Successo al Teatro Nuovo di Torino per un Macbeth geniale

( Alesssandra Giorda) Il Macbeth #homoinstabilis presentato al Teatro Nuovo di Torino sabato scorso ha conquistato il folto pubblico e si è confermato un vero e proprio successo. Uno spettacolo che ha visto la luce lo scorso luglio al Castello Visconteo Sforzesco di Novara in collaborazione con il Teatro Coccia e dove  già era risultato vincente. Un mix perfettamente dosato di generi, dalla prosa, alla lirica,  alla musica tecno, al mimo ed  alle arti visive, ha regalato immense soddisfazioni a tutto il cast, ma soprattutto ai tre giovani artisti che hanno avuto il lampo di genio ed il coraggio di creare per la prima volta nella storia dello spettacolo un Macbeth tale. Un encomio quindi a Giuseppe Raimondo (attore e  cantante lirico), Matteo Anselmi ( attore) ed Erik Saglia (artista). Uno spettacolo adatto a chiunque, dai giovani alle teste brizzolate, passando per quelli di mezza età. Infatti tutte le generazioni hanno affollato il botteghino del Teatro Nuovo con code di più di 40 minuti.

Eccellente esibizione dell’attrice Chiara Poletti nel ruolo di Lady Macbeth. Ha perfettamente messo in luce la bramosia  di potere che la porta, insieme al marito Macbeth, a commettere una serie di omicidi pur di raggiungere l’ambito trono. Ha incarnato egregiamente la psicologica malata di questa donna imbrigliata tra i meandri  della sete di potere fino ad impazzire per poi morire. Perfettamente aderente al capolavoro shakespeariano, dove la sete di potere, la violenza, l’immortalità , la mente deviata che sfocia nella pazzia, i rapporti di coppia promiscui senza dimenticare i sensi di colpa, sono i temi centrali. Interpreta perfettamente la scena dove Lady Macbeth non riesce a pulire le sue mani macchiate di sangue, ma sempre una macchia rimane a ricordare gli atroci delitti commessi. Senza dubbio un personaggio dalle mille sfaccettature complesse ed oggetto di numerosi studi freudiani dal ‘900 fino ad oggi continuano ad alimentare  gli studi dei più illustri psicoanalisti.

Esemplare anche l’interpretazione dell’attore Matteo Anselmi nel ruolo di  Macbeth dove sfodera una mente malata e debole che si lascia dominare dalla sanguinaria Lady Macbeth, ma che prova anche sensi di colpa per avere ucciso senza pietà. Da sottolineare la scena finale quando gli viene annunciata la morte della regina ( sua moglie) ed egli commenta :

“Doveva pur morire, presto o tardi;
il momento doveva pur venire
di udir questa parola…”

dove Anselmi nel pronunciare queste parole è talmente perfetto da sembrare vero.

Originale, semplice, versatile è la scenografia ideata da Erik Saglia, con moduli che si compongono e scompongono a seconda delle necessità, ma sempre con un risultato brillante suggellato dal  gioco di luci, di Umberto Camponeschi,  vestono il palco in maniera appropriata sottolineando ogni aspetto della storia che man mano si snocciola tenendo sempre viva l’attenzione dei presenti.  Il tutto raggiunge l’apice nella scena del banchetto, dove luci psichedeliche mettono in risalto il simil cubo da discoteca dove Lady Macbeth si  lancia in un ballo scatenato, mentre i partecipanti gozzovigliano fino a  quando i sensi di colpa di Macbeth prendono il sopravvento.

Nella parte lirica, il soprano Stefania Spaggiari si è rivelata molto brava, sia nell’interpretazione che nel canto, arrivando molto bene al pubblico. Copiosi gli applausi. L’unico appunto, su una prestazione senza dubbio da plauso, è da fare sulle “note alte” dove l’artista ha spinto un pò troppo. Non lo avesse fatto sarebbe stata quasi perfetta.

L’attore e tenore Giuseppe Raimondo ha recitato molto bene calandosi nei panni di Macduff, ruolo perfettamente aderente alla sua personalità artistica. Come tenore, la sua voce inconfondibile dal colore intenso ha assorto lo spettatore attento,  in un silenzio perfetto, per godere al meglio  del suo canto.  Nome già conosciuto nel campo lirico dove ogni sua esibizione si rivela un successo. Un giovane molto promettente che sta scalando, poco a poco, l’ Olimpo della lirica.

Lodi da tessere anche per il baritono Massimiliano Fichera per la sua ottima performance. Bravo !

Il Coro Francesco Tamagno sempre all’altezza della situazione è stato meraviglioso sulle note di  “Patria oppressa” dove ha egregiamente messo in risalto  lo stato d’animo con il quale Verdi esprime tutta la sua delusione per l’Italia del 1865 che stava uscendo dagli eroici anni del Risorgimento.

Bravissimo il pianista, il M° Sergio Merletti che ha regalato note meravigliose . Da evidenziare le capacità di Viola Sartoretto per i costumi semplici, ma di forte impatto.

Complimenti vanno a tutto il resto del cast che è stato fondamentale per la perfetta riuscita dello spettacolo dove è stata data giusta attenzione al capolavoro shakespeariano che dopo circa 400 anni continua ad essere attuale.

Dietro a tanto successo c’è una donna speciale, il soprano Angelica Frassetto, che con la sua Impresa Lirica Francesco Tamagno, lavora senza orari per aiutare giovani meritevoli e promettenti nel mondo della lirica e dello spettacolo. Senza di lei questo spettacolo forse non sarebbe mai nato.

 

(Visited 368 times, 1 visits today)
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Alessandra Giorda - P.IVA 11290670014

Realizzato da Escamotages