Russell Davies e Lucchesini suonano Beethoven e Stravinskij

Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il direttore americano Dennis Russell Davies, noto per aver da sempre affiancato al repertorio sinfonico e operistico tradizionale prime esecuzioni e registrazioni di autori contemporanei come Hans Werner Henze, John Cage, Philip Glass e Arvo Pärt, che gli sono valse anche un Grammy Award per Appalachian Spring di Aaron Copland.

Il concerto – in programma giovedì 16 novembre alle 20.30 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino e in collegamento diretto su Radio3 – si apre con l’Ouverture da König Stephan Op. 117 di Ludwig van Beethoven. Il re a cui il lavoro è intitolato è Stefano il “Santo”, colui che ricevette la corona d’Ungheria e la croce apostolica da papa Silvestro II nell’anno Mille per aver diffuso la religione cattolica tra il suo popolo.

A seguire il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 Op. 15 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1796 e il 1797 ed eseguito per la prima volta a Praga nel 1798 con lo stesso Beethoven impegnato al pianoforte. Ad interpretarlo con l’Orchestra Rai è chiamato il pianista Andrea Lucchesini, apprezzato dal Daily Telegraph per aver dimostrato «che il virtuosismo è solo una parte di un affascinante ventaglio di timbro, stile e mordente armonico». Vincitore del Premio Accademia Chigiana e del Premio Abbiati, Lucchesini ha suonato con direttori come Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Daniel Harding, Vladimir Jurowski, Gianandrea Noseda e Giuseppe Sinopoli, e ha inciso l’opera pianistica di Berio, gli Improvvisi di Schubert e l’integrale delle sonate di Beethoven.

Chiude il programma uno dei capolavori della letteratura musicale del Novecento: il balletto Petruška di Igor’ Stravinskij, proposto nella versione che andò in scena al Théâtre du Chatelet di Parigi nel 1911 con il celeberrimo ballerino ucraino Nijinsky nei panni della marionetta protagonista, «l’eterno infelice eroe di tutte le fiere, di tutti i paesi», come lo definì lo stesso compositore. Dopo il grande successo del suo primo balletto, L’Oiseau de feu, Stravinski iniziò a lavorare, nel 1910, alla Sacre du printemps. Nell’estate dello stesso anno, quasi come svago, tradusse in un pezzo per pianoforte e orchestra la sua «visione di un burattino scatenato che, con le diaboliche cascate di arpeggi, esaspera la pazienza dell’orchestra». Il pezzo piacque a tal punto all’impresario dei Balletti russi Sergej Diaghilev da convincere Stravinskij a farne un balletto. Nata per la danza classica – di cui contribuì a rivoluzionare il linguaggio – l’opera entrò ben presto a far parte del grande repertorio sinfonico.

Il concerto è replicato venerdì 17 novembre alle ore 20. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dell’inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai
Comunicato Stampa

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