Vincente “La Regina di Ghiaccio” con la straordinaria regia di Maurizio Colombi

( Alessandra Giorda) Per il mese di Gennaio ed i primissimi giorni di Febbraio Turandot la fa da padrona nella capitale subalpina. Sembra quasi che il fato, nella Torino magica, abbia voluto dedicare un tributo per l’ultima erede di casa Puccini, la Signora Simonetta, la cui dipartita è avvenuta a dicembre scorso, con l’ultima opera incompiuta del celebre Maestro toscano. Prima il grande successo al Teatro Regio di Torino con un cast stellare e la regia straordinaria di Stefano Poda e poi in tutt’altro genere arriva La Regina di Ghiaccio al Teatro Alfieri. Due spettacoli diversi, il primo lirico ed il secondo un musical, ma nei loro settori due diamanti che brillano di luce propria. Sold out anche per La Regina di Ghiaccio dove firma la regia, una mente eccelsa del musical, Maurizio Colombi.  Geniale l’idea di trarre spunto dalla lirica per un musical la cui  messa in scena è precisa e puntuale. Il sipario si apre con 4 quadri, uno che raffigura il celebre compositore Giacomo Puccini, l’altro la locandina originale di Turandot e così via con La Bohème e Madama Butterfly. I capaci attori spendono alcune parole ben dosate e dirette sul compositore  e l’opera in oggetto: Turandot.  Da questo primo impatto si delinea l’alto livello dello spettacolo che con un linguaggio semplice ed  un genere che in Italia raccoglie un vasto pubblico, arriva direttamente anche a chi di lirica è profano. Purtroppo nel nostro Paese, culla del belcanto, l’opera lirica è ancora, nella mente dei più, un genere age per intellettual-chic. Ben differente all’estero dove esportiamo questo prodotto con successi incredibili su tutte le fasce di età, dai giovanissimi ai più longevi.

Squadra vincente non si cambia, infatti dopo il gran successo di Rapunzel, il medesimo cast è stato confermato per La Regina di Ghiaccio dove la più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini è Turandot, al suo fianco Pietro Pignatelli alias Calaf ed un cast artistico formato da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati.

 

La chiave di lettura di questo musical si avvicina alla mente dei più piccoli con l’inserimento di tre streghe, Tormenta, Gelida e Nebbia che per i più adulti possono rappresentare i meandri più nascosti della psiche di Turandot ben evidenziati  in tutto lo svolgersi della storia, ma che raggiungono l’apice quando la Regina cinese incontra Calaf ed è combattuta nei suoi sentimenti.

Lorella Cuccarini, che festeggia 20 anni di musical, si conferma essere sempre una grande artista in ogni ruolo. Glaciale, perfida, dalla mente malata e diabolica che uccide provando piacere, ma anche dolce e sensibile quando l’incontro con Calaf la porta a provare emozioni forse mai vissute. La Lorella di sempre, quando alla fine dello spettacolo, incita il pubblico a cantare con lei e balla con grinta, dinamismo e piacere come quando, agli inizi di carriera,  teneva gli italiani incollati alla tv al sabato in attesa dei suoi balletti.

Eccellente Pietro Pignatelli,  Calaf che per tutto il musical è padrone del palcoscenico. Quando viaggia sulle note della celebre romanza Nessun dorma un brivido serpeggia lungo il corpo degli spettatori, la sua voce emoziona e colpisce arrivando dritta la cuore degli ascoltatori grandi e piccini.

Ovviamente la famosa romanza è in chiave pop e rivisitata in un duetto meraviglioso tra Pignatelli e la Cuccarini. Anche in questo passaggio si evidenzia la bravura del regista Maurizio Colombi che, in un momento sacro nel mondo della lirica, ha avuto il coraggio di offrire una chiave di lettura fedele ed al tempo stesso diversa da quanto scritto nel libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, risultando vincente. La musica originale è composta da 18 emozionanti brani musicali arrangiata e diretta da Davide Magnabosco e mantiene i riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini.

Molto ben rappresentati anche Ping, Pong e Pang che sono stati perfetti nei loro ruoli. Un plauso a tutto il cast che ha conquistato il pubblico torinese e riscosso consensi durante le tappe del tour. Luci ed effetti fanno da cornice ad uno spettacolo da non perdere.

Recensione della recita del 2/2/2018

Grande rispetto e ammirazione per gli artisti che operano nel mondo della lirica

Non posso dimenticare il periodo trascorso con Luciano Pavarotti

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