Il Falstaff sotto la Mole conquista il pubblico ed è subito successo

( Alessandra Giorda) Gran successo al Teatro Regio di Torino per un grandioso Falstaff, tra  i capolavori indiscussi del Teatro di tutti i tempi come lo definì Richard Strauss, dell’ottuagenario Giuseppe Verdi. Ultima opera composta dal Cigno di Busseto, grande tragico del teatro musicale, nella quale si evincono i segni di una novità assoluta, gettando le basi  nella storia dell’opera comica italiana.

Applausi di svariati minuti, commenti positivi per il tutto il cast ed in particolare per il grande Carlos Alvarez ( già precedentemente intervistato http://www.televisionario2.com/?s=carlos+alvarez ) Voce baritonale di notevole pregio che ha portato in scena un perfetto Sir John Falstaff. Grande abilità nel mettere in risalto tutte le sfaccettature di un personaggio non facile, dove il comico ed il tragico si fondono perfettamente. Il baritono spagnolo ha saputo mettere in luce un Sir Falstaff che non è solo un cavaliere decaduto che conduce una vita anacronistica e da parassita dell’arricchita borghesia inglese, ma è anche una persona che riflette su una vita vissuta piena di dubbi e sulle molteplici sfumature dell’essere  umano.  La sua filosofia di vita  prende corpo alla fine del secondo atto con “Tutto nel mondo é burla. L’uom é nato burlone, La fede in cor gli ciurla, Gli ciurla la ragione”.   Senza dubbio Carlos Alvarez si è confermato un grande del panorama lirico internazionale.

Continua...

Successo al Teatro Nuovo di Torino per un Macbeth geniale

( Alesssandra Giorda) Il Macbeth #homoinstabilis presentato al Teatro Nuovo di Torino sabato scorso ha conquistato il folto pubblico e si è confermato un vero e proprio successo. Uno spettacolo che ha visto la luce lo scorso luglio al Castello Visconteo Sforzesco di Novara in collaborazione con il Teatro Coccia e dove  già era risultato vincente. Un mix perfettamente dosato di generi, dalla prosa, alla lirica,  alla musica tecno, al mimo ed  alle arti visive, ha regalato immense soddisfazioni a tutto il cast, ma soprattutto ai tre giovani artisti che hanno avuto il lampo di genio ed il coraggio di creare per la prima volta nella storia dello spettacolo un Macbeth tale. Un encomio quindi a Giuseppe Raimondo (attore e  cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista). Uno spettacolo adatto a chiunque, dai giovani alle teste brizzolate, passando per quelli di mezza età. Infatti tutte le generazioni hanno affollato il botteghino del Teatro Nuovo con code di più di 40 minuti.

Eccellente esibizione dell’attrice Chiara Poletti nel ruolo di Lady Macbeth. Ha perfettamente messo in luce la bramosia  di potere che la porta, insieme al marito Macbeth, a commettere una serie di omicidi pur di raggiungere l’ambito trono. Ha incarnato egregiamente la psicologica malata di questa donna imbrigliata tra i meandri  della sete di potere fino ad impazzire per poi morire. Perfettamente aderente al capolavoro shakespeariano, dove la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa, sono i temi centrali. Interpreta perfettamente la scena dove Lady Macbeth non riesce a pulire le sue mani macchiate di sangue, ma sempre una macchia rimane a ricordare gli atroci delitti commessi. Senza dubbio un personaggio dalle mille sfaccettature complesse ed oggetto di numerosi studi freudiani dal ‘900 fino ad oggi continuano ad alimentare  gli studi dei più illustri psicoanalisti.

Continua...

Straordinario il secondo appuntamento all’Auditorium Rai con Dvořák e Mahler

(Alessandra Giorda) Successo per il concerto del 26 Ottobre scorso all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino.  Applausi copiosi da parte del pubblico torinese che ha apprezzato il concerto con Das Klagende Lied (Il canto del lamento e dell’accusa) di Gustav Mahler, cantata in tre parti per soli, coro e orchestra, e L’arcolaio d’oro, terzo dei cinque poemi sinfonici di Antonín Dvořák,  all’insegna del fantastico e delle leggende popolari.

Das Klagende Lied, la bellissima Cantata fiabesca dove le voci soliste non equivalgono mai a personaggi, bensì hanno un ruolo puramente musicale e narrativo. Infatti il ruolo dei protagonisti non è quello di interpretare dei personaggi, ma di raccontare una storia. Tale Cantata dalle influenze wagneriane, porta con sè toni epico-drammatici dove i veri protagonisti non sono i personaggi, ma l’osso che canta. La terribile storia non ha un lieto fine come è giusto che sia . Eccezionale il cast che ha visto protagonisti il soprano Aga Mikolaj, il contralto Yulia Matochkina, il tenore Brenden Gunnel e il baritono Thomas Tatzi. Composti e perfetti nelle loro esecuzioni da catturare l’attenzione del pubblico. Vasto ed eccellente il Coro Filarmonico Ceco di Brno. Encomio anche al Maestro  del Coro Petr Fiala. Il tutto è avvenuto sotto la magistrale direzione, come sempre del Direttore James Conlon, che ha messo in luce le sue doti anche nella prima parte con L’arcolaio d’oro di Antonín Dvořák, poema sinfonico op.109, dalla trama dalle tinte forti dove cattiverà, crudeltà e malvagità la fanno da padrona, ma l’amore vince su tutto e tutti.

M° Gaston Fournier Facio intervistato da Radio 3

Presente alla serata anche il Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, il M° Gastón Fournier Facio che è stato intervistato da Radio 3 , poichè il concerto è stato trasmesso in collegamento diretto per Radio3 Suite.

Il post Concerto dietro le quinte è stato un momento bellissimo dove soddisfazione e felicità per il successo della serata si respiravano nell’aria. Tra il cast la Mikolaj e la Matochkina hanno ringraziato i membri dell’Orchestra della Rai ad uno ad uno, moltissimi gli abbracci tra loro ed il M° James Conlon. E’ sempre bello dopo tanto impegno e fatica godere del meritato lavoro svolto in maniera eccelsa.

I commenti degli spettatori  a fine serata, mentre indossavano giacche o cappottini leggeri per poi avviarsi verso l’uscita per una serata tiepida, anomala per il clima della città sabauda, erano tutti positivi con qualche tocco di frivolezza nell’ammirare i meravigliosi abiti del soprano Aga  Mikolaj, del contralto Yulia Matockhina e quelli del Coro di Brno. Come sempre c’è stato anche chi ha avanzato qualche critica ritenendo poco adatta questa favola tedesca al pubblico italiano. Che dire ? De gustibus non dispuatandum est !

 

 

 

 

Successo per i Concerti del Teatro Regio all’Aeroporto di Torino

( Alessandra Giorda) Bellissimo concerto ieri nel tardo pomeriggio all’Aeroporto di Caselle a Torino con un Quartetto d’archi del Teatro Regio della capitale subalpina con Stefano Vagnarelli,violino, Marco Polidori, violino, Alessandro Cipolletta , viola e Relja Lukic, violoncello. Le musiche di di Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Dmitrij Šostakovič hanno catturato l’attenzione dei molti i partecipanti, non solo i passeggeri in partenza, bensì persone giunte appositamente per l’occasione. Molti i giovani presenti che hanno apprezzato con notevoli gli applausi per il Quartetto che si è distinto per bravura. Un’iniziativa eccellente per promuovere la musica classica, lirica….a tutti. Un vera propria svecchiata al luogo comune che una parte della musica è solo per una ristretta cerchia di intellettuali dai capelli brizzolati.
SAGAT S.p.A. ha voluto dare spazio all’arte e alla cultura in un luogo inconsueto, offrendo ai passeggeri la possibilità di rendere unico il proprio viaggio e, a chiunque desideri assistere ai concerti, di scoprire l’Aeroporto a tempo di musica. Infatti anche coloro che non sono in partenza potranno, registrandosi sul sito assistere al concerto prescelto. L’iter che i pre-registrati seguiranno sarà uguale a quello per l’imbarco con tanto di personale addetto che accompagna. Le misure di sicurezza giustamente  sono molto elevate Le registrazioni on-line saranno aperte 7 giorni prima di ogni concerto http://www.aeroportoditorino.it/it

 

CALENDARIO PROSSIMI CONCERTI:

Giovedì 23 Novembre 2017 ore 18
American Graffiti
Manuela Giacomini soprano, Alejandro Escobar tenore
Alessandro Dorella clarinetto, Marco Polidori violino,
Davide Ghio contrabbasso, Giulio Laguzzi pianoforte
Musiche di George Gershwin, Harold Arlen, Jerome Kern, Leonard Bernstein,
Frank Zappa, John Kander, Cole Porter

Giovedì 14 Dicembre 2017 ore 18
Coro di voci bianche del Teatro Regio
e del Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Claudio Fenoglio direttore e pianoforte
Musiche di Georges Bizet, Engelbert Humperdinck, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Puccini, Jacques Offenbach, Giuseppe Verdi e tradizionali natalizie

Lunedì 29 Gennaio 2018 ore 18
SoleVoci
Cristiana Cordero soprano, Angelica Buzzolan mezzosoprano
Pierangelo Aimé tenore, Franco Rizzo baritono,
Marco Sportelli baritono, Davide Motta Fré basso
Musiche dei Beatles, Billy Joel, Gianni Morandi, Edoardo Bennato

Lunedì 19 Febbraio 2018 ore 18
Migranti
Cristiana Cordero soprano, Daniela Valdenassi mezzosoprano
Giancarlo Fabbri tenore, Davide Motta Fré basso, Giulio Laguzzi pianoforte
Quando a partire eravamo noi: dal 1876 al 1976… i sentimenti, le aspirazioni, la nostalgia, le speranze raccontati attraverso la musica

Giovedì 22 Marzo 2018 ore 18
C’era una volta il … Cinema
Alessio Murgia violino, Enrico Luxardo violino, Alessandro Cipolletta viola,
Relja Lukic violoncello, Atos Canestrelli contrabbasso,
Alessandro Cammilli oboe, Luigi Picatto clarinetto, Fabrizio Dindo corno,
Evandro Merisio corno, Ranieri Paluselli percussioni
Musiche di John Williams ed Ennio Morricone

Giovedì 26 Aprile 2018 ore 16
Baroccheggiando Ensemble
Federico Giarbella flauto, Daniele Soncin violino, Paola Bettella violino,
Rita Bracci viola, Alfredo Giarbella violoncello,
Stefano Schiavolin contrabbasso, Luca Brancaleon cembalo
Musiche di Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi

Giovedì 17 Maggio 2018 ore 16
Quintetto Prestige
Federico Giarbella flauto, Alessandro Cammilli oboe,
Luigi Picatto clarinetto, Natalino Ricciardo corno, Orazio Lodin fagotto
Musiche di Gioachino Rossini, Nino Rota, George Gershwin, Leonard Bernstein

Giovedì 21 Giugno 2018 ore 16
Pentabrass
Ivano Buat tromba, Marco Rigoletti tromba, Ugo Favaro corno,
Vincent Lepape trombone, Rudy Colusso tuba
Musiche di Johann Strauss padre, André Lafosse, Luther Henderson,
Enrique Crespo, David Short, George Gershwin

Strepitoso Concerto all’inaugurazione a Torino di SettembreMusica: il tema della Natura, fil rouge di questa edizione

( SILVY)  L’apertura della undicesima edizione di MITO, SettembreMusica, il 4 settembre a Torino è stata eccellente. Un concerto strepitoso con la  Gustav Mahler Jugendorchester, considerata la più prestigiosa orchestra giovanile del mondo, sotto l’impeccabile direzione del M° Ingo Metzmacher . Applausi scroscianti anche per il celebre Concerto per pianoforte di Gershwin (1925) affidato a uno dei suoi più acclamati interpreti di oggi, il pianista francese Jean-Yves Thibaudet che ha riscosso grande successo.  Molto gradito dal pubblico l’esecuzione di Dolly Suite di G. Fauré, a quattro mani per pianoforte, scritta dal compositore francese tra il 1893 ed il 1896 ed eseguita sul palco del Teatro Regio di Torino da M° Ingo Metzmacher ed il pianistaJean-Yves Thibaudet.
I 140 appuntamenti di MITO SettembreMusica proseguiranno sino al 21 settembre, delineando un festival che unisce nel segno della musica le due più grandi città dell’Italia settentrionale. Dopo la serata inaugurale, alla presenza dei Sindaci Chiara Appendino, di Torino e Claudio Sala, di Milano, la rassegna musicale continua con grande successo.

Grande attesa per mercoledì 20 settembre ore 21 a Milano (Spazio Teatro 89) e giovedì 21 settembre al Teatro Sant’Anna (a Torino, in via Brione 40), il Quintetto pianoforte e archi formato dagli Artisti del Teatro Regio Fation Hoxholli (violino), Enrico Carraro (viola), Amedeo Cicchese (violoncello), Davide Ghio (contrabbasso) e Luca Brancaleon (pianoforte), esegue il Gran Quintetto di Johann Nepomuk Hummel e il celebre Quintetto “La trota” di Franz Schubert. Ingresso gratuito.

Inoltre, le sale del Regio ospitano questa settimana tre concerti del festival: giovedì 21 settembre ore 21 al Teatro Regio, Riccardo Chailly dirige la Filarmonica della Scala in musiche di Ligeti, Bartók e Respighi. Viola solista: Julian Rachlin. Venerdì 15 settembre ore 21 al Piccolo Regio Puccini, gli Eighth Blackbird eseguono brani di compositori americani nel concerto American Landscapes. Infine, mercoledì 20 settembre sempre al Piccolo Regio ore 21, la bellissima fisarmonicista lettone Ksenija Sidorova è la protagonista assoluta del concerto Aria. Info a vendita alla Biglietteria di MITO – Tel. 011.01124777 e www.mitosettembremusica.it.

Vincente il Macbeth presentato a Novara tra lirica, prosa e arti visive.

( Alessandra Giorda) Ingegnoso e ricco di originalità il Macbeth #homoinstabilis presentato presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara dalla Società Culturale Artisti Lirici Torinesi “Francesco Tamagno”, una delle sette Imprese Liriche riconosciute dal Ministero dei Beni Culturali, che vanta un Presidente d’eccezione quale il soprano Angelica Frassetto, in collaborazione con il Teatro Coccia. L’idea di questo spettacolo nasce da tre giovani under 30, Giuseppe Raimondo ( cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista) che hanno avuto il coraggio di mettere in scena il capolavoro shakespeariano in una veste nuova che si è dimostrata vincente.

Eccellente e degno di nota questo Macbeth che accomuna vari generi di spettacolo dalla lirica alla prosa passando per le arti visive. Ben dosato il mix tra musica lirica e tecno. Un’ impresa non certo facile, perché se non fatto bene rischia di sconfinare nel banale o nell’inguardabile, ma non è stato il caso di questo spettacolo che porta una ventata di innovazione dai colori freschi e vivaci per un successo sicuro. Infatti il pubblico ha gradito parecchio con vari applausi durante la serata e commenti positivi qua e là, tra le fila del teatro all’aperto in una calda sera novarese.

Lo spettacolo in oggetto è stato curato in ogni particolare non lasciando nulla al caso e proponendosi ad un pubblico variegato. Musica, canto, parole ed arti scorrono in un unico flusso seguendo un filo conduttore di forte spessore e mettendo bene in risalto i temi fondamentali del Macbeth quali, la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa. Sono passati 400 anni dalla stesura del Macbeth, ma i temi rimangono attuali. Anche in questo si evince la genialità di Shakespeare nello scavare nel profondo del labirinto della mente umana estrapolando alcune delle sfaccettature inossidabili, abbinata all’abilità degli ideatori dello spettacolo nel mettere in luce tali aspetti. Freud aveva molto teorizzato sulla complessa psicologia del Macbeth. L’unione ancora una volta di Shakespeare e Verdi rende lo spettacolo appassionante, versatile adatto a tutte le età ed ai vari gusti personali. Dai giovani alle teste brizzolate, dagli amanti della lirica a quelli della prosa, delle arti e della musica in generale.

Tra il ben nutrito cast al quale non si possono che fare complimenti, spicca il tenore Giuseppe Raimondo, Macduff che mette in risalto le doti vocali notevoli abbinate alle grandi capacità di recitazione. Un giovane promettente della lirica che ha il grande pregio di arrivare dritto al pubblico. Colpisce e affonda in un batter d’occhio ! Sulle note di ” Aria Ah, la paterna mano” dà meglio di sé conquistandosi gli spettatori che non hanno esitato a riconoscerlo con applausi e parecchi “bravo”. Veramente eccellente sotto ogni aspetto anche se senza dubbio la sua voce dal colore intenso è in evoluzione, molte sono le aspettative che si nutrono nei suoi confronti in campo lirico.

Chiara Poletti, attrice bravissima, ha saputo mettere in scena una Lady Macbeth subdola, forte e capace di manipolare bene la mente del marito interpretato da Matteo Anselmi, attore capace, che ha perfettamente messo in luce le caratteristiche di un Macbeth che si lascia condurre dalla sete di potere della moglie e che uccide pur di raggiungere l’ambito trono insieme alla medesima, ma capace anche di provare sensi di colpa. Accattivante e di forte impatto la scena del banchetto a corte, dove la Poletti, Lady Macbeth, si esibisce in un ballo scatenato scandito della musica tecno, mentre Matteo Anselmi, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco ed esprime il suo terrore in maniera veritiera.

Sulle note di “Patria oppressa” si mette in luce il Coro dell’Impresa Lirica Tamagno, diretto dal soprano Angelica Frassetto, che seppur ridotto da come è il coro di tradizione nel Macbeth versione lirica, ha egregiamente messo in risalto anche lo stato d’animo con il quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento.

Ottime le scenografie firmate da Erik Saglia, semplici ma ricche allo stesso tempo, vestono il palco in maniera appropriata senza alcuna sbavatura in ogni singolo istante dello spettacolo.

Viola Sartoretto ai costumi ha svolto un lavoro degno di encomio.

Da riconoscere doppiamente Matteo Anselmi e Giuseppe Raimondo che oltre ai ruoli interpretati hanno firmato la regia.

 

Anna Pirozzi ed Emma Dante le punte di diamante del macabro Macbeth al Regio di Torino

( Alessandra Giorda) Svariati minuti applausi per lo spettacolare Macbeth al Teatro Regio di Torino. Senza dubbio un cast notevole dove un plauso va a tutti indistintamente per avere dato il meglio.

Il I atto si apre con il coro della streghe dal carattere grottesco e ironico  sulle note ” Che faceste? Dite su ! ” che ha un ottimo impatto scenico. Molto bene il  duetto tra  Macbeth, Dalibor Jenis e Banco, Vitalij Kowaljow ” Due vaticini compiuti or sono….“. Al sopraggiungere di Lady Macbeth, Anna Pirozzi  con la cavatina ” Vieni! T’affretta !” si delinea già che il soprano napoletano sarà la vera protagonista di questo Macbeth.  Doti vocali eccelse, soprano spinto notevole e presenza scenica eccellente. Grande interpretazione ed alla fine semi standing ovation del folto pubblico che già nel primo atto ha esternato molteplici commenti positivi e scroscianti applausi. La Pirozzi ha saputo mettere in scena una Lady Macbeth che è l’ impersonificazione del male e della sete di potere. Sanguinaria e spietata, dalle forti tinte con un accenno di dolcezza, ma dove l’ascesa la potere la rende abile manipolatrice della mente di Macbeth. Lo induce al delitto, per il quale lui proverà anche rimorso pur essendo incapace di pentimento. Bravissima  nella romanza ” La luce langue” del II atto e nella scena del sonnambulismo, nel IV atto, sulla celebre aria ” Una macchia è qui tutt’ora”.

Macbeth, il baritono Dalibor Jenis, si conferma un artista di notevole spessore, in un ruolo non facile, mettendo in luce tutti i risvolti psicologici di un personaggio dalla mente bipolare.  Incontra il soprannaturale che rappresenta il tormento, le colpe e le angosce dell’animo umano. Ormai lui è un uomo combattuto e travagliato e completamente manipolato.  Jenis, che forse all’inizio è arrivato poco al cuore degli spettatori, raggiunge l’apice quando nel IV atto sulle note di ” Pietà, rispetto, amore” conquista il pubblico che lo ricambia  con un applauso copioso e numerosi consensi.

Molto bello il balletto ” Grand Ballet”, inserimento della revisione del 1865, che fu tappa obbligata per i gusti parigini.

Bene anche il coro nel IV atto con la celebre aria ” Patria oppressa“, quella con la quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento. Dove si delineano morti, disastri e catastrofi . Su questo elemento c’è l’attualità che si sposa molto bene con periodo storico in cui viviamo.

Continua...

Applauditissimo il talento del violinista prodigio Daniel Lozakovich

( Alessandra Giorda) Daniel Lozakovich con grande successo ha chiuso Festival di Primavera “I giovani talenti del violino”lo scorso giovedì. Applauditissimo, anche se l’Auditorium Rai della Capitale Subalpina non ha registrato il tutto esaurito, probabilmente causa la giornata torinese molto afosa che ha lasciato senza forze molti di coloro che con altre condizioni climatiche avrebbero partecipato alla serata. I presenti, pochi ma buoni, hanno apprezzato il violinista svedese che si esibito in una performance spettacolare. Molti gli applausi e per svariati minuti hanno costretto Lozakovich ad un fuori programma su J.S. Bach per un congedo eccellente. Al termine il camerino dell’artista era affollato di fan che desideravano l’autografo. Daniel Lozakovich ha debuttato come solista nel 2009, a otto anni, al fianco dell’Orchestra da camera “I Virtuosi di Mosca”. Nella sua carriera, seppur ancora breve, ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il primo premio al Concorso “Vladimir Spivakov”; nel giugno 2016 ha siglato un accordo di esclusiva con una prestigiosa casa discografica con la quale inciderà due album orchestrali e uno con brani per violino solo. L’orchestra come al solito è stata perfetta. Serpeggiava un pò di malumore per il parco pubblico. ” Avremmo gradito maggiori presenze” questa la frase ricorrente. Sul podio il direttore tedesco Marc Albrecht, che ha proposto l’Ouverture dall’opera Hans Heiling di Heinrich Marschner e la Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Robert Schumann. Senza dubbio un Maestro che ha saputo coinvolgere il pubblico dirigendo in maniera impeccabile.

Successo per il soprano Haydèe Dabusti al Gala Lirico al Circolo Italiano a Buenos Aires

( M° Rodolfo Ferregutti) En la noche del 26 de mayo tuvo lugar la celebérrima Gala Lírica de la Alondra del Risorgimento: Haydeé Dabusti.
En esa mística y gloriosa noche, el panteón de las Divas del Belcanto del XIX se dieron citan en el Círcolo Italiano de Buenos Aires para acompañar a Dabusti.
Desde el aura presente de Hina Spani, cuya hija fue maestra de Haydeé, siguiendo por las dos Rosas: Ponselle y Raisa , estuvo la gran dramática Dusolina Gianini con las pinceladas tímbricas fulgurantes de Eileen Farrell en un mágico caleidoscopio sonoro donde Haydeé las hizo revivir, entre muchas otras, con gran humildad.
Es que en la magistral voz de Dabusti, la alquimia sonora de las grandes encontró su momentum: su tesitura de verdadera soprano dramática con ricos graves a lo Bumbry se elevó a magistrales agudos con absoluta limpieza y sfumatura hacia las glorias de Victoria de los Angeles.

Continua...

Grande successo per il “Progetto Strauss” al Regio di Torino

( Alessandra Giorda) Senza dubbio un grande successo per l’inaugurazione del Progetto Strauss,al Teatro Regio di Torino, che proporrà ogni anno, da questa Stagione, i principali lavori operistici e sinfonici di Richard Strauss.

Sul podio il coinvolgente e bravissimo M° Asher Fisch con una eccezionale orchestra del Teatro Regio che si è distinta per una serata all’insegna dell’eccellenza.

Il Teatro non era al completo, ma senza dubbio la platea gremita da  un attento pubblico soddisfatto che ha commentato in maniera positiva tutto l’intero concerto. Applauditissimo il Maestro israeliano che durante tutta la serata, oltre a dirigere perfettamente, ha saputo coinvolgere gli spettatori.

L’orchestra non è stata di meno, bravissimi tutti, ma un encomio particolare va speso per il primo violino Sergey Galaktionov che si è esibito in una performance notevole che ha lasciato il segno.

Il concerto ha previsto tre poemi sinfonici di Richard Strauss: Ein Heldenleben (Vita d’eroe), op. 40;che racconta la vita eroica di un uomo e delle lotte contro i suoi nemici: grazie ad alcuni elementi è possibile ipotizzare che Strauss ponga sé stesso come protagonista del poema sinfonico.

Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione), op. 24;  descrive l’ultima notte di un malato, che giace assopito nel ricordo di un momento di felicità. Durante un sonno leggero, interrotto spesso dai dolori fisici provati dal dal protagonista, egli rammentale grandi aspirazioni della sua vita. Avvicinandosi alla morte, l’uomo si rende conto che gli ideali per cui ha vissuto e ha combattuto troveranno la giusta collocazione solo nello spazio eterno, in cui la sua anima troverà finalmente riposo.

Per il finale, nella seconda parte della serata, Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegel), op. 28. Quest’ultima, eseguita per la prima volta a Colonia il 5 novembre 1895 e prende spunto da una narrazione medievale dal carattere burlesco, una fantasia popolare che trova il protagonista in Till Eulenspiegel , un personaggio del folclore del nord della Germania e dei Paesi Bassi.

Alessandra Giorda GRDLASN69A44L219V

Realizzato da Escamotages