Eccellente cast per Così fan tutte al Teatro Regio di Torino

( Alessandra Giorda) A chiudere la stagione 2017/2018 al Teatro Regio di Torino la trilogia Mozart/Da Ponte Le nozze di Figaro (1786) e Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790). E’ proprio su quest’ultima opera che ci soffermiamo e che vide la luce il 26 gennaio del 1790  al  Burghtheater di Vienna.

Molto bella la regia del compianto Ettore Scola, in un allestimento del 2003, ripresa da Vittorio Borrelli con le scene di Luciano Riccieri. Opulente scenografie corredate da dipinti ed arredi di gusto  fanno da perfetta cornice alla vicenda che si svolge sul meraviglioso Golfo di Napoli e ben risaltano i costumi di Odette Nicoletti  nella loro eleganza e sfarzosità. Una raffinata policromia si evince con l’azzurro/avio per Dorabella e Fiordiligi, rosso crèmisi per Guglielmo e Ferrrando da ufficiali e panna con sfumature corda nelle vesti esotiche, crema per Don Alfonso e vari colori per quelli di Despina.  Il tutto arricchito da un gioco di luci di gran bell’effetto e per questo il plauso va a Vladi Spigarolo.    Bella la scena del “vascello” che porta e riporta Ferrando e Guglielmo.

Molto bene   Francesco Marsiglia (Ferrando)  che ha sfoderato le sue doti tenorili coadiuvate da un’ottima recitazione sia nei panni di giovane soldato che nel travestimento dal carattere esotico.

Anche la gradevole voce baritonale di Andrè Schuen ha dato vita ad un Guglielmo attento e preciso  vocalmente,  mettendo in luce le capacità attoriali apprezzate dal pubblico.

Di assoluta rilevanza sono le due sorelle Fiordiligi e Dorabella, finte ingenue, che dalla disperazione per la partenza dei loro amati, dopo poche ore gioiscono per le nozze con due stranieri sconosciuti. Bellissima voce per il soprano Federica Lombardi( Fiordiligi) che, alle sue doti vocali molto apprezzate dal pubblico che la acclama durante la recita, fa seguito una notevole presenza scenica. Apprezzamenti importanti per il mezzosoprano Annalisa Stroppa che, come ormai ci ha abituati in ogni suo personaggio, ha il gusto per la cura del dettaglio rendendolo vero,  intenso, elegante e raffinato dai risvolti psicologici contraddittori.   La sua  disinvoltura scenica e vocale la rende una delle artiste più apprezzate del momento.

Plausi anche al mezzosoprano Lucia Cirillo che con grande abilità ha messo in scena una spumeggiante ed agile Despina, briosa sia nel canto che nella recitazione oltre che ad essere la vera protagonista nel registro comico. Quasi un vero dottore nel travestimento nel primo atto per poi diventare notaio, nel secondo atto, per firmare  gli atti di matrimonio  fra le due dame ferraresi  ed i due finti ufficiali albanesi. Momenti di assoluto divertimento che sconfinano nella vera e propria spassosità.

 

Al suo debutto di ruolo, il baritono Roberto De Candia  sfodera una convincente vocalità dando vita ad un Don Alfonso, filosofo ed uomo di cultura, di notevole interesse mettendo in luce molto bene le caratteristiche che lo rendono il vero il deus ex machina.

Sul podio il M° Diego Fasolis, al suo debutto al Regio di Torino, impeccabile in una direzione puntuale e precisa  che ha sottolineato ogni  sfumatura della partitura mozartiana coadiuvato dalla prestigiosa Orchestra del Teatro Regio.

Nel concertato finale  Fortunato l’uom che prende ogni cosa pel buon verso.. il vero senso dell’opera dal risvolto psicologico che induce ad un’ attenta introspezione e riflessione sui limiti dei rapporti umani.

Copiosi sono stati glia applausi di un pubblico attento che ha premiato questo favoloso cast e si spendono lodi anche per il Coro del Teatro Regio sotto la direzione del M° Andrea Secchi.

La recensione è relativa alla  recita del 28/06/2018

 

Successo per i due attesissimi Concerti a Torino

( Alessandra Giorda)Doppio appuntamento sotto la Mole per due concerti che segnano al chiusura della stagione concertistica 2017/2018 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini il 29 e 30 Maggio  ed il 30 Maggio all’Auditorium Giovanni Agnelli per  Lingotto Musica.

Nel primo appuntamento l’enfant prodige Alexander Malofeev ha letteralmente conquistato il pubblico. La sua esibizione è stata straordinaria e grazie al suo talento tanti i giovanissimi come lui hanno gremito l’Auditorium Rai e lo hanno applaudito. Il giovanissimo pianista per  il suo debutto con l’Orchestra Rai  ha proposto la Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov.

Alexander Malofeev

La direzione era affidata al coreano Myung-whun Chung,  tra i direttori più apprezzati e richiesti al mondo. Eccelle per tanto per bravura quanto per modestia ed il popolo sabaudo lo ha riconosciuto con uno scrosciare di applausi.

Nella seconda parte della serata Chung ha proposto la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 di Ludwig van Beethoven detta Eroica, monumentale affresco celebrativo scritto per Napoleone Bonaparte.

Molti sono stati i riconoscimenti che  il pubblico, assiduo frequentatore dell’Auditorium Rai, ha speso parole di elogio per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che ha trovato tutti d’accordo sul valutare come quest’Orchestra negli anni abbia fatto progressi degni di plausi. “Da una semplice Orchestra come tante ora ha fatto progressi tali da poter con orgoglio suonare in tutto il mondo”

 

 

Myung-whun Chung

Ascolta servizio con musica su Radio Blu Italia  Giovedi 31 maggio 2018 ore 21, 45   http://www.radiobluitalia.net/ 

Sold out per Riccardo Muti all’Auditorium Agnelli al Lingotto per Lingotto Musica con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formazione da lui fondata nel 2004 e composta da musicisti italiani tutti di età inferiore ai trent’anni, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti.

Un successo strepitoso con un programma ben nutrito ha acceso gli animi degli spettatori, non solo piemontesi ma giunti anche da Regioni limitrofe per il grande evento. il M° Muti ha dato il meglio di sè dirigendo in maniera impeccabile senza tralasciare ogni minimo dettaglio. Il programma della serata è tra i suoi prediletti e molto sentito. Ha avuto la straordinaria capacità di trasmettere grandi emozioni al pubblico, così come l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formata da giovani talenti, ha superato ogni aspettativa.

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

 

Il programma della serata era dedicato alla musica orchestrale degli operisti italiani nella seconda metà dell’Ottocento, Alfredo Catalani (1854-1893)Contemplazione, Pietro Mascagni (1863-1945)Intermezzo da Cavalleria rusticana, Ruggero Leoncavallo (1857-1919)Intermezzo da Pagliacci,Giacomo Puccini (1858-1924)Intermezzo da Manon Lescaut,Giuseppe Martucci (1856-1909)Notturno op. 70 n. 1, Umberto Giordano (1867-1948)Intermezzo da Fedora,Giuseppe Verdi (1813-1901) Ballabili dell’Atto III da I vespri siciliani: Le quattro stagioni Sinfonia da I vespri siciliani.

Riccardo Muti

Al termine della serata dopo svariati minuti di applausi, il M° Riccardo Muti, che il prossimo mese festeggia i 50 anni di carriera, ha tenuto un discorso denso di significato mettendo in luce come le Istituzioni non tengono in considerazione la Cultura, apportando drastici tagli senza considerare che la Musica è tra i patrimoni che l’Italia vanta nel mondo. Ha speso parole sentite per l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini facendo i migliori auguri per il futuro.

Ascolta servizio con musica su Radio Blu Italia  Sabato 2 Maggio 2018 ore 12.40  e  13.45

http://www.radiobluitalia.net/

Trionfo per I Lombardi alla prima crociata al Regio di Torino

( Alessandra Giorda) Dopo l’esito di Nabucco che mandò il pubblico in delirio, nell’autunno del 1842 Verdi si mise al lavoro dell’opera I Lombardi alla prima crociata che era destinata ad essere rappresentata per il Carnevale del 1843. Anche per quest’opera il Cigno di Busseto ricorse al librettista Temistocle Solera. I Lombardi alla prima crociata, dramma lirico in quattro atti, si riferisce ai Lombardi che avevano marciato per liberare Jerusalem dai saraceni.

Tale opera vide la luce  l’11 Febbraio del 1843 al Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione del primo violino Eugenio Cavallini e fu la prima opera di Verdi ad essere rappresentata a New York ed a San Pietroburgo.

Al Teatro Regio di Torino erano ben 92 anni che non veniva più messa in scena. Che dire? Geniale averla inserita nella Stagione 2017/2018. Un cast internazionale eccellente consacra il successo della quarta opera di Verdi sotto la Mole nella una nuova produzione realizzata con l’Opéra Royal de Wallonie-Liège.

Stravincono il soprano Angela Meade, il M° Michele Mariotti, il Coro ed il tenore Francesco Meli.

Un gradito ritorno per il soprano statunitense che già aveva lavorato con il Teatro Regio nel 2016 ai prestigiosi Stresa Festival, all’Edimburgh International Festival….oltre che nel 2014 con il Guglielmo Tell.
La sua voce, che la conferma un soprano lirico pieno e con un’ottima tecnica, ha raccolto successi di pubblico e critica. La Meade si è perfettamente calata nel ruolo rendendo la sua Giselda vera. Da sottolineare l’attenzione avuta, in ogni minimo particolare anche nella recitazione tanto che gli spettatori l’hanno ripagata con una spontanea ovazione, oltre ai numerosi commenti positivi tra i quali: “ ha una voce che fa sognare” .

La direzione d’orchestra affidata al M° Michele Mariotti, esperto del repertorio belcantistico, è stata strepitosa. Ha lavorato con il cast ponendo l’attenzione per il colore e per il fraseggio. E’ dotato di grande sensibilità musicale e raffinato esperto di voci. Infatti è ritenuto uno dei direttori d’orchestra più lodevoli ed apprezzati. Un debutto che lascia senza dubbio il segno e che il popolo sabaudo attende di rivederlo al Teatro Regio. Nell’intervallo molti i commenti dei presenti sul M°Mariotti :“ stupefacente, coinvolgente, meraviglioso…”

Grande protagonista di quest’opera è il Coro che ha regalato momenti indimenticabili durante lo svolgimento dell’opera. Già nel I Atto, con Oh nobile esempio! getta le basi per un prosieguo che man mano si fa sempre più interessante e piacevole all’ascolto. Sulle note “ O Signore, dal tetto natio” è stato eccelso. Si tratta di un passaggio di una delicata melodia ed effetto studiato, dal momento che Verdi ha cercato di ripetere il successo del “Va pensiero” nel Nabucco. Encomio anche al M° Andrea Secchi che ha svolto un lavoro privo di pecche con il Coro del Teatro Regio.

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Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

( Alessandra Giorda) Per il mese di Gennaio ed i primissimi giorni di Febbraio Turandot la fa da padrona nella capitale subalpina. Sembra quasi che il fato, nella Torino magica, abbia voluto dedicare un tributo per l’ultima erede di casa Puccini, la Signora Simonetta, la cui dipartita è avvenuta a dicembre scorso, con l’ultima opera incompiuta del celebre Maestro toscano. Prima il grande successo al Teatro Regio di Torino con un cast stellare e la regia straordinaria di Stefano Poda e poi in tutt’altro genere arriva La Regina di Ghiaccio al Teatro Alfieri. Due spettacoli diversi, il primo lirico ed il secondo un musical, ma nei loro settori due diamanti che brillano di luce propria. Sold out anche per La Regina di Ghiaccio dove firma la regia, una mente eccelsa del musical, Maurizio Colombi.  Geniale l’idea di trarre spunto dalla lirica per un musical la cui  messa in scena è precisa e puntuale. Il sipario si apre con 4 quadri, uno che raffigura il celebre compositore Giacomo Puccini, l’altro la locandina originale di Turandot e così via con La Bohème e Madama Butterfly. I capaci attori spendono alcune parole ben dosate e dirette sul compositore  e l’opera in oggetto: Turandot.  Da questo primo impatto si delinea l’alto livello dello spettacolo che con un linguaggio semplice ed  un genere che in Italia raccoglie un vasto pubblico, arriva direttamente anche a chi di lirica è profano. Purtroppo nel nostro Paese, culla del belcanto, l’opera lirica è ancora, nella mente dei più, un genere age per intellettual-chic. Ben differente all’estero dove esportiamo questo prodotto con successi incredibili su tutte le fasce di età, dai giovanissimi ai più longevi.

Squadra vincente non si cambia, infatti dopo il gran successo di Rapunzel, il medesimo cast è stato confermato per La Regina di Ghiaccio dove la più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini è Turandot, al suo fianco Pietro Pignatelli alias Calaf ed un cast artistico formato da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati.

 

La chiave di lettura di questo musical si avvicina alla mente dei più piccoli con l’inserimento di tre streghe, Tormenta, Gelida e Nebbia che per i più adulti possono rappresentare i meandri più nascosti della psiche di Turandot ben evidenziati  in tutto lo svolgersi della storia, ma che raggiungono l’apice quando la Regina cinese incontra Calaf ed è combattuta nei suoi sentimenti.

Lorella Cuccarini, che festeggia 20 anni di musical, si conferma essere sempre una grande artista in ogni ruolo. Glaciale, perfida, dalla mente malata e diabolica che uccide provando piacere, ma anche dolce e sensibile quando l’incontro con Calaf la porta a provare emozioni forse mai vissute. La Lorella di sempre, quando alla fine dello spettacolo, incita il pubblico a cantare con lei e balla con grinta, dinamismo e piacere come quando, agli inizi di carriera,  teneva gli italiani incollati alla tv al sabato in attesa dei suoi balletti.

Eccellente Pietro Pignatelli,  Calaf che per tutto il musical è padrone del palcoscenico. Quando viaggia sulle note della celebre romanza Nessun dorma un brivido serpeggia lungo il corpo degli spettatori, la sua voce emoziona e colpisce arrivando dritta la cuore degli ascoltatori grandi e piccini.

Ovviamente la famosa romanza è in chiave pop e rivisitata in un duetto meraviglioso tra Pignatelli e la Cuccarini. Anche in questo passaggio si evidenzia la bravura del regista Maurizio Colombi che, in un momento sacro nel mondo della lirica, ha avuto il coraggio di offrire una chiave di lettura fedele ed al tempo stesso diversa da quanto scritto nel libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, risultando vincente. La musica originale è composta da 18 emozionanti brani musicali arrangiata e diretta da Davide Magnabosco e mantiene i riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini.

Molto ben rappresentati anche Ping, Pong e Pang che sono stati perfetti nei loro ruoli. Un plauso a tutto il cast che ha conquistato il pubblico torinese e riscosso consensi durante le tappe del tour. Luci ed effetti fanno da cornice ad uno spettacolo da non perdere.

Recensione della recita del 2/2/2018

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

Trionfa al Regio di Torino la Turandot black and white di Poda con un cast stellare

( Alessandra Giorda) Black and white, con qualche sfumatura di rosso, il must per la Turandot di Puccini dove  Poda  firma la strepitosa  regia. Un vero trionfo sia alla Generale che alla Prima. Una scenografia elegante dalle linee pulite e raffinate lascia a bocca aperta gli spettatori. Bravissimi i danzatori che accompagnano tutta la narrazione rappresentando l’impulso, la frenesia , la calma, la meditazione….Costumi stupendi per Ping (Gran Cancelliere) Pang ( Gran Provveditore)   Pong ( Gran Cuciniere) che cambiano durante lo svolgersi dell’opera. Di grande effetto quelli che rappresentano le interiora del nostro corpo, il sistema circolatorio e quello scheletrico. Lusso si sprigiona nella giacca di Ping tempestata da Swarosky. Che dire delle varie Turandot che indossano costumi di effetto con parrucche biondo platino? Fantastiche ! L’effetto nudo per il corpo di ballo è sorprendente così come di forte impatto la scena del terzo atto quando indossa costumi color nero e si stringe in centro palco formando un cerchio che lascia intravedere Liù.

Poda senza dubbio vince questa sfida alla grande dove ha curato regia, scene, luci, costumi e coreografia. Una Turandot che non ha tempo e dove Poda scava nella parte psicologica dei personaggi dando una visione profonda che scende nei meandri della mente umana. Turandot non è solo una principessa dal cuore di ghiaccio, ma è una proiezione che nasce dalla mente di Calaf e dà origine a varie Turandot che sul palco sono molteplici.

Non sarà il bacio di Calaf a sciogliere la gelida principessa cinese, ma Liù che con la sua morte darà la vita a  Turandot, una vita a 360 gradi che comprende anche la sfera emotiva dotata di umanità. In questa regia Liù diventa colei che libera dal male e dona amore. Infatti nella scena della morte della giovane schiava non cade a terra trafitta dal pugnale rubato, ma vive nelle varie Turandot mutandole . Con la morte di Liù l’opera termina, il M° Noseda, che ha diretto in maniera esemplare, ha voluto scegliere la versione originale dove Puccini aveva interrotto la composizione. La scelta è doppiamente encomiabile, poichè da un lato rispetta il volere di Giacomo Puccini, dall’altro si sposa bene con la regia di Stefano Poda perchè non può essere un bacio a tramutare il perfido carattere della terribile Principessa.

Rebeka Lokar (Turandot ) ha perfettamente interpretato il suo ruolo dando spazio alla sua voce dai toni potenti.  Il soprano sloveno è una glaciale Turandot che s’impone sul palco con grinta e determinazione. Veramente brava.

Eccellente Erika Grimaldi (Liù). Da sottolineare nel primo atto la romanza “Signore, ascolta” sempre bella e toccante e nel terzo atto sulle note di Tu che di gel sei cinta, aria che esprime perfettamente il contrasto tra Turandot e Liù, la Grimaldi non ha lasciato spazio ad alcuna sbavatura arrivando perfettamente al pubblico che ha ampiamente applaudito. Al termine dell’opera gli spettatori hanno riconosciuto il soprano astigiano strappandole momenti di vera commozione.

Jorge de León ( Calaf), tenore di spicco che sulle note di Nessun dorma mette a nudo le sue capacità degne di nota in un contesto pieno di dolore e struggimento. Sfodera bene il suo stato d’animo in ogni particolare dal quale si evince  la speranza di vincere, senza averne la certezza. La sua performance è stata puntuale in ogni frangente durante lo svolgimento dell’opera.  Presenza scenica, doti vocali e grandi capacità interpretative lo consacrano un grande del panorama lirico internazionale attuale.

Da sottolineare il debutto di ruolo di Marco Filippo Romano, in Ping. Il baritono siciliano è  stato all’altezza della situazione. Un ruolo che gli calza a pennello anche se assume un carattere più composto. Abituati a vederlo in ruoli dell’opera buffa, come in Don Magnifico, Don Bartolo…ha messo in luce come sia un artista completo, capace di portare in scena personaggi diversi rendendoli veritieri .

Il baritono Roberto Abbondanza, ( Un mandarino) dalla presenza scenica elegante che raggiunge l’apice quando indossa un soprabito bianco foderato di rosso, si è confermato di essere sempre all’altezza dei ruoli che canta con una vocalità  precisa.

Tutto il cast che definirei stellare, cantanti, coro delle voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio G. Verdi, ed il corpo di ballo hanno saputo dare il meglio di sè per una riuscita di quest’opera da lode che ha raccolto una quantità significativa di consensi.

 

 

 

 

Grease conquista anche Torino e termina il tour nel prestigioso Teatro Verdi di Parma

( Alessandra Giorda) Grande successo al Teatro Alfieri di Torino per il Musical che, dopo quasi quarant’anni dal film con John Travolta e Olivia Newton-John, continua a conquistare grandi e piccini. Tutte e tre le generazioni, nonni, figli e nipoti, hanno applaudito il notevole cast che ha avuto la capacità di coinvolgere il pubblico che ha cantato e ballato in maniera scatenata con i protagonisti di GREASE. Teatro pienissimo con  tanto entusiasmo, voglia di divertirsi e moltissimi i giovani che hanno atteso Guglielmo Scilla e Lucia Blanco, al termine dello spettacolo, in Via Confienza per le foto di rito con i loro idoli. Anche qualche capello brizzolato, con la scusa di accompagnare figli o nipoti, ha scattato un selfie con alcuni membri del cast.

Tutti veramente  molto bravi, ottime le capacità recitative degli attori che hanno interpretato perfettamente il loro ruolo. Anche nel canto nulla da eccepire. Veramente un vero successo. La scenografia semplice, ma molto d’effetto, ha messo in risalto gli attori. Bellissimi i costumi anni ’50 che esprimono una cromaticità d’impatto.

Con più di 1.500 repliche all’attivo e oltre 1.700.000 spettatori, GREASE, il musical dei record prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, che negli anni si è trasformato in un vero e proprio fenomeno pop, nel 2017 festeggia 20 anni di grandi successi (lo spettacolo ha debuttato proprio a Milano il 4 marzo 1997 e, da allora, ha dato il via alla musical-mania in Italia).

Per l’edizione speciale 2017 Compagnia della Rancia è orgogliosa di presentare il nuovo volto per Danny Zuko: GUGLIELMO SCILLA, conosciuto sul web anche come Willwoosh, che dal successo della rete ha collezionato importanti esperienze in TV, radio e cinema,  interpreta il leader dei T -Birds protagonista del musical.

Lucia Blanco interpreta il ruolo di Sandy al fianco di Guglielmo Scilla. Lucia veste i panni di Sandy, la ragazza acqua e sapone che arriva a Rydell e, per riconquistare Danny, si trasforma diventando sexy e irresistibile. Un personaggio indimenticabile, reso famoso dall’interpretazione di Olivia Newton-John nel film del 1978.

 

Molte sono ancora le tappe del tour di Grease, che dopo i successi avuti a Milano, Roma, Assisi, Catania, Bari, Messina, Genova e Torino, parte alla volta del prossimo appuntamento 16/17 Dicembre a Rimini, poi Siena, Firenze, Bologna, Cremona, Carpi, Massa, Padova per concludere nel prestigioso Teatro Regio di Parma, uno dei teatri lirici più importanti in Europa , il 30/31 gennaio 2018.

 

La recensione si riferisce alla recita del 5/12/2017

Leif Ove Andsnes conquista il dotto pubblico del Lingotto

( Alessandra Giorda) Il ritorno del pianista Leif Ove Andsnes al Lingotto è senza dubbio stato di notevole impatto. La Star internazionale, definita dal Wall Street Journal “Uno dei musicisti più dotati della sua generazione” e  dal New York Times ” un pianista di eleganza, energia e introspezione magistrali”, ha conquistato il pubblico e reso indimenticabile la serata. Sul palco dell’Auditorium G. Agnelli, il M° Andsnes e la musica si sono elevate all’unisono per regalare ai partecipanti “perle” di rara bellezza . Orecchie gaudenti per una musica resa ancor più eccelsa dalla maestria del pianista. Coinvolgimento del pubblico per la grande capacità della Star di trasmettere emozioni,vitalità e trasporto sia a Torino che nelle altre tappe della tournée di recital dove Andsnes ha riscosso grande successo da Bilbao, Madrid, Lugano, Vienna Konzerthaus, Royal Festival Hall di Londra, Lipsia,Colonia, Amsterdam, Lucerna  e Milano. Sale l’attesa per i prossimi appuntamenti che vedranno il pianista norvegese il 30/11 ad Anversa, Belgio, 01/12 a Berlino ed ultima tappa il 03/12  a Monaco.

 

Di svariati minuti gli applausi da parte del composto e dotto pubblico, tipico dell’Auditorium Lingotto, che ha riconosciuto al pianista il talento e la bravura. Andsnes ha regalato due fuori programma, uno di Sibelius e l’altro di Chopin, di quello già in essere  composto  da Jean Sibelius, Jörg Widmann, Franz Schubert, Ludwig van Beethoven per concludere con Fryderyk Chopin ( per il dettaglio http://www.televisionario2.com/attesa-per-leif-ove-andsnes-che-ritorna-la-lingotto/)

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Il Falstaff sotto la Mole conquista il pubblico ed è subito successo

( Alessandra Giorda) Gran successo al Teatro Regio di Torino per un grandioso Falstaff, tra  i capolavori indiscussi del Teatro di tutti i tempi come lo definì Richard Strauss, dell’ottuagenario Giuseppe Verdi. Ultima opera composta dal Cigno di Busseto, grande tragico del teatro musicale, nella quale si evincono i segni di una novità assoluta, gettando le basi  nella storia dell’opera comica italiana.

Applausi di svariati minuti, commenti positivi per il tutto il cast ed in particolare per il grande Carlos Alvarez ( già precedentemente intervistato http://www.televisionario2.com/?s=carlos+alvarez ) Voce baritonale di notevole pregio che ha portato in scena un perfetto Sir John Falstaff. Grande abilità nel mettere in risalto tutte le sfaccettature di un personaggio non facile, dove il comico ed il tragico si fondono perfettamente. Il baritono spagnolo ha saputo mettere in luce un Sir Falstaff che non è solo un cavaliere decaduto che conduce una vita anacronistica e da parassita dell’arricchita borghesia inglese, ma è anche una persona che riflette su una vita vissuta piena di dubbi e sulle molteplici sfumature dell’essere  umano.  La sua filosofia di vita  prende corpo alla fine del secondo atto con “Tutto nel mondo é burla. L’uom é nato burlone, La fede in cor gli ciurla, Gli ciurla la ragione”.   Senza dubbio Carlos Alvarez si è confermato un grande del panorama lirico internazionale.

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Successo al Teatro Nuovo di Torino per un Macbeth geniale

( Alesssandra Giorda) Il Macbeth #homoinstabilis presentato al Teatro Nuovo di Torino sabato scorso ha conquistato il folto pubblico e si è confermato un vero e proprio successo. Uno spettacolo che ha visto la luce lo scorso luglio al Castello Visconteo Sforzesco di Novara in collaborazione con il Teatro Coccia e dove  già era risultato vincente. Un mix perfettamente dosato di generi, dalla prosa, alla lirica,  alla musica tecno, al mimo ed  alle arti visive, ha regalato immense soddisfazioni a tutto il cast, ma soprattutto ai tre giovani artisti che hanno avuto il lampo di genio ed il coraggio di creare per la prima volta nella storia dello spettacolo un Macbeth tale. Un encomio quindi a Giuseppe Raimondo (attore e  cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista). Uno spettacolo adatto a chiunque, dai giovani alle teste brizzolate, passando per quelli di mezza età. Infatti tutte le generazioni hanno affollato il botteghino del Teatro Nuovo con code di più di 40 minuti.

Eccellente esibizione dell’attrice Chiara Poletti nel ruolo di Lady Macbeth. Ha perfettamente messo in luce la bramosia  di potere che la porta, insieme al marito Macbeth, a commettere una serie di omicidi pur di raggiungere l’ambito trono. Ha incarnato egregiamente la psicologica malata di questa donna imbrigliata tra i meandri  della sete di potere fino ad impazzire per poi morire. Perfettamente aderente al capolavoro shakespeariano, dove la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa, sono i temi centrali. Interpreta perfettamente la scena dove Lady Macbeth non riesce a pulire le sue mani macchiate di sangue, ma sempre una macchia rimane a ricordare gli atroci delitti commessi. Senza dubbio un personaggio dalle mille sfaccettature complesse ed oggetto di numerosi studi freudiani dal ‘900 fino ad oggi continuano ad alimentare  gli studi dei più illustri psicoanalisti.

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Straordinario il secondo appuntamento all’Auditorium Rai con Dvořák e Mahler

(Alessandra Giorda) Successo per il concerto del 26 Ottobre scorso all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino.  Applausi copiosi da parte del pubblico torinese che ha apprezzato il concerto con Das Klagende Lied (Il canto del lamento e dell’accusa) di Gustav Mahler, cantata in tre parti per soli, coro e orchestra, e L’arcolaio d’oro, terzo dei cinque poemi sinfonici di Antonín Dvořák,  all’insegna del fantastico e delle leggende popolari.

Das Klagende Lied, la bellissima Cantata fiabesca dove le voci soliste non equivalgono mai a personaggi, bensì hanno un ruolo puramente musicale e narrativo. Infatti il ruolo dei protagonisti non è quello di interpretare dei personaggi, ma di raccontare una storia. Tale Cantata dalle influenze wagneriane, porta con sè toni epico-drammatici dove i veri protagonisti non sono i personaggi, ma l’osso che canta. La terribile storia non ha un lieto fine come è giusto che sia . Eccezionale il cast che ha visto protagonisti il soprano Aga Mikolaj, il contralto Yulia Matochkina, il tenore Brenden Gunnel e il baritono Thomas Tatzi. Composti e perfetti nelle loro esecuzioni da catturare l’attenzione del pubblico. Vasto ed eccellente il Coro Filarmonico Ceco di Brno. Encomio anche al Maestro  del Coro Petr Fiala. Il tutto è avvenuto sotto la magistrale direzione, come sempre del Direttore James Conlon, che ha messo in luce le sue doti anche nella prima parte con L’arcolaio d’oro di Antonín Dvořák, poema sinfonico op.109, dalla trama dalle tinte forti dove cattiverà, crudeltà e malvagità la fanno da padrona, ma l’amore vince su tutto e tutti.

M° Gaston Fournier Facio intervistato da Radio 3

Presente alla serata anche il Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, il M° Gastón Fournier Facio che è stato intervistato da Radio 3 , poichè il concerto è stato trasmesso in collegamento diretto per Radio3 Suite.

Il post Concerto dietro le quinte è stato un momento bellissimo dove soddisfazione e felicità per il successo della serata si respiravano nell’aria. Tra il cast la Mikolaj e la Matochkina hanno ringraziato i membri dell’Orchestra della Rai ad uno ad uno, moltissimi gli abbracci tra loro ed il M° James Conlon. E’ sempre bello dopo tanto impegno e fatica godere del meritato lavoro svolto in maniera eccelsa.

I commenti degli spettatori  a fine serata, mentre indossavano giacche o cappottini leggeri per poi avviarsi verso l’uscita per una serata tiepida, anomala per il clima della città sabauda, erano tutti positivi con qualche tocco di frivolezza nell’ammirare i meravigliosi abiti del soprano Aga  Mikolaj, del contralto Yulia Matockhina e quelli del Coro di Brno. Come sempre c’è stato anche chi ha avanzato qualche critica ritenendo poco adatta questa favola tedesca al pubblico italiano. Che dire ? De gustibus non dispuatandum est !

 

 

 

 

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