Maria Josè Siri in una Madama Butterfy imperdibile al Macerata Opera Festival

Il 22 luglio 2017 María José Siri affronterà il ruolo eponimo di Madama Butterfly al Macerata Opera Festival alla prima dell’allestimento di Nicola Berloffa diretto da Massimo Zanetti. Il soprano uruguaiano sarà la prima cantante, se si esclude la creatrice della parte Rosina Storchio, ad interpretare la versione “standard” dell’opera pucciniana dopo aver debuttato nel ruolo nella versione originale del 1904.

María José Siri ha debuttato nel ruolo di Cio-Cio-San nella versione originale di Madama Butterfly in occasione dell’inaugurazione della stagione 2016/17 del Teatro alla Scala il 7 dicembre 2016 diretta da Riccardo Chailly.

La versione originale, eseguita molto raramente, nel 1904 venne violentemente accolta dal pubblico milanese e quindi ritirata da Puccini, che nei mesi e negli anni seguenti iniziò un lungo e laborioso processo di revisione culminato nella versione del 1906, nota dal pubblico di tutto il mondo. “112 anni dopo la sfortunata prima ho avuto il privilegio di debuttare il ruolo di Cio Cio-San sullo stesso palcoscenico dove Puccini aveva visto nascere la sua Butterfly.”, afferma María José Siri. “Mai rivivrò un’emozione tanto grande: la Scala, la sera di Sant’Ambrogio, la prima versione creata dal Maestro Puccini e il ruolo travolgente e sconvolgente della madre geisha. Ora a giorni arriverà il mio debutto nella più fortunata versione di Madama Butterfly del 1906. Avrò la possibilità di vivere ancora di più intensamente il dramma di questa giovanissima donna, eroina di tutti i tempi e modernissima. Cercherò di cogliere le sottili differenze che il Maestro Puccini ha introdotto per il mio personaggio in questa versione, e soprattutto cercherò di entrare ancora di più in risonanza con l’anima pura, forte e lacerata di Butterfly.”

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Plácido Domingo e Antología de la Zarzuela all’Arena di Verona

Venerdì 21 luglio alle ore 22.00 sotto l’incanto del cielo stellato dell’Arena di Verona va in scena la seconda attesissima serata-evento dell’Opera Festival 2017: Plácido Domingo – Antología de la Zarzuela.

L’attesissimo gala vede protagonista il celebre artista madrileno Plácido Domingo, ospite dell’Arena dal 1969, insieme a grandi interpreti non solo del repertorio lirico, ma anche specialisti del tradizionale genere musicale spagnolo della Zarzuela su cui la serata è incentrata: il soprano Ana María Martínez, che il pubblico areniano ha già potuto apprezzare in occasione del Gala Domingo-Operalia durante il Festival del Centenario 2013, e il tenore Arturo Chacón-Cruz, che ha debuttato applauditissimo sul palco dell’anfiteatro veronese lo scorso 14 luglio come Duca di Mantova in Rigoletto.

Acclamato al suo debutto nell’anfiteatro alla guida di Nabucco, torna sul podio dell’Orchestra dell’Arena di Verona il maestro Jordi Bernàcer. La regia dello spettacolo è curata dall’areniano Stefano Trespidi, il lighting design da Paolo Mazzon.

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Celso Albelo debutta in SONY Classical con “Íntimamente”, un disco carico di sentimenti

In vendita dal 28 Luglio 2017 anche su https://www.elcorteingles.es/musica/A23302169-celso-albelo-intimamente-cd/

Ci sono canzoni che diventano colonna sonora della propria vita. La stessa cosa succede a un cantante lirico come Celso Albelo, uno dei tenori più conosciuti delle ultime decadi, in particolare nel repertorio del bel canto, nonostante le sue passioni non si limitino all’opera; l’artista delle Canarie, forgiatosi negli scenari lirici più importanti del mondo, da Tokio a New York e da Londra a Milano, ha interpretato anche altri repertori convertendoli sempre a pura arte canora.

La canzone sudamericana è uno di questi, un genere che è passato da patrimonio popolare alla sala da concerti e che ora Albelo e Sony presentano nel disco Íntimamente. “I brani che ho incluso mi hanno accompagnato tutta la vita, dalla mia gioventù alla mia adolescenza a Tenerife”, afferma il tenore spagnolo. “Tutte propongono una visuale su entrambi i lati di questo mare che ci separa dal Sud America e che allo stesso modo ci unisce. Sin da quando ero molto giovane e vivevo nella mia isola, sono stato in contatto con il folclore americano, una delle mie passioni”.

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Le tournée del Regio nel segno di Verdi e Puccini

Dopo le ultime tournée a Lugano, Ginevra e Buenos Aires, l’intensa attività internazionale del Teatro Regio prosegue, nei prossimi mesi del 2017, con altri quattro prestigiosi inviti all’estero, tutti diretti dal Direttore musicale del Regio: Gianandrea Noseda sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio, quest’ultimo istruito da Claudio Fenoglio.
Ad agosto il Regio sarà Resident Company all’Edinburgh International Festival. Il prestigioso festival propone il meglio del panorama musicale e teatrale non solo europeo e, per celebrare i 70 anni di attività, ha voluto il Regio come emblema dell’eccellenza italiana per ben tre produzioni: due opere e un concerto, per un totale di otto serate: Macbeth di Verdi, La bohème di Puccini e la Messa da Requiem di Verdi.
Il 1° settembre, il Coro del Teatro Regio, è impegnato nell’esecuzione in forma di concerto dell’Aida di Verdi, allo Gstaad Menuhin Festival. Noseda, questa volta sul podio della London Symphony Orchestra.
Il 6 e il 7 settembre l’Orchestra del Teatro Regio, diretta da Gianandrea Noseda presenta un programma dedicato ai suoni della natura ricreati da Dvořák, Smetana e Beethoven per l’undicesima edizione del Festival MiTo SettembreMusica.
Dopo Milano si parte per l’Oman (14-17 settembre): un grande onore per il Teatro Regio che è stato invitato a inaugurare la Stagione 2017-2018 della prestigiosa Royal Opera House di Muscat. Gianandrea Noseda dirige l’Orchestra e il Coro del Regio nell’Aida di Verdi, la regia è del premio Oscar William Friedkin.
Dopo Edimburgo, Gstaad e Muscat, si torna a Torino per l’appuntamento più atteso: l’inaugurazione della Stagione d’Opera con Tristano e Isotta il 10 ottobre, ma già il 24 ottobre ci aspettano al Théâtre des Champs-Élysées per l’esecuzione in versione di concerto del Macbeth di Verdi.
Queste quattro tournée che, da agosto a ottobre, vedranno il Regio in giro per il mondo, dimostrano i livelli di straordinaria eccellenza raggiunti.
Festeggiamo ormai dieci anni di programmazione internazionale, orgogliosi di aver portato il vessillo della cultura italiana nel mondo.

 

 

Tutte le tournée del Teatro Regio dal 2008
2008: Wiesbaden
2010: Tokyo, Yokohama, Shangai
2011: Castellón de la Plana, Madrid, Oviedo, Zaragoza, Parigi, Murcia, Wiesbaden
2012: Parigi
2013: Parigi, Dresda, Vienna, Verbier, Tokyo
2014: Wiesbaden, San Pietroburgo, Edimburgo, Parigi, New York, Chicago, Toronto, Ann Arbor
2016: Hong Kong, Parigi, Essen, Savonlinna, Lugano
2017: Ginevra, Buenos Aires, Edimburgo, Gstaad, Muscat, Parigi

 

Comunicato Stampa

Atteso il ritorno di Roberto Bolle and Friends all’Arena di Verona

Lunedì 17 luglio alle ore 22.00 torna all’Arena di Verona per la quarta volta nel cartellone dello storico Festival lirico il tour Roberto Bolle and Friends, prima delle tre serate speciali della 95a edizione dell’Opera Festival 2017.

L’attesissimo gala dedicato al balletto contemporaneo e di repertorio, organizzato dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Artedanza s.r.l., riporta le stelle mondiali della danza nella suggestiva cornice dell’anfiteatro veronese, già quasi esaurito in ogni ordine di posti, davanti a spettatori internazionali pronti ad esprimere nuovamente l’entusiasmo e la partecipazione delle ultime quattro edizioni. Protagonista della serata il danzatore più conosciuto e apprezzato al mondo, Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala e dell’American Ballet Theatre, che all’Arena di Verona metterà in scena la “danza delle emozioni”, quasi come un concerto rock, insieme ai suoi Friends provenienti da alcune delle più importanti compagnie europee e americane. Accanto a lui, infatti, si esibiranno danzatori dal grande talento e dall’altissima qualità artistica e tecnica come Herman Cornejo, all’American Ballet Theatre di New York dal 1999, dove nel 2003 è stato promosso Principal Dancer; attesissimo ritorno areniano per Melissa Hamilton, solista del Royal Ballet di Londra, impegnata in tre spettacolari performance proprio insieme a Bolle; Misa Kuranaga, dal 2009 Principal Dancer del Boston Ballet; del Dutch National Ballet di Amsterdam Anna Ol, Prima Ballerina dal 2015 e Young Gyu Choi, Principal dal 2016; Polina Semionova, da pochissimo tornata a brillare in Europa come ospite nella compagnia dello Staatsballett Berlin, che abbiamo potuto apprezzare già nello spettacolo del 2014, così come Daniil Simkin, Primo Ballerino dell’ABT di New York, amatissimo dai fan per la tecnica strepitosa, quasi acrobatica e la brillante presenza scenica che ripropone, accanto ad una coreografia del repertorio ottocentesco, il pezzo che nel 2014 aveva infervorato l’Arena di Verona.

L’edizione del Roberto Bolle and Friends 2017 presenta quindi un programma studiato dall’étoile in prima persona, per dare al suo pubblico di appassionati e neofiti un quadro il più ampio possibile del meraviglioso mondo della danza: «Amo sperimentare, creare nuove sinergie – afferma Bolle in un’intervista a Valentina Clemente – non chiudermi in nicchie che soffocano l’arte e chi la segue». E infatti il programma della serata si apre con una coreografia unica, Ballet 101, firmata da Eric Gauthier per Roberto Bolle, che vede anche la straordinaria partecipazione dell’attore e doppiatore Francesco Pannofino. Apprezzeremo poi altre creazioni neoclassiche e contemporanee imperdibili, quali il raffinatissimo pas de deux Caravaggio di Mauro Bigonzetti, con Bolle e la Hamilton, impegnati anche in Take me with you di Robert Bondara su musica dei Radiohead; oltre a Penumbra di Remi Wörtmeyer, eseguito dalla Ol con Choi, e ancora il rocambolesco Les Bourgeois con protagoniste le evoluzioni di Simkin.

«Ma il repertorio non può mai mancare», aggiunge Bolle. E infatti, accanto a capolavori del contemporaneo, troviamo i capisaldi del balletto classico, come Don Chisciotte, La Bayadère, Esmeralda, e i più recenti lavori novecenteschi che possiamo considerare ormai a pieno titolo nel repertorio ballettistico, come Tchaikovsky Pas de deux di George Balanchine e Carmen di Roland Petit.

Lo spettacolo si conclude con una chicca, che ha appena debuttato a Firenze ad inizio luglio: Rencontre, una nuova coreografia creata appositamente per Roberto Bolle da Massimiliano Volpini su musica di René Aubry e visual effects di Staff s.a.s., un nuovo balletto multimediale dopo Prototype e Through the light, che vedrà l’étoile italiana duettare ancora con la ballerina irlandese Melissa Hamilton.

La serata-evento rivela così la sua intenzione di rendere popolare un’arte sentita come “di nicchia”, grazie al connubio tra danza, musica e spettacolari effetti tecnologici, oltre alla suggestiva atmosfera del teatro sotto le stelle. Imperdibile.

Comunicato Stampa

Jessica Pratt debutta a Parigi con una Lucia di Lammermoor in omaggio a Maria Callas

Il timbro luminoso e la sua tecnica virtuosistica rendono Jessica Pratt una delle interpreti più importanti del repertorio del bel canto romantico. Con uno dei titoli più popolari di questo stile, la donizettiana Lucia di Lammermoor, il soprano australiano debutterà a Parigi inaugurando il 12 settembre la stagione 2017/18 del Théâtre des Champs-Élysées. Il melodramma romantico per eccellenza è un titolo molto caro a Jessica Pratt, che con questo capolavoro ha fatto il suo debutto nel mondo operistico nel 2007 ed è l’opera che ha eseguito più di tutte nella sua carriera, in alcuni dei deatri più importanti del mondo come la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, la Scala di Milano, l’Opera di Zurigo, l’Opera di Israele, la Deutsche Oper di Berlino, l’Opera di Amsterdam e il Victorian Opera di Melbourne. Nel suo debutto parigino sarà accompagnata dalla Orchestre National d’Ile-de-France e diretta da Roberto Abbado, in commemorazione del quarantennio dalla scomparsa della leggendaria Maria Callas, accaduta nella capitale francese. “Debuttare in questa città è un sogno, ancora di più con un ruolo che ogni volta che canto mi emoziona particolarmente, perché mi ha sempre accompagnata nella mia carriera”, dice il soprano. In questo caso l’emozione si moltiplica “in quanto l’opera sarà un omaggio a una delle voci più importanti della storia e che ammiro molto, Maria Callas”.

Dopo il suo impegno a Parigi nella sua futura agenda ci saranno Il Flauto Magico di Mozart con la Los Angeles Philharmonic in una serie di concerti sotto la direzione di Gustavo Dudamel (ottobre), Don Pasquale all’ABAO-OLBE, L’elisir d’amore al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, ​​La Sonnambula al Teatro dell’Opera di Roma, il suo ritorno al Metropolitan di New York con Lucia di Lammermoor, Il Flauto magico ad Amburgo e Semiramide alla Fenice di Venezia, oltre ad altri . Per il 2018 è previsto il suo atteso debutto alla Sydney Opera House.

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Novara attende Macbeth: un viaggio tra opera lirica e prosa

Una rivisitazione del Macbeth di William Shakespeare con le musiche di Giuseppe Verdi, giovedì 13 Luglio al Castello Visconteo Sforzesco di Novara alle 21.30.
Il moderno che tiene per mano il classico e lo accompagna sul palcoscenico in un melting pot di colori e linguaggi.
Macbeth homoinstabilis è un’opera collettiva e nasce da un desiderio collettivo di tre giovani artisti under 30; Giuseppe Raimondo (cantante lirico), Matteo Anselmi (attore) ed Erik Saglia (artista). Lo scopo è il dramma con linguaggi diversi.
Parola, musica, canto, arti visive sono requisito capitale dell’opera.
Crediamo fermamente che Macbeth di Shakespeare e in seguito quello verdiano pur utilizzando linguaggi diversi siano complementari tra loro.
Le scene sono dei moduli componibili che si muoveranno, fluttueranno e abiteranno il palcoscenico, ridisegnandolo e ridefinendolo ogni volta; sono un’entità viva in piena sinergia con gli “abitanti della scena”, creando una costante tensione tra la percezione visiva dello spazio e l’opera.
Obiettivi:
– Avvicinare un target di pubblico variegato; dall’amante dell’opera, allo spettatore del teatro di prosa, passando per l’appassionato di arti visive, il tutto con grande fruibilità e chiarezza drammaturgica.
– Incentivare la riscoperta del cortile del Castello Visconteo Sforzesco.
– Riflettere e mettere in correlazione i temi principali dell’opera, quali, la sete di potere, la violenza, l’immoralità, i rapporti di coppia borderline, i sensi di colpa, con un’attualità che non sembra mutata, nonostante siano passati più di quattrocento anni dalla stesura del dramma.
– Creare un’entità di spettacolo originale ed unificata, in cui la musica, la parola, il canto e l’arte figurativa siano complementari in un unico flusso.
– Promuovere l’iniziativa non solo sul territorio novarese ,ma coinvolgendo anche la provincia torinese, in cui la nostra società opera da più di vent’anni; organizzando gruppi di interesse culturale, proponendo un eventuale pacchetto bus-cena/aperitivo-spettacolo.

INGRESSO: € 10,00 RIDOTTO: € 8,00 (Over65 – Under 26)
CONVENZIONE: (visita cupola Novara + apericena al “Broletto food and drink” + spettacolo) € 20,00

VENDITA : Biglietteria Teatro Coccia +39 0321 233201
VENDITA ONLINE: biglietteria.fondazioneteatrococcia.it
PRENOTAZIONI & INFO: +39 333 4935 433 liricatamagno.to@gmail.com

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Continua il successo di Aida all’Arena di Verona

Il titolo verdiano è proposto nell’allestimento del team artistico catalano La Fura dels Baus che ha inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, poi riproposto nel 2014, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé, le scene di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, la coreografia di Valentina Carrasco e le luci di Paolo Mazzon. I registi hanno dichiarato che la loro lettura ha l’obiettivo di “raggiungere una sintesi tra la cultura, la spettacolarità e l’avanguardia. […] Quello che ci interessa è l’Egitto millenario, perché apporta la base per questo salto unificatore tra il passato remoto e il futuro”. La concezione futurista dell’opera è una sintesi tra religione e scienza con un’attenzione costante verso la spettacolarità, a partire dal prologo che porta sul palcoscenico una spedizione archeologica con il ritrovamento di un’enorme scultura che viene spedita in un museo occidentale. E la memoria si apre alle vicende di Aida.

Sul podio si conferma Julian Kovatchev; nei ruoli dei protagonisti rivediamo Sae-Kyung Rim come Aida e Yusif Eyvazov come Radamès. Nella rivale Amneris debutta sul palcoscenico veronese Anna Maria Chiuri, mentre ritroviamo Boris Statsenko nei panni di Amonasro. Il sacerdote Ramfis è interpretato da Marko Mimica, al suo esordio areniano, mentre Il Re è Romano Dal Zovo. Completano il cast Un messaggero di Cristiano Olivieri e la Sacerdotessa di Tamta Tarieli.

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a numerosi mimi e comparse.

Repliche: 16, 20, 23 luglio, ore 21.00.

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E’ di notevole interesse la nuova stagione dei Concerti del Lingotto

La nuova stagione dei Concerti del Lingotto si articola in nove appuntamenti che si svolgono presso l’Auditorium «Giovanni Agnelli» di Torino (Via Nizza 280) con inizio alle 20.30. Si inaugura lunedì 30 ottobre 2017 con Teodor Currentzis e la formazione da lui fondata MusicAeterna; si chiude mercoledì 30 maggio 2018 con l’atteso esordio nelle stagioni di Lingotto Musica di Riccardo Muti e dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Otto grandi formazioni, sette direttori di calibro internazionale e numerosi solisti d’eccezione per una nuova stagione di concerti che spazia da Bach a Ligeti, attraversando il classicismo viennese con una particolare attenzione al grande repertorio del Novecento sinfonico russo.

Tra i tratti distintivi della stagione spiccano i ritorni di Valery Gergiev con la Mariinskij Orchestra e un programma dedicato a Rachmaninov, Antonio Pappano con la Chamber Orchestra of Europe con musiche di Brahms e Vladimir Jurowski con la London Philharmonic Orchestra alle prese con Sibelius e Stravinskij. Tornano inoltre al Lingotto Pinchas Zukerman solista e direttore sul podio della Camerata Salzburg per una serata dedicata al classicismo viennese e la WDR Sinfonieorchester Köln guidata dal Jukka-Pekka Saraste, senza dimenticare il recital solistico, evento inusuale nelle stagioni di Lingotto Musica, del pianista norvegese Leif Ove Andsnes. Il cartellone si completa con l’Oratorio di Natale di Bach, in programma il 19 dicembre 2017, eseguito da Le Concert Lorrain diretto da Christoph Prégardien. Otto appuntamenti vedonoinoltre la partecipazione di eccellenti solisti e cantanti del panorama internazionale: oltre ai già citati Pinchas Zukerkman e Leif Ove Adnsnes, sono ospiti per il violino Lisa Batiashvili, Ray Chen eArabella Steinbacher, mentre il pianoforte è rappresentato da Alexander Melnikov e Varvara
Nepomnyashchaya, senza dimenticare il cast vocale dell’Oratorio bachiano costituito da JoanneLunn, Margot Oitzinger, Markus Schäfer e Peter Kooij. La campagna abbonamenti prende il via il 5 giugno per i rinnovi e il 3 luglio per le nuoveadesioni, e si protrae fino al 14 ottobre; i prezzi degli abbonamenti sono compresi tra i 190 e i 425 euro, mentre i biglietti per i singoli concerti variano da 20 a 54 euro. Prezzi speciali invece per i giovani al di sotto dei trent’anni, con abbonamenti a 83 euro e biglietti dei singoli concerti a 13 euro.

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La Fondazione Arena di Verona in Oman con “La Sonnambula”

La Fondazione Arena di Verona torna per la quarta volta nel Sultanato dell’Oman all’interno della Stagione operistica 2017-2018 della Royal Opera House Muscat con La Sonnambula di Vincenzo Bellini.

L’opera è proposta il 18 e il 20 gennaio 2018, alle ore 19.00, nel raffinato allestimento firmato per regia, scene e costumi da Hugo de Ana e ripreso da Filippo Tonon, con le coreografie di Leda Lojodice, il lighting design di Paolo Mazzon e sotto la direzione musicale di Antonello Allemandi.

Il prossimo anno Fondazione Arena torna in Oman dopo gli straordinari successi ottenuti nell’ottobre 2011 per l’inaugurazione del primo teatro d’opera del Golfo (e secondo nel mondo arabo dopo l’Opera del Cairo) con Turandot di Puccini nella messa in scena di Franco Zeffirelli, riproposta anche nel 2015 con standing ovation, e nel 2014 con I Capuleti e i Montecchi di Bellini per la regia di Arnaud Bernard.

L’invito da parte della Royal Opera House di Muscat – di cui è Direttore Generale e Artistico l’italiano Umberto Fanni – di portare ancora un allestimento ad opera della Fondazione Arena di Verona conferma la stretta e viva collaborazione tra i due teatri e la grande attenzione per la lirica del Paese omanita. Oltre 175 elementi tra Orchestra, Coro, Tecnici e mimi faranno quindi rivivere per le serate di giovedì 18 e sabato 20 gennaio 2018 l’elegante allestimento de La Sonnambula di Vincenzo Bellini ideato nel 2007 dal geniale regista argentino Hugo de Ana.

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Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

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