A Venezia Festival dedicato a Antoine Reicha, musicista cosmopolita e visionario

Dopo la riscoperta di opere di Étienne-Nicolas Méhul e di Charles-Simon Catel, il Palazzetto Bru Zane prosegue nella sua esplorazione dei primi decenni del XIX secolo, interessandosi ora alla figura di Antoine Reicha (1770-1836), didatta di riferimento della generazione romantica (Berlioz, Franck, Liszt e Gounod, fra gli altri, furono suoi allievi).
La pregevole produzione di questo compositore è oggetto a Venezia di un festival dal 23 settembre al 4 novembre 2017, composto da 10 concerti che si svolgeranno fra il Palazzetto Bru Zane, il Teatro La Fenice e la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, da progetti didattici e da conferenze e un convegno a Lucca, realizzato con il Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini.

Concerto inaugurale sabato 23 settembre alle ore 20, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista con il Quatuor Ardeo (Carole Petitdemange e Mi-sa Yang violini, Yuko Hara viola e Joëlle Martinez violoncello) impegnato nel Quartetto in do minore op. 49 n. 1 e nel Quartetto in sol maggiore op. 90 n. 2 di Reicha al quale questo quartetto tutto femminile ha dedicato anche un cd nel 2014 (biglietti euro 20 / euro 5).
Secondo appuntamento, domenica 24 settembre, alle ore 17, al Palazzetto Bru Zane, concerto del Trio composto da Julien Chauvin (violino), Christophe Coin (violoncello), Jean-Jacques Dünki (fortepiano) che del compositore cui è dedicato il festival eseguiranno: il Trio per violino, violoncello e pianoforte in do maggiore op. 47, il Duo per violino e violoncello op. 84, estratti dalle Fughe per pianoforte op. 36, il Trio per violino, violoncello e pianoforte in la maggiore op. 101 n. 6 (biglietti euro 15 / euro 5).
Le pagine in programma in questi primi concerti del festival sveleranno con chiarezza la qualità della scrittura e il loro essere trait d’union tra il classicismo viennese e il romanticismo francese, in cui Antoine Reicha – ceco naturalizzato francese, autorevole teorico e didatta – spinse molto in avanti le ricerche sull’arte di un contrappunto visionario e di un’armonia innovatrice.

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Mercoledì si conclude l’undicesima edizione del Festival Mito SettembreMusica

Il festival si conclude con il doppio appuntamento nelle due città con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly e il violista Julian Rachlin

“Luci”: con Ligeti, Bartók e Respighi, tre modi antitetici di giocare con la luce

Milano / Teatro degli Arcimboldi – Torino / Teatro Regio – 20 e 21 settembre, ore 21

L’undicesima edizione del festival MITO SettembreMusica si chiude mercoledì 20 settembre a Milano (Teatro degli Arcimboldi, ore 21) e giovedì 21 settembre a Torino (Teatro Regio, ore 21), con il concerto della Filarmonica della Scala – reduce da una trionfale tournée europea – diretta da Riccardo Chailly, suo direttore principale, e un solista di eccezione come il violista Julian Rachlin.
Ispirato anch’esso al tema “Natura”, il programma del concerto di chiusura di MITO SettembreMusica 2017 si intitola Luci (identico per entrambe le serate) ed è stato – come per tutti gli altri – appositamente creato per l’occasione.
In apertura Lontano dell’ungherese György Ligeti, del 1967, lenta progressione di una luce cangiante, come in un sogno dai contorni imprendibili (brano celebre usato non a caso da Stanley Kubrik per The Shining e da Martin Scorsese per Shutter Island) cui segue il Concerto per viola e orchestra di Bartók, ultimo lavoro del compositore ungherese completato nel 1947 dall’allievo Tibor Serly, affidato in questa occasione all’archetto del virtuoso di origine lituana Julian Rachlin che ne svelerà il tono intimo e contemplativo. Nella seconda parte Pini di Roma e Fontane di Roma di Ottorino Respighi che, nella natura, coglie l’abbaglio, il chiarore, lo sfavillare dei colori che chiunque abbia visitato la Città Eterna non tarderà a riconoscere
Anche questi concerti saranno preceduti da brevissime introduzioni all’ascolto, tenute da Gaia Varon a Milano e Stefano Catucci a Torino.
Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

I biglietti per i concerti della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly hanno un costo di euro 25 ed euro 30 (per i nati dal 2003, biglietti per tutti i concerti a euro 5). Se ancora disponibili, i biglietti saranno posti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso le biglietterie delle relative sedi.

www.mitosettembremusica.it

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Danza Autunno 2017 al Ponchielli di Cremona

Grazie alla collaborazione con il prestigioso MilanoOltre Festival il Teatro Ponchielli inaugura la rassegna Danza Autunno 2017, martedì 26 settembre (ore 21.00), con Anne Teresa De Keersmaeker, rivoluzionaria coreografa che ha firmato creazioni divenute icone della danza contemporanea nel mondo, prima fra tutte la sua potente Rosas Danst Rosas.

martedi 26 settembre ore 21.00
ANNE TERESA DE KEERSMAEKER/ROSAS
ROSAS DANST
coreografie Anne Teresa De Keersmaeker
creato da Anne Teresa De Keersmaeker, Adriana Borriello, Michèle Anne De Mey, Fumiyo Ikeda
interpreti: Laura Bachman, Léa Dubois, Anika Edström Kawaji, Yuika Hashimoto, Laura Maria Poletti, Soa Ratsifandrihana

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Davinia Rodríguez inizia la stagione al San Carlo di Napoli

Il soprano delle Canarie tornerà nel ruolo di Amelia Grimaldi di Simon Boccanegra a Napoli dopo un gala lirico a Tenerife e prima di esibirsi a Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Barcellona e Mascate.

La carriera del soprano spagnolo Davinia Rodríguez continua a crescere e a consolidarsi nel circuito internazionale. Se l’anno scorso ha portato il suo talento in scenari come Barcellona, ​​Spoleto, Napoli, Vienna, Torino, Bilbao e Lisbona, oltre ad altri, questa estate è tornata al Festival dei Due Mondi di Spoleto per il debutto nel ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni, di Mozart, e all’iconico Sferisterio del Festival di Macerata per cantare ancora una volta il ruolo di Liù in Turandot, di Puccini, un personaggio che ha già interpretato nel 2014 all’ABAO-OLBE di Bilbao e ha in calendario nelle prossime stagioni in vari teatri europei. Il 1° settembre viaggerà a La Laguna (Tenerife) per partecipare ad un concerto con l’Orchestra Sinfonica di Tenerife diretta da Riccardo Frizza, una serata in cui condividerà il palco con i tenori delle Canarie Celso Albelo e Badel Albelo. Più tardi Davinia Rodríguez tornerà in Italia per tornare a interpretare il ruolo di Amelia Grimaldi in Simon Boccanegra nello storico Teatro San Carlo di Napoli; con quest’opera di Verdi ha debuttato lo scorso anno al Gran Teatre del Liceu di Barcellona con Plácido Domingo, e l’ha interpretata anche a Modena e Piacenza. Nel teatro napoletano offrirà tre spettacoli i giorni 8, 11 e 13 ottobre in una produzione del Teatro Regio di Torino con la direzione musicale di Stefano Ranzani e la direzione scenica di Sylvano Bussotti.
Gli impegni futuri della stagione 2017-18 la porteranno a debuttare il ruolo di Marguerite nel Faust, di Gounod, in un tour italiano che passerà per il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia e il Teatro Municipale di Piacenza, oltre a debuttare al Palau de la Musica Catalana di Barcellona con il suo primo Requiem di Verdi e alla Royal Opera House Muscat in Oman, con la sua acclamata Nedda de Pagliacci, di Leoncavallo.
Comunicato Stampa

MITO SettembreMusica apre l’undicesima edizione

L’undicesima edizione del festival MITO SettembreMusica si apre domenica 3 settembre a Milano (Teatro alla Scala, ore 21) e lunedì 4 settembre a Torino (Teatro Regio, ore 21) alla presenza dei Sindaci Giuseppe Sala e Chiara Appendino, con il concerto della Gustav Mahler Jugendorchester, considerata la più prestigiosa orchestra giovanile del mondo, protagonista in queste settimane di un tour in occasione del proprio 30° anniversario della fondazione voluta da Claudio Abbado, presso le principali manifestazioni e sale da concerto europee fra cui il Festival di Salisburgo, il Concertgebouw di Amsterdam, la Elbphilharmonie di Amburgo, la Konzerthaus di Berlino, la Semperoper di Dresda. Sul podio Ingo Metzmacher, interprete di riferimento del repertorio del XX e XXI secolo che, nella sua carriera internazionale ha sempre promosso programmi innovativi e talvolta provocatori ma sempre di grande successo.

«L’attesa per l’inaugurazione di MITO 2017 – commenta il presidente Anna Gastel – è altissima sia a Milano che a Torino, sia alla Scala che al Regio: il tema della Natura, fil rouge di questa edizione, permette una programmazione di particolare ampiezza e suggestione. I percorsi, dalla musica antica alle nuove commissioni, saranno molteplici e dal loro avvicendarsi e incrociarsi, proprio come accade in natura, si produrranno emozioni sempre nuove».

Il programma del concerto inaugurale di MITO SettembreMusica 2017, intitolato Quattro paesaggi (identico per entrambe le serate del 3 e 4 settembre), è stato – come da tradizione – appositamente creato per l’occasione e introduce al tema del festival scelto dal direttore artistico Nicola Campogrande, proponendo quattro differenti modalità musicali di relazionarsi alla “Natura”. In apertura, la prima esecuzione in Italia di This Midnight Hour di Anna Clyne – compositrice inglese trentasettenne, “in residence” alla Chicago Symphony Orchestra dal 2010 al 2015, vincitrice di numerosi premi e nominata ai Grammy Award – affascinata dal registro basso degli archi e ispirata da versi poetici di Juan Ramón Jiménez e da Charles Baudelaire, cui seguirà il celebre Concerto per pianoforte di Gershwin (1925) affidato a uno dei suoi più acclamati interpreti di oggi, il pianista francese Jean-Yves Thibaudet in cui i ritmi e le luci di Broadway, la vitalità del jazz e della musical, lasciano emergere nel poetico Adagio centrale una irripetibile e languida malinconia serale.

La seconda parte prevede invece l’ouverture di Dvořák Nel regno della natura op. 91 (1891) che invita l’ascoltatore alla meraviglia per la vastità e profondità del mondo paesaggistico slavo, quindi la Suite n. 2 da Daphnis et Chloé di Ravel, in cui il compositore francese evoca con straordinaria fantasia timbrica e colori orchestrali lussureggianti l’alba di una Grecia immaginaria che sfocia in un sontuoso baccanale conclusivo.

 

Considerato il gradimento dello scorso anno, tornano nel festival 2017 le brevissime introduzioni all’ascolto dei concerti, con l’obiettivo di offrire un’esperienza musicale inedita, curiosa, capace di coinvolgere il pubblico offrendo il piacere di una comprensione più profonda. Saranno quindi Gaia Varon e Mattia Palma a Milano, Stefano Catucci e Carlo Pavese a Torino, a presentare i concerti alternandosi fra loro.

I 140 appuntamenti di MITO SettembreMusica proseguiranno sino al 21 settembre, delineando un festival che unisce nel segno della musica le due più grandi città dell’Italia settentrionale, riconfermando il desiderio delle amministrazioni di considerare lo sviluppo della cultura musicale un’imprescindibile forma d’impegno a favore del bene comune.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

I biglietti per i concerti inaugurali della Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Ingo Metzmacher hanno un costo di euro 25 ed euro 30 (per i nati dal 2003, biglietti per tutti i concerti a euro 5). Se ancora disponibili, i biglietti saranno posti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso le biglietterie delle relative sedi.
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Grande successo per le serate conclusive dell’Arena di Verona Opera Festival 2017

Con un anfiteatro vicino al tutto esaurito si è conclusa la 95ma edizione dell’Arena di Verona Opera Festival 2017.
Le ultime recite del 26 e 27 agosto rispettivamente di Nabucco, proposto nell’allestimento di Arnaud Bernard che quest’anno ha inaugurato il Festival Lirico, e Aida nell’Edizione Storica di Gianfranco de Bosio che rievoca la messa in scena del 1913, hanno registrato una significativa presenza di pubblico che ha affollato l’Arena in ogni ordine di posto e che ha tributato applausi a scena aperta agli artisti impegnati nelle rappresentazioni.
Inoltre, grazie alla collaborazione tra Fondazione Arena, Bel Air Media e le emittenti televisive ARTE e ZDF, la serata di Nabucco è stata trasmessa in diretta con grande seguito da ARTE Germania, ARTE Francia e in live streaming su ARTE Concert, dove sarà visibile fino al 25 settembre 2017.
Fondazione Arena ringrazia di cuore il pubblico che ha seguito la stagione areniana e dà appuntamento alla 96ma edizione dell’Opera Festival, in scena dal 22 giugno al 1° settembre 2018.

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Chiude il 54° Festival di Musica da Camera a Cervo sul Sagrato della Chiesa dei Corallini

Violino e pianoforte protagonisti dell’ultimo concerto di stagione sul Sagrato: e così, con la formazione – cameristica DOC – che lo ha inaugurato, il Festival chiude la 54ª edizione.
Un percorso che si è snodato attraverso generi e stili differenti, dalla musica classica e cameristica tradizionale al jazz, alla musica popolare e al teatro; per incontrare diverse tipologie di pubblico, per coinvolgere appassionati, turisti e semplici curiosi. Con un occhio di riguardo, sempre di più, ai giovani.

Lunedì 28 agosto – ore 21.30 – sul Sagrato dei Corallini sarà protagonista il violinista Noe Inui.
Al pianoforte Vassilis Varvaresos.

Lui, Noe Inui, è un giovane artista che ha già conquistato il pubblico in tutto il mondo, con la sua energia “ipnotizzante”e lo straordinario talento. Il pianista, Vassilis Varvaresos, anche lui giovane e promettente artista, è vincitore di diversi premi internazionali. Una coppia di artisti che chiude, con freschezza e vitalità, la prestigiosa rassegna musicale cervese.

 

PROGRAMMA:
R. Schumann Sonata per violino e pianoforte n. 1 in La minore, Op. 105

S. Prokofiev Sonata per violino e pianoforte n. 1 in Fa minore, Op. 80

E. Ysaÿe Poème Elégiaque per violino e pianoforte, Op. 12

F. Schubert Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte, op. 159, D. 934

I concerti saranno preceduti da due cicli di guida all’ascolto nell’Oratorio di Santa Caterina – dalle 20.45 alle 21.00 – a cura di giovani dell’Associazione San Giorgio Musica.

La prima Sonata in la minore di Schumann si caratterizza per la sua anima romantica, a partire da quella melodia inquieta e appassionata del primo movimento che così bene esprime la tensione interiore tipica della sensibilità schumanniana. Più lirico e distensivo l’Allegretto centrale con il violino in primo piano, veemente l’ultimo movimento, con un dialogo serrato e nervoso tra i due strumenti.


Melodia chiara e semplice, così come la forma e la tecnica: la Sonata in fa minore di Prokofiev – dedicata a Oistrach – è composizione di vasto respiro e grande impegno, in quattro movimenti, in cui prevale un’atmosfera arcaica insolita nel musicista. Nonostante la ricerca di chiarezza, Prokofiev ha cercato tuttavia di trasmettere il suo pensiero con quegli slanci melodici e i contrasti armonici tipici del suo stile; insomma, una musica più “ordinata” ma anche innovativa, che vivifica l’ideale classico liberandosi degli schemi scolastici e artificiosi.

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Un’estate ricca di successi a Cervo tra Signum Saxophone Quartet e Anna Karenina

Come sempre il Festival Internazionale di Musica da Camera, ormai giunto alla 54esima edizione, continua a raccogliere consensi da pubblico e critica nella splendida cornice di Cervo, una vera e propria perla della Liguria.

Può essere un pezzo classico, può capitare una pagina del repertorio russo, spagnolo o tedesco, ma ci sono anche il barocco e il classicismo e, naturalmente, contemporaneo e jazz. Tutto percorso da una freschezza e da quella pennellata di ironia che segna l’interpretazione giovane e “azzardata”.

Sabato 19 agosto – ore 21.30 – sul Sagrato dei Corallini un concerto inconsueto e frizzante con il Signum Saxophone Quartet, ensemble di giovani musicisti che infiamma il pubblico con la sua energia e le personalissime interpretazioni.

Blaž Kemperle – saxofono soprano
Erik Nestler – saxofono alto
Alan Lužar – saxofono tenore
Guerino Bellarosa – saxofono baritono

“Che siano la reincarnazione dei Beatles? Un irresistibile incrocio tra mascolinità e sensibilità caratterizza la musica dei quattro, liberi dalla partitura, posizionati a semicerchio, trasmettono una completa libertà”. Così il quotidiano “Hamburger Abendblatt”, dopo un concerto dei Signum, che – irriverenti quel tanto che basta – ne escono quasi come pop star. Quel che propongono è assai particolare, musica di tutti i tempi studiata, assorbita, arrangiata e poi proposta al pubblico con quel guizzo di genialità musicale che conquista, immancabilmente, la platea.

In caso di maltempo, il concerto si terrà all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista.
SERVIZIO BUS NAVETTA GRATUITO.

 

Continua IL GRANDE SUCCESSO A PALAZZO VIALE:

TEATRO CON MUSICA DAL VIVO

La Cumpagnia du Servu è lieta di invitarVi

Venerdì 18 agosto – ore 20.30 e 22.00

Anna Karenina

In un’ora è magicamente condensata, attraverso un fitto dialogo tra voce e violoncello, la traiettoria di vita di Anna, cui da voce e corpo Irene Ivaldi. Al violoncello Lamberto Curtoni esegue composizioni russe e musiche originali composte dal musicista. La cura del progetto è di Valter Malosti che ha adattato per il teatro la splendida è recentissima traduzione di Laura Zonghetti edita da Einaudi.
riadattamento del celebre capolavoro di Lev Tolstoij, due recite a sera.
Un progetto di Valter Malosti. In scena Irene Ivaldi – attrice, Lamberto Curtoni – violoncello. Regia di Valter Malosti.

Dieci minuti prima, per la sola data del 17 agosto, è prevista una visita guidata di palazzo Viale a cura di Luigi Diego Elena.

La biglietteria sarà aperta a Palazzo Viale dalle ore 19.30 nei giorni degli spettacoli.

Le prenotazioni potranno essere effettuate ai seguenti numeri della Cumpagnia du Servu: +39-328-7122351 e +39-347-2122432

In collaborazione con FAI – Fondo Ambiente Italiano – sezione Liguria

Comunicato Stampa

 

 

 

Domani quinta rappresentazione di Madama Butterfly all’Arena di Verona

Venerdì 11 agosto alle 20.45 va in scena la quinta rappresentazione di Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su musica di Giacomo Puccini e libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Giacomo Puccini compone Madama Butterfly tra il 1901 e il 1903 documentandosi minuziosamente con l’aiuto da Sada Yacco, nota attrice giapponese che gli illustra con accuratezza usi e costumi del popolo orientale. Il compositore di Lucca traccia un dramma psicologico estremamente moderno che segue la storia interiore della protagonista sullo sfondo di un Giappone da cartolina. Tale profondità introspettiva risulta però estranea al pubblico di inizio Novecento, al punto che la Prima meneghina del 17 febbraio 1904 si rivela un fiasco colossale, come scrive una delle sorelle di Puccini in una lettera al marito: «Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro». Solo tre mesi dopo, al Teatro Grande di Brescia, l’opera ottiene il meritato riconoscimento, di cui gode ancora oggi.

Il titolo pucciniano, in scena all’Arena di Verona dal 1978 in sei diverse edizioni con 71 rappresentazioni, è proposto nello spettacolare allestimento del 2004 – ripreso nel 2006, 2010 e 2014 – con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.

Sul podio ritroviamo Jader Bignamini, impegnato a dirigere Hui He nel ruolo principale di Cio-Cio-San e Gianluca Terranova come F. B. Pinkerton; Anna Malavasi veste i panni della serva Suzuki, mentre Stefano Antonucci è il console Sharpless. Kate Pinkerton è interpretata da Alice Marini, Goro da Francesco Pittari, Il Principe Yamadori da Nicolò Ceriani e Lo zio Bonzo da Deyan Vatchkov.

Completano il cast Il Commissario imperiale interpretato da Marco Camastra, l’Ufficiale del registro da Dario Giorgelè, La Madre di Cio-Cio-San da Tamta Tarieli e La Cugina da Elena Borin.

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme a numerose comparse.

Ultima replica: 19 agosto 2017, ore 20.45
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Michele Mariotti al Festival di Salisburgo con Placido Domingo

Dopo il successo personale ottenuto al Teatro alla Scala di Milano nel febbraio 2016, il direttore d’orchestra pesarese Michele Mariotti torna a interpretare I due Foscari di Giuseppe Verdi, debuttando per l’occasione al Festival di Salisburgo. Venerdì 11 agosto alle 19.30, con replica lunedì 14 agosto alle 15.30, alla Grosses Festspielhaus della città austriaca, sale sul podio della Mozarteumorchester Salzburg, e guida un cast capitanato dal grande Placido Domingo, impegnato – come già alla Scala nel 2016 – nel ruolo di Francesco Foscari. Con lui, interpreti della tragedia lirica di Verdi, proposta in forma di concerto, sono Joseph Calleja nel ruolo di Jacopo Foscari, Guanqun Yu che interpreta Lucrezia Contarini, Roberto Tagliavini nei panni di Jacopo Loredano, e Bror Magnus Tødenes in quelli di Barbarigo. Il coro, preparato da Walter Zehm, è il Philharmonia Chor Wien.
“I due Foscari si inserisce in un mio personale percorso dedicato alla prima produzione di Verdi – dice Michele Mariotti – Sono titoli che ho cercato di pensare indipendentemente dai successivi, escludendo i possibili confronti. Hanno un linguaggio proprio: in Verdi c’è stato un progressivo sviluppo della scrittura musicale, da Oberto fino a Falstaff. Ho cercato di avvicinarmi con onestà a tutte le sue prime opere che ho diretto, cercando di codificarle come tasselli che appartengono a un determinato momento della suo percorso. Bisogna credere nel linguaggio verdiano giovanile, che è certamente semplice, ma è anche sintetico, diretto, e arriva all’ascoltatore in modo estremamente efficace.
Quest’opera in particolare è intrisa di violenza, perché violenti sono i rapporti tra gli essei umani protagonisti, che si riflettono nelle tinte scure che la caratterizzano e le conferiscono una grande modernità. Basti pensare all’inizio del secondo atto, al soliloquio di violoncello e viola: un altissimo momento sia per la sua portata intellettuale, sia per il suo contenuto romantico, nel senso più filosofico del termine.
Già alla Scala – conclude Mariotti – ho avuto la fortuna di dirigere Placido Domingo, grandissimo interprete del ruolo di Francesco Foscari, che ha portato in dote al personaggio tutto il suo carisma e un’enorme carica di umanità”
Recentemente insignito del 36° “Premio Abbiati” della Critica Musicale Italiana come miglior direttore d’orchestra del 2016, dopo I due Foscari Michele Mariotti dirigerà a settembre La forza del destino di Verdi per l’inaugurazione della stagione dell’Opera di Amsterdam e a ottobre Lucia di Lammermoor alla Royal Opera House di Londra. Nel gennaio 2017 invece interpreterà La bohéme di Puccini per l’inaugurazione del Teatro Comunale di Bologna, di cui è Direttore musicale.
Comunicato Stampa

Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

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