Sold out per Il trovatore al Regio di Torino nel 205° compleanno di Verdi

(Alessandra Giorda) Sotto la guida del nuovo Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, William Graziosi, Il trovatore di Giuseppe Verdi ha inaugurato la Stagione 2018/2019. Un’opera sicuramente non facile che fa parte della cosiddetta trilogia popolare del Cigno di Busseto.

Sold out per la Prèmiere del 10 Ottobre 2018,  che ha raccolto consensi da parte di un  pubblico ben preparato che ha ha dato sfogo a svariati minuti di convinti applausi nel finale senza tralasciare quelli durante lo svolgimento della recita.

Senza dubbio le donne sono state le vere protagoniste della della serata. Presenza scenica, eleganza, stile, classe, per il soprano Rachel Willis-Sørensen , nel ruolo di Leonora, che con  la cavatina ‘Tacea la notte placida’ getta le basi per un crescendo di consensi. Fraseggio impeccabile e voce strepitosa consacrano il soprano statunitense un’artista di pregio sul panorama lirico internazionale che è piaciuto all’attento pubblico sabaudo. Curata nei minimi particolari è la sua Eleonora che si toglie la vita per rimanere fedele al suo amato.

Non di meno si può dire per Anna Maria Chiuri, mezzosoprano che porta in scena una Azucena vera mettendo in risalto tutti i tratti del personaggio. Ribelle, selvaggia, tormentata, disperata e vendicatrice, ma anche madre amorevole. Lodevole la capacità attoriale che si evince con la potenza di arrivare al pubblico trasmettendo emozioni profonde.  Ottima la tecnica e bella la voce. Fantastica sulle note della celebre canzone “Stride la vampa“.

 Diego Torre, alias Manrico, dimostra di possedere le qualità giuste anche se  nella cabaletta ‘Di quella pira’ ha raccolto qualche dissenso a mio parere non congruo alla prestazione di buon livello che il tenore messicano ha dimostrato in scena. Di forte impatto la prigione dove sono rinchiusi Manrico e Azucena  in attesa della loro esecuzione. Denso di sentimento e degno di nota il duetto della quarta parte con  “Ai nostri monti ritorneremo” (Azucena), Riposa, o madre ( Manrico)

Massimo Cavalletti nel  Conte di Luna ha dato sfogo ad una gradevole presenza scenica con una voce generosa nel volume. Il baritono toscano porta in scena in maniera egregia il suo personaggio ricco di non facili sfaccettature tra amore e passione, coraggio ed insicurezza. Poco reale è la scena nel finale della prima parte dove Manrico sfida a duello il Conte di Luna.

#TrovatoreTRT

Questa sera, ore 20, la Prima del Trovatore. Si inaugura la nuova Stagione d'Opera del Regio. Seguite la diretta su Radio3 Rai con Susanna Franchi. PInchas Steinberg dirige l'Orchestra e il Coro del Regio in un allestimento con la regia di Paul Curran. Nel cast: Rachel Willis-Sørensen, Diego Torre, Anna Maria Chiuri, Massimo Cavalletti. #TrovatoreTRT – Tonight, at 20.00, the Premiere of Il trovatore. The new Opera Season of the Regio is coming. Follow the broadcast live on Radio3 Rai with Susanna Franchi. PInchas Steinberg conducts the Orchestra and Chorus of the Regio in a production under the direction of Paul Curran. In the cast: Rachel Willis-Sørensen, Diego Torre, Anna Maria Chiuri, Massimo Cavalletti.

Publiée par Teatro Regio Torino sur Mardi 9 octobre 2018

Con piacere ritengo opportuno tessere lodi per i comprimari che sono stati tutti bravissimi.

Sul podio  M° Pinchas Steinberg  ha diretto in maniera impeccabile l’Orchestra, ben preparata, del Teatro Regio Da ricordare che la partitura de Il Trovatore abbonda di momenti complessi ed insidiosi con parecchi cambiamenti di tempo non semplici e come il Maestro israeliano si definisce è stato un ” degno servo della partitura”. Un prezioso valore aggiunto è stata l’interpretazione data valorizzando le sfumature. Plausi al Coro del Teatro Regio diretto all’ineccepibile  M° Andrea Secchi.

L’allestimento è del Teatro Comunale di Bologna curato da Paul Curran che firma una regia che vince e convince anche se non tutti. Il regista scozzese di fama mondiale, già direttore  artistico della Norwegian National Opera, vanta numerosi premi vinti.  Riuscita l’ambientazione  a metà ottocento dove, non trovando congeniale quella medievale, ha saputo valorizzare personaggi e vicenda.

Belli e ricchi i costumi di Kevin Knight si contrappongono a scene essenziali e dai colori scuri dove scalinate imponenti la fanno da padrona variando le  posizioni nei cambi di scena.

La recensione si riferisce alla recita del 10 Ottobre 2018

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