Un grande successo europeo per la Turandot di Noseda e Poda Da oggi anche in DVD e Blu-ray

 

Turandot, la grandiosa produzione del Regio acclamata da pubblico e critica nel 2018, con la regia di Stefano Poda e la direzione di Gianandrea Noseda sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio, è da oggi disponibile in DVD e Blu-ray.

Il capolavoro di Puccini, registrato da Unitel/CMajor, impreziosisce il catalogo discografico del Regio che raggiunge così la quota di 34 titoli. Un notevole sforzo produttivo che ha come obiettivo la diffusione del patrimonio musicale italiano e la creazione di un tesoro culturale da lasciare come testimonianza e documento per il futuro. La registrazione è la prima al mondo che propone il finale originale dell’opera, lasciato incompiuto dal suo autore.

Un successo di portata internazionale sottolineato anche da OperaEuropa. A Parigi, durante l’annuale assemblea, è andato al Regio il riconoscimento dei Top Bonus Video per Turandot. Su OperaVision, il portale che si avvale della partnership di 29 teatri di 17 differenti paesi – dal Teatro Real di Madrid alla Royal Opera House di Londra – il Regio è stato valorizzato con due importanti riconoscimenti: il primo posto per il “Best Trailer” realizzato da Mattia Gaido sullo spettacolo, e il primo posto per la “Best Interview” realizzata da Paola Giunti al regista Stefano Poda. Sulle 34 produzioni operistiche presentate in streaming, la Turandot del Regio è al vertice con 45.325 visualizzazioni.

La produzione – andata in scena al Regio la scorsa stagione – ha ricevuto unanimi consensi da parte della critica che così si espressa: “Turandot straordinaria” (La Repubblica); “Alla fine applausi unanimi e il successo è garantito” (La Stampa); “La glaciale Turandot infiamma il Teatro Regio”, “Turandot trionfa, quindici minuti di applausi” (Corriere della Sera).

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In Turandot al Regio di Torino debutto il mio nuovo ruolo: Ping

 

La regia di Stefano Poda mette in risalto il senso umano di Calaf

Trionfa al Regio di Torino la Turandot black and white di Poda con un cast stellare

Annalisa Stroppa è Adalgisa al Teatro Colón

Annalisa Stroppa definisce Adalgisa, il personaggio di Norma (Bellini) che presenterà nei giorni 2, 4, 5 e 7 dicembre in quello che sarà il suo atteso ritorno al Teatro Colón di Buenos Aires come “un ruolo affascinante, che all’inizio si scontra con Norma per amore, ma che alla fine comprende il dramma che sta attraversando la protagonista”. Il mezzosoprano italiano ha debuttato sul leggendario palcoscenico argentino nell’agosto del 2012 diretta da Riccardo Muti (I due Figaro, Mercadante). “Cantare nel Teatro Colón é una bellissima esperienza per qualsiasi musicista o cantante, dato che si tratta di uno dei teatri con la migliore acustica che io abbia mai sentito, oltre ad essere una sala immensa di una bellezza impressionante”. È dal debutto del 2012 che Stroppa non canta in Argentina: “E’ passato molto tempo e ho interpretato molti personaggi da quell’indimenticabile I due Figaro che presentammo in diverse città con il Maestro Muti e che ha segnato l’inizio della mia carriera; per questo mi fa particolarmente piacere che l’esperto pubblico di Buenos Aires mi possa ascoltare nel momento vocale che sto vivendo e che mi ha permesso di ampliare il mio repertorio”, ha dichiarato la cantante bresciana. Stroppa, senza dubbio uno dei mezzosoprani di cui più si parla nella panorama lirico internazionale, ha vestito i panni di Adalgisa in Norma in molti teatri, dal Massimo di Palermo al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, passando per lo Staatstheater Wiesbaden – insieme a Edita Gruberová-, al Verdi di Padova o al Carlo Felice di Genova. La cantante arriverà in Argentina dopo aver interpretato quest’estate il ruolo protagonista di Carmen al Festival di Bregenz (Austria), Siebel di Faust (Gounod) per l’apertura della stagione 2018/2019 del Teatro Real di Madrid e Fenena in Nabucco a Padova. Tra i suoi prossimi impegni ci sarà il ritorno a Padova con La Cenerentola, Il Barbiere di Siviglia a Berlino, il suo debutto come Nicklausse in Les Contes d’Hoffmann a Napoli, Madama Butterfly a Monaco di Baviera, Stabat Mater di Rossini a Verona e Così fan tutte a Las Palmas de Gran Canaria.

Sold out per Ezio Bosso al Regio

Gradito e atteso ritorno di Ezio Bosso, sabato 17 novembre alle 20.30, sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio nella doppia veste di direttore e compositore. In programma una prima esecuzione a Torino: Oceani. Concerto per violoncello e orchestra – in prima esecuzione a Torino – tratto dalla Sinfonia n. 1 con Relja Lukic al violoncello solista, e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořák.

Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra torinese, è il simbolo della potenza della musica. Dopo anni di formazione e un’avviata carriera concertistica affronta e vince durissime avversità che lo costringono a ricominciare il suo percorso da una nuova partenza. Bosso è un musicista apprezzato a livello internazionale non solo da chi ama ciò che comunemente denominiamo musica “classica”, che lui preferisce definire “libera”. La sua storia è fatta di coraggio, amore per la vita e soprattutto musica. «Se vogliamo parlare della mia storia, spero solo che sia servita a mettere in luce le mille altre storie come la mia. Ho tantissimi strumenti per andare avanti, a partire dalla musica, che mi aiuta a rubare il tempo. Non sono io l’esempio cui ispirarsi, ma tutte quelle persone che non mollano pur tra tantissime difficoltà. Gli esempi non fanno mai troppo rumore». Artista dal talento assoluto, Bosso è una delle voci più interessanti tra i compositori contemporanei. Autore di musica da camera, opere, sinfonie, balletti, musica per film e concerti, le sue partiture sono eseguite nei più prestigiosi templi della musica: dalla Wiener Staatsoper alla Royal Opera House, dal Théâtre du Châtelet al Teatro Bol’šoj. Le sue musiche sono usate da coreografi quali Christopher Wheeldon, Edwaard Liang e richieste da registi del calibro di Gabriele Salvatores, Gianluca Maria Tavarelli o Cristiano Bortone.

L’ascesa del genio di Gioachino Rossini su SkyWay Monte Bianco: 150° anniversario in alta quota

Sabato 3 novembre, a 150 anni dalla morte del maestro, la musica e le ricette di Gioachino Rossini raggiungono i 2.173 m di SkyWay Monte Bianco. Appuntamento nel teatro in quota: cantanti, musicisti, chef ed eccellenze italiane daranno spettacolo tra ghiacciai e pareti di roccia. Le ricette create e amate da Rossini saranno proposte da un trio di star come gli chef Bobo Cerea, Moreno Cedroni e Robert Vifian.
Martedì, 30 ottobre 2018_Appuntamento in alta quota, in un luogo magico, per celebrare Gioachino Rossini. Il prossimo 3 novembre,Skyway Monte Bianco, l’avveniristica funivia che collega Courmayeur ai 3.466 metri di Punta Helbronner, ospiterà uno degli eventi di punta del 150° anniversario della morte di Rossini, che per la prima voltaverrà celebrato sulla vetta più alta d’Italia.

L’appuntamento del 3 novembre seguirà un canovaccio assolutamente originale: a salire in alta quota saranno non solamente le celebri arie del grande compositore, ma anche le sue ricette. Creatività, gusto e passione da assaporare in una location “di frontiera”, sospesa tra Italia e Francia, nel panorama di vette della stazione intermedia di Skyway, il Pavillon du Mont Fréty (2.173 m).

“L’idea è quella di portare il celebre ‘Salon du samedi soir’ che Rossini teneva a Parigi, per una sera sul tetto d’Europa, un evento per il pubblico di oggi, ma che sarebbe stato gradito al maestro” spiega Daniele Vimini, Vice Sindaco del Comune di Pesaro e presidente del Rossini Opera Festival.“La sua musica e i migliori prodotti della tavola, oggi come nel XIX secolo, faranno da cornice al racconto degli eventi che lo celebreranno nel 150esimo della morte”.

“Crediamo che la magnificenza del Monte Bianco sia il luogo perfetto per celebrare l’intramontabile opera di Gioachino Rossini – dice Federica Bieller, presidente delle Funivie Monte Bianco Spa – Skyway Monte Bianco permette di toccare il punto più basso del cielo nel punto più alto d’Italia connettendoci così con l’eternità del suo genio”.

Gli ospiti, accolti all’arrivo a Courmayeur con un “White Carpet”– siamo pur sempre sul Monte Bianco – e con l’affascinante musica di Rossini, riceveranno un’accoglienza memorabile: tutte le cabine della funivia, che sono trasparenti e ruotano lentamente per offrire una vista a 360° sul paesaggio, ospiteranno a bordo un talentuoso musicista. Inoltre, nelle postazioni food & beverage, i cantanti d’opera saranno pronti ad intonare le celebri melodie del pesarese più famoso del mondo. Un innovatore straordinario che ha rivoluzionato i canoni del suo tempo, sia sul pentagramma che a tavola.

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The Beggar’s Opera al Teatro Coccia di Novara

Dopo le date al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Teatro Verdi di Pisa, ultima opportunità per vedere in Italia The Beggar’s Opera di John Gay e Johan Christoph Pepusch, nella coproduzione internazionale capitanata dal Théâtre des Bouffes du Nord, firmata dal regista canadese Robert Carsen: in scena al Teatro Coccia di Novara sabato 27 ottobre alle ore 20.30 e domenica 28 alle ore 16.

Di Robert Carsen anche la nuova versione del testo, scritta insieme con il drammaturgo inglese Ian Burton; l’ideazione musicale è di William Christie, il celebre clavicembalista, direttore d´orchestra, musicologo e insegnante, pioniere della riscoperta della musica barocca nonché membro dell´Académie des Beaux-Arts francese e membro onorario della Royal Academy of Music di Londra. In palco, insieme con una strepitosa compagnia di attori inglesi, che recitano, cantano e ballano, spicca un ensemble musicale d’eccellenza quale Les Arts Florissants, la prestigiosa compagine strumentale che, fondata proprio da William Christie, da più di tre decadi domina la scena barocca internazionale; a dirigerla dal clavicembalo nelle recite pisane sarà Florian Carré. Le scene sono di James Brandily, i costumi di Petra Reinhardt, la coreografia di Rebecca Howell, le luci di Robert Carsen e Peter van Praet. Coproduttori con il Théâtre des Bouffes du Nord sono un bel novero di realtà europee dagli stessi Les Arts Florissants con il sostegno di CA-CIB, e: Angers Nantes Opéra, Opéra de Rennes, Les Théâtres de la Ville de Luxem-bourg, Opéra Royal / Château de Versailles Spectacles, Grand Théâtre de Ge-nève, Théâtre de Caen, Edinburgh International Festival, Festival di Spoleto, Centre Lyrique Clermont-Auvergne, Opéra Royal de Wallonie-Liège, Opéra de Reims / La Comédie de Reims CDN, Teatro Coccia di Novara, Teatro Verdi di Pisa, Attiki cultural Society, Cercle des partenaires des Bouffes du Nord, il tutto con il generoso supporto di KT Wong Fondation.

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Il Requiem di Verdi secondo Conlon

Johannes Brahms la definì «opera di un genio». I posteri la esaltarono quale assoluta pietra miliare del repertorio sacro di tutto l’Ottocento italiano. È la Messa da Requiem, capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi, al centro del secondo concerto di stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 25 ottobre alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3. Composta nel 1874 per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, la Messa da Requiem è eseguita dal Direttore principale James Conlon, che torna sul podio dell’Orchestra Rai per la seconda settimana consecutiva dopo aver inaugurato la Stagione. A interpretarla è chiamato un quartetto di voci di assoluto prestigio: il soprano Anna Pirozzi, reduce dal successo come Lady Macbeth al Festival Verdi di Parma; il contralto Marianna Pizzolato, già protagonista con Conlon e l’Orchestra Rai dello Stabat Mater di Rossini lo scorso giugno; il tenore Saimir Pirgu, noto per le sue interpretazioni di ruoli verdiani come Alfredo Germont e il Duca di Mantova; e il basso Riccardo Zanellato, che sostituisce l’indisposto Dmitry Belosselskiy e che ha cantato il Requiem di Verdi con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly. Insieme a loro il Coro del Teatro Regio di Parma istruito da Martino Faggiani.

«Io lavoro alla mia Messa proprio con gran piacere. Mi pare d’esser divenuto un uomo serio, e di non esser più il pagliaccio del pubblico che con un tamburrone e grossa cassa grida “avanti avanti, venite ecc.”. Voi capirete che ora sentirmi parlare d’opere, la mia coscienza se ne scandalizza, e mi faccio presto il segno della Croce!!!». Con queste parole, un po’ ironiche un po’ no, Verdi descrive la genesi del Requiem in un momento cruciale del suo itinerario creativo, quando, culminata la carriera di operista con Aida, inizia un periodo di silenzio destinato a durare sedici anni prima della grande esplosione finale di Otello e Falstaff. Già nel 1868 Verdi aveva concepito il progetto, poi naufragato, di una composizione collettiva in memoria di Gioachino Rossini. La morte di Manzoni, che sopraggiunge nel 1873, lo addolora così profondamente da indurlo a riprendere il lavoro e dedicarlo all’artista che venera come un santo. Eseguito per la prima volta dallo stesso Verdi il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, il Requiem è impregnato di una forte carica drammatica, che riflette la linea maestra del teatro verdiano: una grandiosa meditazione sul mistero della morte, che pur sotto il segno della ribellione contro la volontà divina, restituisce all’uomo dignità e consolazione.

Il concerto è replicato a Torino venerdì 26 ottobre alle 20.00 (turno blu).

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

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Davinia Rodríguez sarà Donna Elvira a Pechino

Sempre più appuntamenti internazionali nel calendario di Davinia Rodríguez: dopo aver debuttato lo scorso febbraio come protagonista dell’opera Thaïs di Massenet nel China National Centre for the Performing Arts di Pechino (NCPA), la diva originaria delle Canarie ritornerà a novembre su questo prestigioso palcoscenico per mettersi questa volta nei panni di Donna Elvira, una delle fanciulle ingannate da Don Juan, il mito erotico spagnolo che ispirò Mozart per la sua geniale opera Don Giovanni. “Ho un bellissimo ricordo del mio debutto in questo incredibile teatro nella capitale della Cina”- ha dichiarato la cantante – “in particolare mi aveva colpito il pubblico cinese, molto attento e affettuoso. Ritorno con un ruolo che amo molto e che ho già cantato al Festival dei Due Mondi di Spoleto in Italia”.

L’artista spagnola conosce molto bene l’opera mozartiana, dato che nel suo repertorio si trova anche il ruolo dell’altra grande ingannata da Don Juan, Donna Anna, che Rodríguez ha interpretato a Bilbao: “Sono due personaggi che si completano a vicenda e ognuno ha grandi momenti durante questo capolavoro della lirica che è Don Giovanni”. Inoltre il soprano ricorda che “dicono che riprendere Mozart ogni tanto sia molto salutare per la voce, ed è vero, perché ti aiuta a rimanere in buone condizioni; nel mio caso questo è ancora più vero dato che gli ultimi ruoli che ho cantato sono verdiani, molto esigenti vocalmente perché si ha a che fare con orchestre più grandi rispetto a Mozart”. Infatti Davinia Rodríguez ha appena ottenuto un grande successo nel Festival Verdi di Parma, il più importante dedicato al lavoro del compositore italiano, niente di meno che nel temuto ruolo di Lady Macbeth, che ha debuttato a Vienna nel 2016. Per il ritorno al repertorio mozartiano il soprano si esibirà a Pechino il 27 e 29 novembre e il 1 ° dicembre. In seguito, il 28 e il 29 dicembre, la aspettano due concerti di Capodanno con la Sinfonia di Las Palmas de Gran Canaria nell’Auditorio Alfredo Kraus della capitale canaria.

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Il violoncello di David Geringas per una nuova commissione a Silvia Colasanti in prima assoluta

È dedicato alla musica dei nostri giorni il concerto sinfonico proposto dal Teatro Comunale di Bologna, realizzato all’interno della sezione “Duemiladiciotto” del Festival Bologna Modern#3, in programma sabato 27 ottobre alle 20.30 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna. Al centro della proposta artistica la nuova commissione del TCBO a Silvia Colasanti, compositrice di spicco del panorama internazionale i cui lavori vengono eseguiti in sale come la Philharmonie di Parigi e la Konzerthaus di Berlino, intitolata Tango for David per violoncello e orchestra e dedicata al violoncellista David Geringas. Sarà proprio lo stesso musicista lituano, allievo di Rostropovič e artista versatile dal vastissimo repertorio, ad interpretare il brano insieme ad altre due composizioni della Colasanti, ovvero il Concerto per violoncello e orchestra del 2012 e l’Adagio per violoncello e orchestra d’archi del 2013.
«Tutti e tre i lavori – scrive l’autrice – nascono dalla collaborazione e dall’amicizia con David Geringas, prezioso compagno di viaggio nella stesura dei pezzi. Concerto rivisita, trasfigurandola, la forma classica del concerto per solista e orchestra. Adagio è un lavoro lirico, fondamentalmente tripartito, nel quale non mancano momenti di grande virtuosismo tecnico. Tango for David non sarebbe mai nato se non ci fosse stata un’esplicita e forte richiesta di David di confrontarmi con questa forma. Ho cercato di raccontarne la malinconia e il profumo, ma anche di rispecchiare quell’ironia, entusiasmo e gioia di fare musica che appartengono a questo straordinario interprete».

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James Conlon inaugura la Stagione Sinfonica con Mozart e Mahler all’Auditorium Rai di Torino

È affidata per il terzo anno consecutivo al Direttore principale James Conlon l’inaugurazione della Stagione di concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che prende il via venerdì 19 ottobre alle 20 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino (turno blu). Il concerto è trasmesso da RaiCultura in diretta su Rai5. La replica di sabato 20 ottobre alle 20.30 (turno rosso) invece è trasmessa in diretta su Radio3 e in streaming nel circuito Euroradio. Il programma affianca la Sinfonia n. 34 in do maggiore KV 338 di Wolfgang Amadeus Mozart alla Sinfonia n. 1 in re maggiore detta “Titano” di Gustav Mahler, opere giovanili che preannunciano la maturità formale ed espressiva dei rispettivi autori ponendosi idealmente alle estremità del grande sinfonismo romantico.

Ultima di un ciclo scritto a Salisburgo fra il 1779 e il 1780 prima di stabilirsi a Vienna, la Sinfonia n. 34 in do maggiore KV 338 è l’esito più brillante del fervore creativo che Mozart matura subito dopo aver sperimentato le gioie e i dolori della libera professione durante il lungo soggiorno parigino del 1778. All’amarezza del ritorno nell’angusto ambiente provinciale alle dipendenze dell’arcivescovo Colloredo, il compositore oppone la maestria esibita nell’abilità coloristica recepita a Mannheim dalla famosa orchestra e nell’iridescenza dei climi emotivi che già animano il lavoro quasi romanticamente.

Nota con il soprannome di “Titano”, con cui Mahler la denominò riferendosi al titolo di un omonimo romanzo di Jean Paul, la Sinfonia n. 1 in re maggiore si accompagna all’infelice esperienza amorosa vissuta dal musicista con la cantante Johanna Richter a Lipsia, dove la composizione viene ultimata nel 1888. Tenacemente radicata nello spirito del Romanticismo tedesco, ma già proiettata oltre la realtà musicale del suo tempo, la partitura è tutta un riecheggiare di richiami alla natura che mutano dall’innocente serenità pastorale all’inquietudine struggente e esasperata propria della modernità.

Dopo le serate inaugurali, James Conlon sarà impegnato alla guida della compagine Rai anche nelle settimane successive con la produzione sinfonico-corale della Messa da Requiem di Verdi, proposta il 25 e 26 ottobre con un quartetto di solisti di prestigio, e il concerto dedicato a pagine novecentesche di Šostakovič e Zemlinsky, programmato il 2 e 3 novembre.

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

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Over 40 paintings will be showcased at the Cartoon Art Gallery in Dubai

Summer is ebbing and Autumn is on . A Reason for Celebration is a group exhibition where the Artist of different Nationality, Religion, Age , background come together to express their reasons to celebrate in the form of their artistic masterpieces.This is also the preparatory time to mark the start of the festive seasons.

Ahmed Al Dosary,Priscilla Houter-ten Doesschate ,Maya El Wattar,Iskra Shahaj Kiran Kumar, Aparna Sule ,Senthil Kumar Ganapathy ,Rafah Abdulrazzak,Anissa Manakkal, Kumar Sethu ,Hafsa Awan ,Rukasana Sasoon Jyoti Sethi ,Richa Jain ,Rajeevan Nalukettil and Umit Sule are some of the participating Artist.

There is over 40 paintings of various medium will be showcased at the Cartoon Art Gallery , Al Quoz, Dubai.The opening of the exhibition will be graced by many prominent guest. “Hybrid ” by Hafsa Awan , a 14 year old was the most in demand artwork that was sold.

We are very happy and excited to identify new talents in this region says Mrinmay C Sebastian, the gallery Manager of Cartoon Art Gallery which has been a stepping stone to many great Artist of this region.
The exhibition will continue till 21st Oct 2018.


Timing from 13 to 21st- 12pm to 8pm.
Gallery will be closed on Fridays.
The entry is free.

Press Release

Alessandra Giorda - P.IVA 11290670014

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