JOHN AXELROD E GIACOMO TESINI RACCONTANO BERLIOZ E CHIUDONO IL CICLO “CLASSICA PER TUTTI”

Si chiude il ciclo di iniziative dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal titolo “Classica per tutti”, dedicato a famiglie, giovani e giovanissimi. Il quarto e ultimo degli appuntamenti del sabato pomeriggio è in programma il 25 marzo alle ore 16 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Protagonista il direttore d’orchestra texano John Axelrod, Direttore artistico e musicale della Real Orchestra Sinfonica di Siviglia e Direttore ospite principale dell’Orchestra Verdi di Milano, allievo di Leonard Bernstein e apprezzato in tutto il mondo per il suo carisma e per la sua straordinaria versatilità.

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LA MESSA IN SI MINORE DI BACH AL LINGOTTO CON I RAGAZZI DEL WINDSBACHER KNABENCHOR E L’AKADEMIE FÜR ALTE MUSIK DI BERLINO

Fondato nel 1946 e nel corso degli anni affermatosi come una realtà di respiro internazionale, il Windsbacher Knabenchor, ensemble vocale formato da bambini e adolescenti, è protagonista, sotto la direzione del suo direttore Martin Lehmann, del prossimo appuntamento dei Concerti del Lingotto, che si svolge lunedì 3 aprile 2017 alle 20.30 presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino (via Nizza 280). Insieme ai giovani coristi la parte strumentale è affidata all’Akademie for Alte Musik di Berlino, una delle formazioni più accreditate a livello internazionale per l’esecuzione della musica barocca con oltre un milione di dischi venduti in tutto il mondo sin dal 1982, anno della sua fondazione. A completare il cast un quartetto di voci soliste d’eccezione come il soprano spagnolo Nuria Rial, il mezzosoprano americano Rebecca Martin, i tedeschi Markus Schäfer e Thomas Laske, rispettivamente tenore e basso.
Monografico il programma del concerto che vede l’esecuzione della monumentale Messa in si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach, una delle più alte espressioni presenti nell’intera produzione del genio di Eisenach e pietra miliare nella storia della musica sacra. Scritta a più riprese tra il 1733, anno di composizione del Kyrie e del Gloria, e il 1739, fu dedicata a Federico Augusto II elettore cattolico di Sassonia e re di Polonia con il nome di Augusto III. L’opera comprende in tutto 25 pezzi, di cui 16 brani corali, 6 arie solistiche e 3 Duetti. Sebbene scritta a blocchi distinti in momenti differenti, «la Messa in si minore – scrive Giorgio Pestelli – rivela alla fine una prodigiosa unità di tono: come se i tasselli che la compongono, nati in anni diversi e ispirati a diversi stili di riferimento, per qualche misteriosa virtù si siano attratti e saldati in una superiore ed eloquente continuità».

Il concerto è preceduto da una conferenza introduttiva di Paolo Gallarati che si svolge in Sala Londra alle 18.30.

La biglietteria è aperta nei giorni 31 marzo, 1 e 3 aprile 2017 in via Nizza 280 interno 41, dalle 14.30 alle 19, e un’ora prima del concerto, dalle 19.30. Poltrone numerata da 27 a 54 euro, e ingressi non numerati da 20 e 13 euro (ridotto per i giovani con meno di trent’anni) in vendita un quarto d’ora prima del concerto secondo disponibilità. Vendite on line su www.anyticket.it. Informazioni: 011.63.13.721.

La stagione 2016-2017 è resa possibile grazie al sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fiat, Exor, Reale Mutua Assicurazioni, Banca del Piemonte, Lingotto, IPI, Lavazza, Sadem Arriva, Vittoria Assicurazioni, Banca Regionale Europea, Guido Castagna, AON, Generali, Banca Sella, Amiat, PKP Investments.
Comunicato Stampa

MUSICHE DI MOZART E BEETHOVEN AL FILARMONICO DI VERONA

Il sesto Concerto della Stagione Sinfonica 2016-2017, in programma venerdì 24 marzo alle 20.00 con replica sabato 25 alle 17.00, propone brani di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. Sul podio troviamo Ola Rudner e al pianoforte Leonora Armellini; dal repertorio mozartiano sono tratti l’Ouverture del Don Giovanni e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 K. 595 in si bemolle maggiore eseguiti nella prima parte della serata. Verrà quindi proposta la Sinfonia n. 3 op. 55 in mi bemolle maggiore di Beethoven, detta Eroica.

Si racconta che l’Ouverture sia stata composta da Mozart in gran fretta, addirittura la notte prima della prova generale dello spettacolo; l’opera invece, composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, costituisce il secondo dei tre titoli italiani che il compositore ha scritto su libretto di Lorenzo Da Ponte. La caratteristica di Mozart di trascrivere sulla carta una composizione già perfettamente compiuta nella mente è confermata dalla quasi totale assenza di correzioni negli autografi. L’Ouverture si compone di due parti, un Andante con moto, ripetuto nella penultima scena dell’opera all’ingresso della statua del Commendatore nella casa di Don Giovanni, e un Allegro.

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Riccardo Frizza torna alla Fenice di Venezia per dirigere Lucia di Lammermoor

Il maestro italiano, uno dei più grandi direttori del panorama internazionale,
torna a Venezia dopo aver condotto Norma alla Lyric Opera di Chicago e Rigoletto al Liceu di Barcellona.

Il premiato maestro è uno dei più grandi direttori del repertorio operistico italiano (la stampa lo ha segnalato come “il nuovo direttore di Verdi della sua generazione”) e del bel canto romantico. Ha recentemente diretto Norma, di Bellini, nel corso del mese di febbraio alla Lyric Opera di Chicago, proprio prima di mettersi alla direzione del Rigoletto, di Giuseppe Verdi, sul palco del Gran Teatre del Liceu di Barcellona a marzo e aprile. Dopo un concerto sinfonico al Teatro Grande di Brescia con l’Orchestra Filarmonica della Fenice, il prossimo impegno lo porterà a Venezia, dove il direttore italiano ritornerà al Gran Teatro la Fenice per dirigere nove rappresentazioni (i giorni 21, 22, 23, 26, 27, 28, 29, 30 aprile e 2 maggio) di Lucia di Lammermoor, di Donizetti.

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Andrea Mastroni e l’Accademia dell’Annunciata: “Eloquenza delle forti passioni”

Un percorso tutto Haendeliano: questo il programma scelto dal basso milanese Andrea Mastroni per i due concerti
che terrà alla fine del mese di marzo con l’Accademia dell’Annunciata, sotto la direzione di Riccardo Doni.

Dopo i recenti successi conquistati come protagonista della prima assoluta di Aquagranda, opera di Filippo Perocco, che ha inaugurato la stagione del Gran Teatro La Fenice di Venezia e con il debutto al MET di New York, Andrea Mastroni torna a Milano per due concerti in collaborazione con l’Accademia dell’Annunciata. Per questa occasione ha scelto una serie di arie estremamente esemplificative delle diversità di scrittura, in termini tecnici ed espressivi, che Händel concepì per i maggiori solisti della scena operistica settecentesca.

I concerti saranno inclusi nella stagione che annualmente l’Accademia organizza ed il primo appuntamento si svolgerà il prossimo 21 marzo alle ore 21 nella cornice bramantesca dell’ex convento dell’Annunciata di Abbiategrasso. L’appuntamento, inoltre, si colloca nell’ampio cartellone internazionale della quinta giornata europea della Musica antica organizzata dal R.E.M.A. (Reseau Europeene de la Musique Ancienne), che ogni anno si svolge simbolicamente il 21 marzo, data di nascita di Johann Sebastian Bach.

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L’ORCHESTRA RAI CELEBRA TOSCANINI SUL PODIO MICHELE MARIOTTI

 VINCITORE DEL PREMIO ABBIATI COME MIGLIOR DIRETTORE

Lunedì 20 marzo all’Auditorium Rai di Torino e in diretta su Radio3
In differita su Rai5 sabato 25 marzo in prima serata

È dedicato ad Arturo Toscanini nel 150esimo anniversario della nascita – che cadrà il 25 marzo – il concerto straordinario dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma lunedì 20 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai di Torino – che porta il nome del grande direttore d’orchestra – con collegamento diretto su Radio3. Rai Cultura trasmetterà il concerto in differita sul suo canale Rai5 sabato 25 marzo, giorno dell’anniversario, alle 21.15.
Con la città di Torino Toscanini ebbe uno strettissimo rapporto, suggellato da circa quattrocento presenze sul podio, tra opere e concerti, cui si sommano diverse esibizioni giovanili come violoncellista di fila o in formazioni cameristiche.

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DUE REGINE A CONFRONTO: CARMELA REMIGIO DEBUTTA COME ELISABETTA NELLA MARIA STUARDA DI DONIZETTI

Dal 22 marzo al Teatro dell’Opera di Roma

Dopo il debutto in Turandot (Liù) e in Maometto II (Anna), e dopo il successo ne La Bohème (Mimì) e nella Norma (Adalgisa), Carmela Remigio ritorna al Teatro dell’Opera di Roma – da mercoledì 22 marzo a sabato 1° aprile – per la prima volta nelle vesti di Elisabetta nella Maria Stuarda di Gaetano Donizetti.
Reduce dal successo in un altro capolavoro belcantista come la Norma di Bellini al Teatro Massimo di Palermo, il soprano pescarese debutta nel ruolo della regina Elisabetta, dopo aver già interpretato le tre regine Tudor del ciclo donizettiano (Anna Bolena, Maria Stuarda e Roberto Devereux).
“Credo che sia un’operazione musicalmente molto interessante – dice Carmela Remigio – quella di restituire la Maria Stuarda alla sua forma originaria, così come la concepì Donizetti, ossia con due soprani nei ruoli delle protagoniste.
Elisabetta è un personaggio molto affascinante, non solo vocalmente, ma anche psicologicamente: è una figura sfaccettata, dal grande spessore teatrale e dagli accenti forti, drammatici. Da un lato regina altera, inamovibile nella sua devozione al regno e ai sudditi; dall’altro donna dotata anche di una certa carnalità, seppur mai manifesta.
Si aggira per le scene senza alcun gesto plateale, ma è proprio in questa gelida regalità che traspare l’astuzia – al confine con la perfidia – di una donna tutt’altro che priva di vita, capace di manipolare sinuosamente tutto ciò che la circonda.
Nessun moto di stizza, nessuna aggressività turbano la regina, che pubblicamente non accenna mai alla sofferenza per l’amore tradito, né all’invidia per la cugina. Persino dopo il celebre confronto con Maria Stuarda, Elisabetta resta imperturbabile, alzando seraficamente il braccio verso le guardie.”
“Come Adalgisa nella Norma – spiega il musicologo Giorgio Appolonia – così anche Elisabetta nella Maria Stuarda è un soprano: la regina vergine, un po’ isterica, un po’ titubante nell’ottica donizettiana, molto innamorata e quindi anche gelosa della sua preda ‘mancata’. Dunque, chi più di un soprano può esprimere queste situazioni?”
Maria Stuarda è in scena il 22, il 24, il 26, il 28 marzo e l’1 aprile al Teatro Costanzi di Roma, in un allestimento firmato da Andrea De Rosa e diretto da Paolo Arrivabeni.
Accanto a Carmela Remigio sono impegnati Marina Rebeka (Maria Stuarda), Valentina Varriale (Anna Kennedy), Paolo Fanale (Roberto), Carlo Cigni (Giorgio Talbot) e Alessandro Luongo (Lord Guglielmo Cecil).
Dopo Maria Stuarda Carmela Remigio sarà Elettra in Idomeneo a Pistoia, nell’ambito dell’ottantesimo Maggio Musicale Fiorentino, dal 25 aprile, Donna Anna nel Don Giovanni al Gran Teatre del Liceu di Barcellona dal 19 giugno, la Contessa ne Le nozze di Figaro a Madrid dal 20 luglio e a San Sebastian dal 13 agosto.
Comunicato Stampa

TOSCA: IL CONTRASTO TRA POTERE BORBONICO E PATRIOTTISMO

Domenica 19 marzo 2017 alle 15.30 debutta Tosca, quarto titolo d’opera della Stagione Artistica 2016-2017. Giovanni Agostinucci firma regia, scene e costumi per l’allestimento della Fondazione Arena già proposto al Teatro Filarmonico nel 2004, mentre le luci sono di Paolo Mazzon. Antonino Fogliani dirige Orchestra, Coro e Solisti. A fianco del Coro preparato da Vito Lombardi è impegnato il Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini.

Repliche: martedì 21 marzo alle 19.00, giovedì 23 marzo alle 20.00, domenica 26 marzo alle 15.30, martedì 28 marzo alle 19.00 e giovedì 30 marzo alle 20.00.

L’opera viene composta tra il 1896 e il 1899 e rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900 e la vicenda è tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou la cui fortuna era legata fortemente all’interpretazione della celeberrima Sarah Bernhardt, che lo stesso Puccini aveva visto. I due librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa snelliscono molto la vicenda originaria concentrando la narrazione sui tre personaggi principali di Tosca, Cavaradossi e Scarpia. La vicenda è ambientata il 14 giugno 1800 in un’atmosfera romana di grande fermento sull’eco degli avvenimenti rivoluzionari francesi.

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BAIBA SKRIDE DEBUTTA CON L’ORCHESTRA RAI DIRETTA DA DIMA SLOBODENIOUK

“Mi piace immaginarlo come un meraviglioso dipinto, di cui si può godere l’insieme etereo, oppure nel quale, avvicinandosi, ci si può perdere osservando la miriade di dettagli”. Così la violinista Baiba Skride descrive il Concerto n. 1 op. 35 per violino e orchestra di Karol Szymanowski, che interpreta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 16 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con collegamento diretto su Radio3. Superstar lettone del violino, la Skride ha collaborato con orchestre come i Berliner Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, la London Philharmonic e molte altre. Suona per la prima volta con l’Orchestra della Rai.

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IL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA RICORDA ALBERTO ZEDDA

Il Teatro Comunale di Bologna si unisce commosso al cordoglio del mondo della musica per la scomparsa di Alberto Zedda, alla cui memoria saranno dedicate le recite del “Turco in Italia” che proprio il Maestro avrebbe dovuto dirigere dal prossimo 10 marzo.
“Ricorderemo sempre con immenso affetto e infinita gratitudine Alberto Zedda” – dice addolorato Nicola Sani, Sovrintendente del Comunale – “Con lui scompare uno dei maggiori direttori d’orchestra del nostro tempo. Lavoratore e viaggiatore infaticabile, che oltre ad aver diretto tutto il grande repertorio da Monteverdi a Puccini, ha legato indissolubilmente il suo nome allo studio e alla diffusione della musica di Gioachino Rossini, di cui è stato interprete fedele e profondo conoscitore, imponendolo in repertorio e sapendone mostrare tutta l’attualità del lascito musicale, la freschezza e il ruolo cruciale nello sviluppo del teatro d’opera. Al Rossini Opera Festival è stato emblema e fautore di alcune fra le più memorabili produzioni, molte delle quali sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna”.
Alle parole del Sovrintendente fanno eco quelle del Direttore musicale del Comunale, Michele Mariotti: “Quando si faceva musica insieme al Maestro Zedda – ricorda con affetto – si aveva sempre l’impressione che la musica fosse viva, mai fossilizzata in un mondo che non esisteva più, ma sempre moderna, attuale; il contatto con lui era una fonte di vivacità, di ricerca continua e di rinnovamento. Anche per questo era così amato dagli artisti giovani e dai tanti studenti che ha incoraggiato: noi che siamo cresciuti sotto la sua influenza dobbiamo adesso raccoglierne l’eredità e mantenere vivo il suo stile e i suoi insegnamenti”.
Sfogliando la cronologia del Teatro felsineo, il primo incontro fra il Comunale e Zedda risale al gennaio-febbraio 1960 quando, in collaborazione con il Comune di Bologna, furono organizzati concerti per le scuole diretti da lui e da Bruno Rigacci, cui fecero seguito alcuni concerti estivi ai Giardini Margherita. Primo appuntamento operistico il 31 marzo 1977 nel segno di Rossini con Il Barbiere di Siviglia – opera amata e studiata in profondità, realizzando ben due edizioni critiche – con le scene e i costumi di Lele Luzzati e in scena Renzo Casellato, Enzo Dara, Helga Müller, Leo Nucci. Quindi anche I puritani di Bellini con Chris Merritt e Mariella Devia nel 1988 e i tantissimi appuntamenti nell’ambito del Rossini Opera Festival, dalla Giovanna d’arco del 1989 con Teresa Berganza, alla Semiramide del 1992, tante edizioni dello Stabat Mater e ultima la Petite Messe Solennelle dell’agosto 2014. Zedda ha inoltre diretto le compagini artistiche del Comunale per l’incisione del disco “Rossini!” (Sony Classical), protagonista il soprano Olga Peretyatko, che nel 2016 ha conquistato l’Echo Klassik Award della critica musicale tedesca.
Comunicato Stampa

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Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

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