiano iniziato otto anni fa con Idomeneo, proseguito poi affrontando Die Zauberflöte e la trilogia su libretti di Da Ponte. Quest’opera ha un significato speciale per me, perché con essa si conclude il mio percorso al Teatro Comunale di Bologna, iniziato nel 2007 con L’Italiana in Algeri: undici anni di musica, di crescita professionale e umana e di tante soddisfazioni artistiche che porterò sempre con me, con riconoscenza e orgoglio. Don Giovanni è un capolavoro assoluto e come tale non esiste e non esisterà mai un’interpretazione che possa valere per tutte. È un dramma giocoso, in cui il protagonista cerca invano di calmare la sua ansia di eternità attraverso la conquista femminile, ma appunto, invano; e proprio in questo aspetto risiede l’aspetto giocoso del dramma.
Trasparenza musicale, leggerezza, cura del dettaglio (mai fine a se stesso ma sempre in relazione all’aspetto psicologico e drammaturgico), cura del suono e della pronuncia – conclude Mariotti – saranno le basi del lavoro musicale che affronteremo insieme ai solisti, all’orchestra e al coro».

Completano il cast Stefan Kocan (Il Commendatore), Roberto Lorenzi (Masetto) e Lavinia Bini (Zerlina). Nelle recite del 16, 19 e 22 dicembre saranno impegnati Alessandro Luongo (Don Giovanni), Ruth Iniesta (Donna Anna), Davide Giusti (Don Ottavio), Raffaella Lupinacci (Donna Elvira), Omar Montanari (Leporello) e Erika Tanaka (Zerlina).

Con il generoso sostegno di Alfasigma.

I biglietti (da 125 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo.
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Renato Pozzetto in Compatibilmente con la musica dal vivo dei Good Fellas

 

L’amore del pubblico per Pozzetto si conferma intatto e questo evento rappresenta un’occasione imperdibile per chi ama la sua comicità surreale, una comicità che ha segnato e continua a segnare la storia del teatro leggero italiano. Renato Pozzetto approda a Torino per il cartellone Fiore all’occhiello con il nuovo spettacolo COMPATIBILMENTE, venerdì 14 dicembre ore 20.45 al Teatro Alfieri di Torino (UNICA DATA!).

Pozzetto tira fuori dal cilindro il meglio di oltre 50 anni di carriera: 30 anni di cinema + 10 anni di teatro/cabaret + 10 anni di televisione +… varie ed eventuali = 50 anni di successi.

Uno straordinario viaggio attraverso una comicità surreale e sempre moderna, impreziosita dalla musica suonata dal vivo dei The Good Fellas, dove il rock’n’roll incontra lo swing anche nelle canzoni dedicate ad ombrelli e galline!

Repliche COMPATIBILMENTE:

UNICA DATA venerdì 14 dicembre al Teatro Alfieri ore 20.45 (Torino, p. Solferino 4)

 

Iva Zanicchi in Vita da Zingara al Teatro Alfieri di Torino

 

IVA ZANICCHI è ospite del cartellone Fiore all’occhiello con il nuovo spettacolo VITA DA ZINGARA, sabato 15 dicembre ore 20.45 e domenica 16 dicembre ore 15.30 al Teatro Alfieri di Torino.

Lo spettacolo è stato scritto da Iva Zanicchi e Mario Audino ed è diretto da Paola Galassi. Arrangiamenti e direzione musicale sono di Danilo Minotti e i costumi di Artemio Cabassi. E’ una produzione Dipende.

Poche artiste possono vantare una carriera e una vita come quella di Iva Zanicchi. Nata in un paesino di montagna che più lontano dalle luci del mondo dello star system non poteva essere, grazie a una voce potente e a una passionalità non comune, è riuscita a conquistare il pubblico.

Una vita da Zingara è un “One Iva Show” ma è anche uno spettacolo che racconta ricordi familiari e aneddoti inediti di un’artista che, da sempre proiettata nel futuro, non ha mai dimenticato il suo passato: la bisnonna, la bellissima Desolina, suo padre, sua madre, la vita sulle montagne, e poi i concerti, le prime tournée all’estero e il grande successo. Con la formula del teatro canzone, dove alla parola si alterna la musica, si rivive il percorso di una delle regine della canzone italiana: dalle prime tournée in Giappone e in Russia, ai grandi incontri, come quello col poeta Giuseppe Ungaretti, fino a successi immortali come Testarda io, Zingara, La riva bianca e la riva nera, Io ti darò di più, Come ti vorrei, Un uomo senza tempo, fino ai brani di artisti quali Piaf, Aznavour e Modugno. Iva è accompagnata da un’orchestra dal vivo e dalle più belle immagini della sua vita artistica proiettate su un mega schermo.

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Al Teatro La Fenice Les Ballets de Monte-Carlo interpreta Romeo e Giulietta di Prokof’ev

Les Ballets de Monte-Carlo porta in scena al Teatro La Fenice il balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev, nella versione coreografica di Jean-Christophe Maillot. Per cinque repliche consecutive, dal 12 al 16 dicembre 2018, la compagnia monegasca interpreterà il celebre balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare, nella messinscena – presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996 – che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot. La musica dal vivo sarà eseguita dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta dal maestro Nicolas Brochot.
Partendo dall’idea che tutti conoscono la storia di Romeo e Giulietta, Jean-Cristophe Maillot ha adottato una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare: piuttosto che seguire passo passo la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, il coreografo rivisita la tragedia seguendo un punto di vista originale. Il balletto ci trasporta nell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due amanti. Romeo e Giulietta di Jean-Cristophe Maillot è il flash back di quest’uomo di chiesa sconvolto che, alla fine del dramma, si chiede come si è potuti arrivare a tanto. Questo punto di partenza la dice lunga sulla sensibilità del coreografo, che interpreta la vicenda narrata nella tragedia shakespeariana non come un conflitto sociale o una lotta tra clan regolata da un codice d’onore, ma al contrario come un dramma fortuito che fa morire due ragazzi più presi dai giochi dell’amore che da quelli dell’odio.
Jean-Cristophe Maillot ha ideato quindi una coreografia che sconvolge i codici della danza classica in ciò che ha di più tradizionale, conservandone al contempo lo slancio, l’energia e la grazia senza tempo. Romeo e Giulietta è una pietra angolare del repertorio di Maillot: un vocabolario classico con una sintassi contemporanea sempre al crocevia di molteplici discipline artistiche.
Ecco il dettaglio del cast: Giulietta sarà interpretata in alternanza da Anna Blackwell e Victoria Ananyan, Romeo da Alexis Oliveira e Simone Tribuna, Frate Lorenzo da Matèj Urban e Francesco Mariottini; nei ruoli dei due accoliti si alterneranno Asier Edeso, Daniele Delvecchio, Koen Havenith, Benjamin Stone e Julien Guérin, in quello di Madonna Capuleti Mimoza Koike, April Ball e Marianna Barabás; in quello della nutrice Gaëlle Riou e Anne-Laure Seillan; nel ruolo di Tebaldo si alterneranno Alvaro Prieto e Cristian Assis, in quello di Mercuzio George Oliveira, Michaël Grünecker e Lennart Radtke, in quello di Benvolio Michaël Grünecker, Daniele Delvecchio e Benjamin Stone; Paride sarà interpretato in alternanza da Jaeyong An, Edgar Castillo e Lennart Radtke, Rosalina da Katrin Schrader e Candela Ebbesen.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro La Fenice mercoledì 12 dicembre 2018 ore 19.00 (turno A), giovedì 13 dicembre 2018 ore 19.00 (turno E), venerdì 14 dicembre 2018 ore 19.00 (turno D), sabato 15 dicembre 2018 ore 15.30 (turno C) e domenica 16 dicembre 2018 ore 15.30 (turno B).

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Petra Conti vince i Glamour Talent Awards

Ieri sera, mercoledì 5 dicembre al Teatro Principe di Milano Petra Conti, la nota ballerina italiana ed étoile internazionale, già Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano oggi Principal Dancer del Los Angeles Ballet, è stata la più votata tra le tre candidate della categoria Body Masters aggiudicandosi la vittoria dell’edizione 2018 dei Glamour Talent Awards, per le sue doti artistiche, l’attitudine social e il suo “glam factor”.

Petra Conti, chiamata sul palco e introdotta da un breve video di presentazione, ha saputo trasmettere le sue grandi qualità: talento, carisma, dedizione, femminilità e social skills, che l’hanno portata all’attenzione della rivista femminile Glamour per il concorso più fashion dell’anno. La serata presentata da Andrea Delogu, fra le più apprezzate conduttrici televisive e radiofoniche italiane, affiancata dall’attore Michael Schermi, tra luci soffuse, tendaggi di velluto, dress code in rosso per le signore e nero per gli uomini, ha visto premiate cinque grandi donne suddivise in cinque categorie – Body Masters, Startuppers, Sound Performers, Streaming Stars, Visual Artists – che eccellono nella propria professione e che tramite i social media esprimono e condividono con amici e fan il loro ineguagliabile mix di bravura, creatività, stile, determinazione e fascino.

All’evento ha espresso la propria preferenza in tempo reale un pubblico selezionato composto da stilisti, imprenditori del mondo fashion & beauty, influencer e celebrities, tra le quali una bellissima Natasha Stefanenko. Il voto è stato preceduto dal parere di una speciale giuria, che ha evidenziato i punti di forza “social” e non solo delle quindici finaliste, tre per ciascuna categoria, composta da tre “Instagram star” professioniste del web: Nataly Osmann (instagrammer russa con oltre 1 milione di follower, che ha inventato con il marito il format fotografico #FollowMeTo); Alessandra Airò (una delle prime fashion blogger italiane, diplomata al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, oggi instagrammer pioniera nello storytelling di “contenuti con un’anima” per brand di lusso); Sofie Valkiers (mamma e imprenditrice belga, con studi in Business Management & Marketing, due libri su moda e lifestyle e l’ideazione, nel 2009, della piattaforma Fashionata).

Petra Conti ai Glamour Talent Awards

 

Cenni biografici. Classe 1988, Petra Conti nasce ad Anagni, in provincia di Frosinone, da padre italiano e madre polacca. Si forma artisticamente all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove si diploma con lode nel 2006, perfezionandosi poi al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Durante gli anni della sua formazione partecipa ad importanti eventi tersicorei internazionali in Europa, Cina e USA e si aggiudica prestigiosi premi.

Nel 2004, a soli 16 anni, partecipa al programma televisivo “Sogni” condotto da Raffaella Carrà su Rai Uno, dove le viene esaudito il sogno di ballare con Roberto Bolle.

Per la stagione 2008-2009 entra nel Corpo di ballo della compagnia del Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera (Germania), mentre nell’agosto 2009 entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove fin da subito interpreta i ruoli principali delle produzioni scaligere.

Nel 2010 il canale televisivo Sky Classica le dedica un intero documentario intitolato “Danzatori di domani”.

Dopo il ruolo di Solista, il 22 dicembre 2011 Petra Conti è nominata Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano. Si susseguono quindi numerosi riconoscimenti per le sue doti tecniche e interpretative, che le valgono anche il soprannome di “Anna Magnani del balletto”.

Nella sua carriera danza al fianco di artisti del calibro di Roberto Bolle, Ivan Vasiliev, Massimo Murru – per citarne solo alcuni – ed Eris Nezha, che diventerà suo partner anche nella vita privata.

Calca le scene dei maggiori teatri nazionali e internazionali, e partecipa a numerosi Gala e serate d’eccezione in Italia e all’estero, tra cui la Vogue Fashion Dubai Experience esibendosi nel 2013 con Roberto Bolle ai piedi del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, davanti alle più importanti personalità della moda internazionale; quindi con il celebre danzatore l’anno successivo prende parte al prestigioso tour “Roberto Bolle and Friends”.

Nel luglio 2014 Petra Conti è insignita del titolo di Ambasciatrice della Danza Italiana nel Mondo.

Nell’estate 2017 e 2018 interpreta il ruolo della Schiava nella celebre Aida di Giuseppe Verdi nell’ambito dell’Arena di Verona Opera Festival di fronte ad un pubblico di circa 14.000 spettatori a sera. Tra i recenti impegni ricordiamo il prestigioso Festival Internazionale di Balletto de L’Avana “Alicia Alonso” (Cuba), dove lo scorso novembre danza con il Solista del Royal Ballet di Londra Fernando Montaño riscuotendo grandissimo successo.

Grazie alla sua fama internazionale riveste il ruolo di Consulente Artistico del Liceo Coreutico dell’Educandato Agli Angeli di Verona.

Oltre all’attività artistica Petra, dopo aver sconfitto un cancro al rene diagnosticatole nel 2016, dà vita al progetto POINTE SHOES for a CURE, raccolta fondi a favore dell’organizzazione non profit CURE Childhood Cancer di Atlanta (USA), volta a sostenere la ricerca per la cura del cancro infantile e a supportare i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Nel 2013 Petra Conti accetta l’invito ad unirsi al Boston Ballet (USA) in qualità di Principal Dancer fino alla stagione 2017-2018, quando diventa Principal Dancer al Los Angeles Ballet (USA)

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Una voce bianca per Gustav Mahler all’ Auditorium Giovanni Agnelli di Torino

La stagione 2018-2019 di Lingotto Musica giunge al suo quarto appuntamento mercoledì 19 dicembre 2018 alle 20.30 con un concerto che ha nell’originalità una delle sue cifre distintive. Un. programma monografico ad organico variabile, interamente dedicato a Gustav Mahler, che propone pagine cameristiche originali e adattamenti per orchestra da camera di grandi capolavori sinfonici. Protagonista della serata non poteva che essere una formazione che nell’esplorazione di sentieri poco battuti trova uno dei punti cruciali della propria vocazione: torna infatti a esibirsi sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino (Via Nizza 280) la Kremerata Baltica, insieme al suo fondatore e mentore Gidon Kremer e uno stuolo di interpreti d’eccezione a cominciare dal grande violoncellista italiano Mario Brunello.

Il programma della serata prende il via con l’esecuzione del Quartettsazt [Movimento di quartetto] in la minore per pianoforte, violino, viola e violoncello; unica composizione da camera originale dell’autore, fu scritto a Vienna durante gli studi di composizione in Conservatorio. Oltre a Gidon Kremer al violino e Mario Brunello al violoncello, l’organico sarà completato dalla bravissima Kristina Anusevičiūtė, prima viola della Kremerata Baltica e dal pianista Michail Lifits, vincitore nel 2009 del Concorso Busoni e da allora nome ricorrente nelle principali stagioni internazionali.

Con il brano successivo si intraprende il viaggio nel mondo degli adattamenti mahleriani, cominciando dall’Adagio della Decima Sinfonia, qui proposto nell’arrangiamento per soli archi di Hans Stadlmair, in cui Gidon Kremer prenderà per mano la sua formazione in veste di primo violino concertatore. La scrittura della Decima Sinfonia iniziò nell’estate del 1910, ma la morte dell’autore, sopraggiunta nel maggio dell’anno successivo, lasciò incompiuto questo testamento sinfonico che secondo gli appunti lasciati da Mahler si sarebbe dovuto articolare in cinque movimenti. L’Adagio, concepito come primo tra questi, fu l’unica sezione dell’opera che si avvicinò a un grado di compiutezza tale da essere successivamente incluso nella pubblicazione degli Opera omnia dell’autore.

Nella seconda parte della serata a salire sul podio sarà Mario Brunello, che da alcuni anni ha affiancato alla sua prevalente attività violoncellistica quella di direttore, per una versione per voce e orchestra da camera della Quarta Sinfonia. Contrariamente alla prescrizione originaria che prevede l’impiego di un soprano, sarà la voce bianca del tredicenne britannico Freddie Jamison a intonare i versi del Lied Das himmlische Leben (La vita celestiale), tratto dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), su cui è basato l’ultimo tempo di questa Sinfonia scritta tra il 1899 e il 1901. Solista nel Trinity Boys Choir della Trinity School di Londra, Freddie Jamison è apparso in produzioni operistiche al Festival di Glyndebourne, alla Royal Opera House di Londra e come solista al Royal College of Music.

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Svetlana Kasyan e Giorgio Berrugi protagonisti del capolavoro di Puccini: Tosca

Mentre continuano le repliche del Rigoletto di Verdi (fino al 18 dicembre), il cartellone della nuova stagione 2018/19 dell’Opera di Roma prosegue con un immancabile titolo: Tosca di Puccini.Lo spettacolo torna in scena dal 7 al 16 dicembre nello storico allestimento del 1900, quello della prima assoluta avvenuta proprio sul palcoscenico del Costanzi il 14 gennaio 1900 alla presenza di Puccini stesso. Le scene e i costumi di Adolf Hohenstein sono ricostruiti, dai bozzetti e i figurini originali, rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti. Il Maestro Stefano Ranzani torna alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma. La regia è di Alessandro Talevi, Vinicio Cheli firma le luci.

In questa ripresa vedremo protagonisti Svetlana Kasyan (Tosca), Giorgio Berrugi (Cavaradossi), Fabián Veloz (Scarpia), Luciano Leoni (Angelotti), Domenico Colaianni (Sagrestano) e Nicola Pamio (Spoletta). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani. All’allestimento partecipa la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma.

La Tosca di Puccini, dopo la prima di venerdì 7 dicembre (ore 20), sarà replicata mercoledì 12 (ore 20), venerdì 14 (ore 20) e domenica 16 (ore 16.30).

Con Tosca riprende inoltre la collaborazione fra il Teatro dell’Opera di Roma e la “Fondazione Roma Tre Teatro Palladium” per la rassegna “Prime Donne”: quattro serate al Teatro Palladium, di cui saranno protagoniste altrettante cantanti impegnate sul palcoscenico del Costanzi nel corso della stagione 2018/19. Il primo appuntamento è lunedì 10 dicembre, alle ore 20.30, appunto con la protagonista di Tosca, il soprano Svetlana Kasyan accompagnata al pianoforte dal Maestro Marco Forgione.

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