Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

( Alessandra Giorda) Per il mese di Gennaio ed i primissimi giorni di Febbraio Turandot la fa da padrona nella capitale subalpina. Sembra quasi che il fato, nella Torino magica, abbia voluto dedicare un tributo per l’ultima erede di casa Puccini, la Signora Simonetta, la cui dipartita è avvenuta a dicembre scorso, con l’ultima opera incompiuta del celebre Maestro toscano. Prima il grande successo al Teatro Regio di Torino con un cast stellare e la regia straordinaria di Stefano Poda e poi in tutt’altro genere arriva La Regina di Ghiaccio al Teatro Alfieri. Due spettacoli diversi, il primo lirico ed il secondo un musical, ma nei loro settori due diamanti che brillano di luce propria. Sold out anche per La Regina di Ghiaccio dove firma la regia, una mente eccelsa del musical, Maurizio Colombi.  Geniale l’idea di trarre spunto dalla lirica per un musical la cui  messa in scena è precisa e puntuale. Il sipario si apre con 4 quadri, uno che raffigura il celebre compositore Giacomo Puccini, l’altro la locandina originale di Turandot e così via con La Bohème e Madama Butterfly. I capaci attori spendono alcune parole ben dosate e dirette sul compositore  e l’opera in oggetto: Turandot.  Da questo primo impatto si delinea l’alto livello dello spettacolo che con un linguaggio semplice ed  un genere che in Italia raccoglie un vasto pubblico, arriva direttamente anche a chi di lirica è profano. Purtroppo nel nostro Paese, culla del belcanto, l’opera lirica è ancora, nella mente dei più, un genere age per intellettual-chic. Ben differente all’estero dove esportiamo questo prodotto con successi incredibili su tutte le fasce di età, dai giovanissimi ai più longevi.

Squadra vincente non si cambia, infatti dopo il gran successo di Rapunzel, il medesimo cast è stato confermato per La Regina di Ghiaccio dove la più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini è Turandot, al suo fianco Pietro Pignatelli alias Calaf ed un cast artistico formato da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati.

 

La chiave di lettura di questo musical si avvicina alla mente dei più piccoli con l’inserimento di tre streghe, Tormenta, Gelida e Nebbia che per i più adulti possono rappresentare i meandri più nascosti della psiche di Turandot ben evidenziati  in tutto lo svolgersi della storia, ma che raggiungono l’apice quando la Regina cinese incontra Calaf ed è combattuta nei suoi sentimenti.

Lorella Cuccarini, che festeggia 20 anni di musical, si conferma essere sempre una grande artista in ogni ruolo. Glaciale, perfida, dalla mente malata e diabolica che uccide provando piacere, ma anche dolce e sensibile quando l’incontro con Calaf la porta a provare emozioni forse mai vissute. La Lorella di sempre, quando alla fine dello spettacolo, incita il pubblico a cantare con lei e balla con grinta, dinamismo e piacere come quando, agli inizi di carriera,  teneva gli italiani incollati alla tv al sabato in attesa dei suoi balletti.

Eccellente Pietro Pignatelli,  Calaf che per tutto il musical è padrone del palcoscenico. Quando viaggia sulle note della celebre romanza Nessun dorma un brivido serpeggia lungo il corpo degli spettatori, la sua voce emoziona e colpisce arrivando dritta la cuore degli ascoltatori grandi e piccini.

Ovviamente la famosa romanza è in chiave pop e rivisitata in un duetto meraviglioso tra Pignatelli e la Cuccarini. Anche in questo passaggio si evidenzia la bravura del regista Maurizio Colombi che, in un momento sacro nel mondo della lirica, ha avuto il coraggio di offrire una chiave di lettura fedele ed al tempo stesso diversa da quanto scritto nel libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, risultando vincente. La musica originale è composta da 18 emozionanti brani musicali arrangiata e diretta da Davide Magnabosco e mantiene i riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini.

Molto ben rappresentati anche Ping, Pong e Pang che sono stati perfetti nei loro ruoli. Un plauso a tutto il cast che ha conquistato il pubblico torinese e riscosso consensi durante le tappe del tour. Luci ed effetti fanno da cornice ad uno spettacolo da non perdere.

Recensione della recita del 2/2/2018

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

Trionfa al Regio di Torino la Turandot black and white di Poda con un cast stellare

( Alessandra Giorda) Black and white, con qualche sfumatura di rosso, il must per la Turandot di Puccini dove  Poda  firma la strepitosa  regia. Un vero trionfo sia alla Generale che alla Prima. Una scenografia elegante dalle linee pulite e raffinate lascia a bocca aperta gli spettatori. Bravissimi i danzatori che accompagnano tutta la narrazione rappresentando l’impulso, la frenesia , la calma, la meditazione….Costumi stupendi per Ping (Gran Cancelliere) Pang ( Gran Provveditore)   Pong ( Gran Cuciniere) che cambiano durante lo svolgersi dell’opera. Di grande effetto quelli che rappresentano le interiora del nostro corpo, il sistema circolatorio e quello scheletrico. Lusso si sprigiona nella giacca di Ping tempestata da Swarosky. Che dire delle varie Turandot che indossano costumi di effetto con parrucche biondo platino? Fantastiche ! L’effetto nudo per il corpo di ballo è sorprendente così come di forte impatto la scena del terzo atto quando indossa costumi color nero e si stringe in centro palco formando un cerchio che lascia intravedere Liù.

Poda senza dubbio vince questa sfida alla grande dove ha curato regia, scene, luci, costumi e coreografia. Una Turandot che non ha tempo e dove Poda scava nella parte psicologica dei personaggi dando una visione profonda che scende nei meandri della mente umana. Turandot non è solo una principessa dal cuore di ghiaccio, ma è una proiezione che nasce dalla mente di Calaf e dà origine a varie Turandot che sul palco sono molteplici.

Non sarà il bacio di Calaf a sciogliere la gelida principessa cinese, ma Liù che con la sua morte darà la vita a  Turandot, una vita a 360 gradi che comprende anche la sfera emotiva dotata di umanità. In questa regia Liù diventa colei che libera dal male e dona amore. Infatti nella scena della morte della giovane schiava non cade a terra trafitta dal pugnale rubato, ma vive nelle varie Turandot mutandole . Con la morte di Liù l’opera termina, il M° Noseda, che ha diretto in maniera esemplare, ha voluto scegliere la versione originale dove Puccini aveva interrotto la composizione. La scelta è doppiamente encomiabile, poichè da un lato rispetta il volere di Giacomo Puccini, dall’altro si sposa bene con la regia di Stefano Poda perchè non può essere un bacio a tramutare il perfido carattere della terribile Principessa.

Rebeka Lokar (Turandot ) ha perfettamente interpretato il suo ruolo dando spazio alla sua voce dai toni potenti.  Il soprano sloveno è una glaciale Turandot che s’impone sul palco con grinta e determinazione. Veramente brava.

Eccellente Erika Grimaldi (Liù). Da sottolineare nel primo atto la romanza “Signore, ascolta” sempre bella e toccante e nel terzo atto sulle note di Tu che di gel sei cinta, aria che esprime perfettamente il contrasto tra Turandot e Liù, la Grimaldi non ha lasciato spazio ad alcuna sbavatura arrivando perfettamente al pubblico che ha ampiamente applaudito. Al termine dell’opera gli spettatori hanno riconosciuto il soprano astigiano strappandole momenti di vera commozione.

Jorge de León ( Calaf), tenore di spicco che sulle note di Nessun dorma mette a nudo le sue capacità degne di nota in un contesto pieno di dolore e struggimento. Sfodera bene il suo stato d’animo in ogni particolare dal quale si evince  la speranza di vincere, senza averne la certezza. La sua performance è stata puntuale in ogni frangente durante lo svolgimento dell’opera.  Presenza scenica, doti vocali e grandi capacità interpretative lo consacrano un grande del panorama lirico internazionale attuale.

Da sottolineare il debutto di ruolo di Marco Filippo Romano, in Ping. Il baritono siciliano è  stato all’altezza della situazione. Un ruolo che gli calza a pennello anche se assume un carattere più composto. Abituati a vederlo in ruoli dell’opera buffa, come in Don Magnifico, Don Bartolo…ha messo in luce come sia un artista completo, capace di portare in scena personaggi diversi rendendoli veritieri .

Il baritono Roberto Abbondanza, ( Un mandarino) dalla presenza scenica elegante che raggiunge l’apice quando indossa un soprabito bianco foderato di rosso, si è confermato di essere sempre all’altezza dei ruoli che canta con una vocalità  precisa.

Tutto il cast che definirei stellare, cantanti, coro delle voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio G. Verdi, ed il corpo di ballo hanno saputo dare il meglio di sè per una riuscita di quest’opera da lode che ha raccolto una quantità significativa di consensi.

 

 

 

 

Grease conquista anche Torino e termina il tour nel prestigioso Teatro Verdi di Parma

( Alessandra Giorda) Grande successo al Teatro Alfieri di Torino per il Musical che, dopo quasi quarant’anni dal film con John Travolta e Olivia Newton-John, continua a conquistare grandi e piccini. Tutte e tre le generazioni, nonni, figli e nipoti, hanno applaudito il notevole cast che ha avuto la capacità di coinvolgere il pubblico che ha cantato e ballato in maniera scatenata con i protagonisti di GREASE. Teatro pienissimo con  tanto entusiasmo, voglia di divertirsi e moltissimi i giovani che hanno atteso Guglielmo Scilla e Lucia Blanco, al termine dello spettacolo, in Via Confienza per le foto di rito con i loro idoli. Anche qualche capello brizzolato, con la scusa di accompagnare figli o nipoti, ha scattato un selfie con alcuni membri del cast.

Tutti veramente  molto bravi, ottime le capacità recitative degli attori che hanno interpretato perfettamente il loro ruolo. Anche nel canto nulla da eccepire. Veramente un vero successo. La scenografia semplice, ma molto d’effetto, ha messo in risalto gli attori. Bellissimi i costumi anni ’50 che esprimono una cromaticità d’impatto.

Con più di 1.500 repliche all’attivo e oltre 1.700.000 spettatori, GREASE, il musical dei record prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, che negli anni si è trasformato in un vero e proprio fenomeno pop, nel 2017 festeggia 20 anni di grandi successi (lo spettacolo ha debuttato proprio a Milano il 4 marzo 1997 e, da allora, ha dato il via alla musical-mania in Italia).

Per l’edizione speciale 2017 Compagnia della Rancia è orgogliosa di presentare il nuovo volto per Danny Zuko: GUGLIELMO SCILLA, conosciuto sul web anche come Willwoosh, che dal successo della rete ha collezionato importanti esperienze in TV, radio e cinema,  interpreta il leader dei T -Birds protagonista del musical.

Lucia Blanco interpreta il ruolo di Sandy al fianco di Guglielmo Scilla. Lucia veste i panni di Sandy, la ragazza acqua e sapone che arriva a Rydell e, per riconquistare Danny, si trasforma diventando sexy e irresistibile. Un personaggio indimenticabile, reso famoso dall’interpretazione di Olivia Newton-John nel film del 1978.

 

Molte sono ancora le tappe del tour di Grease, che dopo i successi avuti a Milano, Roma, Assisi, Catania, Bari, Messina, Genova e Torino, parte alla volta del prossimo appuntamento 16/17 Dicembre a Rimini, poi Siena, Firenze, Bologna, Cremona, Carpi, Massa, Padova per concludere nel prestigioso Teatro Regio di Parma, uno dei teatri lirici più importanti in Europa , il 30/31 gennaio 2018.

 

La recensione si riferisce alla recita del 5/12/2017

Leif Ove Andsnes conquista il dotto pubblico del Lingotto

( Alessandra Giorda) Il ritorno del pianista Leif Ove Andsnes al Lingotto è senza dubbio stato di notevole impatto. La Star internazionale, definita dal Wall Street Journal “Uno dei musicisti più dotati della sua generazione” e  dal New York Times ” un pianista di eleganza, energia e introspezione magistrali”, ha conquistato il pubblico e reso indimenticabile la serata. Sul palco dell’Auditorium G. Agnelli, il M° Andsnes e la musica si sono elevate all’unisono per regalare ai partecipanti “perle” di rara bellezza . Orecchie gaudenti per una musica resa ancor più eccelsa dalla maestria del pianista. Coinvolgimento del pubblico per la grande capacità della Star di trasmettere emozioni,vitalità e trasporto sia a Torino che nelle altre tappe della tournée di recital dove Andsnes ha riscosso grande successo da Bilbao, Madrid, Lugano, Vienna Konzerthaus, Royal Festival Hall di Londra, Lipsia,Colonia, Amsterdam, Lucerna  e Milano. Sale l’attesa per i prossimi appuntamenti che vedranno il pianista norvegese il 30/11 ad Anversa, Belgio, 01/12 a Berlino ed ultima tappa il 03/12  a Monaco.

 

Di svariati minuti gli applausi da parte del composto e dotto pubblico, tipico dell’Auditorium Lingotto, che ha riconosciuto al pianista il talento e la bravura. Andsnes ha regalato due fuori programma, uno di Sibelius e l’altro di Chopin, di quello già in essere  composto  da Jean Sibelius, Jörg Widmann, Franz Schubert, Ludwig van Beethoven per concludere con Fryderyk Chopin ( per il dettaglio http://www.televisionario2.com/attesa-per-leif-ove-andsnes-che-ritorna-la-lingotto/)

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Il Falstaff sotto la Mole conquista il pubblico ed è subito successo

( Alessandra Giorda) Gran successo al Teatro Regio di Torino per un grandioso Falstaff, tra  i capolavori indiscussi del Teatro di tutti i tempi come lo definì Richard Strauss, dell’ottuagenario Giuseppe Verdi. Ultima opera composta dal Cigno di Busseto, grande tragico del teatro musicale, nella quale si evincono i segni di una novità assoluta, gettando le basi  nella storia dell’opera comica italiana.

Applausi di svariati minuti, commenti positivi per il tutto il cast ed in particolare per il grande Carlos Alvarez ( già precedentemente intervistato http://www.televisionario2.com/?s=carlos+alvarez ) Voce baritonale di notevole pregio che ha portato in scena un perfetto Sir John Falstaff. Grande abilità nel mettere in risalto tutte le sfaccettature di un personaggio non facile, dove il comico ed il tragico si fondono perfettamente. Il baritono spagnolo ha saputo mettere in luce un Sir Falstaff che non è solo un cavaliere decaduto che conduce una vita anacronistica e da parassita dell’arricchita borghesia inglese, ma è anche una persona che riflette su una vita vissuta piena di dubbi e sulle molteplici sfumature dell’essere  umano.  La sua filosofia di vita  prende corpo alla fine del secondo atto con “Tutto nel mondo é burla. L’uom é nato burlone, La fede in cor gli ciurla, Gli ciurla la ragione”.   Senza dubbio Carlos Alvarez si è confermato un grande del panorama lirico internazionale.

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Successo al Teatro Nuovo di Torino per un Macbeth geniale

( Alesssandra Giorda) Il Macbeth #homoinstabilis presentato al Teatro Nuovo di Torino sabato scorso ha conquistato il folto pubblico e si è confermato un vero e proprio successo. Uno spettacolo che ha visto la luce lo scorso luglio al Castello Visconteo Sforzesco di Novara in collaborazione con il Teatro Coccia e dove  già era risultato vincente. Un mix perfettamente dosato di generi, dalla prosa, alla lirica,  alla musica tecno, al mimo ed  alle arti visive, ha regalato immense soddisfazioni a tutto il cast, ma soprattutto ai tre giovani artisti che hanno avuto il lampo di genio ed il coraggio di creare per la prima volta nella storia dello spettacolo un Macbeth tale. Un encomio quindi a Giuseppe Raimondo (attore e  cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista). Uno spettacolo adatto a chiunque, dai giovani alle teste brizzolate, passando per quelli di mezza età. Infatti tutte le generazioni hanno affollato il botteghino del Teatro Nuovo con code di più di 40 minuti.

Eccellente esibizione dell’attrice Chiara Poletti nel ruolo di Lady Macbeth. Ha perfettamente messo in luce la bramosia  di potere che la porta, insieme al marito Macbeth, a commettere una serie di omicidi pur di raggiungere l’ambito trono. Ha incarnato egregiamente la psicologica malata di questa donna imbrigliata tra i meandri  della sete di potere fino ad impazzire per poi morire. Perfettamente aderente al capolavoro shakespeariano, dove la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa, sono i temi centrali. Interpreta perfettamente la scena dove Lady Macbeth non riesce a pulire le sue mani macchiate di sangue, ma sempre una macchia rimane a ricordare gli atroci delitti commessi. Senza dubbio un personaggio dalle mille sfaccettature complesse ed oggetto di numerosi studi freudiani dal ‘900 fino ad oggi continuano ad alimentare  gli studi dei più illustri psicoanalisti.

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Straordinario il secondo appuntamento all’Auditorium Rai con Dvořák e Mahler

(Alessandra Giorda) Successo per il concerto del 26 Ottobre scorso all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino.  Applausi copiosi da parte del pubblico torinese che ha apprezzato il concerto con Das Klagende Lied (Il canto del lamento e dell’accusa) di Gustav Mahler, cantata in tre parti per soli, coro e orchestra, e L’arcolaio d’oro, terzo dei cinque poemi sinfonici di Antonín Dvořák,  all’insegna del fantastico e delle leggende popolari.

Das Klagende Lied, la bellissima Cantata fiabesca dove le voci soliste non equivalgono mai a personaggi, bensì hanno un ruolo puramente musicale e narrativo. Infatti il ruolo dei protagonisti non è quello di interpretare dei personaggi, ma di raccontare una storia. Tale Cantata dalle influenze wagneriane, porta con sè toni epico-drammatici dove i veri protagonisti non sono i personaggi, ma l’osso che canta. La terribile storia non ha un lieto fine come è giusto che sia . Eccezionale il cast che ha visto protagonisti il soprano Aga Mikolaj, il contralto Yulia Matochkina, il tenore Brenden Gunnel e il baritono Thomas Tatzi. Composti e perfetti nelle loro esecuzioni da catturare l’attenzione del pubblico. Vasto ed eccellente il Coro Filarmonico Ceco di Brno. Encomio anche al Maestro  del Coro Petr Fiala. Il tutto è avvenuto sotto la magistrale direzione, come sempre del Direttore James Conlon, che ha messo in luce le sue doti anche nella prima parte con L’arcolaio d’oro di Antonín Dvořák, poema sinfonico op.109, dalla trama dalle tinte forti dove cattiverà, crudeltà e malvagità la fanno da padrona, ma l’amore vince su tutto e tutti.

M° Gaston Fournier Facio intervistato da Radio 3

Presente alla serata anche il Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, il M° Gastón Fournier Facio che è stato intervistato da Radio 3 , poichè il concerto è stato trasmesso in collegamento diretto per Radio3 Suite.

Il post Concerto dietro le quinte è stato un momento bellissimo dove soddisfazione e felicità per il successo della serata si respiravano nell’aria. Tra il cast la Mikolaj e la Matochkina hanno ringraziato i membri dell’Orchestra della Rai ad uno ad uno, moltissimi gli abbracci tra loro ed il M° James Conlon. E’ sempre bello dopo tanto impegno e fatica godere del meritato lavoro svolto in maniera eccelsa.

I commenti degli spettatori  a fine serata, mentre indossavano giacche o cappottini leggeri per poi avviarsi verso l’uscita per una serata tiepida, anomala per il clima della città sabauda, erano tutti positivi con qualche tocco di frivolezza nell’ammirare i meravigliosi abiti del soprano Aga  Mikolaj, del contralto Yulia Matockhina e quelli del Coro di Brno. Come sempre c’è stato anche chi ha avanzato qualche critica ritenendo poco adatta questa favola tedesca al pubblico italiano. Che dire ? De gustibus non dispuatandum est !

 

 

 

 

Successo per i Concerti del Teatro Regio all’Aeroporto di Torino

( Alessandra Giorda) Bellissimo concerto ieri nel tardo pomeriggio all’Aeroporto di Caselle a Torino con un Quartetto d’archi del Teatro Regio della capitale subalpina con Stefano Vagnarelli,violino, Marco Polidori, violino, Alessandro Cipolletta , viola e Relja Lukic, violoncello. Le musiche di di Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Dmitrij Šostakovič hanno catturato l’attenzione dei molti i partecipanti, non solo i passeggeri in partenza, bensì persone giunte appositamente per l’occasione. Molti i giovani presenti che hanno apprezzato con notevoli gli applausi per il Quartetto che si è distinto per bravura. Un’iniziativa eccellente per promuovere la musica classica, lirica….a tutti. Un vera propria svecchiata al luogo comune che una parte della musica è solo per una ristretta cerchia di intellettuali dai capelli brizzolati.
SAGAT S.p.A. ha voluto dare spazio all’arte e alla cultura in un luogo inconsueto, offrendo ai passeggeri la possibilità di rendere unico il proprio viaggio e, a chiunque desideri assistere ai concerti, di scoprire l’Aeroporto a tempo di musica. Infatti anche coloro che non sono in partenza potranno, registrandosi sul sito assistere al concerto prescelto. L’iter che i pre-registrati seguiranno sarà uguale a quello per l’imbarco con tanto di personale addetto che accompagna. Le misure di sicurezza giustamente  sono molto elevate Le registrazioni on-line saranno aperte 7 giorni prima di ogni concerto http://www.aeroportoditorino.it/it

 

CALENDARIO PROSSIMI CONCERTI:

Giovedì 23 Novembre 2017 ore 18
American Graffiti
Manuela Giacomini soprano, Alejandro Escobar tenore
Alessandro Dorella clarinetto, Marco Polidori violino,
Davide Ghio contrabbasso, Giulio Laguzzi pianoforte
Musiche di George Gershwin, Harold Arlen, Jerome Kern, Leonard Bernstein,
Frank Zappa, John Kander, Cole Porter

Giovedì 14 Dicembre 2017 ore 18
Coro di voci bianche del Teatro Regio
e del Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Claudio Fenoglio direttore e pianoforte
Musiche di Georges Bizet, Engelbert Humperdinck, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Puccini, Jacques Offenbach, Giuseppe Verdi e tradizionali natalizie

Lunedì 29 Gennaio 2018 ore 18
SoleVoci
Cristiana Cordero soprano, Angelica Buzzolan mezzosoprano
Pierangelo Aimé tenore, Franco Rizzo baritono,
Marco Sportelli baritono, Davide Motta Fré basso
Musiche dei Beatles, Billy Joel, Gianni Morandi, Edoardo Bennato

Lunedì 19 Febbraio 2018 ore 18
Migranti
Cristiana Cordero soprano, Daniela Valdenassi mezzosoprano
Giancarlo Fabbri tenore, Davide Motta Fré basso, Giulio Laguzzi pianoforte
Quando a partire eravamo noi: dal 1876 al 1976… i sentimenti, le aspirazioni, la nostalgia, le speranze raccontati attraverso la musica

Giovedì 22 Marzo 2018 ore 18
C’era una volta il … Cinema
Alessio Murgia violino, Enrico Luxardo violino, Alessandro Cipolletta viola,
Relja Lukic violoncello, Atos Canestrelli contrabbasso,
Alessandro Cammilli oboe, Luigi Picatto clarinetto, Fabrizio Dindo corno,
Evandro Merisio corno, Ranieri Paluselli percussioni
Musiche di John Williams ed Ennio Morricone

Giovedì 26 Aprile 2018 ore 16
Baroccheggiando Ensemble
Federico Giarbella flauto, Daniele Soncin violino, Paola Bettella violino,
Rita Bracci viola, Alfredo Giarbella violoncello,
Stefano Schiavolin contrabbasso, Luca Brancaleon cembalo
Musiche di Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi

Giovedì 17 Maggio 2018 ore 16
Quintetto Prestige
Federico Giarbella flauto, Alessandro Cammilli oboe,
Luigi Picatto clarinetto, Natalino Ricciardo corno, Orazio Lodin fagotto
Musiche di Gioachino Rossini, Nino Rota, George Gershwin, Leonard Bernstein

Giovedì 21 Giugno 2018 ore 16
Pentabrass
Ivano Buat tromba, Marco Rigoletti tromba, Ugo Favaro corno,
Vincent Lepape trombone, Rudy Colusso tuba
Musiche di Johann Strauss padre, André Lafosse, Luther Henderson,
Enrique Crespo, David Short, George Gershwin

Strepitoso Concerto all’inaugurazione a Torino di SettembreMusica: il tema della Natura, fil rouge di questa edizione

( SILVY)  L’apertura della undicesima edizione di MITO, SettembreMusica, il 4 settembre a Torino è stata eccellente. Un concerto strepitoso con la  Gustav Mahler Jugendorchester, considerata la più prestigiosa orchestra giovanile del mondo, sotto l’impeccabile direzione del M° Ingo Metzmacher . Applausi scroscianti anche per il celebre Concerto per pianoforte di Gershwin (1925) affidato a uno dei suoi più acclamati interpreti di oggi, il pianista francese Jean-Yves Thibaudet che ha riscosso grande successo.  Molto gradito dal pubblico l’esecuzione di Dolly Suite di G. Fauré, a quattro mani per pianoforte, scritta dal compositore francese tra il 1893 ed il 1896 ed eseguita sul palco del Teatro Regio di Torino da M° Ingo Metzmacher ed il pianistaJean-Yves Thibaudet.
I 140 appuntamenti di MITO SettembreMusica proseguiranno sino al 21 settembre, delineando un festival che unisce nel segno della musica le due più grandi città dell’Italia settentrionale. Dopo la serata inaugurale, alla presenza dei Sindaci Chiara Appendino, di Torino e Claudio Sala, di Milano, la rassegna musicale continua con grande successo.

Grande attesa per mercoledì 20 settembre ore 21 a Milano (Spazio Teatro 89) e giovedì 21 settembre al Teatro Sant’Anna (a Torino, in via Brione 40), il Quintetto pianoforte e archi formato dagli Artisti del Teatro Regio Fation Hoxholli (violino), Enrico Carraro (viola), Amedeo Cicchese (violoncello), Davide Ghio (contrabbasso) e Luca Brancaleon (pianoforte), esegue il Gran Quintetto di Johann Nepomuk Hummel e il celebre Quintetto “La trota” di Franz Schubert. Ingresso gratuito.

Inoltre, le sale del Regio ospitano questa settimana tre concerti del festival: giovedì 21 settembre ore 21 al Teatro Regio, Riccardo Chailly dirige la Filarmonica della Scala in musiche di Ligeti, Bartók e Respighi. Viola solista: Julian Rachlin. Venerdì 15 settembre ore 21 al Piccolo Regio Puccini, gli Eighth Blackbird eseguono brani di compositori americani nel concerto American Landscapes. Infine, mercoledì 20 settembre sempre al Piccolo Regio ore 21, la bellissima fisarmonicista lettone Ksenija Sidorova è la protagonista assoluta del concerto Aria. Info a vendita alla Biglietteria di MITO – Tel. 011.01124777 e www.mitosettembremusica.it.

Vincente il Macbeth presentato a Novara tra lirica, prosa e arti visive.

( Alessandra Giorda) Ingegnoso e ricco di originalità il Macbeth #homoinstabilis presentato presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara dalla Società Culturale Artisti Lirici Torinesi “Francesco Tamagno”, una delle sette Imprese Liriche riconosciute dal Ministero dei Beni Culturali, che vanta un Presidente d’eccezione quale il soprano Angelica Frassetto, in collaborazione con il Teatro Coccia. L’idea di questo spettacolo nasce da tre giovani under 30, Giuseppe Raimondo ( cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista) che hanno avuto il coraggio di mettere in scena il capolavoro shakespeariano in una veste nuova che si è dimostrata vincente.

Eccellente e degno di nota questo Macbeth che accomuna vari generi di spettacolo dalla lirica alla prosa passando per le arti visive. Ben dosato il mix tra musica lirica e tecno. Un’ impresa non certo facile, perché se non fatto bene rischia di sconfinare nel banale o nell’inguardabile, ma non è stato il caso di questo spettacolo che porta una ventata di innovazione dai colori freschi e vivaci per un successo sicuro. Infatti il pubblico ha gradito parecchio con vari applausi durante la serata e commenti positivi qua e là, tra le fila del teatro all’aperto in una calda sera novarese.

Lo spettacolo in oggetto è stato curato in ogni particolare non lasciando nulla al caso e proponendosi ad un pubblico variegato. Musica, canto, parole ed arti scorrono in un unico flusso seguendo un filo conduttore di forte spessore e mettendo bene in risalto i temi fondamentali del Macbeth quali, la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa. Sono passati 400 anni dalla stesura del Macbeth, ma i temi rimangono attuali. Anche in questo si evince la genialità di Shakespeare nello scavare nel profondo del labirinto della mente umana estrapolando alcune delle sfaccettature inossidabili, abbinata all’abilità degli ideatori dello spettacolo nel mettere in luce tali aspetti. Freud aveva molto teorizzato sulla complessa psicologia del Macbeth. L’unione ancora una volta di Shakespeare e Verdi rende lo spettacolo appassionante, versatile adatto a tutte le età ed ai vari gusti personali. Dai giovani alle teste brizzolate, dagli amanti della lirica a quelli della prosa, delle arti e della musica in generale.

Tra il ben nutrito cast al quale non si possono che fare complimenti, spicca il tenore Giuseppe Raimondo, Macduff che mette in risalto le doti vocali notevoli abbinate alle grandi capacità di recitazione. Un giovane promettente della lirica che ha il grande pregio di arrivare dritto al pubblico. Colpisce e affonda in un batter d’occhio ! Sulle note di ” Aria Ah, la paterna mano” dà meglio di sé conquistandosi gli spettatori che non hanno esitato a riconoscerlo con applausi e parecchi “bravo”. Veramente eccellente sotto ogni aspetto anche se senza dubbio la sua voce dal colore intenso è in evoluzione, molte sono le aspettative che si nutrono nei suoi confronti in campo lirico.

Chiara Poletti, attrice bravissima, ha saputo mettere in scena una Lady Macbeth subdola, forte e capace di manipolare bene la mente del marito interpretato da Matteo Anselmi, attore capace, che ha perfettamente messo in luce le caratteristiche di un Macbeth che si lascia condurre dalla sete di potere della moglie e che uccide pur di raggiungere l’ambito trono insieme alla medesima, ma capace anche di provare sensi di colpa. Accattivante e di forte impatto la scena del banchetto a corte, dove la Poletti, Lady Macbeth, si esibisce in un ballo scatenato scandito della musica tecno, mentre Matteo Anselmi, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco ed esprime il suo terrore in maniera veritiera.

Sulle note di “Patria oppressa” si mette in luce il Coro dell’Impresa Lirica Tamagno, diretto dal soprano Angelica Frassetto, che seppur ridotto da come è il coro di tradizione nel Macbeth versione lirica, ha egregiamente messo in risalto anche lo stato d’animo con il quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento.

Ottime le scenografie firmate da Erik Saglia, semplici ma ricche allo stesso tempo, vestono il palco in maniera appropriata senza alcuna sbavatura in ogni singolo istante dello spettacolo.

Viola Sartoretto ai costumi ha svolto un lavoro degno di encomio.

Da riconoscere doppiamente Matteo Anselmi e Giuseppe Raimondo che oltre ai ruoli interpretati hanno firmato la regia.

 

Alessandra Giorda - P.IVA 11290670014

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