Petra Conti vince i Glamour Talent Awards

Ieri sera, mercoledì 5 dicembre al Teatro Principe di Milano Petra Conti, la nota ballerina italiana ed étoile internazionale, già Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano oggi Principal Dancer del Los Angeles Ballet, è stata la più votata tra le tre candidate della categoria Body Masters aggiudicandosi la vittoria dell’edizione 2018 dei Glamour Talent Awards, per le sue doti artistiche, l’attitudine social e il suo “glam factor”.

Petra Conti, chiamata sul palco e introdotta da un breve video di presentazione, ha saputo trasmettere le sue grandi qualità: talento, carisma, dedizione, femminilità e social skills, che l’hanno portata all’attenzione della rivista femminile Glamour per il concorso più fashion dell’anno. La serata presentata da Andrea Delogu, fra le più apprezzate conduttrici televisive e radiofoniche italiane, affiancata dall’attore Michael Schermi, tra luci soffuse, tendaggi di velluto, dress code in rosso per le signore e nero per gli uomini, ha visto premiate cinque grandi donne suddivise in cinque categorie – Body Masters, Startuppers, Sound Performers, Streaming Stars, Visual Artists – che eccellono nella propria professione e che tramite i social media esprimono e condividono con amici e fan il loro ineguagliabile mix di bravura, creatività, stile, determinazione e fascino.

All’evento ha espresso la propria preferenza in tempo reale un pubblico selezionato composto da stilisti, imprenditori del mondo fashion & beauty, influencer e celebrities, tra le quali una bellissima Natasha Stefanenko. Il voto è stato preceduto dal parere di una speciale giuria, che ha evidenziato i punti di forza “social” e non solo delle quindici finaliste, tre per ciascuna categoria, composta da tre “Instagram star” professioniste del web: Nataly Osmann (instagrammer russa con oltre 1 milione di follower, che ha inventato con il marito il format fotografico #FollowMeTo); Alessandra Airò (una delle prime fashion blogger italiane, diplomata al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, oggi instagrammer pioniera nello storytelling di “contenuti con un’anima” per brand di lusso); Sofie Valkiers (mamma e imprenditrice belga, con studi in Business Management & Marketing, due libri su moda e lifestyle e l’ideazione, nel 2009, della piattaforma Fashionata).

Petra Conti ai Glamour Talent Awards

 

Cenni biografici. Classe 1988, Petra Conti nasce ad Anagni, in provincia di Frosinone, da padre italiano e madre polacca. Si forma artisticamente all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove si diploma con lode nel 2006, perfezionandosi poi al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Durante gli anni della sua formazione partecipa ad importanti eventi tersicorei internazionali in Europa, Cina e USA e si aggiudica prestigiosi premi.

Nel 2004, a soli 16 anni, partecipa al programma televisivo “Sogni” condotto da Raffaella Carrà su Rai Uno, dove le viene esaudito il sogno di ballare con Roberto Bolle.

Per la stagione 2008-2009 entra nel Corpo di ballo della compagnia del Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera (Germania), mentre nell’agosto 2009 entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove fin da subito interpreta i ruoli principali delle produzioni scaligere.

Nel 2010 il canale televisivo Sky Classica le dedica un intero documentario intitolato “Danzatori di domani”.

Dopo il ruolo di Solista, il 22 dicembre 2011 Petra Conti è nominata Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano. Si susseguono quindi numerosi riconoscimenti per le sue doti tecniche e interpretative, che le valgono anche il soprannome di “Anna Magnani del balletto”.

Nella sua carriera danza al fianco di artisti del calibro di Roberto Bolle, Ivan Vasiliev, Massimo Murru – per citarne solo alcuni – ed Eris Nezha, che diventerà suo partner anche nella vita privata.

Calca le scene dei maggiori teatri nazionali e internazionali, e partecipa a numerosi Gala e serate d’eccezione in Italia e all’estero, tra cui la Vogue Fashion Dubai Experience esibendosi nel 2013 con Roberto Bolle ai piedi del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, davanti alle più importanti personalità della moda internazionale; quindi con il celebre danzatore l’anno successivo prende parte al prestigioso tour “Roberto Bolle and Friends”.

Nel luglio 2014 Petra Conti è insignita del titolo di Ambasciatrice della Danza Italiana nel Mondo.

Nell’estate 2017 e 2018 interpreta il ruolo della Schiava nella celebre Aida di Giuseppe Verdi nell’ambito dell’Arena di Verona Opera Festival di fronte ad un pubblico di circa 14.000 spettatori a sera. Tra i recenti impegni ricordiamo il prestigioso Festival Internazionale di Balletto de L’Avana “Alicia Alonso” (Cuba), dove lo scorso novembre danza con il Solista del Royal Ballet di Londra Fernando Montaño riscuotendo grandissimo successo.

Grazie alla sua fama internazionale riveste il ruolo di Consulente Artistico del Liceo Coreutico dell’Educandato Agli Angeli di Verona.

Oltre all’attività artistica Petra, dopo aver sconfitto un cancro al rene diagnosticatole nel 2016, dà vita al progetto POINTE SHOES for a CURE, raccolta fondi a favore dell’organizzazione non profit CURE Childhood Cancer di Atlanta (USA), volta a sostenere la ricerca per la cura del cancro infantile e a supportare i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Nel 2013 Petra Conti accetta l’invito ad unirsi al Boston Ballet (USA) in qualità di Principal Dancer fino alla stagione 2017-2018, quando diventa Principal Dancer al Los Angeles Ballet (USA)

Comunicato Stampa

 

 

Una voce bianca per Gustav Mahler all’ Auditorium Giovanni Agnelli di Torino

La stagione 2018-2019 di Lingotto Musica giunge al suo quarto appuntamento mercoledì 19 dicembre 2018 alle 20.30 con un concerto che ha nell’originalità una delle sue cifre distintive. Un. programma monografico ad organico variabile, interamente dedicato a Gustav Mahler, che propone pagine cameristiche originali e adattamenti per orchestra da camera di grandi capolavori sinfonici. Protagonista della serata non poteva che essere una formazione che nell’esplorazione di sentieri poco battuti trova uno dei punti cruciali della propria vocazione: torna infatti a esibirsi sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino (Via Nizza 280) la Kremerata Baltica, insieme al suo fondatore e mentore Gidon Kremer e uno stuolo di interpreti d’eccezione a cominciare dal grande violoncellista italiano Mario Brunello.

Il programma della serata prende il via con l’esecuzione del Quartettsazt [Movimento di quartetto] in la minore per pianoforte, violino, viola e violoncello; unica composizione da camera originale dell’autore, fu scritto a Vienna durante gli studi di composizione in Conservatorio. Oltre a Gidon Kremer al violino e Mario Brunello al violoncello, l’organico sarà completato dalla bravissima Kristina Anusevičiūtė, prima viola della Kremerata Baltica e dal pianista Michail Lifits, vincitore nel 2009 del Concorso Busoni e da allora nome ricorrente nelle principali stagioni internazionali.

Con il brano successivo si intraprende il viaggio nel mondo degli adattamenti mahleriani, cominciando dall’Adagio della Decima Sinfonia, qui proposto nell’arrangiamento per soli archi di Hans Stadlmair, in cui Gidon Kremer prenderà per mano la sua formazione in veste di primo violino concertatore. La scrittura della Decima Sinfonia iniziò nell’estate del 1910, ma la morte dell’autore, sopraggiunta nel maggio dell’anno successivo, lasciò incompiuto questo testamento sinfonico che secondo gli appunti lasciati da Mahler si sarebbe dovuto articolare in cinque movimenti. L’Adagio, concepito come primo tra questi, fu l’unica sezione dell’opera che si avvicinò a un grado di compiutezza tale da essere successivamente incluso nella pubblicazione degli Opera omnia dell’autore.

Nella seconda parte della serata a salire sul podio sarà Mario Brunello, che da alcuni anni ha affiancato alla sua prevalente attività violoncellistica quella di direttore, per una versione per voce e orchestra da camera della Quarta Sinfonia. Contrariamente alla prescrizione originaria che prevede l’impiego di un soprano, sarà la voce bianca del tredicenne britannico Freddie Jamison a intonare i versi del Lied Das himmlische Leben (La vita celestiale), tratto dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), su cui è basato l’ultimo tempo di questa Sinfonia scritta tra il 1899 e il 1901. Solista nel Trinity Boys Choir della Trinity School di Londra, Freddie Jamison è apparso in produzioni operistiche al Festival di Glyndebourne, alla Royal Opera House di Londra e come solista al Royal College of Music.

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Svetlana Kasyan e Giorgio Berrugi protagonisti del capolavoro di Puccini: Tosca

Mentre continuano le repliche del Rigoletto di Verdi (fino al 18 dicembre), il cartellone della nuova stagione 2018/19 dell’Opera di Roma prosegue con un immancabile titolo: Tosca di Puccini.Lo spettacolo torna in scena dal 7 al 16 dicembre nello storico allestimento del 1900, quello della prima assoluta avvenuta proprio sul palcoscenico del Costanzi il 14 gennaio 1900 alla presenza di Puccini stesso. Le scene e i costumi di Adolf Hohenstein sono ricostruiti, dai bozzetti e i figurini originali, rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti. Il Maestro Stefano Ranzani torna alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma. La regia è di Alessandro Talevi, Vinicio Cheli firma le luci.

In questa ripresa vedremo protagonisti Svetlana Kasyan (Tosca), Giorgio Berrugi (Cavaradossi), Fabián Veloz (Scarpia), Luciano Leoni (Angelotti), Domenico Colaianni (Sagrestano) e Nicola Pamio (Spoletta). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani. All’allestimento partecipa la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma.

La Tosca di Puccini, dopo la prima di venerdì 7 dicembre (ore 20), sarà replicata mercoledì 12 (ore 20), venerdì 14 (ore 20) e domenica 16 (ore 16.30).

Con Tosca riprende inoltre la collaborazione fra il Teatro dell’Opera di Roma e la “Fondazione Roma Tre Teatro Palladium” per la rassegna “Prime Donne”: quattro serate al Teatro Palladium, di cui saranno protagoniste altrettante cantanti impegnate sul palcoscenico del Costanzi nel corso della stagione 2018/19. Il primo appuntamento è lunedì 10 dicembre, alle ore 20.30, appunto con la protagonista di Tosca, il soprano Svetlana Kasyan accompagnata al pianoforte dal Maestro Marco Forgione.

Comunicato Stampa

 

L’inaugurazione della stagione scaligera su Rai1, Radio3 e nei cinema di tutto il mondo

SPECIALE ANTEPRIMA PREMIERE ALLA SCALA. Attila inaugura la Stagione 2018/2019 in un allestimento di Davide Livermore ,con scene di Giò Forma, video di D-WOK e costumi di Gianluca Falaschi.
Cantano Ildar Abdrazakov nel ruolo del titolo, Saioa Hernández come Odabella, Fabio Sartori come Foresto e George Petean come Ezio.
Anche quest’anno il 7 dicembre è in diretta su Rai1 e su Radio3 e nei cinema di tutto il mondo ed è preceduto in città dal fitto calendario di eventi di Prima Diffusa.

Il 7 dicembre 2018 alle ore 18 Attila di Giuseppe Verdi inaugura la Stagione d’Opera 2018/2019 del Teatro alla Scala. Sul podio il Direttore Musicale Riccardo Chailly, che prosegue la sua ricognizione del repertorio italiano ripercorrendo gli anni giovanili di Verdi: Attila segue Giovanna d’Arco, che aprì la Stagione 2015/2016, e prelude a Macbeth. L’allestimento è affidato a Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha già collaborato con il M° Chailly nei mesi scorsi per Don Pasquale di Donizetti. Con lui la squadra formata da Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-WOK e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi.
In scena Ildar Abdrazakov, al suo terzo 7 dicembre, veste i panni del protagonista; Saioa Hernández, che invece debutta alla Scala, è Odabella; Fabio Sartori è Foresto e George Petean Ezio. Francesco Pittari e Gianluca Buratto rivestono i ruoli brevi ma non secondari di Uldino e Papa Leone. Il Coro del Teatro alla Scala e il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala sono diretti dal Maestro Bruno Casoni. L’opera viene presentata per la prima volta alla Scala nell’edizione critica curata nel 2012 da Helen Greenwald per University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano.

Dopo Giovanna d’Arco, Madama Butterfly e Andrea Chénier, Riccardo Chailly apre la Stagione dirigendo per la prima volta Attila e confermando l’impegno a riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza. Le direttrici di questo progetto culturale vanno prendendo forma nel corso degli anni: accanto all’approfondimento dei primi anni di formazione del percorso teatrale verdiano (Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth), il belcanto (La gazza ladra di Rossini e Don Pasquale di Donizetti) e il Verismo (Andrea Chénier), tutti titoli che trovano eco in altre proposte di Stagione affidate ad altri artisti, sempre con un’attenzione particolare alle opere presentate alla Scala per la prima volta. In evidenza rimane il progetto pucciniano con cui il Direttore Musicale riporta al Piermarini le opere del compositore di Lucca in letture che tengono conto delle ricerche più aggiornate: dopo Turandot, La fanciulla del West e Madama Butterfly sarà la volta della prima versione di Manon Lescaut (dal 31 marzo 2019) fino alla prossima inaugurazione di Stagione con Tosca.

Attila

Nona opera di Giuseppe Verdi, Attila va in scena al Teatro la Fenice di Venezia il 17 marzo 1846. Nel 1845 erano andate in scena Giovanna d’Arco alla Scala e Alzira al San Carlo di Napoli, nel 1847 sarebbe stata la volta di Macbeth al Teatro della Pergola di Firenze, I masnadieri al Her Majesty’s Theater di Londra e Jérusalem all’Opéra di Parigi. L’opera si colloca quindi in un punto nodale dello sviluppo di un Verdi che aveva già alle spalle opere come Nabucco o Ernani e si preparava a debuttare sulla scena europea; anni di sperimentazione e ricerca sui soggetti come sulla forma drammaturgica. Fonte del libretto è la tragedia Attila, König der Hunnen (1809) di Zacharias Werner, singolare figura di poeta romantico che divenuto sarcerdote cattolico infiammò con i suoi sermoni le platee del Congresso di Vienna. Verdi, venutone a conoscenza attraverso le citazioni contenute in De l’Allemagne di Madame de Staël (che susciterà nel compositore anche l’interesse per Don Carlos di Schiller), incarica dapprima Francesco Maria Piave e quindi Temistocle Solera di trarne un libretto, che però non lo soddisfa: inoltre Solera, riparato a Madrid in un nuovo capitolo della sua esistenza rocambolesca, tarda a consegnare la versione definitiva. Verdi richiama allora il Piave che rivede tutti i versi e stende per intero l’ultimo atto.

Rispetto al dramma di Werner il libretto definitivo, radicalmente semplificato, attenua (ma non elimina) il contrasto tra la brutale integrità di Attila e le moralità contraddittoria dei suoi avversari italiani. Verdi sbalza sullo sfondo storico le interazioni tra i personaggi su cui si concentra ricercando sotto lo slancio eroico un sottotesto di fragilità o ambiguità psicologica. Così dopo la celebre entrata che prefigura i furori di Lady Macbeth, Odabella mostra nel corso dell’opera tratti di lirismo e vulnerabilità, e ugualmente la hybris spavalda di Attila è destinata a fare i conti con gli incubi e la forza del sovrannaturale. Del tutto inedita l’ambiguità di Ezio, valoroso generale romano che si scopre più che disponibile al compromesso, mentre più convenzionale risulta il solo Foresto. Per lui esistono due arie raramente eseguite per l’ultimo atto: Verdi scrisse infatti la romanza “Sventurato! Alla mia vita” per il tenore Ivanoff (amatissimo da Rossini) che la eseguì a Trieste nell’autunno 1846 e “Oh dolore!” per Napoleone Moriani in occasione della prima scaligera: quest’ultima tornerà nel presente allestimento, insieme ad alcune battute scritte scherzosamente da Rossini per l’inizio del III atto e oggi conservate nella collezione del Museo Teatrale.

Attila rappresenta un punto nodale anche per quanto riguarda il coinvolgimento diretto del compositore nelle scelte riguardanti l’allestimento. Verdi indicò l’inserimento di particolari effetti di luce in corrispondenza della scena della tempesta e sorgere del sole nel Prologo e dedicò particolare attenzione alle grandi scene di massa, forse anche in vista di una possibile ripresa di Attila all’Opéra di Parigi. La descrizione del succedersi in scena di differenti condizioni metereologiche fu ispirata a Verdi dall’ode sinfonica Le désert di Félicien David che dopo aver furoreggiato a Parigi approdava a Milano, alla Canobiana, nella traduzione del Solera.
La prima assoluta, il 17 marzo 1846 a Venezia (città lusingata da Verdi con la scena della tempesta e levar del sole a Rialto, anzi Rio Alto), fu un successo cui seguirono riprese a Trieste (città ancora più vicina ad Aquileia, dove si finge l’azione) e a Milano, dove il 26 dicembre 1846 aprì la Stagione di Carnevale. L’entusiasmo del pubblico garantì ben 31 rappresentazioni e il ritorno tre anni più tardi in un nuovo allestimento, sempre per l’inaugurazione, che si inseriva in un clima accesamente patriottico dopo l’abdicazione di Carlo Alberto a Novara il 23 marzo e la resa di Venezia all’assedio austriaco (22 agosto).

Riccardo Chailly

Il suo debutto alla Scala risale al 1978 con I masnadieri di Verdi: con le recite di Attila il Maestro conclude dunque i festeggiamenti per i suoi 40 anni di attività scaligera, nel corso dei quali ha diretto opere di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini, Giordano, Musorgskij, Offenbach, Stravinskij, Prokof’ev e Bartók. Con Aida ha inaugurato la Stagione 2006/2007, con Giovanna d’Arco la Stagione 2015/2016, con Madama Butterfly la Stagione 2016/2017 e con Andrea Chénier la Stagione 2017/2018. Il suo impegno con il Teatro milanese negli anni a venire si concentrerà sul repertorio italiano secondo un progetto culturale volto a valorizzarne la ricchezza e la complessità, dal Belcanto al Verismo. Proseguirà anche il ciclo di opere di Puccini iniziato nel maggio 2015 con Turandot, evento inaugurale di Expo e proseguito nel maggio 2016 con La fanciulla del West. Un’attenzione particolare è rivolta alle opere presentate alla Scala in prima assoluta: è il caso de La gazza ladra, tornata alla Scala con la regia di Gabriele Salvatores a 200 anni dalla prima, e di Andrea Chénier. Il Maestro Chailly ha intensificato l’attività con l’Orchestra scaligera creando con i musicisti un sodalizio artistico sempre più stretto: nel 2018 ha guidato la Filarmonica in tournée per la terza estate consecutiva; in questi anni l’Orchestra è tornata regolarmente nelle principali sedi concertistiche europee tra le quali il Festival di Lucerna, i Proms il Festival di Edimburgo e la Philharmonie di Berlino. Il 2018 segna anche i 40 anni di collaborazione del maestro milanese con Decca: un percorso artistico che ha prodotto oltre 160 registrazioni e che viene festeggiato con una serie di nuove uscite: dal 30 novembre saranno disponibili in Italia il box ‘The Symphony Edition’ che raccoglie in 55 cd l’attività sinfonica del Maestro con le sue principali orchestre, la Messa per Rossini e dal 7 dicembre il dvd e blu-ray di Madama Butterfly di Giacomo Puccini che ha aperto la Stagione 2016/2017 con la regia di Alvis Hermanis.

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Previsti oltre 2 milioni di spettatori sulla RAI per la Prima alla Scala

SPECIALE ANTEPRIMA DELLA PREMIERE ALLA SCALA  Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1 e Radio3. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico e cinematografico per l’Attila di Giuseppe Verdi.
È l’evento culturale più importante dell’anno, e vedrà protagonisti il direttore d’orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Ildar Abdrazakov, Saioa Hernández, George Petean, Fabio Sartori e naturalmente uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giuseppe Verdi. È la prima del Teatro alla Scala, che quest’anno inaugura la sua Stagione con Attila e che Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3 e su Rai1 HD canale 501.
Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Attila nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato gli oltre due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2017 hanno seguito su Rai1 Andrea Chénier di Umberto Giordano per l’apertura della scorsa Stagione della Scala.
Anche quest’anno grande attenzione è stata riservata alla ripresa audio e video dello spettacolo, curata dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, con 14 telecamere in alta definizione, 40 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 20 radiomicrofoni dedicati ai solisti e al coro che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la Tv. Uno staff di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video sarà impegnato per le tre ore di trasmissione, culmine di una preparazione che vede lo staff di regia seguire fin dalle prime prove la messa in scena dello spettacolo, e un numero crescente di addetti lavorare nelle due settimane precedenti la Prima.

 

Oltre a trasmettere l’opera, come di consueto la Rai racconterà anche ciò che accade attorno allo spettacolo più atteso della Stagione. Su Rai 1, Antonio Di Bella e Milly Carlucci, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer, condurranno la diretta televisiva incontrando, prima dell’inizio e durante l’intervallo, i protagonisti e gli ospiti presenti. Per Radio3 seguiranno la diretta Gaia Varon e Nicola Pedone, mentre in studio a Roma ci sarà Oreste Bossini. Saranno coinvolti anche il canale Rai News e la Testata giornalistica Regionale con dirette, servizi e approfondimenti, con ospiti in studio e dal foyer della Scala.

Si avvarranno delle riprese in Alta Definizione diffuse da Rai le 37 sedi coinvolte nell’iniziativa “Prima Diffusa” del Comune di Milano e il maxischermo collocato al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, che offre la Prima ai cittadini.
Oltre che su Rai 1 e Radio 3, le riprese dell’Attila saranno trasmesse anche all’estero: in diretta/near live su ARTE (Francia, Germania e relativi territori linguistici), su Ceska Televize nella Repubblica Ceca, su Mtva in Ungheria e su Rsi in Svizzera, e in differita su Nhk in Giappone, su Il Media in Corea del Sud e su Rtp in Portogallo. L’opera sarà trasmessa in diretta da 17 emittenti radiofoniche internazionali host della piattaforma Euroradio, dalla Russia all’Australia.
Rai Com distribuirà inoltre l’opera in diretta in sala cinematografica: oltre ai circa 30 cinema italiani, l’evento live di Attila raggiungerà le sale di Spagna, Svizzera, Germania, Nord Europa, Ungheria e Russia. Nel 2019 l’opera sarà replicata in differita nelle sale di Australia e America Latina e sarà oggetto di successive repliche europee.
Per il mercato dell’audiovisivo è prevista per il 2019 l’uscita di un DVD dell’Attila.

 

Inaugurazione Stagione 2018~2019

4*, 7, 11, 14, 18, 21 dicembre 2018;
2, 5, 8 gennaio 2019

ATTILA

Dramma lirico in un prologo e tre atti

di GIUSEPPE VERDI

Libretto di Temistocle Solera e Francesco Maria Piave

(Edizione critica della partitura a cura di Helen M. Greenwald,
University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano)

Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 17 marzo 1846
Prima rappresentazione al Teatro alla Scala: 26 dicembre 1846

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore RICCARDO CHAILLY

Regia DAVIDE LIVERMORE
Scene GIÒ FORMA
Costumi GIANLUCA FALASCHI
Luci ANTONIO CASTRO
Video D-WOK

Personaggi e interpreti

Attila ILDAR ABDRAZAKOV
Ezio GEORGE PETEAN
Odabella SAIOA HERNÁNDEZ
Foresto FABIO SARTORI
Uldino FRANCESCO PITTARI
Leone GIANLUCA BURATTO

CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA
Con la partecipazione del CORO DI VOCI BIANCHE DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
Maestro del Coro e del Coro di Voci Bianche BRUNO CASONI

*Anteprima dedicata ai giovani

DATE:

Martedì 4 dicembre 2018 ~ ore 18

Anteprima dedicata ai giovani

LaScala UNDER 30

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Venerdì 7 dicembre 2018 ~ ore 18

Inaugurazione della Stagione d’Opera e Balletto 2018 ~ 2019

Prezzi 7 dicembre 2018
Platea – 2.500 euro
Palco – da 2.500 a 500 euro
Galleria – da 350 a 50 euro
più prevendita

Recital straordinario con il baritono Simone Piazzola al Teatro alla Scala

Sale l’attesa per l’appuntamento di  domenica 2 dicembre 2018 con Simone Piazzola al Teatro alla Scala di Milano. Il baritono veronese  ha studiato con il soprano Alda Borelli Morgan. Nel 2005 ha vinto il primo premio al Concorso “Marie Kraja” a Tirana e nel 2007 il concorso Comunità Europea del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Ha poi iniziato giovanissimo una brillante carriera che lo ha portato a esibirsi in molti importanti teatri in Italia e nel mondo. Ha subito interpretato Il re di Giordano al Teatro Giordano di Foggia, Rigoletto diretto da Bruno Campanella al Teatro dell’Opera di Roma e in tournée in Giappone, Il trovatore al Teatro Nuovo di Spoleto. Nel luglio 2008 ha debuttato nella Bohème al Teatro La Fenice di Venezia come Marcello, ruolo che ha poi ripreso, tra l’altro, a Messina, a Palermo e più recentemente a São Paulo,Tel Aviv e Firenze. Ha cantato Germont nella Traviata a Verona, Firenze, Macerata,Venezia, Valencia, Los Angeles, Parigi, al Ravenna Festival, al San Carlo di Napoli
(con la regia di Ferzan Ozpetek) e in tournée a Hong Kong. È stato Sharplessin Madama Butterfly a Venezia, Pechino, Napoli e Bari. Ha cantato Paolo nel Simon Boccanegra al Regio di Parma, a Madrid e a Bilbao e il Conte di Luna nel Trovatore a Macerata, Napoli, Amsterdam, Budapest. Nel 2010 ha debuttato come Valentin nel Faust a Catania. Nel 2012 ha partecipato al Concerto di Natale diretto da Riccardo Muti nell’Aula del Senato e trasmesso in eurovisione. Recentemente ha cantato in Maria Stuarda con Richard Bonynge e la regia di Pizzi al Megaron di Atene, nella Traviata al Massimo di Palermo, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Fenice di Venezia con Diego Matheuz e la regia di Robert Carsen, al Ravenna Festival e a Piacenza, nella Lucia di Lammermoor ancora alla Fenice, alla Deutsche Oper di Berlino e a Monaco, in Pagliacci a Napoli e in tournée al Mariinsky di San Pietroburgo con Donato Renzetti, nel Rigoletto a Jesi e a Fermo, nel Don Carlo a Modena e a Piacenza. Alla Scala si è esibito nel Trovatore, nella Bohème, in Pagliacci, in Don Carlo e in Ernani. Ha cantato nella Forza del destino a Valencia e a Monaco, nell’Aida a Vienna, nel Ballo in maschera e nel Trovatore a Roma. I suoi prossimi impegni comprendono La traviata alla Royal Opera House Covent Garden di Londra e all’Opéra de Monte-Carlo, Falstaff, Don Carlo e Il pirata alTeatro Real di Madrid, Ernani a Menorca e San Francisco.
Nel 2013 ha vinto il premio Abbiati, nonché il secondo premio e il premio del pubblico al concorso Operalia di Plácido Domingo a Verona.

 

Domenica 2 dicembre 2018 ~ ore 20

Recital straordinario

Baritono

SIMONE PIAZZOLA

Pianoforte

JAMES VAUGHAN

Francesco Paolo Tosti

‘A vucchella

Due piccoli notturni
1. Van gli effluvî de le rose
2. O falce di luna calante

Chanson de l’adieu
Vorrei
Sogno
Non t’amo più!
Malìa
Ideale

Francesco Paolo Tosti

Ave Maria
Ridonami la calma! …
La Serenata
L’ultima canzone

Vincenzo Bellini

Dolente immagine di Fille mia
Vaga luna che inargenti

Giuseppe Verdi

Non t’accostare all’urna
La seduzione
In solitaria stanza

Prezzi: da 14 a 40 euro più prevendita
Info tel 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org

La Traviata in scena al Regio di Torino con il leggendario allestimento di Henning Brockhaus e Josef Svoboda

Venerdì 14 dicembre, alle ore 20, il Regio mette in scena La traviata di Giuseppe Verdi. Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, interpreta il capolavoro del grande compositore di Busseto. Per la prima volta a Torino viene presentato il leggendario allestimento con regia e luci di Henning Brockhaus e scene di Josef Svoboda, proveniente dallo Sferisterio di Macerata e dalla Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi. Nel cast: Maria Grazia Schiavo, Dmytro Popov e Giovanni Meoni. La produzione in cartellone si avvale della partnership di Iren, Socio fondatore del Teatro. «È con piacere e orgoglio che il Gruppo Iren sostiene questa rappresentazione – dichiara il Presidente di Iren, Paolo Peveraro – sia per il valore artistico dell’opera che per lo straordinario allestimento con cui viene proposta. La diretta radiofonica Rai ci consentirà inoltre di condividere questo spettacolo dall’altissimo valore culturale con numerosi appassionati sparsi in tutto il Paese».

Un allestimento leggendario – Premio Abbiati 1993 – entrato nell’immaginario collettivo, per la prima volta in scena al Regio. Nota anche come “La traviata degli specchi”, questo spettacolo con la regia di Henning Brockhaus indaga il sottile confine tra la natura intima e delicata di Violetta e la sua immagine pubblica, sottolineata da un enorme specchio inclinato che moltiplica, da tutti i possibili punti di vista, l’oggetto del desiderio all’occhio del voyeur.

Protagonista di questo allestimento è il soprano Maria Grazia Schiavo, che interpreta Violetta Valéry. Alfredo Germont è interpretato dal tenore Dmytro Popov. Giorgio Germont è interpretato dal baritono Giovanni Meoni. Il Coro del Teatro Regio, impegnato in importanti scene, è istruito da Andrea Secchi.

La diretta su Rai Radio 3 de La traviata, curata da Susanna Franchi, sarà trasmessa venerdì 14 dicembre alle ore 20. Andrea Malvano, per le Conferenze del Regio, mercoledì 12 dicembre alle 17.30 al Piccolo Regio, curerà l’incontro a ingresso libero dal titolo Mondanità e intimismo in scena.

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Mariella Devia per Gaetano Donizetti

Il festival Donizetti Opera entra nel vivo della programmazione ed è alta l’attesa per l’ormai tradizionale concerto vocale che quest’anno avrà per protagonista, mercoledì 28 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale, un’interprete d’elezione del repertorio belcantista, il soprano Mariella Devia.

Dopo l’addio alle scene a conclusione di un’intensa carriera internazionale che abbraccia quattro decenni, il soprano genovese ha intrapreso un tour concertistico che la sta portando sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi d’Europa. Fra questi il Sociale di Bergamo, città natale di uno dei compositori più eseguiti e più amati dalla Devia che ha debuttato proprio nella Lucia di Lammermoor donizettiana, ruolo che ha ricoperto per oltre trent’anni e in più di 350 occasioni.

Il programma del concerto è composto dalle scene finali delle opere che formano la cosiddetta “Trilogia Tudor”: Mariella Devia interpreterà quindi la tre regine Tudor – Anna Bolena, Maria Stuarda ed Elisabetta I – affiancata dalle voci di Federica Vitali, Francisco Brito, Lorenzo Barbieri e Alessandro Ravasio. Sul podio dell’Orchestra Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, un suo partner storico come Giuseppe Sabbatini che – dopo una rilevante carriera tenorile sui maggiori palcoscenici del mondo – da alcuni anni prende la bacchetta in occasioni speciali come questa; partecipa anche il Coro Donizetti Opera, istruito da Fabio Tartari.

Alla fine del concerto, il pubblico del Donizetti Opera riceverà una dolce sorpresa: gli spettatori potranno gustare un assaggio di Marron Glacés – delizia di cui lo stesso Gaetano Donizetti era ghiotto – offerto da Italcanditi, simbolo dell’eccellenza della pasticceria e del gusto bergamasco, nata nel 1963 da un’idea di Angelo Goffi, realtà recentemente entrata nel gruppo “Ambasciatori di Donizetti, sostenitori del festival con Art Bonus.
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Il violinista finlandese Pekka Kuusisto esordisce sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli

Artista versatile e istrionico, unanimemente apprezzato per le sue capacità di adattamento in contesti differenti, il violinista finlandese Pekka Kuusisto esordisce sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli (via Nizza 280, Torino) venerdì 30 novembre 2018 alle 20.30 per il secondo appuntamento della stagione 2018-2019 dei Concerti del Lingotto. Eccellente improvvisatore, Kuusisto collabora con artisti e personalità di diversi discipline, non solo artistiche, tra cui Hauschka e Kosminen, il neurologo olandese Erik Scherder, il pioniere della musica elettronica Brian Crabtree, il trombettista jazz Arve Henriksen, il giocoliere Jay Gilligan, l’accordionista Dermot Dunne e l’artista folk Sam Amidon (alcune di queste collaborazioni sono ampiamente documentate da video presenti in rete). Insieme a lui la Mahler Chamber Orchestra, formazione tedesca fondata da Claudio Abbado, ormai da molti anni ospite abituale di Lingotto Musica, che per l’occasione sarà diretta dallo stesso Kuusisto.

La serata si apre con Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel, trascrizione dello stesso autore dell’omonima suite pianistica datata 1914. Omaggio di Ravel a Couperin, simbolo di un’età dell’oro della musica francese, fu successivamente orchestrata per la compagnia dei Balletti Svedesi di Rolf de Maré. Segue il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, opera scritta nel 1878 e sin dalla sua prima esecuzione, a Vienna nel 1881, divenuta una delle pagine più amate dal grande pubblico nonostante la tiepida accoglienza della critica dell’epoca; in anni più recenti la sua fortuna ha raggiunto una dimensione che travalica il mondo della musica classica per essere stato il brano protagonista del film Il concerto del regista rumeno-francese Radu Mihăileanu. Il concerto si conclude con la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1812 quasi in contemporanea all’Ottava e a quattro anni di distanza dalla precedente Sinfonia Pastorale. Fu accolta con stupore dai contemporanei per il suo carattere eccentrico, sebbene il celebre Allegretto riscosse sin da subito unanime consenso. Toccherà all’acutezza critica di Wagner capovolgere le ricorrenti censure contro la stravaganza, cogliendo l’essenza di quella ebrezza che freme nell’opera: “questa Sinfonia è l’apoteosi stessa della danza, è la danza nella sua essenza più sublime”.

La biglietteria è aperta nei giorni 28, 29 e 30 novembre 2018 in via Nizza 280 interno 41, dalle 14.30 alle 19, e un’ora prima del concerto, dalle 19.30. Poltrone numerata da 27 a 54 euro, e ingressi non numerati da 20 e 13 euro (ridotto per i giovani con meno di trent’anni) in vendita un quarto d’ora prima del concerto secondo disponibilità. Vendite on line su www.anyticket.it. Informazioni: 011.63.13.721
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La nuova stagione 2018/19 dell’Opera di Roma si inaugura con il Rigoletto di Verdi

La prima opera in scena per la stagione 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma è un nuovo allestimento del Rigoletto di Giuseppe Verdi, (8 recite tra il 2 e il 18 dicembre 2018). L’opera sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3. Sarà certamente una “lettura” inaspettata e inedita, quanto rispettosa dell’idea verdiana, quella che vedrà impegnati il direttore Daniele Gatti e il regista Daniele Abbado. Rigoletto è un melodramma notissimo, il personaggio è divenuto proverbiale, le magnifiche arie sono tra le più note del repertorio. Insomma un classico, cioè, per parafrasare Calvino, “una di quelle opere che, tanto più quando si leggono per davvero, si trovano nuove, inaspettate, inedite”.

Sul palcoscenico vedremo Ismael Jordi e Iván Ayón Rivas (Duca di Mantova), Roberto Frontali e Sebastian Catana (Rigoletto), Lisette Oropesa e Claudia Pavone (Gilda), Riccardo Zanellato (Sparafucile), Alisa Kolosova (Maddalena), Carlo Cigni (Conte di Monterone), Alessio Verna (Marullo), Saverio Fiore (Matteo Borsa) e Nicole Brandolino (Contessa di Ceprano). Irida Dragoti, uno dei giovani talenti selezionati per la seconda edizione del progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma interpreterà il ruolo di Giovanna.

Il nuovo allestimento avrà le scene e le luci di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Livia Sartori ed Elisabetta Antico, Boris Stetka regista collaboratore, i movimenti coreografici di Simona Bucci. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Dopo la “prima” di domenica 2 dicembre (ore 18), il Rigoletto di Verdi andrà in scena martedì 4 (ore 20), giovedì 6 dicembre (ore 20), domenica 9 (ore 16.30), martedì 11 (ore 20), giovedì 13 (ore 20), sabato 15 (ore 18), martedì 18 (ore 20).

Sabato 1° dicembre alle 11,30 nel Foyer primo piano del Teatro Costanzi Daniele Gatti e Daniele Abbado parleranno al pubblico della loro lettura del Rigoletto.

Il biglietto di ingresso, al costo di 2 euro, si può acquistare alla biglietteria del Teatro e sul sito www.operaroma.it

Proseguono anche nella nuova stagione 2018-19 le attività loro dedicate ai giovani, prima fra tutte l’iniziativa “Vietato ai maggiori di 26 anni”. Venerdì 30 novembre, alle ore 19, il pubblico che rientra in questa fascia d’età potrà assistere al Rigoletto di Verdi grazie all’anteprima riservata ai minori di 26 anni.

E proseguiranno anche gli immancabili appuntamenti con le “Lezioni di Opera” tenute dal Maestro Giovanni Bietti. Si riparte proprio con quella dedicata al Rigoletto di Giuseppe Verdi, lunedì 3 dicembre al Teatro Costanzi (ore 20). Soddisfacendo domande e curiosità il Maestro Bietti accompagnerà il pubblico verso la comprensione dell’opera, e non solo, con un linguaggio semplice e accessibile e con l’ausilio di un gran numero di esempi musicali, sia dal vivo che registrati. Il costo della “Lezione” è di 8 euro.

Per maggiori informazioni, prenotazione e iscrizioni alla mailing-list: tel. 0648160/312 / 532 / 533; promozione.pubblico@operaroma.it;

dipartimento.didattica@operaroma.it.

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